Wimbledon: Rafa quasi sicuro. Isner-Raonic da pallottoliere

Focus tecnico, day 9. I "Big 3" favoriti più o meno nettamente. Gara di tiro al piccione in vista tra i due bombardieri

Wimbledon: Rafa quasi sicuro. Isner-Raonic da pallottoliere
Juan Martin del Potro - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Londra

Siamo arrivati alle partite che fan tremare i polsi anche nel tabellone maschile. Federer non dovrebbe avere problemi, qualche – piccola – insidia in più per Djokovic, sarà necessaria attenzione, rimanendo in ogni caso favorito, per Nadal. Chiuderà il campo 1 un match da potenziale record di ace tra Isner e Raonic, roba che non basta l’elmetto, ci vuole il bunker per stare al sicuro.

 

Roger Federer – Kevin Anderson (ore 14 italiane, campo 1, precedenti 4-0 Federer)
Fa più notizia il fatto che l’otto volte campione di Wimbledon, e testa di serie numero uno, non sia stato programmato sul centrale, rispetto all’impegno agonistico in sé. Ovviamente, se c’è qualcuno che se ne sbatte felicemente di queste cose è proprio Roger, che è sempre stato uno che dove lo metti gioca, senza problemi. Anzi, considerando il fatto che in diversi hanno rilevato come l’erba del campo 1 (tra l’altro molto bello ora con la nuova tettoia, in attesa della copertura mobile) sia in condizioni migliori rispetto al centrale, probabilmente sia a Federer che a Kevin Anderson la collocazione non dispiace affatto. Purtroppo per il bravo sudafricano, dal gran servizio e dai colpi potenti, a Roger incontrare i bombardieri è raro che crei difficoltà. Certo, arriveranno ace, vincenti, quello che si vuole, ma lo svizzero in questi Championships ha fatto vedere un altissimo livello in risposta, prima o poi un game di battuta te lo strappa. Mal che vada, si va al tie-break, già arrivare al 6 pari sarebbe un successo per Kevin, che non ha mai vinto un set in 4 confronti con Federer, ed è arrivato solo due volte a 5 game. Sono precedenti pesanti, anche se l’ultimo (Cincinnati 2015) è di quasi 3 anni fa.
Consigliato ai fan di Roger, e considerando quanti sono, direi che basta e avanza.

Novak Djokovic  – Kei Nishikori (ore 14 italiane, centrale, precedenti 13-2 Djokovic)
Quando si incontrano due tennisti che giocano e interpretano la tattica in modo molto simile, ma uno è più forte dell’altro, di solito il risultato è scritto, non c’è nulla da fare. Questa è esattamente la storia dei confronti diretti tra Nole e Kei, i numeri parlano chiaro, e se poi aggiungiamo che dopo la famosa semifinale allo US Open 2014 (vinse un “Nishi” mai visto prima, né dopo, in stato di grazia), stiamo 12-0 per il “Djoker”, direi che il pronostico in favore del serbo è ovvio. L’unico dubbio è che, stabilito in modo chiaro che Nole al 100% supera Kei al 100%, va considerato che entrambi sono in fase di rientro e di ricerca della forma migliore dopo essere stati assenti per infortunio, e nessuno dei due l’ha ancora raggiunta. La domanda quindi è: a che punto stanno? Se sono entrambi allo stesso “step” relativo della risalita verso il proprio massimo, vince Nole, e anche facile. Ma se oggi Nishikori va in campo e piazza una prestazione, per esempio, da 80%, mentre Djokovic gioca al suo 70%, potrebbero esserci problemi per Nole.
Consigliato a chi vuole godersi i due migliori rovesci bimani lungolinea del circuito.

Rafael Nadal – Juan Martin del Potro (secondo match, centrale, precedenti 10-5 Nadal)
Per “pedigree”, personalità, e gran confronto di stili, probabilmente è la partita di giornata. Che si deciderà, in gran percentuale, sul rendimento di uno specifico colpo: il rovescio del buon vecchio Gian Martino (lo vediamo in testa al pezzo). Rafa, prima della semifinale di New York l’anno scorso, con la consueta eccezionale lucidità e capacità di analisi tattica, raccontò che giocare contro del Potro è contemporaneamente semplice e terribilmente difficile. Semplice, perché lo schema da utilizzare è chiaro: cercare il lato sinistro dell’argentino a tutti i costi. Difficilissimo, perché oltre al fatto che così lo spazio di campo in cui tirare diventa piccolo, non appena una palla ti scappa più corta, lenta o centrale, e permetti a Juan Martin di scatenare il drittone, “sei morto”. Parole di Nadal, e se un difensore della clamorosa qualità dello spagnolo afferma una cosa simile, direi che possiamo fidarci. Di conseguenza, se delPo saprà tenere sulla diagonale mancina di Rafa, potrà essere pericoloso, se invece non sarà capace di uscire da quell’angolo, sarà durissima per lui.
Consigliato a chi è in vena di ammirare due dritti fantastici e molto diversi tra loro.

John Isner – Milos Raonic (secondo match, campo 1, precedenti 3-1 Isner)
Poco da analizzare tecnicamente, due tra i servizi più spaventosi per potenza, continuità ed efficacia, che si scontrano sulla superficie più rapida: ci vorrà la calcolatrice, sia per tenere conto degli innumerevoli ace, sia per avere sott’occhio le percentuali, che saranno la discriminante più significativa. Milos è un tipo che da queste parti sa giocare e lo ha abbondantemente dimostrato (finale nel 2016), Long John” Isner questa primavera ha fatto vedere probabilmente il suo tennis migliore, conquistando il suo primo Masters 1000 a Miami. Ma come detto, sarà difficile vedere chissà che scambi, sarà una battaglia all’insegna del servizio-dritto, quando non servizio e basta. Sinceramente impronosticabile, la speranza è che non vadano al quinto set. Perché due cecchini simili che si ritrovano ad andare avanti a oltranza rischiano di fare notte.
Consigliato ai feticisti del servizio, e agli appassionati di statistica.

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