Classifica ATP: Medvedev sul podio ma sul trono resta Djokovic. Best ranking per Musetti

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Classifica ATP: Medvedev sul podio ma sul trono resta Djokovic. Best ranking per Musetti

Il russo raggiunge per la prima volta in carriera la terza posizione mentre il connazionale Karatsev fa il suo ingresso tra i primi 100 del mondo: con la semifinale raggiunta all’Australian Open guadagna 72 posti e sale al numero 42

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Novak Djokovic e Daniil Medvedev - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

All’indomani della trionfale campagna australiana di Novak Djokovic guardando le prime venti posizioni della classifica ATP viene spontaneo esclamare: “Molto rumore per nulla”… o quasi. In attesa che tra due settimane l’apollineo elvetico passi il testimone del record di permanenze al primo posto al dionisiaco serbo, prendiamo atto per l’ennesima volta che le regole introdotte un anno fa dall’ATP per fare fronte all’emergenza sanitaria rendono il ranking più viscoso della resina. Di conseguenza Medvedev grazie alla finale di Melbourne raggiunge per la prima volta la terza posizione ma non la seconda, alla quale avrebbe avuto diritto in circostanze normali.

Non un dettaglio da poco: dal 2005 ad oggi la prima e la seconda posizione sono sempre state appannaggio di Djokovic, Federer, Nadal e Murray; qualche novità forse non guasterebbero in uno sport in cui da tempo il successo nei tornei che contano di più è direttamente proporzionale all’età dei vincitori.

LA TOP 20

Posizione Giocatore Nazione Punti ATP Delta
1 Djokovic Serbia 12030  
2 Nadal Spagna 9850  
3 Medvedev Russia 9735 1
4 Thiem Austria 9125 -1
5 Federer Svizzera 6630  
6 Tsitsipas Grecia 6595  
7 Zverev Germania 5615  
8 Rublev Russia 4609  
9 Schwartzman Argentina 3480  
10 Berrettini Italia 3480  
11 Shapovalov Canada 2910 1
12 Monfils Francia 2860 -1
13 Bautista Agut Spagna 2710  
14 Raonic Canada 2630  
15 Goffin Belgio 2600  
16 Carreno Busta Spagna 2585  
17 Dimitrov Bulgaria 2575 4
18 Fognini Italia 2535 -1
19 Augier-Aliassime Canada 2516  
20 Wawrinka Svizzera 2365 -2


Alle considerazioni fatte in apertura aggiungiamo che Dimitrov tornando in top 20 porta a sei la pattuglia dei giocatori presenti al vertice che adottano il rovescio a una mano; un dato interessante soprattutto se riferito al fatto che nelle restanti 80 posizioni che compongono la top 100 ce ne sono soltanto altri sei. Torneremo sul tema prossimamente.

 

RACE TO…

Reintroduciamo da oggi le classifiche valide per accedere alle Finals di Torino e alla Next Generation di Milano. Partiamo dalla prima.

FINALS
Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Djokovic Serbia 2140
2 Medvedev Russia 1700
3 Tsitsipas Grecia 835
4 Karatsev Russia 745
5 Rublev Russia 670
6 Berrettini Italia 495
7 Zverev Germania 425
8 Dimitrov Bulgaria 405


Il miracoloso (o miracolato?) semifinalista di Melbourne Aslan Karatsev in un colpo solo a 27 anni si toglie la soddisfazione di entrare per la prima volta tra i migliori 100 tennisti del mondo ed il lusso di essere tra gli otto migliori giocatori della stagione; per quanto ancora non si sa, ma sino ad allora l’armata russa si gode tre suoi alfieri in classifica. Ottimo Berrettini al sesto posto. Ecco invece la situazione della Next Generation.

Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Auger-Aliassime Canada 330
2 Sinner Italia 260
3 Korda USA 250
4 Musetti Italia 133
5 Nakashima USA 125
6 Alcaraz Spagna 90
7 Brooksby USA 86
8 Baez Argentina 80


A volte ce ne dimentichiamo visto che da anni siamo abituati a vederlo ai vertici assoluto del tennis, ma Felix Auger-Aliassime è ancora poco più che un teen-ager e appartiene di diritto alla Next Generation che quest’anno è composta da atleti nati dopo il 31 dicembre 1999. Alle sue spalle c’è tanto azzurro rappresentato da Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

CASA ITALIA

Più luci che ombre dall’Australia per i nostri connazionaliFognini è stato fermato agli ottavi di finale dalla versione di Nadal che ai quarti di finale per due set e tre quarti ha fatto apparire il giovane esistenzialista greco un alunno al cospetto del maestro, mentre Berrettini si è dovuto arrendere ad un infortunio. Sinner ha ceduto al primo turno di fronte Shapovalov, ma dopo aspra lotta e convincenti lampi di classe e carattere. Da un giocatore con le caratteristiche tecniche e psichiche come Lorenzo Sonego era invece lecito attendersi di piùfarsi rimontare due set da un quasi quarantenne – per quanto splendido come Feliciano Lopez – non è da lui. Best ranking per Lorenzo Musetti. L’allievo di Simone Tartarini è arrivato sino alla finale nel Challenger di Biella 2 dove è stato sconfitto dal coreano Soonwoo Kwon, numero 81 del mondo.

ITALIANI  TOP 200
Classifica Giocatore Punti Variazione
10 Berrettini 3345  
18 Fognini 2535 -1
34 Sinner 1694 -2
36 Sonego 1588 -1
63 Travaglia 1024 -3
77 Caruso 863 1
87 Cecchinato 838 -5
99 Mager 770 -3
106 Seppi 699 2
115 Musetti 562 7
133 Gaio 492 7
155 Lorenzi 457 -1
158 Giustino 436 -1
163 Giannessi 423 -3
177 Fabbiano 386 -3
191 Marcora 359 -9

TOP TEN TEEN

La classifica riservata ai 10 migliori tennisti nati dopo il 31 dicembre 2001 conferma Lorenzo Musetti miglior teenager del mondo.

Posizione Giocatore Nazione Nato nel
115 Musetti ITA 2002
127 Alcaraz Garfia SPA 2003
405 Rune DK 2003
441 Mayot FRA 2003
538 Ionel ROU 2002
639 Mochizuki JPN 2003
688 Ruiz SPA 2002
676 Cazaux FRA 2002
759 Kodat USA 2003
787 Svajda USA 2002

BEST RANKING

Ancora Russia sugli scudi con una spruzzata di Norvegia nella sezione dedicata ai giocatori che hanno raggiunto la loro miglior posizione di sempre. Doppia razione di complimenti per Aslan Karatsev che in un due settimane fa un salto in avanti di 72 posizioni.

Giocatore Nazione Posizione
Medvedev Russia 3
Ruud Norvegia 24
Karatsev Russia 42

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WTA Lussemburgo: la finale sarà Ostapenko-Tauson

Ostapenko si complica la vita nel secondo set, ma alla fine elimina Samsonova senza andare al terzo. Tauson supera Vondrousova in tre

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Jelena Ostapenko e Clara Tauson si giocheranno la finale 2021 del WTA 250 di Lussemburgo. La lettone ha superato in due set Liudmila Samsonova, complicandosi non poco la vita in dirittura d’arrivo in pieno stile Ostapenko. La partita è infatti filata liscia fino al 6-1 5-1 risultato toccato quando ancora mancavano una decina di minuti allo scoccare della prima ora di gioco, poi improvvisamente qualcosa si è inceppato e, dopo il controbreak a zero sul 5-2, il dominio di Jelena si è rapidamente dissolto. Dopo cinque game consecutivi persi, Ostapenko si è aggrappata al dritto e ha centrato l’approdo al tiebreak, iniziato in maniera orribile con uno svantaggio di 4-1. Da quel momento in poi però, complice anche un po’ di leggerezza di Samsonova, la lettone è tornata a spingere con coraggio, aggiudicandosi tutti i successivi sei punti e con essi il match.

Decima finale in carriera per Jelena, che domenica andrà a caccia del quinto titolo (il secondo in Lussemburgo dopo quello del 2019). Ad attenderla ci sarà Clara Tauson, danese classe 2002, che ha eliminato in tre set la testa di serie numero 5, Marketa Vondrousova. La diciottenne – compirà gli anni il prossimo 21 dicembre – è stata molto brava a gestire i vantaggi sfumati nel primo e nel terzo set, così come il secondo dominato da Vondrousova. In tutto questo va segnalato anche un problemino alla coscia sinistra (che presentava una vistosa fasciatura), che l’ha costretta a chiedere l’intervento della fisioterapista sotto 4-3 (senza break) nel terzo. In verità la pausa potrebbe averle anche permesso di rimettere in ordine le idee, tanto è vero che al rientro in campo Tauson ha vinto tre game di fila, facendo suo il match.

La danese ha gestito piuttosto bene gli scambi e soprattutto l’insidiosa diagonale sinistra, sulla quale Vondrousova è riuscita a imporsi con continuità solo nel secondo set tra incrociati liftati e repentini lungolinea. Quella di domenica sarà la seconda finale della giovane carriera di Tauson, che è emersa vincitrice dalla prima, giocata lo scorso marzo a Lione (6-4 6-1 a Viktorija Golubic).

 

Il tabellone completo

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Boris Becker a Eurosport: “Non è giusto che Djokovic sia considerato il cattivo dei Big 3”

Dopo la sconfitta di Nole in finale a New York, Becker ha affermato che il suo ex allievo “non doveva giocare a Tokyo. Spero che venga trattato meglio”

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È ancora fresco il ricordo di quanto accaduto domenica 12 settembre sull’Arthur Ashe di Flushing Meadows, dove Daniil Medvedev ha mandato in frantumi i sogni di Grande Slam di Nole Djokovic conquistando il suo primo Major. Non è stata però la sconfitta del serbo ad avere tanto risalto mediatico. Si è parlato più del suo crollo nervoso. La sua estrema solidità mentale, il suo più grande punto di forza, è venuta meno solo di fronte all’obiettivo più grande che un giocatore di tennis può sperare di raggiungere. L’ha capito molto bene Boris Becker, che ha allenato il numero 1 del mondo e nel podcast di Eurosport Germania Das Gelbe vom Ball (Il giallo della palla) ha provato ad analizzare quanto accaduto: “Non ho mai visto Novak piangere sul campo da tennis. Deve aver raggiunto o superato il proprio limite emotivo. Gli avranno sicuramente chiesto, ogni giorno dopo Wimbledon, se fosse in grado di vincere il Grande Slam o se fosse in grado di diventare il detentore del record di Majors”.

“Questo l’ha sicuramente influenzato” continua Boris, “e il suo discorso a fine match è stato ancora più sorprendente. Aveva gli occhi lucidi mentre diceva ‘Oggi è il giorno più bello della mia vita, perché ho finalmente sentito di essere rispettato e amato’. Tutto questo nel giorno in cui non è riuscito a sfruttare quella chance si presenta una volta sola nella vita: vincere tutti gli Slam in un anno. È stata una situazione incredibile, un momento assurdo“.

Non ci sono solo le difficoltà emotive del torneo in sé alla base della sconfitta, l’unica su 28 partite giocate negli Slam nel 2021. Secondo Becker, Djokovic avrebbe dovuto abbandonare i sogni di ‘Golden Slam’ (4 Major + Oro Olimpico) e non andare a Tokyo dopo Wimbledon: “A essere onesti, non credo che avesse il Golden Slam nei suoi piani. Credo che lui abbia pensato al Grande Slam per la prima volta dopo Parigi. Avrebbe preferito non andare a Tokyo 2020 per rigenerarsi, ma sappiamo che è un serbo orgoglioso e voleva rappresentare il suo Paese. Solo che anche lui è umano! Non si può vincere tutto sempre. Non esiste la perfezione e da Tokyo è tornato stremato. Forse avrebbe dovuto prendersi una pausa più lunga dopo Wimbledon, come ha sempre fatto, di tre o quattro settimane. Lo stress del viaggio, il villaggio olimpico, la cerimonia d’apertura… È stato tutto molto bello, ma al tempo stesso estremamente estenuante”.

 

Ancora non è il momento di fermarsi però. Nole avrà già dalla prossima stagione diverse chance per staccare Nadal e Federer, vincendo il 21esimo titolo Slam. Proprio sul confronto tra il serbo e i suoi due più grandi rivali Becker ha lasciato un commento: “Conosco Novak sia a livello privato che professionale ed è un bravo ragazzo: un giocatore che alle volte si comporta male sul campo, ma chi non lo fa? Pubblico e media inclusi devono abituarsi all’idea che non sono due, bensì tre giocatori che hanno grandi qualità non solo come giocatori ma anche come persone. Non è accettabile che Novak sia sempre rappresentato come il cattivo, mentre Roger e Rafa sono sempre rappresentati come i bravi ragazzi. Non è giusto. Spero che queste due settimane a New York, la finale, il suo successivo discorso e la reazione del pubblico di New York possano finalmente metterlo sotto una nuova luce. Medvedev ha detto che Djokovic è il più grande di sempre: non me l’aspettavo. Conosciamo Medvedev, non è uno che s’inventa o dice cose solo per arrivare a uno scopo, anzi. Credo che abbia causato forti reazioni nel circuito. Nadal e Federer avranno certo sentito la sua affermazione e certo che se Novak avesse vinto, il problema del GOAT non si sarebbe più posto più. L’opinione di Medvedev andrebbe rispettata“.

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Il Masters 1000 di Madrid resta alla Caja Magica fino al 2030

Trovato l’accordo per il rinnovo di contratto tra le istituzioni della capitale e l’organizzazione del torneo

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Caja Magica - Madrid 2021 (photo MMO21)

La città di Madrid ha trovato l’accordo con Madrid Trophy Promotion, la società di Ion Tiriac che organizza il Mutua Madrid Open, per continuare ad ospitare il Masters 1000 su terra battuta sino al 2030. La notizia è stata ufficializzata nel corso di un evento tenutosi nella mattinata di venerdì 17 settembre alla Caja Magica, sede del torneo dal 2009, a cui hanno partecipato il direttore del torneo Feliciano Lopez, il sindaco di Madrid José Luis Martínez Almeida e il presidente di Madrid Trophy Promotion, Gerard Tsobanian. “Il Mutua Madrid Open è uno degli eventi simbolo della città, il quinto o sesto torneo di tennis più importante al mondo, subito dopo gli Slam – ha detto il primo cittadino madrileno -. Siamo d’accordo sul fatto che debba crescere ulteriormente puntando su strutture che gli permettano di consolidarsi”.

La capitale iberica, dunque, si tiene stretto il più importante torneo di tennis spagnolo, nonostante negli anni i rapporti tra le istituzioni cittadine e il torneo non siano sempre stati facili. Tuttavia, considerando che il torneo procura un giro di affari superiore ai 100 milioni di euro, Madrid alla fine ha rinnovato il contratto precedente. L’accordo scadeva nel 2021 senza alcun vincolo né opzione automatica per un rinnovo che non era scontato ma che alla fine è arrivato, nell’interesse di ciascuna parte.

“Senza la città di Madrid non saremmo potuti arrivare dove siamo oggi – ha detto Tsobanian -. Il torneo ogni anno frutta una cifra che si aggira sui 105 milioni senza contare gli incassi pubblicitari”. L’accordo prevede anche la costruzione di un nuovo campo nella zona nord dell’impianto, con una capacità massima di 10mila spettatori, per potenziare ancora di più il circolo che ospita ogni anno il combined ATP e WTA. La prossima edizione si giocherà dal 26 aprile all’8 maggio 2022.

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