All'Australian Open finisce la carriera di Wozniacki: grazie campionessa

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All’Australian Open finisce la carriera di Wozniacki: grazie campionessa

MELBOURNE – Caroline cede in tre set, primi ottavi Slam per Ons Jabeur. Si chiude una carriera ammirevole, impreziosita dal titolo qui nel 2018

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Caroline Wozniacki - Austrlalian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)
 

O.Jabeur b. C.Wozniacki 7-5 3-6 7-5(da Melbourne, il nostro inviato)

Quando un giocatore annuncia che quello che sta disputando sarà l’ultimo torneo in carriera, le sue partite assumono tutte il sapore del potenziale avvenimento. Sono sicuro che ogni volta che Caroline Wozniacki, ex numero 1 WTA (ora 36), campionessa qui nel 2018, è scesa in campo, sia stato pronto un mazzo di fiori e qualche tipo di cerimonia organizzata in suo onore. Per ora, Carolina ha rimandato l’addio (maledetta l’artrite reumatoide), oggi a mezzogiorno e mezzo gioca il terzo turno contro la talentuosa 25enne tunisina Ons Jabeur (78 WTA, ma in ascesa)nella Melbourne Arena.

Ons Jabeur, foto via Twitter @AustralianOpen

L’inizio del match è tutto a favore di Wozniacki, Ons sembra un po’ contratta e non riesce a esprimere il suo solito tennis fatto di tagli, variazioni, e tanta qualità nel braccio in generale. Carolina, da parte sua, è e rimane una grande, gioca con grinta e precisione, spingendo appena può. 3-0 per la danese, poi rientro di Jabeur che comincia a lavorare la palla come sa, controbrekkando l’avversaria e pareggiando 3-3. Quando Wozniacki entra in ritmo per Ons si fa dura, ma quando la tunisina realizza i suoi schemi di tocco con angoli e geometria, è Carolina ad andare in affanno. Bello il confronto in palleggio tra il gran dritto lungolinea di Jabeur e il perfetto rovescio d’incontro di Wozniacki sullo stesso lato del campo. Lo stadio è piuttosto affollato, a “Caro” qui vogliono bene e si vede, la giornata è limpida e fresca, tutto molto piacevole anche da vivere dalle tribune.

Sul 4-4 uno sventaglio esterno di dritto di Ons, incredibile per angolo e spin, provoca l'”Oooh” degli spettatori, lascia Wozniacki a 4 metri dalla palla, e soprattutto procura una break-point, concretizzato grazie a un errore della danese. Al servizio per chiudere il set, Jabeur sbaglia un paio di volte di troppo, concede l’immediato recupero all’avversaria, ma nel game successivo le strappa ancora la battuta. E’ Ons a fare gioco, spingendo e a volte sbagliando, Carolina fa quello che ha sempre saputo fare meglio, difendere e contrattaccare. La tunisina però non fallisce l’occasione per la seconda volta, tiene a zero e si prende il 7-5.

La gente mormora sugli spalti, potremmo davvero essere ai titoli di coda, l’inerzia della partita ci dice che Ons ha piazzato una striscia di 7 game a 2, Wozniacki è nei guai. Reagisce Carolina, ha una palla break per salire 3-1, ma è bravissima Jabeur con il dritto a salvarsi, 2-2. Nel sesto game, ancora la tunisina in difficoltà, arriva il quarto doppio fallo e altre due palle break non consecutive, cancellate con coraggio. Sinceramente non è una gran partita, si capisce che sono entrambe tese, Wozniacki per le ovvie implicazioni emotive del momento, Ons perchè si rende conto della grande occasione alla sua portata. Dopo tante opportunità, finalmente la danese piazza il break nell’ottavo game, va alla battuta sul 5-3, e tiene a zero: 6-3, si deciderà tutto al terzo set. Brava Carolina, un po’ imprecisa in questa fase Jabeur.

27 vincenti e 39 errori per Ons, 6-11 Wozniackim finora, chi sta spingendo è chiaro, la qualità non eccelsa in generale è certificata dalle statistiche. In particolare, ora Caroline sta sbagliando di più, e cede la battuta nel secondo game del terzo set. Giocando attenta, Jabeur sale 3-0, con il dritto comanda quasi sempre, i suoi tagli di rovescio provocano errori, l’impressione è che la partita e il destino di Wozniacki dipendano da lei. Un brutto quinto game di Ons, infatti, le costa il controbreak- Poco dopo, sul 3-2, un game lottatissimo (12 punti), ancora tre palle break offerte e poi annullate da Carolina, e alla fine siamo 3-3. Il gioco è disordinato e poco lineare adesso, basta nulla perchè il risultato vada dall’una o dall’altra parte. A Jabeur è necessaria ancora una lotta tremenda (14 punti), con palla break annullata, per tenere la battuta e salire 4-3, Wozniacki servendo bene impatta subito 4-4, all’improvviso sembra che le ragazze abbiano trovato continuità.

Si arriva al 5-4 Jabeur, potrebbe essere l’ultimo game della carriera di Carolina, la danese non trema e pareggia. 3 minuti dopo, 6-5 e stessa situazione: ma su un challenge chiamato a torto, ecco due match-point per Ons. L’ultimo colpo giocato in carriera da Caroline Wozniacki è un dritto lungo in uscita dal servizio, finisce qui, un po’ di commozione onestamente è inevitabile. Brava Jabeur (primi ottavi di finale Slam, prima tennista araba di sempre ad arrivarci), giocherà contro Qiang Wang che ha eliminato Serena Williams (un precedente, gennaio 2019 a Shenzhen, vittoria di Wang in due set), ma il momento è tutto per Carolina, non potrebbe essere altrimenti.

Sono felice di essere arrivata così avanti, il campo e il pubblico sono splendididice Ons. “Non ho molta esperienza a questi livelli, ero tesa, lei corre e gioca in modo incredibile. Grazie Caroline, sei fantastica, è stato un onore essere in campo e nel tour con te. Chissà, spero che ci potremo rivedere nel circuito, magari potresti darmi qualche consiglio su come recuperare le palle corte!

Occhi lucidi e rossi per Wozniacki:Che farò stasera? Spero di non piangere! Mi sembra giusto che la mia ultima partita sia stata una lotta di tre set, e il mio ultimo colpo un errore di dritto! (voce rotta dalla commozione). I miei ricordi più belli sono le sensazioni che voi fans ci date, siete incredibili, il supporto che ho avuto dalla mia famiglia, da mio padre che mi ha allenato tutti questi anni… (si interrompe per le lacrime). Scusate, di solito non piango!” (standing ovation).

 

Parte un video di complimenti e dichiarazioni delle altre giocatrici in onore della sua carriera, Carolina sorride commossa sentendo i complimenti delle colleghe, che sono tutte d’accordo nel definirla una delle più forti di sempre in difesa, come qualità agonistiche, e con il rovescio. “In campo vogliamo tutte vincere, ma stiamo sempre più o meno insieme, è bello poter avere delle amiche. Beh, mio marito è qui, non puoi chiedermi il giorno migliore della mia vita, se la vittoria qui o il matrimonio, domanda ingiusta! (risate) Ma davvero, mio marito è una persona così positiva, è speciale, come i miei genitori che mi hanno sempre indicato la via. Grazie a tutti, grazie davvero tanto!“.

Entra in campo Piotr, il padre, poi la madre e il marito David Lee, è un bell’abbraccio collettivo, gli applausi sembrano infiniti. Posso solo associarmi, salutare a mia volta, ascoltando l’ovvia “Sweet Caroline” suonata dal dj, e cantata in coro dallo stadio. Che bello, sinceramente. Ciao “Caro”, e grazie di tutto.

Caroline Wozniacki, gli approfondimenti:

Il trionfo a Melbourne 2018
Melbourne 2018, la fotogallery della vittoria
Spunti tecnici, il fantastico gioco di gambe

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Shelton e McNally vincono la Wild Card Challenge per l’Australian Open 2023

Se entrambi saranno qualificati per il tabellone principale, l’invito sarà assegnato a chi li segue nelle rispettive classifiche dell’Australian Open Wild Card Challenge

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Ben Shelton - Cincinnati 2022 (foto Twitter @atptour)

Le classifiche finali dell’Australian Open Wild Card Challenge maschile e femminile hanno decretato vincitori Ben Shelton e Caty McNally. Entrambi hanno conquistato la wild card per partecipare al primo Slam dell’anno secondo gli accordi che ci sono tra la federazione tennis australiana e quella statunitense. Se i due tennisti statunitensi dovessero ottenere l’accesso diretto al tabellone principale dell’edizione 2023 dell’Australian Open (cosa alquanto probabile dato che sono rispettivamente numero 97 e 94 del mondo), le wild card verranno assegnate a chi li segue nella classifica generale di questo avvincente e particolare “Challenge”.

Per l’ottavo anno di fila, la USTA e l’Australian Open hanno trovato un accordo finalizzato al reciproco scambio di wild card per il tabellone principale degli Australian Open e degli US Open 2023. L’Australian Open Wild Card Challange riguarda i punti conquistati dai tennisti dell’USTA in tre tornei disputati dal 24 ottobre al 14 novembre per gli uomini, fino al 24 ottobre e per cinque settimane per le donne.

Inseriti nel Challenge maschile, tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello M25 e superiore, inclusi gli eventi ATP e Challenger. In quello femminile invece sono inclusi stati tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello W25 e superiore. I destinatari di wild card dovranno ovviamente seguire tutti i protocolli dell’Australian Open in relazione alla quarantena o alla vaccinazione.

 

L’Australian Open comincerà il 16 gennaio per terminare domenica 29: Rafa Nadal dovrà difendere il torneo maschile, mentre in ambito femminile si cercherà colei che succederà ad Ashleigh Barty.

Di seguito sono riportati il ​​totale dei punti di ogni giocatore e la classifica attuale (tra parentesi):

Uomini

1. Ben Shelton (n. 97) — 240

2. Chris Eubanks (n. 124) — 130

3. Tennys Sandgren (n. 272) — 107

4. Michael Mmoh (n. 110) — 87

Donne

1. Caty McNally (n. 94) — 189

2. Madison Brengle (n. 59) — 161

3. Taylor Townsend (n. 131) — 130

4. Alycia Parks (n. 150) — 126

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Craig Tiley tranquillizza Djokovic sui tifosi australiani: “Il nostro è un pubblico equo. Celebriamo il successo”

I prossimi Open australiani torneranno ad ospitare Novak Djokovic dopo che il campione serbo ha ricevuto un visto temporaneo

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Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, ha lanciato un appello a tutti gli appassionati di tennis australiani esortandoli a trattare in modo equo Novak Djokovic quando tornerà a Melbourne a gennaio per la prima volta dal respingimento alla frontiera, con tanto di deportazione, andato in scena nel 2022.

Il Dipartimento degli affari interni ha confermato la scorsa settimana che Djokovic ha ricevuto un visto temporaneo, il che significa che parteciperà agli Australian Open del 2023, dopo essere stato detenuto ed espulso lo scorso gennaio a causa della sua posizione di vaccinazione. Fino allo sviluppo della scorsa settimana, c’era il rischio che il 21 volte campione del Grande Slam venisse bandito dall’Australia per tre anni a causa di quegli eventi. Djokovic cercherà di vincere il decimo titolo di singolare maschile degli Australian Open.

Il sei volte vincitore delle ATP Finals – eguagliato Roger Federer – non si ritiene preoccupato dell’accoglienza; e nemmeno Tiley, che a The Age spiega: “Ho molta fiducia nel pubblico sportivo australiano e nel nostro pubblico: siamo un pubblico molto equo. Celebriamo il successo e lo ricompensiamo“. L’amministratore ha poi aggiunto: “Certo, sosteniamo gli australiani e vogliamo che gli australiani facciano bene. Penso che il pubblico si divertirà a venire agli Australian Open e penso che accoglieranno tutti i giocatori in modo equo”.

 

Su Djokovic, Tiley aggiunge: “Se si guarda a come ha giocato di recente, si può dire sia il miglior giocatore del mondo. In Australia ha sempre mostrato il suo miglior tennis e sicuramente arriverà con la grande voglia di dimostrare di non essere inferiore alle più giovani stelle”.

Quando si guarda alle spalle, Tiley specifica: “Siamo orgogliosi di come abbiamo gestito le cose. Nel 2021 e nel 2022 abbiamo messo in piedi il primo grande evento tennistico dell’anno in condizioni difficilissime per via del Covid, anche grazie al supporto dello stato del Victoria. Tante cose sono successe intorno a quegli eventi, ma è comprensibile, era una situazione che non avevamo mai sperimentato prima”.

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Novak Djokovic pronto a disputare l’Australian Open, il ban sarà revocato

Fonti vicine al ministro per l’Immigrazione confermano che verrà garantito un visto al tennista serbo

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Novak Djokovic - Tel Aviv 2022 (foto via Twitter @DjokerNole)

Dopo il successo nel primo match delle ATP Finals contro Stefanos Tsitsipas arriva un’altra ottima notizia per Novak Djokovic. Dall’Australia giunge la notizia che il tennista serbo avrà la possibilità di disputare l’Australian Open 2023, dato che il suo ban di tre anni dal suolo australiano sta per essere revocato dal governo federale.

Secondo quanto riportati dai media australiani, fonti vicine al governo garantiscono che il nuovo ministro per l’Immigrazione Andrew Giles garantirà un visto a Novak Djokovic. Concessione del visto che andrebbe quindi ad annullare automaticamente il ban di tre anni inflitto al tennista serbo in aggiunta alla cancellazione del visto avvenuta lo scorso gennaio.

La querelle legata all’ingresso in Australia di Djokovic lo scorso gennaio aveva animato la vigilia del primo slam stagionale. Il tennista serbo, infatti, prima arrivò nel paese grazie ad un esenzione medica. Al suo arrivo fu bloccato in aeroporto, tenuto in detenzione e poi vide il suo visto annullato dal Ministro Alex Hawke per “motivi di salute e ordine pubblico”.

 

La querelle arrivò sino alla Corte Federale, che in un’udienza domenicale confermò l’annullamento del visto. Il ricorso di Djokovic, infatti, fu respinto dalla corte e il tennista serbo fu costretto ad abbandonare Melbourne.

Nei giorni precedenti, il direttore dell’Australian Open Craig Tiley aveva alimentato le speranze di una partecipazione di Novak Djokovic al primo slam stagionale dichiarando: “Dipende interamente dal governo australiano. So che Novak vuole venire a giocare e tornare a competere qui. Ama l’Australia e questo è il posto dove ha avuto il miglior successo. Qualsiasi tipo di annuncio e il suo timing, tuttavia, dipende da qualcun altro e noi restiamo qui in attesa.”

Djokovic già nelle settimane precedenti aveva evocato dei “segnali positivi” in merito al suo possibile ritorno sul territorio australiano per disputare l’Happy Slam. Durante la conferenza stampa post successo contro il greco Djokovic ha dichiarato che i suoi legali stanno discutendo con il governo australiano in merito all’ottenimento di un visto per l’ingresso nel paese. “Non vi è nulla di ufficiale, rimaniamo in attesa. Siamo in contatto col governo australiano e questo è tutto quello che posso dire”.

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