Bencic, Kasatkina, Ostapenko, Osaka, Konjuh: la generazione 1997 quattro anni dopo

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Bencic, Kasatkina, Ostapenko, Osaka, Konjuh: la generazione 1997 quattro anni dopo

Cinque giocatrici e quattro stagioni di tennis da ripercorrere per scoprire come sono andate davvero le cose rispetto alle previsioni

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Daria Kasatkina e Naomi Osaka - Indian Wells 2018
 

Ecco il secondo articolo di verifica storica, dopo quello della settimana scorsa dedicato alle giovani e gli Slam. Il tema di oggi riguarda le giocatrici nate nel 1997. La generazione del 1997 era apparsa subito come speciale per il tennis femminile recente, per la ricchezza di talenti che lasciavano presagire grandi risultati nelle stagioni a venire. Propongo quindi una rivisitazione dagli articoli che erano usciti a più riprese nel 2016. Erano questi:
Belinda Bencic, storia di una predestinata
Una diciottenne fra le prime 50 del mondo: Daria Kasatkina
Una diciottenne fra le prime 50 del mondo: Jelena Ostapenko
Una diciottenne fra le prime 50 del mondo: Naomi Osaka
Una diciottenne fra le prime 60 del mondo: Ana Konjuh

Ma soprattutto un sesto articolo di confronto collettivo dell’11 novembre 2016: WTA, da Bencic a Konjuh: le prospettive della generazione 1997. Partirò da quest’ultimo pezzo, pubblicato al termine della stagione 2016, per valutare il rendimento delle nostre cinque protagoniste nel periodo 2017-2020. Quattro anni dopo vediamo come sono andate davvero le cose, e quanto i fatti reali si avvicinano o si discostano dai giudizi espressi allora. Seguiremo il criterio della data di nascita, dalla più anziana alla più giovane:

10 marzo 1997 Belinda Bencic
7 maggio 1997 Daria Kasatkina
8 giugno 1997 Jelena Ostapenko
16 ottobre 1997 Naomi Osaka
27 dicembre 1997 Ana Konjuh

 

Belinda Bencic
Belinda Bencic è stata la più precoce del gruppo ’97: già nel 2015 aveva avuto una annata di grande crescita, culminata con la vittoria nel torneo di Toronto, dove aveva sconfitto addirittura quattro Top 10: Wozniacki, Ivanovic, Halep e Williams. Giusto per contestualizzare quel successo e darne la corretta dimensione: Serena Williams avrebbe concluso il 2015 con un bilancio di 53-3. Vale a dire con solo tre sconfitte in stagione: contro Kvitova a Madrid, contro Vinci allo US Open (nella storica partita che le avrebbe impedito il grande Slam) e appunto contro Bencic in Canada (3-6, 7-5, 6-4). A dimostrazione del fatto che Belinda aveva solidi argomenti per diventare una protagonista di primo livello del circuito WTA.

Sull’onda di una serie di ottimi risultati (due titoli e due finali), Bencic entra per la prima volta in Top 10, salendo fino al numero 7 (febbraio 2016). Poi però nella primavera del 2016 il fisico comincia a scricchiolare: rinuncia a tutta la stagione sul rosso, incluso il Roland Garros, per una problema alla schiena (lesione all’osso sacro).

Rientra per gli impegni sull’erba, ma si ritira durante il match di secondo turno a Wimbledon; questa volta per un dolore al polso sinistro. Attraversa una fase di incertezza, che si trasformerà in una lunga e profonda crisi. Per alcuni mesi Belinda scende in campo in condizioni precarie, e perde quasi sempre (4 vittorie e 10 sconfitte). Comincia la regressione in classifica: a fine 2016 è numero 43.

Nel 2017 la situazione non migliora, anzi. Quando compie 20 anni (marzo 2017) è appena uscita dalle prime cento del mondo. Con il fisico non a posto, gioca poco e male, e si allena ugualmente male, e questo le compromette il peso-forma. Nel mese di maggio decide per l’intervento chirurgico al polso, che continua a darle problemi. Le occorrono alcuni mesi per tornare a competere, dopo essere ormai scesa oltre la 300ma posizione del ranking.

La risalita non è semplice: è un recupero per fasi, che lei stessa decide di affrontare in progressione: prima i tornei ITF, poi la Hopman Cup (che vince accanto a Federer), infine anche i tornei WTA, disputati di nuovo con regolarità a partire dal 2018. Ma si tornerà a rivedere la miglior Bencic solo nel mese di ottobre (finale in Lussemburgo). E così per trovare una stagione paragonabile al 2015 occorre aspettare il 2019. Belinda vince due titoli (Dubai e Mosca) e raggiunge la finale a S. Pietroburgo, oltre alla semifinale dello US Open (persa contro la futura campionessa Andreescu in due set carichi di rimpianti: 7-6, 7-5).

E visto che nel 2020 ha saltato gli ultimi due Slam per un problema al braccio, si può dire che nella sua carriera recente Bencic ha davvero giocato in piena forma solo due anni: il 2015 e il 2019. Nei periodi migliori è sempre riuscita a entrare in Top 10, a dimostrazione di un potenziale molto alto. Dato che il ranking registra la prestazione sull’arco dei dodici mesi, il picco lo ha raggiunto nell’anno successivo: numero 7 nel febbraio 2016, e poi numero 4 nel febbraio 2020 (a oggi best ranking di carriera), a quattro anni esatti di distanza. Con però in mezzo un crollo oltre la trecentesima posizione (nel 2017).

Avevo scritto nell’articolo del 2016, pubblicato in uno dei momenti difficili che stava attraversando: “Ripensando alla Bencic dell’ultimo periodo, fuori peso e fuori forma, si fatica a ritrovare gli entusiasmi che aveva suscitato allora. Ma prima di ritenerla una meteora credo sia obbligatorio aspettare i prossimi mesi, per non dire i prossimi anni. Le crisi di crescita accadono spesso alle giocatrici che compiono importanti salti di qualità, figuriamoci poi se si verificano da minorenni. Belinda ha ancora tanto tempo davanti a sé, e le potenzialità per fare bene ci sono tutte”. A oggi però i due forfait negli Slam 2020 testimoniano che per Bencic non è semplice affrontare gli impegni del circuito WTA senza che il suo corpo vada in crisi. La continuità fisica non è ancora una certezza.

a pagina 2: Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

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International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

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Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

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Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

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