Wozniacki dice basta: addio al tennis dopo l'Australian Open

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Wozniacki dice basta: addio al tennis dopo l’Australian Open

La campionessa di Melbourne 2018 ed ex N.1 del mondo annuncia il ritiro: decisiva la sua volontà di stare con la famiglia e non solo

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L’Australian Open 2020 sarà l’ultimo torneo della carriera per Caroline Wozniacki. La danese, 29 anni, lo ha annunciato poco fa su Instagram. Wozniacki soffre di artrite reumatoide e il suo rendimento era gradualmente calato dopo la straordinaria vittoria a Melbourne, il suo primo titolo del Grande Slam nel 2018. Nel giugno scorso l’ex N.1 del mondo si è sposata in Toscana con l’ex giocatore NBA David Lee e anche la sua volontà di iniziare una famiglia l’ha spinta a dire basta. Giocherà per l’ultima volta il torneo che le ha regalato la più grande gioia della carriera due anni fa battendo in una finale epica Simona Halep.

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I’ve played professionally since I was 15 years old. In that time I’ve experienced an amazing first chapter of my life. With 30 WTA singles titles, a world #1 ranking for 71 weeks, a WTA Finals victory, 3 Olympics, including carrying the flag for my native Denmark, and winning the 2018 Australian Open Grand slam championship, I’ve accomplished everything I could ever dream of on the court. I’ve always told myself, when the time comes, that there are things away from tennis that I want to do more, then it’s time to be done. In recent months, I’ve realized that there is a lot more in life that I’d like to accomplish off the court. Getting married to David was one of those goals and starting a family with him while continuing to travel the world and helping raise awareness about rheumatoid arthritis (project upcoming) are all passions of mine moving forward. So with that, today I am announcing that I will be retiring from professional tennis after the Australian Open in January. This has nothing to do with my health and this isn’t a goodbye, I look forward to sharing my exciting journey ahead with all of you! Finally, I want to thank with all my heart, the fans, my friends, my sponsors, my team, especially my father as my coach, my husband, and my family for decades of support! Without all of you I could have never have done this!

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Questo il commovente messaggio sui social: “Gioco a livello professionistico da quando avevo 15 anni. Durante questo periodo ho vissuto uno straordinario primo capitolo della mia vita. Con 30 titoli WTA in singolare, la posizione di N.1 del mondo per 71 settimane, una vittoria alle WTA Finals, tre partecipazioni alle Olimpiadi incluso l’onore di essere portabandiera della mia Danimarca e la vittoria all’Australian Open 2018, ho raggiunto tutto quello che avrei mai potuto sognare sul campo da tennis.

Ho sempre detto a me stessa che quando sarebbe arrivato il momento in cui ci fossero state cose diverse dal tennis che avrei voluto fare di più, allora sarebbe stato il momento di farle per davvero. Negli ultimi mesi mi sono resa conto che c’è molto di più nella mia vita che voglio realizzare fuori dal campo. Sposarmi con David era uno di quegli obiettivi, creare una famiglia con lui continuando a girare il mondo e nello stesso tempo continuare la mia campagna di sensibilizzazione in merito all’artrite reumatoide (c’è un progetto in arrivo). Queste sono tutte mie passioni che voglio portare avanti.

Quindi oggi annuncio che mi ritirerò dal tennis professionistico dopo l’Australian Open che si gioca a gennaio. Questa decisione non ha nulla a che fare con la mia salute e non è un addio, non vedo l’ora di condividere il mio esaltante viaggio che ho davanti con tutti voi! Infine, voglio ringraziare con tutto il cuore i tifosi, i miei amici, i miei sponsor, il mio team specialmente mio padre che è stato il mio coach, mio marito e la mia famiglia per decenni di sostegno! Senza tutti voi non ce l’avrei mai fatta!”.

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ATP Finals a Torino, non solo Sky e Supertennis: c’è anche la Rai

La TV di Stato trasmetterà su Rai 2 il miglior match di ciascuna giornata, possibilmente con in campo un tennista italiano, sperando ce ne siano due in gara

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Mentre continua la pazza corsa di Jannik Sinner per acciuffare l’ultimo posto buono per le Nitto ATP Finals, Rai Sport si prepara a trasmettere l’importantissimo evento che si giochera al PalaAlpitour di Torino dal 14 al 21 novembre. Rai Sport ha acquisito infatti i diritti di trasmissione in chiaro per 3 anni (2021-2023) del miglior match di ogni giornata della kermesse di fine stagione dell’ATP.

L’incontro selezionato sarà trasmesso in diretta su Rai 2 alle ore 14 oppure alle ore 21 a seconda del programma. Precedenza assoluta naturalmente per i tennisti italiani che dovessero essere impegnati. Uno, Matteo Berrettini, è già sicuro, l’altro, Sinner, come detto proverà a portare a casa il biglietto finale tra Vienna, Parigi e Stoccolma.

Oltre al miglior match in programma, il canale Rai Sport + HD (canale 57 del digitale terrestre) offrirà una rubrica dedicata in seconda serata.

 

In telecronaca si alterneranno Marco Fiocchetti e Nicola Sangiorgio, con Paolo Canè al commento. Per le interviste, ci sarà Maurizio Fanelli.

Questo il programma di massima, in attesa di conoscere la composizione dei gironi e quindi il calendario degli incontri:

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Race to Milano: Sinner è il più giovane a vincere cinque titoli dai tempi di Djokovic

SPONSORIZZATO – Sempre più solo in vetta l’azzurro, che domina lo European Open di Anversa. Bene Brooksby, Nakashima e Baez

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Jannik Sinner - Anversa 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)
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Tornato al primo posto della Race to Milano nelle scorse settimane, Jannik Sinner ha ormai staccato tutti nelle classifiche riservate ai migliori giovani del circuito, giovani che si sfideranno alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals in programma dal 9 al 13 novembre all’Allianz Cloud nel capoluogo lombardo.

Tuttavia, Sinner non è stato l’unico Next Gen a far parlare di sé in settimana: sono infatti arrivate una qualificazione matematica per la Allianz Cloud e un doppio sorpasso che ha riacceso la lotta per gli ultimi posti disponibili.

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ATP Vienna: il toro Alcaraz incorna un generoso Murray

Continua la corsa a Vienna dello spagnolo Carlos Alcaraz che non fa sconti e si prende la rivincita sullo scozzese Andy Murray

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Carlos Alcaraz (ESP) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

C. Alcaraz b. [WC] A. Murray 6-3 6-4

Altro britannico per il giovane spagnolo, che dopo essersi sbarazzato dell’attuale numero 2 Daniel Evans, si trova ora a giocare, anche se fa strano a dirsi, con Gran Bretagna 3, ovver Sir Andy Murray. Per lo spagnolo si tratta di vendicare la sconfitta patita a Indian Wells un paio di settimane fa, proprio per mano dello scozzese. Alcaraz parte favorito, ma mai dare per battuto in partenza Murray, che qua a Vienna è ancora imbattuto (vincitore nel 2014 e nel 2016) e che lunedì a sorpresa ha portato a casa lo scalpo di Hurcacz.

Un match sfibrante, che nelle prime fasi del primo set è stata un’autentica battaglia con Alcaraz dato per favorito, sia in funzione del ranking che per la maggiore freschezza; diamo solo alcuni numeri per dare la dimensione dell’intensità a cui abbiamo assistito nei primi 5cinque giochi, una media di 8 minuti per game, con i due che sono andati complessivamente 13 volte ai vantaggi. Una braccio di ferro clamoroso che vede prevalere alla fine lo spagnolo che finisce per filare via e chiudere il primo set 6-3 con un doppio break di vantaggio.

 

Secondo set in cui Murray riesce a risollevare la china e a mettersi in scia al giovane spagnolo, che poi produce il massimo sforzo con soluzioni di tigna (come il lob a pelo soffitto dello stadio che rimane in campo) e l’attacco a rete a seguire la risposta sulla seconda dello spagnolo che lo portano a conquistare addirittura a zero il break per il 2-1 Gran Bretagna.

Il murciano però non ci sta e come in una corrida carica a testa bassa con soluzioni sublimi (come il dritto a sventaglio al volo che pizzica la riga) e sciagurate (come lo smash a rimbalzo comodissimo che sparacchia fuori). Qui però il sapiente torero scozzese tira fuori il meglio dalla sua mano educata con un pallonetto in allungo e una deliziosa demi-volée smorzata di rovescio su una passante velenoso dello spagnolo (a proposito, il ragazzo oltre a menare dimostra anche una bella sagacia, confermando quanto visto lunedì con Evans; quando è in difficoltà il ragazzo è capace di proporre passanti complicati, che finiscono sulle stringhe del proprio avversario).

La battaglia va avanti quindi anche nel secondo set, con Murray che deve continuare a rispondere alle domande che gli presenta Alcaraz. Impressionante anche dall’alto della tribuna media constatare come viaggi la palla dell’iberico, anche se ovviamente andrebbe vista da bordo campo, come negli allenamenti. E con queste bordate Murray gioca in difesa come meglio riesce, e qua si vede il fatto che nelle ultime settimane sta trovando il ritmo partita: sicuramente non sarà la versione de luxe del 2016, ma almeno lo scozzese sente gli scambi e si muove in maniera più che adeguata. Ogni game di Murray è una lotta con palle break e tante spallate ai vantaggi, che riesce a salvare in qualche modo, fino all’ottavo game, dove finisce per crollare anche mentalmente (si veda in particolare un sanguinoso errore dello scozzese in uscita dal servizio e la penuria di prime palle nel game). Alcaraz così prende il comando delle operazioni e allo scoccare delle due ore si porta sul 5-4. Tutto all’attacco lo spagnolo anche nel successivo game di servizio di Murray (clamoroso un dritto d’attacco su una palla tagliata velenosissima di Andy) e a seguire un dritto in corsa vincente a tutto braccio dopo uno scambio da 24 colpi, che gli procura match point e poco dopo la partita, con l’ennesima risposta aggressiva che Murray non riesce a gestire.

Match insomma bellissimo ed estremamente combattuto, in cui però va fatto notare come per la seconda volta Alcaraz conceda parecchio sul proprio servizio: lunedì con Evans sono state ben 7 le palle break concesse; oggi nel solo primo set sono state 9 quelle concesse a Murray (saranno 10 in totale a fine partita). Un dato che si spiega con la scarsa incisività questi giorni con la prima di servizio da parte dello spagnolo (oggi addirittura 60% di successo sulla seconda, che è un ottimo dato, e 59% sulla prima, dato quest’ultimo che in queste condizioni di gioco di solito è ampiamente deficitario…); è chiaro che se il ragazzo riuscirà a migliorare il servizio (vi ricordate ad esempio un certo maiorchino come ha migliorato il servizio nel corso degli anni) allora saranno guai seri per il resto del circuito.

In termini di shot selection partita quasi a specchio, con Alcaraz che si è dimostrato disponibile a mantenere per larghi tratti la partita sulla diagonale di rovescio.

Lo scozzese ha cercato così di manovrare con giudizio, cercando di evitare di rimanere invischiato in palleggi troppo lunghi che spesso premiavano il suo avversario, ma non è bastato, contro l’aggressività tattica e l’esuberanza fisica del suo avversario.

Nell’intervista post partita lo spagnolo ha confermato di aver giocato a tutta cercando di non lasciare giocare Murray e cercando di essere il più possibile aggressivo. La differenza con Indian Wells è che stavolta non era la prima volta e il ragazzo sapeva cosa aspettarsi (c’era anche un discorso di emozione probabilmente, visto che in spagnolo ha detto che lo aveva visto un milion de veces, però solo in tv). Prossimo match con Berrettini – giocatore che lo spagnolo ovviamente rispetta molto, ben diverso come stile da Murray. Curiosamente poi, ma neanche tanto visto il gioco aggressivo dello spagnolo, il ragazzo ha affermato di non avere problemi con i campi rapidi, e anzi di gradirli, come sta avvenendo questa settimana

A seguire poi è arrivato Murray in sala stampa (pardon, nella stanza virtuale su zoom), nel quale si è detto dispiaciuto di essersi lasciato sfuggire il secondo set, dove il livello era un po’ sceso rispetto all’inizio spettacolare del primo. In ogni caso abbiamo visto parecchio bel tennis. “È stato sicuramente un match fisico, – ha spiegato l’ex n.1 del mondo – e nell’arena faceva veramente caldo, di solito indoor non è così; ma quando si giocano scambi e game come quelli che abbiamo giocato nel primo set il caldo diventa un fattore, in quanto fisicamente diventa complicato. Carlos è un gran ribattitore e il suo servizio non è definitivo, per cui gli scambi sono molti lunghi e lui ha fatto veramente pochi gratuiti, specie considerando la potenza dei suoi colpi; io avrei potuto e dovuto fare meglio, in quanto ho avuto le occasioni“.

Per quel che riguarda il resto della stagione – ha continuato Murray – sicuramente Stoccolma, e a Parigi Bercy è probabile che possa ricevere una wild card. La Davis non è una cosa che metto in conto, al momento direi di no, perché vorrei una off season come si deve. Sebbene il mio tennis stia migliorando, credo di aver bisogno di 3-4  settimane per sistemare con calma il mio gioco. E giocando in Davis Cup non potrei farlo. Infine credo che nel giro di qualche mese riuscirò a mettere insieme dei buoni risultati e risalire in classifica. Credo che se riesco ad essere un po’ più consistente e cinico comincerò a vincere e ad avere delle buone strisce. I sorteggi poi contano, e qua il tabellone era durissimo. Rispetto al futuro infine è qualcosa a cui non sto pensando parecchio, ho buttato Hurcacz che ha fatto semi a Wimbledon, Alcaraz ha fatto bene allo US Open, credo di poter ripetere delle buone prestazioni guardando a quei match. E so che posso giocare meglio“.

Infine tornando ad Alcaraz : “Credo che sicuramente abbia il potenziale potrebbeer diventare un campione Slam, ma non lo conosco, non ci lavoro tutti i giorni: il suo team e il suo coach che lo vedono tutti i giorni possono rispondere meglio di me, anche se per un diciotenne ha già un’ottima base, con pochi buchi“.

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