Indian Wells: giovani alla ribalta. Ahi Thiem, la caviglia va KO

Taylor Fritx supera Verdasco in volata. Hyeon Chung annulla Berdych con un doppio 6-4. Coric lascia quattro giochi a Bautista Agut. Thiem costretto al ritiro contro Cuevas

Indian Wells: giovani alla ribalta. Ahi Thiem, la caviglia va KO
Taylor Fritz - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

T. Fritz b. F. Verdasco 4-6 6-2 7-6(1) (Michele Trabace)

La prima volta ha un sapore speciale. Eh si, perchè la promessa americana Taylor Fritz riesce a qualificarsi per la prima volta agli ottavi di finale in un Masters 1000 sconfiggendo il veterano del circuito Fernando Verdasco, numero 39 ATP e di 14 anni più grande di lui, con cui aveva perso nell’unico incrocio tra i due andato in scena a Winston Salem nel 2016. Il ventenne di casa, essendo nato proprio nello stato della California, finalmente raggiunge un altro risultato di prestigio dalla finale persa nel 2016 a Memphis contro Nishikori, dopo che negli ultimi tempi aveva dovuto fare i conti con la pressione di non riuscire a mantenere le attese sulla sua carriera e che per migliorare il ranking spesso era dovuto ricorrere al circuito challenger (con la vittoria a Newport). Fritz con una prestazione in crescendo sfrutta i rinomati passaggi a vuoto di un Verdasco falloso e nervoso nei momenti topici, dando l’impressione di poter gestire le situazioni di alta tensione. Applaude soddisfatta la sua famiglia, compresa la moglie con cui è sposato dall’età di diciotto anni e che gli ha già regalato il primo figlio.

 

La differenza nella prima frazione la fa un break nel terzo game a favore del recente finalista a Rio de Janeiro, che poi si limita a gestire le operazioni e con un ace certifica il 6-4 in suo favore. Ottimo il rendimento al servizio per Verdasco che perde solo cinque punti. Il numero 74 mondiale sa che per tenere vivo il match deve crescere con il suo rendimento, con l’iberico che lo aiuta concedendo la prima palla break nel sesto gioco e facendosi soffiare successivamente la battuta a causa di un sanguinoso doppio fallo; cresce in questo frangente la fiducia di Fritz che da fondocampo spinge decisamente in maniera più convinta, arrivando a procurarsi tre set point sul servizio dell’avversario, ma è il quarto a essere quello buono su gentile concessione di Verdasco, che incappa nuovamente in un doppio fallo. Secondo set Fritz 6-2. Il nativo di Madrid sente che l’inerzia ora è contro di lui e nel secondo game stoppa il gioco lamentandosi della scarsa visibilità con giudice di linea e supervisor, decidendo di andarsi a sedere fino a quando non vengono accese le luci; il classe ’97 riesce ad ottenere subito il break alla ripresa delle ostilità, ma non riesce a confermarlo, rimettendo le sorti del confronto di nuovo in equilibrio. Fernando rischia grosso nel decimo gioco quando si ritrova sotto 15-40 con due match point da affrontare ed un nervosismo crescente verso alcuni spettatori, ma è magistrale nell’annullarli. È l’ultimo sussulto prima che il verdetto finale sia deciso dal tie-break decisivo, la specialità di Fritz che in carriera ne ha vinti 10 su 11. L’americano va al cambio campo avanti 5-1 con il decimo doppio fallo dell’iberico ed è solo il preludio ad altri cinque match point consecutivi, ma questa volta basta il primo per sancire una grande vittoria per la felicità sua e della già citata famiglia oltre a quella del pubblico. Ora ad attenderlo ci sarà Coric, con cui ha perso nell’unico precedente disputato al Roland Garros nel 2016.

[23] H. Chung b. [12] T. Berdych 6-4 6-4 (Andrea Franchino)

Il cemento bicolore californiano ospita un interessante incontro tra un giocatore che ha respirato per 6 anni consecutivi (2010-2016) l’aria della Top Ten, il ceco Tomas Berdych (32 anni, 15 ATP) e un tennista che probabilmente quella stessa aria comincerà a respirarla molto presto e chissà per quanto tempo, il coreano Hyeon Chung (21 anni, 26 ATP). La vittoria in due set del giovane coreano sa tanto di passaggio di consegne generazionale, vista la qualità del gioco messo in mostra da Chung, sempre in spinta, ficcante al servizio e aggressivo in risposta tutte le volte che si è trovato ad affrontare la seconda di servizio dell’avversario. Berdych ha giocato il suo tennis consueto, sempre di ottimo livello, ma purtroppo non in grado di consentirgli di comandare gli scambi e sfruttare al meglio la caratteristica profondità e potenza del diritto per aprirsi il campo, visto che ogni volta che cercava di accelerare la palla gli tornava indietro con velocità identica se non aumentata.

Il primo set è stato un po’ più combattuto, con Chung che ha preso il comando al terzo gioco, sfruttando la prima occasione avuta. Berdych fatica a tenere il turno di servizio successivo (pur senza concedere palle break), restituisce il break pareggiando al sesto gioco, ma non riesce poi a sfruttare ben tre opportunità sul servizio del coreano (che mette in mostra una tenuta mentale in difesa simile a quella di un certo giocatore serbo…) per portarsi in vantaggio. Cosa che invece riesce a Hyeon nel gioco successivo, sfruttando la prima delle tre opportunità guadagnate grazie all’aggressività in risposta, e che gli consente di chiudere la prima frazione al primo setpoint dopo 42 minuti. Il secondo set dura esattamente lo stesso tempo ma scivola via in maniera molto più piatta, Chung gestisce la situazione come se il giocatore più esperto in campo fosse lui. Si conquista tre palle break nuovamente al terzo game, Berdych annulla le prime due ma è costretto a capitolare sulla terza, di fatto consegnando il match al suo giovane contendente, che da lì in avanti non fa concessioni nei suoi turni in battuta e conclude la sua fatica al primo match point. Prossimo avversario Pablo Cuevas, per quello che si è visto in campo oggi pensare alla presenza di Chung tra i primi otto del torneo è abbastanza realistico, ma non si sa mai…

[30] P. Cuevas b. [5] D. Thiem 3-6 6-4 4-2 rit. (Paolo Di Lorito) 

Una sfortunata distorsione alla caviglia costringe Dominic Thiem al ritiro nel match di terzo turno contro Pablo Cuevas. Nonostante le evidenti difficoltà fisiche, l’austriaco (che rimedia l’infortunio nelle fasi finali del primo parziale) stringe i denti e con orgoglio prova a rimanere aggrappato alla partita, prima di essere costretto ad alzare bandiera bianca nel set decisivo. Nel primo parziale il numero 5 del seeding è di un cinismo unico alla battuta dove concede la miseria di tre ’15’ e chiude senza alcun patemi 6-3. Nel secondo parziale è proprio la freddezza nelle fasi conclusive che viene a mancare e il 34 del mondo rimette in equilibrio il punteggio. Dopo circa mezz’ora dall’inizio del terzo set, il numero 34 del mondo si porta per la prima volta in vantaggio brekkando l’avversario, ma non avrà modo di completare l’opera a causa del ritiro dell’austriaco (il quarto della carriera). Così facendo l’uruguaiano riporta in parità, 2-2, il conteggio dei precedenti.

Dominic Thiem – Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

GLI ALTRI INCONTRI (Raffaello Esposito)

Il cielo del deserto californiano è punteggiato di palline gialle che viaggiano sempre più veloci. Nella parte alta del tabellone il collo di bottiglia si avvicina e oggi in palio c’erano gli ottavi di finale. Vediamo come sono andati i rimanenti incontri di giornata. Sullo Stadium 3 il programma si apre con la sconfitta in famiglia patita da Adrian Mannarino (23 ATP, tds 20) con Jeremy Chardy (100 ATP), tornato qui a livelli più che buoni, come ha imparato Fognini a sue spese due giorni fa. Nei tre precedenti Mannarino non aveva racimolato neanche un set e anche stavolta non gli è andata granché meglio. Ha vinto il secondo parziale ma è crollato male al decider contro uno che non vinceva due match in fila da Miami 2017. Bravo Chardy a colpire forte col servizio e ad alternare peso e rotazioni nello scambio, servendosi spesso di un morbido back di rovescio. Onestamente inguardabile invece Mannarino per larghi tratti della partita. Jeremy avrà al turno prossimo l’onore del Centrale contro Federer.

È passata l’ora di pranzo quando sullo stesso campo scendono Pablo Carreno Busta (14 ATP, tds 11) e Danil Medvedev (57 ATP), ventiduenne russo bizzoso ma traboccante talento che un anno fa a Mosca ha fatto un sol boccone dello spagnolo. Carreno pareggia i conti in due set opposti nel punteggio ma uguali per lotta. Nel primo lo spagnolo manda nei matti l’avversario tenendo due servizi da 0-40 e 15-40, Danil invece li perde e il 6-1 è servito. Medvedev colpisce piatto con scioltezza assoluta e tempo perfetto ma qualcuno gli spieghi che lo scopo del gioco non è spaccare l’avversario. Comunque è bellissimo da vedere. Carreno comanda il secondo set fino al 5-4 e servizio, poi quel che accade vale il match intero. Il russo annulla quattro palle match – due consecutive – giocandosela alla Connors. Tutto braccio e via. Quando il punteggio è tornato in bilico Carreno ha ancora la forza di mettere a segno il colpo più bello del match. Quel passante lungolinea in corsa di dritto al termine di uno scambio spaccabraccia gli vale il break che lo porterà al 7-5 finale e agli ottavi.

Mentre questo accadeva ecco Borna Coric (49 ATP) stendere netto il secondo spagnolo di fila nel torneo, quel Roberto Bautista Agut (16 ATP, tds 13) che solo poche settimane fa lo aveva sconfitto per la quarta volta in cinque precedenti a Dubai. Borna ammazzaspagnoli dunque, e ai nostalgici il termine ricorderà certo quel genio con la (b)racchetta di Miloslav Mecir, che secoli fa usava riservare lo stesso trattamento agli svedesi. Forza, compattezza e mentalità, queste le impressioni più nitide lasciate sul campo dal croato, insieme al coraggio che nei momenti caldi lo ha salvato. Come quando ha annullato una delle palle break concesse con discesa a rete su seconda e schiaffo al volo. I suoi colpi pesanti e arrotati hanno scardinato quelli meno lavorati di Bautista. Lo spagnolo ha avuto le sue occasioni di break, nel secondo set era pure riuscito a riequilibrare il punteggio nell’unico calo di Borna ma i troppi errori lo hanno condannato.

Il programma dei singolari sullo Stadium 3 si chiude con l’incontro seguente, nel quale le cannonate – e non solo – del sudafricano Kevin Anderson trovano gran resistenza nell’ottimo Nicolas Kicker di queste settimane. L’argentino riesce a essere a tratti pericoloso in risposta, scegliendo di posizionarsi lontanissimo dalla riga di fondocampo. Al servizio invece raggiunge ottime velocità con la prima per poi affidarsi ai suoi solidi rimbalzi. Tuttavia è Anderson a fare la voce grossa nei due tie-break, vinti cedendo un totale di soli quattro punti, raggiungendo quindi il quarto turno dove incontrerà Pablo Carreno Busta, da lui sconfitto nei tre precedenti scontri diretti.

Risultati:

J. Chardy b. [20] A. Mannarino 7-5 4-6 6-1
[1] R. Federer b. [25] F. Krajinovic 6-2 6-1
B. Coric b. [13] R. Bautista Agut 6-1 6-3
[11] P. Carreno Busta b. D. Medvedev 6-1 7-5
[7] K. Anderson b. N. Kicker 7-6(1) 7-6(3)
T. Fritz b. F. Verdasco 4-6 6-2 7-6(1)
[30] P. Cuevas b. [5] D. Thiem 3-6 6-4 4-2 rit.
[23] H. Chung b. [12] T. Berdych 6-4 6-4

Il tabellone completo

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