50 anni di US Open, i campioni del passato: 1992-1995 – Ubitennis

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 1992-1995

In occasione della cinquantesima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro dal 1968 al 2018. Continuano i successi di Sampras e Graf. I rivali sono Agassi, Seles e Sanchez-Vicario

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Stefan Edberg conquista il secondo titolo consecutivo a New York, prima di lasciare il passo a quattro anni a stelle e strisce. Monica Seles vince il suo ultimo US Open e torna in finale dopo l’accoltellamento. Steffi Graf la fa da padrona con due successi ed una finale. 

US OPEN 1992

  • Stefan Edberg b. Pete Sampras 3-6 6-4 7-6(5) 6-2
  • Monica Seles b. Arantxa Sanchez-Vicario 6-3 6-3

Stefan Edberg supera Pete Sampras al quarto set, dopo tre maratone nelle partite precedenti, recuperate per i capelli contro Kraijcek agli ottavi, Lendl ai quarti, e Chang in semifinale, dopo 5 ore e 26 minuti, record di durata degli US Open. Sarà l’ultimo successo Slam per lo svedese. Tra le donne Monica Seles replica il successo dell’anno precedente, senza cedere un set. Per Seles è il secondo e ultimo successo a New Yor. 

 

US OPEN 1993

  • Pete Sampras b. Cedric Pioline 6-4 6-4 6-3
  • Steffi Graf b. Helena Sukova 6-3 6-3

Venticinquesimo anniversario dello US Open, e secondo successo per Pete Sampras. L’americano, seconda testa di serie, sconfigge in finale Cedric Pioline, primo francese a raggiungere la finale dello US Open da Henri Cochet nel 1932. Steffi Graf torna alla vittoria tra le donne, quattro anni dopo il successo del 1989. L’avversaria è Helena Sukova, alla seconda finale persa dopo quella contro Navratilova nell’86. Come in quella occasione, poco da fare per la cecoslovacca, che conquista solo sei giochi. Il torneo stabilisce il record di spettatori, 530.764, e montepremi, oltre i nove milioni di dollari.

US OPEN 1994

  • Andre Agassi b. Michael Stich 6-1 7-6(5) 7-5
  • Arantxa Sanchez-Vicario b. Steffi Graff 1-6 7-6(3) 6-4

Andre Agassi è il primo giocatore fuori dalle teste di serie a conquistare gli US Open. Il kid di Las Vegas, numero 20 ATP (all’epoca le teste di serie erano 16), sconfigge cinque dei primi tredici al mondo: la sfida più complicata è quella contro Chang agli ottavi, vinta per 6-1 al terzo. Arantxa Sanchez Vicario conquista il primo titolo a New York, sconfiggendo Steffi Graf in tre set, dopo aver ceduto il primo in ventidue minuti. Arantxa è la prima, e per ora unica, spagnola a conquistare lo US Open.

US OPEN 1995

  • Pete Sampras b. Jim Courier 6-4 6-3 4-6 7-5
  • Steffi Graf b. Monica Seles 7-6(6) 0-6 6-3

Per la prima volta nella storia del torneo maschile, le semifinali si giocano tutte tra ex-numeri 1 al mondo: Sampras, Agassi, Becker e Courier. Agassi ha la meglio del tedesco, Sampras di Courier. La finale è vinta da Sampras: è il terzo successo per il californiano, e la seconda sconfitta di Agassi contro lo storico rivale in una finale degli US Open (la terza arriverà nel 2002, con un punteggio pressoché identico). Monica Seles, tornata in uno Slam, dopo l’accoltellamento dell’aprile ’93, a quasi tre anni di distanza dalla vittoria degli Australian Open del 1993, perde una finale da montagne russe contro Steffi Graf: 7-6 0-6 6-3 il risultato.

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Ubitennis riposerà per qualche ora: seguiteci sui social!

A causa di un piccolo intervento di manutenzione, il sito non potrà essere aggiornato per circa 24 ore a partire da questa notte. Ma vi racconteremo tutto sui nostri canali social, non temete

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Anche nel mondo dell’informazione c’è bisogno di… manutenzione. Per rimettere a nuovo i potenti motori che sostengono la macchina Ubitennis, il servizio di aggiornamento verrà sospeso per circa ventiquattr’ore a partire dalle 22 di oggi, martedì 19 febbraio. Per voi utenti il sito rimarrà consultabile, così come sarà possibile commentare regolarmente gli articoli, ma le nostre rotative verranno riavviate solo nella serata di mercoledì (più o meno durante la partita della Juventus, per capirci).

Ovviamente non vi lasceremo a digiuno di notizie. Durante le ore in cui il sito non potrà essere aggiornato, troverete tracce più consistenti del solito sui nostri profili social: seguiteci su Facebook per non perdervi alcun aggiornamento, su Twitter se preferite leggere dei rapidi cinguettìi e su Instagram se volete ricostruire la giornata tennistica a partire da stories e foto.

Ci scusiamo in anticipo per il disservizio, ma contiamo sul fatto che una giornata di stop all’inizio di una settimana di febbraio possa arrecarvi il minimo disturbo possibile. Buon tennis a tutti, e a presto.

 

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Madison Keys rivela che da piccola ha sofferto di un disturbo alimentare

Sulle pagine virtuali del profilo Instagram ‘Behindtheracquet’, creato da Noah Rubin per invitare i colleghi a condividere le loro storie, Madison ha raccontato i mesi in cui la sua carriera è stata a rischio

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L’adolescenza di Madison Keys è stata tormentata da un disturbo alimentare. L’ha raccontato la stessa atleta statunitense dietro i veli Instagram di “@behindtheracquet”, un account creato dal tennista Noah Rubin dove sono raccolte le storie intime di molti tennisti del Tour. Un altra giocatrice che parlò dei suoi problemi col cibo fu Monica Seles nella sua autobiografia, ‘Getting a grip‘.

La finalista dell’US Open 2016 ha detto di aver riscontrato il problema all’età di quindici anni, un anno dopo aver vinto il suo primo match a livello WTA e un anno prima di fare il suo esordio in un torneo dello Slam all’US Open 2011. Il suo disturbo alimentare ha rischiato non solo di compromettere i suoi rapporti con amici e famiglia, ma anche di mettere fine alla sua carriera di tennista ancora in fase embrionale. Per fortuna Madison ha saputo riprendere in mano la sua vita.

 
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“When I was fifteen, I had an eating disorder. There were people in my life and others who would see me on tv, that would tell me I was fat, or needed to lose a few pounds. Eventually, that truly got into my head. I was living off three, 100 calorie bars a day. I struggled with this problem for almost two years, which led to some issues with depression. I completely shut my friends and mom out of my life.  I felt like I put this mask on to get through each day, hoping no one would ask how or what I was doing. I became super paranoid because I wanted to keep it all a secret and didn’t want anyone to worry. It took until one day when I realized what I was doing, I was hurting my tennis. I couldn’t get through a week of practice because I had nothing in my body. I let other people change how I felt about myself and that hurt the dream I’ve been working towards since I was four years old. I decided that I needed to get control of my eating. It took some time to get myself to open up to people again. It’s something I still struggle with when I get stressed or upset, but I have a much healthier relationship with food now.”

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Quando avevo quindici anni, ho avuto un disturbo alimentare. C’erano persone nella mia vita e altri che mi vedevano in TV che mi dicevano che ero grassa o che avevo bisogno di perdere qualche chilo. Alla fine, tutto questo mi è davvero entrato in testa. Mangiavo tre barrette da 100 calorie al giorno. Ho lottato con questo problema per quasi due anni, il che ha portato ad alcuni problemi, tra cui la depressione. Ho completamente escluso i miei amici e mia madre dalla mia vita. Mi sentivo come se avessi messo questa maschera per superare ogni giorno, sperando che nessuno mi chiedesse come andava o cosa stavo facendo. Sono diventata super paranoica perché volevo mantenere tutto segreto e non volevo che nessuno si preoccupasse”.

Madison, a un certo punto, è riuscita a voltare pagina.Tutto è durato fino al giorno in cui ho ho capito che ciò che stavo facendo indeboliva il mio tennis. Non ero in grado di superare una settimana di allenamento perché non avevo nulla nel mio corpo. Ho permesso ad altre persone di influenzare la percezione che avevo di me stessa e questo stava distruggendo il sogno a cui ho lavorato da quando avevo quattro anni. Ho deciso che dovevo prendere il controllo della mia alimentazione. Ci è voluto del tempo per riaprirmi alle persone. È qualcosa con cui mi trovo ancora in difficoltà quando sono stressata o sconvolta, ma adesso ho un rapporto molto più sano con il cibo“.

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Il ritorno di Del Potro: “Ho pensato cose orribili. Pensavo fosse la fine”

L’argentino è pronto per tornare dopo la frattura alla rotula, l’ennesimo infortunio della carriera. Esordirà martedì a Delray Beach contro Nishioka

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Juan Martin del Potro - Delray Beach 2019 (foto via Twitter, @DelrayBeachOpen)

Questa settimana sarà quella del rientro di Juan Martin del Potro. Fermo dallo scorso ottobre per la frattura della rotula rimediata durante il torneo di Shanghai, il campione argentino ha scelto Delray Beach per tornare a giocare un match ufficiale. Prima del torneo, Del Potro ha riflettuto sulle difficoltà che ha dovuto riaffrontare, proprio quando era tornato al top e proprio quando pensava di poter essere finalmente uscito dalla spirale di dolore e riabilitazione.

Ho pensato cose orribili. Pensavo che fosse la fine della mia vita. Ho avuto la frattura al ginocchio, cosa che non mi sarei mai aspettato“, ha detto Del Potro. “Dopo alcuni brutti giorni, ho ricominciato a fidarmi dei miei medici che dicevano che presto avrei rigiocato a tennis. Dopo quattro mesi giocherò un torneo, quindi è un buon tempo di recupero. So quanto sia difficile essere pronti per giocare nei grandi eventi e mantenere le prime posizioni in classifica, ma questa è la mia vita e so come affrontare questo genere di problemi.

In effetti, Del Potro ha avuto spesso a che fare, suo malgrado, con infortuni e interventi chirurgici che lo hanno costretto a lunghi stop. Ha subito interventi al polso sinistro a marzo 2014, a gennaio e giugno 2015, nonché chirurgia del polso destro il 4 maggio 2010. Di questi tempi tre anni fa, l’argentino gravitava al di fuori delle prime 1000 posizioni della classifica ATP, toccando il minimo di 1.045 la settimana dell’8 febbraio 2016.

 

Ho esperienza di ritorni. So che ci vuole tempo e poi bisogna avere abbastanza fiducia per muoversi al 100%, per sentire il corpo in buona forma e poi arriva la parte relativa al tennis“, ha continuato Del Potro. “Delray Beach è un buon momento per vedere come si comporta il mio ginocchio durante una partita e poi decideremo quale sarà il prossimo passo“. L’argentino sfiderà Yoshihito Nishioka al primo turno, ma non si pone particolari pressioni per questo suo esordio stagionale.So che avrò bisogno di un po’ di tempo per avere fiducia nel mio corpo e nel mio gioco, ma sono entusiasta di giocare di nuovo.

Dopo l’infortunio dello scorso ottobre poteva esserci il timore che Del Potro fosse troppo stanco per ricominciare un nuovo percorso di recupero, affrontare di nuovo la riabilitazione e i mille dubbi dei lunghi periodi di stop forzato. L’argentino ha però tenuto a ribadire il suo amore per questo sport, ringraziando tutte le persone che gli sono state vicino nei momenti peggiori.

Mi piace giocare e ho la fortuna di avere buoni amici e parenti che supportano ciò che voglio fare e questo è abbastanza per continuare a provare, continuare a lavorare duramente per essere un giocatore migliore in futuro e mi sto ancora godendo questa vita. Ho avuto momenti difficili durante la mia carriera, ma l’anno scorso a 29 anni ho raggiunto il mio best ranking e non me lo sarei mai aspettato. Per quest’anno mi piacerebbe essere sano per tutta la stagione e continuare a sorprendere me stesso“.

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