Entry list ATP, Week #38: Sinner e Berrettini da Medvedev, Sonego tra i francesi

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Entry list ATP, Week #38: Sinner e Berrettini da Medvedev, Sonego tra i francesi

La prossima settimana inizia la stagione sul cemento indoor. Quattro italiani impegnati a San Pietroburgo (ci saranno anche Travaglia e Fabbiano), uno solo a Metz (Sonego)

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Dopo una settimana di totale riposo post-US Open – eccezion fatta per le sfide di Davis del World Group I (e II) che si giocheranno nel weekend e che definiranno le squadre che il prossimo anno potranno partecipare alle qualificazioni per le finali 2020 – ritorna il circuito ATP con due tornei su cemento indoor. Si gioca a San Pietroburgo, dove Dominic Thiem non difenderà il titolo, e a Metz, la “terra promessa” dei francesi: negli ultimi dieci anni ben otto volte all’Open de Moselle ha trionfato un giocatore di casa.

Matteo Berrettini, semifinalista agli US Open appena conclusi, inizierà in Russia la rincorsa al sogno Finals: “Non era un obiettivo di inizio stagione, ma adesso ci penso”, ha dichiarato ieri l’azzurro a Sky. Per poi aggiungere: La stagione rimarrà pazzesca anche senza la qualificazione al Masters. Matteo si presenterà all’ATP di San Pietroburgo con un bottino stagionale di 34 vittorie e 16 sconfitte (e due titoli conquistati, Budapest e Stoccarda), mentre a guidare il seeding saranno due padroni di casa: Karen Khachanov e Daniil Medvedev (che il pass per Londra lo ha già staccato).

Il grande protagonista dell’estate tennistica è andato molto vicino al titolo a Flushing Meadows e a una settimana di distanza dalle cinque ore di battaglia con Rafael Nadal tornerà in campo da numero 4 del mondo, in mezzo alla sua gente, per provare a confermarsi anche a livello indoor. Saranno presenti a San Pietroburgo anche Borna Coric (reduce dalla separazione con coach Piatti), Stan Wawrinka e Tomas Berdych, in campo col ranking protetto. Il ceco è ancora alle prese con i tanti problemi fisici che potrebbero costringerlo a dire addio al tennis al termine della stagione in corso.

Ci saranno infine altri tre azzurri nel main draw del torneo russo: due sono stati ammessi direttamente, Stefano Travaglia e Thomas Fabbiano, mentre Jannik Sinner volerà a San Pietroburgo grazie all’invito degli organizzatori. Per il 18enne azzurro si tratterà del settimo main draw della stagione (e della carriera), dopo quelli di Budapest, Roma, Lione, ‘s-Hertogenbosch, Umago e US Open, per un bilancio complessivo di 3 vittorie e 6 sconfitte.

 

A Metz guiderà invece il seeding Marin Cilic, reduce da una stagione con pochissimi risultati degni di nota: al 40esimo posto nella Race, al croato servirà un miracolo per essere tra i migliori otto delle Finals di Londra. Secondo nell’entry list è il georgiano Nikoloz Basilashvili e terzo il finalista di Cincinnati (e campione a Metz cinque anni fa) David Goffin.

Sono per ora otto i francesi della lista, di cui tre hanno vinto in passato l’Open de Moselle: Gilles Simon (detentore del titolo e tre volte campione), Jo-Wilfried Tsonga (tre successi per lui) e Lucas Pouille (vincitore nel 2016). Il più alto in classifica tra Les Bleus è Benoit Paire (23 del mondo), che però non ha mai vinto a Metz. L’unico azzurro presente in tabellone è Lorenzo Sonego.

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Entry list ATP, Week #39: Murray a Zhuhai con Kyrgios e Cecchinato

La prossima settimana si giocheranno due tornei di categoria 250, entrambi in Cina. A Zhuhai comanda Murray con il ranking protetto, a Chengdu vanno Isner e i giovani canadesi

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Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Tutti in Asia a partire dalla prossima settimana. Con i tornei 250 di Chengdu e Zhuhai si apre la tournée asiatica del circuito ATP, che si concluderà con il Masters 1000 di Shanghai (6-13 ottobre) passando per i 500 di Pechino e Tokyo (dal 30 settembre al 6 ottobre). Andiamo un passo alla volta e vediamo chi sarà in campo la prossima settimana.

L’attenzione sarà focalizzata principalmente sulla prima edizione del torneo di Zhuhai, dove sarà presente Andy Murray. Il britannico, che guiderà il seeding del 250 cinese in virtù del ranking protetto, riprenderà il suo percorso di rientro in singolare dopo le due sconfitte al primo turno a Cincinnati e Winston-Salem e gli ottavi raggiunti nel Challenger di Rafa Nadal a fine agosto. Oltre a Murray, saranno presenti due top 10 (Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut) e due top 20 (Gael Monfils e Borna Coric). A completare un entry list di tutto rispetto, ci saranno anche Nick Kyrgios, Lucas Pouille, Alex de Minaur e Marco Cecchinato, unico azzurro sicuro di un posto in tabellone (Andreas Seppi e Stefano Travaglia sono al momento fuori rispettivamente di due e cinque posti).

A guidare il seeding del torneo di Chengdu sarà lo statunitense John Isner, unico top 20 al via. Saranno invece cinque i giocatori presenti tra i primi 30 del mondo: il numero 21 Felix Auger-Aliassime, il 23 Benoit Paire, il 25 Grigor Dimitrov (in tabellone grazie ad una wild card), il 29 Dusan Lajovic e il numero 30 Taylor Fritz. Al via anche Fernando Verdasco e Denis Shapovalov, mentre non dovrebbero esserci italiani: Andreas Seppi è inserito tra gli alternates anche a Chengdu, ma al momento è fuori di cinque posti. Assente anche il campione in carica Bernard Tomic, che lo scorso anno conquistò il titolo superando Fabio Fognini in una finale rocambolesca.

 

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Berrettini, le origini della svolta: “Quella settimana a Gstaad…”

Intervistato dal sito ATP, il numero 13 del mondo torna indietro di 14 mesi ricordando quando si è sentito per la prima volta in grado di competere con i migliori

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Matteo Berrettini - Gstaad 2018 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Il lungo sprint finale della stagione di Matteo Berrettini parte da San Pietroburgo, dall’ottavo di finale (inedito) contro lo spagnolo Carballes Baena. L’azzurro cercherà nel 250 russo le prime conferme alla legittima ambizione di lottare fino alla fine per un posto nelle Finals. Ci arriva dopo un breve periodo di relax in Italia, durante il quale ha avuto modo di ragionare a freddo sulle due settimane di gloria allo US Open e su un’annata – quella in corso – andata oltre le migliori aspettative.

Se la semifinale a Flushing Meadows ha rappresentato la consacrazione, l’avvio del rito di passaggio da promessa a realtà del tennis mondiale ha però una data. Intervistato sul sito ATP per una delle monografie della rubrica “My story”, il numero 13 del mondo ha schiacciato il tasto review per tornare indietro di poco più di un anno.

QUELLA DOPPIETTA – Sulla terra svizzera di Gstaad, a luglio 2018, il romano conquistò il suo primo trionfo nel circuito maggiore in singolare, centrando anche l’inaspettato bis con il successo in coppia con Daniele Bracciali contro Molchanov e Zelenay. Le prime due coppe pregiate in bacheca e un’iniezione di energie positive.

Ricordo una settimana indimenticabile – racconta – ci arrivai da numero 84 del ranking e senza il mio allenatore (Vincenzo Santopadre, ndr) che si era preso una settimana di vacanza. In doppio non avevo mai vinto prima di allora a questi livelli e ci siamo ritrovati a sollevare il trofeo. In singolare ho battuto tre teste di serie come Rublev, Feliciano e Bautista Agut in finale. C’erano tanti italiani in tribuna ed è stata davvero una bella sensazione. Solo dopo qualche settimana ho realizzato la portata di quei giorni, in cui per la prima volta ho capito di potermela giocare alla pari con i migliori del mondo. È una consapevolezza importante da raggiungere per un giovane nel pieno percorso di crescita“.

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Vondrousova si opera: stagione finita

L’annuncio della ceca su Instagram dopo l’intervento chirurgico al polso sinistro: “Non vedo l’ora di tornare. Ci vediamo nel 2020, in perfetta salute”

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Marketa Vondrousova dopo l'operazione al polso sinistro (foto via Instagram, @marketavondrousova)

Alla fine l’intervento chirurgico è stato inevitabile. L’annuncio è arrivato ieri (17 settembre), a cose fatte, tramite il profilo Instagram di Vondrousova: Intervento fatto. È andato tutto bene, adesso ho solo bisogno di riposo. Il 2019 per me è finito, ma non vedo l’ora di tornare. Ci vediamo nel 2020, in perfetta salute.

Il 2019 di Vondrousova era iniziato con la sconfitta al secondo turno dell’Australian Open contro Petra Martic. Dopo quella prima battuta d’arresto, la 20enne ceca aveva inanellato una serie di ottimi risultati (finale a Budapest, quarti a Indian Wells e Miami, finale a Istanbul, quarti a Roma), culminati con la finale raggiunta al Roland Garros (sconfitta per 6-1 6-3 da Ashleigh Barty) e il best ranking di numero 14 del mondo.

Marketa Vondrousova e Ashleigh Barty – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Dopo la finale di Parigi sono però iniziati i problemi. Prima la sconfitta al secondo turno di Eastbourne, poi l’infortunio al polso sinistro nel corso di un allenamento a Wimbledon, torneo dove la ceca ha giocato l’ultimo incontro del suo 2019. Dopo la sconfitta all’esordio contro Madison Brengle, ha preso il via la serie di ritiri dai tornei successivi e sono nati i primi dubbi sulle condizioni fisiche, poi le infiltrazioni e i vari consulti con gli specialisti, fino alla decisione inevitabile. Meglio fermarsi, operarsi e tornare in perfetta salute per l’inizio della prossima stagione. Dove i punti da difendere saranno tanti (Marketa occupa attualmente la 22esima posizione nel ranking WTA).

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