US Open, le quote delle finali: comandano Djokovic e Serena Williams

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US Open, le quote delle finali: comandano Djokovic e Serena Williams

Djokovic e Williams erano le prime scelte dei bookmaker prima del sorteggio, ora devono rispettare il pronostico. Per del Potro c’è comunque partita, minori le chance di Osaka

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In entrambe le finali di questi US Open c’è lo scontro tra il favorito più atteso e un outsider che ha saputo scavalcare i primi antagonisti. I bookmaker leggono così le due sfide che concluderanno l’ultimo Slam del 2018 ed è utile tornare indietro alle quote che precedevano il torneo per beneficiare di un punto di riferimento. Novak Djokovic in antepost valeva 3.50. davanti a Federer e Nadal. Del Potro era considerato la sesta scelta (quota 13), al pari di Andy Murray. Discorso simile per le signore: massima fiducia preventiva in Serena Williams (quota 6.00, meglio di Halep e Kerber), con Osaka al decimo posto in lavagna: chi ha giocato il 23 agosto dieci euro sul successo della giapponese, adesso potrebbe vincerne 250.

Valutando le singole partite, la distanza che separa l’argentino dal fresco campione di Wimbledon è chiaramente minore rispetto a quella tra Serena e l’esuberante Naomi. Nell’unico precedente, a dir la verità, la trionfatrice di Indian Wells ha lasciato appena cinque game all’ex numero uno. Eravamo però a marzo, con le condizioni fisiche della mamma di Alexis Olympia decisamente meno accettabili delle attuali. Oggi Serena, alla finale Slam numero 31 in carriera, è avanti con buone argomentazioni a una quota oscillante tra l’1.36 di Bet365 e l’1.38 di Snai. Osaka si può prendere tra 3.15 e 3.30 su William Hill. L’ipotesi che la giapponese conquisti almeno un set è valutata intorno all’1.70.

Più complesso il quadro introduttivo della finale maschile. Dal 2007 (!) del Potro ha battuto solo quattro volte (su 18) Djokovic, la più recente alle Olimpiadi di Rio. Le condizioni attuali fanno però più testo dello storico, considerando da dove arrivano entrambi. Il secondo Slam consecutivo del serbo – in versione macchina per il povero Nishikori – vale da 1.40 su William Hill a 1.44 su Bet365.  Alta però la probabilità che il match si prolunghi. Almeno un set di del Potro, che ha risparmiato energie contro Nadal,  vale appena 1.36, quota coerente con la soglia under/over giochi: l’ipotesi che si possa rimanere sotto i 40 totali si prende a 2.00, a 1.72 l’opzione contraria.

 

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 28 marzo. Superata quota 10000 decessi

Il bollettino di oggi è ancora molto negativo: 889 decessi, 542 dei quali nella sola Lombardia che ha quasi raggiunto le 6000 vittime

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Il capo del Dipartimento di Protezione Civile italiana, Angelo Borrelli, è tornato a presiedere la consueta conferenza stampa di aggiornamento delle 18 sull’epidemia italiana di COVID-19.

Il numero dei decessi ha raggiunto quota 10023 per effetto degli 889 registrati oggi, mentre il numero totale dei casi è arrivato a 92472 (+5974 rispetto a ieri). I pazienti con infezione attiva sono 70065, 3856 dei quali (+124) ricoverati in terapia intensiva e 26676 dei quali in isolamento domiciliare.

Il bollettino aggiornato diviso per regioni

In Lombardia purtroppo l’aumento dei decessi è quasi identico a quello di ieri ed è molto marcato – +542, il totale sfiora adesso le 6000 vittime: 5944 – mentre cala leggermente l’aumento delle positività (+2117) che porta il numero complessivo dei casi registrati a 39415. Sono 11152 i pazienti ricoverati, 1319 dei quali in terapia intensiva (+27 rispetto a ieri). L’assessore al welfare Gallera ha aggiornato sul numero dei tamponi effettuati da inizio epidemia (circa 102000) e ha specificato che da adesso in poi verranno sottoposte al test non più di 5000 persone al giorno, e il tampone verrà fatto solo ad alcune ‘fasce mirate’: in realtà è già da diversi giorni che l’indicazione è diventata sottoporre a tampone soltanto alcuni soggetti, in particolar modo quelli con sintomi già conclamati.

 

Nel resto del mondo, il paese che dopo l’Italia sta subendo i maggiori effetti della pandemia di COVID-19 è la Spagna: nell’ultimo aggiornamento, rilasciato in tarda mattinata, sono stati comunicati 832 decessi nelle precedenti ventiquattro ore. Il totale è salito a 5690.

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“Into the Wild”: Seyboth positivo al Coronavirus, arriva l’ingiunzione in Brasile

Il giocatore brasiliano dovrà restare in pieno isolamento insieme alla sua famiglia. Multa pesante in caso di violazione

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Thiago Seyboth Wild - Santiago 2020 (via Twitter, @chile_open)

Il giocatore brasiliano Thiago Seyboth Wild che ha appena compiuto vent’anni ed è N.114 ATP, è risultato positivo al Coronavirus. Per questo il tribunale di giustizia dello Stato del Paranà ha emesso contro di lui un’ingiunzione per obbligarlo a rispettare la quarantena in pieno isolamento insieme alla sua famiglia.

In caso di inadempienza all’ordine il giocatore rischia una multa di 30 mila Real brasiliani (circa 5.350 euro). In caso di ripetute violazioni non si escludono anche misure coercitive più pesanti.

Seyboth Wild è già il N.2 del suo Paese nonostante la giovane età: davanti a lui c’è solo Thiago Monteiro, N.82 nell’ultima classifica prima del blocco. Poche settimane fa il ragazzo ha conquistato il suo primo titolo ATP della carriera sulla terra battuta di Santiago del Cile, diventando il primo giocatore nato nel 2000 a riuscirci.

 

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Sam Sumyk non è più l’allenatore di Anastasia Pavlyuchenkova

L’allenatore francese e la tennista russa si separano dopo soli sette mesi, peraltro di buoni risultati. Ancora l’anatema di Vika?

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Sembrava tutto fuorché una cattiva collaborazione, eppure i buoni risultati non sono bastati per rinsaldarla. Il francese Sam Sumyk, 53 anni ed ex coach di Zvonareva, Bouchard, Azareka e Muguruza, non sarà più l’allenatore di Anastasia Pavlyuchenkova quando si riprenderà a giocare.

La notizia è stata diffusa da welovetennis.fr e confermata anche dalla giornalista Carole Bouchard su Twitter, che ha parlato con Sumyk e ne riferisce l’intenzione di cominciare presto con un nuovo progetto. Sumyk aveva iniziato a lavorare con la tennista russa all’inizio dello swing asiatico 2019, centrando subito la finale a Osaka (persa… contro Osaka). In questi sette mesi, di cui appena quattro trascorsi sui campi, Pavlyuchenkova ha vinto in totale 19 partite (su 27 giocate), raggiunto la finale anche a Mosca (sconfitta da Bencic) e soprattutto ha giocato un ottimo Australian Open, dove si è fermato soltanto ai quarti al cospetto della futura finalista Muguruza.

Proprio con Muguruza Sumyk aveva rotto lo scorso luglio, e il secondo divorzio nel giro di pochi mesi rischia di rinfocolare una vecchia fiaba sul suo conto, o meglio la leggenda – tra poco serio e molto faceto – dell’anatema che gli avrebbe scagliato contro Vika Azarenka dopo una separazione tumultuosa a inizio 2015. Nulla di vero, s’intende, ma intanto Sumyk molla un altro ramo in attesa di trovarne un altro da stringere. Magari per qualche mese in più – e con qualche soddisfazione in più.

 

A. S.

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