Tanti gli elogi per l'articolo del nostro Nigro sul ritiro di Federer. Ecco una raccolta di altre sue opere

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Tanti gli elogi per l’articolo del nostro Nigro sul ritiro di Federer. Ecco una raccolta di altre sue opere

Da Maradona a Clerici, da Nadal a Fognini, da Billy Jean King a Wilander. Tanti articoli della nostra penna di cui Ubitennis va fiero

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Federer, Nadal e Fognini - Laver Cup 2019
 

Molti lettori si sono congratulati con Ubitennis e con Agostino Nigro per il bell’articolo in occasione del ritiro di Roger Federer, dal titolo “Federer attraverso lo specchio. Ma nessuno si illudeva che Roger potesse tornare Roger, il campione da esporre al Moma” che potete leggere a questo link. Poiché a molti potrebbero essere sfuggiti i precedenti articoli dell’autore, abbiamo pensato di riportarli in questa raccolta.

In memoria di Diego Maradona, eternamente giovane (26/11/2020)
Le ragioni del cordoglio unanime per il più discusso calciatore della storia

Gianni Clerici e quel bar sospeso tra tennis e tempo (7/6/2020)
Omaggio al più grande scrittore che il tennis abbia mai avuto, e che mai avrà

 

I re del Roland Garros: l’ineluttabile 5 giugno di Mats Wilander (5/6/2020)
La finale del Roland Garros 1988 è da molti considerata la partita perfetta di Mats

Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal (7/6/2019)
Partita coraggiosa di Roger, che si avvicina al suo rivale… ma mai abbastanza. Sesta vittoria su sei al Roland Garros, lo spagnolo è ancora in finale

Andy di Dunblane che sfidò gli dei (7/12/2018)
Allenamenti e fisioterapia per continuare a competere nell’anno che verrà: senza più il bisogno di confrontarsi con la storia

L’importanza di perdere, Ernests (23/10/2018)
Sconfitto da 145 del mondo nella finale di Stoccolma. Anche queste imprese fanno di Gulbis un personaggio unico nel panorama tennistico

Tifare Fabio Fognini (24/2/2018)
Un istante al di là del bene e del male. L’illusione notturna di poter sostenere con convinzione il nostro miglior giocatore

Qualcosa, non tutto, è cambiato (21/2/2018)
In 14 anni il mondo è cambiato, attraverso conquiste ed eventi dolorosi. Ma non ha toccato Roger Federer e il motivo per cui gioca a tennis

Jana Novotna. Vincente (21/12/2017)
Sarà ricordata più per le sue sofferte sconfitte che per la vittoria del 1998. Eppure, per la giustizia e la bellezza del suo tennis, era una vincente

La battaglia dei sessi. Quella che forse non è mai esistita (13/10/2017)
Jonathan Dayton e Valerie Faris portano al cinema la storia della sfida tra Billy Jean King (una irriconoscibile Emma Stone) e Bobby Riggs (interpretato da Steve Carrell). Vinse Billy Jean, e malgrado tanti sospetti, fu una pietra miliare per le rivendicazioni delle donne nel mondo del tennis

Quando Michael Stich e un campo da tennis furono ingiusti con noi (28/6/2015)
Michael Stich batte Stefan Edberg a Wimbledon 1991 con il punteggio di 4-6, 7-6, 7-6, 7-6: il ricordo di un match impossibile

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Australian Open

Liyanage, data analyst di Sabalenka: “Non parlo direttamente con Aryna, ma prima con il suo coach. Bisogna evolversi in base allo status del giocatore” [ESCLUSIVA]

Shane Liyanage ha svelato ai microfoni di Ubitennis alcuni segreti e curiosità sul mondo delle statistiche, che hanno portato alla grande crescita di Aryna Sabalenka e non solo

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aryna Sabalenka è certamente la giocatrice del momento. Ancora imbattutta in quasto 2023, la bielorussa ha vinto due titoli e undici match su altrettanti incontri disputati, conquistando ben 22 set su 23 (l’unico lasciato per strada è il primo parziale della finale dell’Australian Open). Per tornare al n°2 del ranking, Aryna si è affidata ad un servizio stratosferico, che tanti problemi le aveva creato in passato ma che, finalmente, è riuscita a far rendere al meglio.

Per arrivare ad essere così efficace, Sabalenka si è servita dell’aiuto di un esperto di biomeccanica, con il quale ha iniziato a lavorare dall’estate 2022. Da allora, il livello del suo gioco è ampiamente salito: oltre ai due successi in Australia, non vanno dimenticate le semifinali a Cincinnati e allo US Open e la finale alle WTA Finals. Contanto che, nei suoi primi 37 match disputati la scorsa stagione, la bielorussa aveva commesso oltre 300 doppi falli (media superiore agli otto a partita), il bilancio è decisamente positivo. Anche perché la media del 2023 si è quasi dimezzata: con 51 doppi errori negli 11 incontri finora disputati, ci si aggira a poco più di 4,6 doppi falli a match, comunque compensati da 81 ace (quasi 7,4 a partita).

Il nostro Federico Bertelli ha provato ad andare più in profondità intervistando Shane Liyanage, CEO e fondatore della società di statistiche che collabora con la n°2 del mondo. Non solo con lei a dire il vero, perché la Data Drive Sports Analytics (DDSA) segue anche Ons Jabeur, Emil Ruusuvouri e Taro Daniel. Nella sua lunga chiacchierata con Ubitennis, Liyanage ha fornito diversi interessanti spunti di riflessione, dal processo di raccolta dei dati fino al suo utilizzo vero e proprio, passando per il rapporto costruito con Sabalenka. Di seguito il video integrale dell’intervista.

 

Nei primi minuti si parla del gran lavoro svolto con Sabalenka e di quanto Liyanage sia fiero e felice per i risultati ottenuti (“Aryna ha lavorato davvero duro, sono molto contento per lei e per il suo team”). Viene analizzato inoltre anche lo sforzo in termini sia di raccolta dati che di produzione di servizi e report su misura per il singolo giocatore.

I dati vengono raccolti in molti modi diversi, analizzando video manuali e automatizzati, oltre agli Hawkeye data. Non esiste un modello univoco per mettere insieme le diverse statistiche, poiché ogni torneo ATP, WTA e i quattro Slam hanno un approccio diverso di condivisione dei dati, anche se tutti questi arrivano in tempo reale. Ad esempio, Tennis Australia ha ideato un’applicazione che consente ai giocatori e ai rispettivi team di ottenere l’accesso diretto a informazioni approfondite e dati grezzi forniti da occhio di falco, che triangola la posizione della palla e raccoglie dati relativi ad ogni singolo colpo di un match.

Un altro punto interessante riguarda la presentazione, l’analisi e lo studio dei vari dati, che devono poi essere trasformati in informazioni utili. Questa è probabilmente la la parte più impegnativa da un punto di vista intellettuale. Per questo motivo, nella squadra d’analisi di Liyanage è presente anche un allenatore di alto livello, che accompagna l’esperienza di Shane sia nel tennis che nell’analisi dei dati. La presenza di quest’ultima figura è fondamentale per costruire un ponte tra persone con competenze diverse.

Spostandoci invece più nello specifico, la relazione tra Sabalenka e Liyanage vede in realtà una terza persona tra i due, ossia il coach della bielorussa. Al contrario di quanto si potrebbe forse pensare, infatti, Shane non comunica direttamente con Aryna, ma è il suo allenatore a fornire le informazioni necessarie alla n°2 del mondo: L’allenatore capisce la sua giocatrice e le sue emozioni meglio di me. Lui può decidere quali informazioni sono importanti e quali meno, quali passare ad Aryna e quali no”.

Non si parla soltanto di numeri relativi alle prestazioni di Sabalenka, bensì anche a quelli delle sue avversarie: l’analisi di servizio, risposta e movimenti in campo (soltanto per citare alcuni aspetti) sono all’ordine del giorno. Per quanto riguarda Rybakina, ada esempio, Liyanage non ha voluto sbilanciarsi molto: “Non voglio dirvi troppo apertamente su quali aspetti abbiamo lavorato e quali abbiamo analizzato di più. Probabilmente dovremo affrontare Elena ancora molte volte in futuro, non voglio rivelare tutti i nostri segreti!”. L’aspetto più importante, comunque, è fare in modo che il giocatore si senta davvero consapevole delle proprie potenzialità, poiché soltanto in queste condizioni lo studio e l’analisi dei dati potranno essere efficaci al 100%.

Le relazioni tra i data experts e i team dei vari giocatori inevitabilmente variano, tanto in base al carattere del singolo tennista quanto al suo status. È normale e fisiologico, ad esempio, che tra un top10 e un junior ci siano molte differenze. Nel caso specifico di Sabalenka, la sua crescita nel corso degli ultimi tre anni è stata evidente. Questa è stata anche accompagnata da un cambiamento caratteriale, ragion per cui anche il suo allenatore ha dovuto cambiare approccio e prospettive nella comunicazione dei diversi dati.

“Negli ultimi tre anni con Aryna, così come negli ultimi quattro con Ons Jabeur, ci siamo dovuti evolvere notevolmente e in modo diverso per ogni giocatore– spiega Liyanage. “Quest’anno poi, all’Australian Open, arrivavano i dati live direttamente da occhio di falco. C’erano molti data analyst nei box dei vari tennisti: io cercavo di scovare alcuni aspetti interessanti da comunicare al coach, che poi riferiva direttamente al giocatori”.

Spostando il focus sui giocatori in rampa di lancio, con cui Shane ha alcuni rapporti, è ovviamente più complicato (se non quasi impossibile, tolti alcuni campi principali degli Slam junior) avere accesso ai dati di hawk-eye. “Di solito con i tennisti junior non si ha accesso alle statistiche fornite da occhio di falco, quindi la soluzione è prendere dati a mano, che comunque è un metodo da non sottovalutare perché anch’esso può essere molto preciso”.

Un aspetto importante da tenere in considerazione è ovviamente anche quello economico, per cui quando si lavora su un junior si fa una sorta di investimento: “È chiaro che da giovani non si hanno risorse sufficienti per potersi permettere i dati completi e specifici come invece accade con un tennista professionista. Da parte nostra si fa quindi un investimento, ma in coloro con cui scegliamo di lavorare vediamo molto potenziale e crediamo che potrà crescere molto”.

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È arrivata l’ora di un campione Slam italiano? I bookmakers puntano su Sinner e Berrettini già per il 2023

Nonostante il difficile Australian Open, c’è molta fiducia su un successo major per i tennisti italiani già in questa stagione

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @atptour)

Sono passati pochi giorni dalla fine dell’Australian Open 2023. Il primo slam stagionale ha incoronato nuovamente Novak Djokovic, per ben dieci volte padrone di Melbourne, un dominio difficile da replicare. Infatti l’unico altro giocatore ad andare in doppia cifra in un torneo dello Slam è stato Rafael Nadal, dominatore incontrastato sul rosso di Parigi visti i 14 trionfi al Roland Garros. Occorre sottolineare come dal primo successo di Djokovic nel 2008, l’Australian Open è sempre stato terra di conquista per i Big3. L’unico ad interrompere questo dominio è stato Stan Wawrinka che nel 2014 conquistò il suo primo slam.

Non sorprende quindi che nessuno della nuova generazione sia riuscito ad infrangere questo tabù. A conferma di ciò basta dare un’occhiata al bilancio tutt’altro che onorevole nelle finali Slam fra esponenti della “generazione ‘80”, guidata da Djokovic e Nadal e la “generazione ‘90”. Se Djokovic ha dominato Down Under, l’Australian Open per i colori italiani è stato tutt’altro che entusiasmante (se volete vedere i voti che abbiamo dato vi consigliamo le pagelle del nostro Antonio Garofalo). Il bilancio evidenzia come solo Sinner sia stato in grado di approdare alla seconda settimana. Ad arrestare la corsa del tennista altoatesino ci ha pensato negli ottavi il futuro finalista Tsitsipas. Sinner, tuttavia, ha fatto sudare le cosiddette sette camicie al tennista greco portandolo al quinto set.

Per gli altri italiani sono arrivate uscite premature e dolorose: Musetti è stato rispedito a casa al quinto set dal rientrante Lloyd Harris. Stessa sorte è toccata a Berrettini per mano di Andy Murray. Un primo slam avaro di soddisfazione che tuttavia non impedisce di poter sognare che questo sia l’anno giusto per conquistare un trionfo in un Major, nonostante le difficoltà per le nuove leve di affermarsi in un contesto dominato dai Fab4.

 

Lo dimostrano le previsioni fornite dagli analisti di Goldbet. Colui che ha più chance di conquistare il suo primo titolo in un torneo del Grande Slam è Jannik Sinner. Il tennista altoatesino nonostante sia un classe 2001 può già vantare i quarti di finale in tutti e quattro i Major e chissà come sarebbe potuto andare lo US Open 2022 se la sfida con Alcaraz ai quarti avesse avuto un esito diverso.

Puntare su un titolo Slam di Jannik Sinner paga ben 5 volte la quota. Leggermente più alta la quota di Matteo Berrettini. Un successo del tennista romano verrebbe pagato 6 volte la quota. Matteo, così come Jannik, ha conquistato i quarti in tutti e quattro gli slam, spingendosi più avanti in tre dei quattro tornei. Infatti, Berrettini ha conquistato le semifinali in Australia e a New York, ma soprattutto è il solo italiano ad aver giocato la finale di Wimbledon.

E proprio lo slam londinese sembra il più adatto al gioco del tennista romano. Quattro dei sette titoli presenti nel palmares di Berrettini sono, infatti, arrivati sull’erba, con i due successi al Queen’s e gli altri due di Stoccarda. Nel breve periodo il primo obiettivo per Matteo rimane quello di scalare la classifica che al momento lo vede fuori dai primi 20.

Più complicato immaginare un trionfo del neo-numero 2 d’Italia Lorenzo Musetti. Il tennista di Carrara ha appena fatto l’ingresso in top 20 ma negli Slam deve ancora ingranare. In Australia per il secondo anno consecutivo si è fermato al primo turno. Anche sull’erba londinese non è mai approdato al secondo round. L’unico slam che lo ha visto raggiungere la seconda settimana è stato il Roland Garros e proprio sul rosso, ad Amburgo, Lorenzo ha conquistato il suo titolo più importante ai danni di Carlos Alcaraz. Un successo slam di Musetti in questo 2023 verrebbe pagato ben 26 volte l’importo scommesso.

Negli ultimi tre anni l’unico slam a regalare sorprese è stato quello di Flushing Meadows – con tre neo-campioni slam consecutivi, essendo tuttavia quello che ha vissuto di situazioni estemporanee come la squalifica di Djokovic nel 2020 nel match contro Carreno, e l’impossibilità del tennista serbo di mettere piede nel suolo statunitense lo scorso anno. Non ci resta che vedere se sarà il 2023 l’anno che rivedrà la bandiera italiana sventolare per un trionfo Slam di un alfiere italiano, nel frattempo speriamo che la stagione prenda una piega positiva dopo la falsa partenza nella terra dei canguri.

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Australian Open

Scanagatta intervista Flink: “Djokovic era davvero preoccupato per la gamba. Il suo servizio è il colpo più sottovalutato” [VIDEO ESCLUSIVO]

L’Hall of Famer Steve Flink risponde alle domande del direttore: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi”. Rune e Alcaraz i nomi da tenere d’occhio per questa stagione

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Terminato il primo slam stagionale, il direttore Ubaldo Scanagatta ci ripropone la consueta intervista-chiacchierata con l’amico e collega Steve Flink, giornalista americano inserito nella Hall of Fame del tennis nel 2017.

0:40 Flink: “Io penso che Djokovic fosse davvero molto preoccupato per la condizione della sua gamba. Alcune persone non ci credono ma io ne sono davvero convinto perché abbiamo visto che ha cancellato diverse sessioni di allenamento, e poi ci sono stati diverse richieste di medical time out nei primi turni del torneo. Solo dal quarto turno contro de Minaur è sembrato essere vicino alla sua forma migliore e invincibile.”

1:40 Scanagatta: “Non sapeva come sarebbe stato accolto al suo ritorno in Australia dopo le vicende dello scorso anno, non conosceva l’entità dell’infortunio, era sicuramente scocciato per quello che era successo con suo padre e alla copertura dei media. Credo fosse completamente sincero quando ha detto che è stata la vittoria più difficile.”

03:00 Flink: “Dopo la prima settimana di torneo si sentiva fisicamente meglio. Nella partita contro de Minaur, credo che sia stata la prima volta in cui Djokovic ha pensato di poter davvero vincere il torneo. Nelle partite seguenti è stato praticamente perfetto”.
03:55 Scanagatta: “Da Wimbledon ha perso solo un match, in finale a Bercy contro Rune”.

 

04:15 Flink: “Immagina quanto vantaggio avrebbe nel ranking con i 2000 punti di Wimbledon. È incredibile già il fatto che sia tornato in vetta alla classifica, nessuno se lo aspettava ed è un grande risultato.”
04:40 Scanagatta: “Alla soglia dei 36 anni è fisicamente il migliore di tutti.”

05:15 Flink: “È molto professionale con tutto ciò che riguarda la cura del suo fisico. Si allena duramente, lavora molto con il fisioterapista, anche durante il torneo, è stato attento a non allenarsi troppo per consentire il recupero della gamba. Ha fatto il possibile per essere in ottima forma. Penso abbia davanti a sé ancora diversi anni a questo livello.”
07:05 Flink: “Credo che Alcaraz sarà l’avversario principale di Novak in questa stagione, potrebbe essere una bella rivalità.”

07:20 Flink: “Tsitsipas sta migliorando: ha raggiunto due finali Slam e in tutto il match ha perso il servizio solo due volte contro il miglior ribattitore probabilmente di tutti i tempi.”
08:04 Scanagatta: “Nel tie-break Tsitsipas ha commesso quattro errori con il diritto che è la sua arma migliore.”

09:05 Flink: “Nel tie-break del terzo set, Djokovic era avanti 5-0 e mentre eseguiva un rovescio, qualcuno dal pubblico l’ha disturbato con un urlo. Si è distratto e da quel momento il tie-break è stato più lottato con Tsitsipas che è tornato sotto 3-5 e sul 3-6 ha salvato anche due match point”.
09:50 Scanagatta: “Considera che Djokovic ha fatto 20 punti consecutivi sul suo servizio e solo nel tie-break ha perso un punto sul suo servizio. E sono diventati 21 punti vinti su 22. Era praticamente impossibile per Tsitsipas togliere il servizio a Djokovic”.

10:30 Scanagatta: “Salvo in due occasioni, Tsitsipas non è stato assolutamente in grado di gestire il servizio di Djookvic”
Flink: “Capisco quello che dici ma comunque nell’intero torneo Djokovic ha perso il servizio per 6 volte. Non era facile affrontare quel colpo, uno di quelli che ha migliorato maggiormente in vista di questo torneo. I meriti vanno dati a Djokovic e alla sua precisione e profondità, uno degli aspetti più sottovalutati del suo gioco”

12:30 Scanagatta: “Il gap tra Djokovic e gli altri è evidente, persino con Tsitsipas in campo”
Flink: “Sì, quello che ci può andare più vicino è Alcaraz. Spero di vederli giocare uno contro l’altro almeno tre, quattro volte quest’anno. Sarebbe fantastico per lo sport”Scanagatta: “Nonostante sia il rivale principale di Djokovic, ci sono ancora troppi alti e bassi nella stagione passati di Alcaraz”
14:50 Flink: “Questa stagione sarà complicata per Alcaraz perché dovrà difendere quanto fatto lo scorso anno. Ma c’è anche Medvedev di cui parlare. Lui è riuscito a fermare Djokovic dal completare il Grande Slam nel 2021.”

18:10 Scanagatta: “Sono molto ottimista per il futuro di Auger-Aliassime. Mi pare più completo di certi altri come Rublev o Ruud. L’ho visto giocare molto bene contro Djokovic a Roma. Si è dimostrato molto completo su tutte le superfici”
Flink: “Sì, ha le armi per competere ovunque e si è dimostrato un giocatore tenace. Mi ha comunque sorpreso il suo rendimento all’Australian Open. Mi aspettavo facesse di meglio”

20:50 Flink: “Rune aveva qualche problema fisico quando ha affrotnato Rublev ma ha comunque avuto molte chance. Sarebbe stato bello vederlo giocare contro Rune, anche considerando il loro match indoor a Bercy. In ogni caso, ha una grande fiducia in se stesso, ma quella è stata una brutta sconfitta per lui. Credo comunque che finirà la stagione in top 5”

23:00 Flink: “L’attuale situazione del tennis americano è qualcosa di cui vantarsi. È il miglior gruppo di giocatori dai tempi di Roddick, Blake, Fish. Ma in questo gruppo c’è molta più profondità, come quello degli anni ’90. Non dico adesso che avremo dei nuovi Sampras, Agassi, Chang ecc, la miglior generazione di sempre, ma tutti questi ragazzi, a partire da Fritz e Tiafoe, poi con Paul e Korda hanno molto talento. Non sono mai stato così entusiasta “

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