Il Mubadala DC Open, torneo combined 500 di Washington, arriva al penultimo atto dell’edizione 2026.
In due semifinali di spessore, a uscirne vittoriose sono Jessica Pegula, che ha la meglio su Diana Shnaider, e Alexandra Eala, che non lascia scampo a Naomi Osaka.
C’è un solo precedente tra le due, la semifinale del WTA 1000 di Miami del 2025, quando la statunitense si impose in tre set.
[1] J. Pegula b. [4] D. Shnaider 7-5 6-2
Jessica Pegula è la prima finalista del Mubadala DC Open di Washington. A Diana Shnaider non basta un avvio convinto e convincente che le regala un interessante 5-2. La prima testa di serie apre una striscia di cinque giochi consecutivi per fare suo il parziale inaugurale, nonostante tutte le difficoltà iniziali, in particolare al servizio. La rimonta subita spegne nel tennis e nella mente la russa, che nella seconda frazione regge fino al 2-2. Benché la statunitense vacilli, sprecando un match point sul 5-2, la speranza di recupero della numero 18 del mondo si infrange sul definitivo 7-5 6-4.
Per Pegula sarà la 24esima finale sul circuito maggiore della carriera, la quarta del 2026 – dopo Dubai, Charleston e Berlino. La numero 3 del ranking potrà andare a caccia del dodicesimo titolo da mettere in bacheca, con l’opportunità di tornare campionessa a Washington dopo sette anni – nel 2019 superò Camila Giorgi.
Per Shnaider i rimpianti sono tutti per quel primo set. La classe 2004 non riesce a capitalizzare il vantaggio nel momento in cui la sua avversaria fatica a trovare concretezza con le proprie soluzioni. I precedenti, un perentorio 3-0 per la tennista di Buffalo, però, erano un’indicazione fin troppo palese delle difficoltà che cela questo incrocio per Diana.
Il match: Pegula batte Shnaider e centra la seconda finale a Washington
Non è proprio un avvio da sogno quello di Pegula nella prima semifinale di Washington, soprattutto al servizio. La statunitense somma errori a indecisioni tattiche, al cospetto di Shnaider che, invece, inizia convinta, spingendo da fondocampo e correndo molto in difesa. Le continue rincorse pagano per la russa, che spesso riesce a ribaltare l’inerzia dello scambio con le sue traiettorie mancine. Pur regalando il controbreak del 2-1, Diana si riporta subito in vantaggio, strappando ancora la battuta alla rivale, e, annullando due occasioni a Pegula, si arrampica 4-1.
La tennista di Buffalo inizia a ingranare al servizio, anche se in risposta le occasioni per chiudere il gap tardano ad arrivare.
Shnaider è puntuale nei propri turni finché non deve servire per archiviare il primo set. Nel momento clou del parziale la 22enne perde la pazienza e, alla seconda palla break, consente a Jessica di riportarsi sotto sul 5-4. La numero 18 del mondo è sempre più confusa, tanto che, nell’undicesimo gioco, non capitalizza tre chance di approdare al tiebreak e perde ancora il servizio. Pur lontana dalla sua versione migliore, Pegula incassa il primo set per 7-5, con cinque game di fila.
La frustrazione lascia in pace Shnaider fino al 2-2, quando torna ad essere impaziente di fare il punto. La conseguenza diretta è uno 0-40 da cui riemergere. La numero 3 del mondo, di contro, prova ad addormentare gli scambi con il ricorso a qualche variazione in back, che manda fuori giri i fondamentali della russa. E alla prima occasione arriva il break. La quarta forza del seeding esce progressivamente dall’incontro, sprofondando 5-2 con il secondo break. Sul calare del sole, Diana accenna a una reazione, con due possibilità per dimezzare lo svantaggio. La statunitense si salva e si porta a match point. Ma la partita non è ancora finita. Un diritto in rete spegne i sogni di vittoria di Pegula, che alla terza occasione del gioco perde infine la battuta.
L’americana si rifà subito, non lasciandosi sfuggire la seconda possibilità di servire per il match.
A. Eala b. [3] N. Osaka 6-4 6-2
Alexandra Eala corona una settimana di grandissimo tennis approdando in finale a Washington. Naomi Osaka si arrende per 6-4 6-2, in una partita in cui non può davvero niente per arginare il gioco della sua avversaria.
La filippina torna a contendersi un titolo dopo l’ultimo atto disputato a Eastbourne nel 2025. La speranza per lei è di poter inaugurare il palmares personale con il primo titolo WTA.
Delude, invece, la ex numero 1 del mondo, mai davvero nel match. La giapponese deve rimandare ancora il ritorno al successo, che manca dall’Australian Open 2021.
Il match: Eala incanta Washington, eliminata anche Osaka
Eala approccia la semifinale con idee chiare. Risposte profonde, centrali per non dare angolo a Osaka o definitive, e una difesa estrema, quando possibile in controbalzo per non perdere campo sono le basi su cui si poggia la strategia della filippina, da sommarsi ad accelerazioni puntuali. Già nel terzo gioco Alexandra rompe gli indugi. Approfittando di un inizio non proprio perfetto di Naomi con servizio e diritto, analogo rispetto all’avvio contro Elisabetta Cocciaretto, la numero 28 del mondo piazza il break. Manca, però, l’allungo. Osaka si rifà subito portandosi 0-40 in risposta. Sebbene Eala risalga con tre quindici consecutivi, concessa la quarta chance, si lascia riagganciare sul 2-2. La svolta decisiva arriva sul finale del parziale. Osaka incappa ancora in qualche sbavatura, mentre la sua avversaria torna ad alzare il ritmo. Anche la nipponica fronteggia con successo uno 0-40, ma, come successo alla classe 2005 di Quezon City, la quarta possibilità del gioco le è letale. Così, Alex si arrampica 5-4 e, con un perentorio turno di servizio a 0, fa suo il primo set.
Il passaggio a vuoto di Osaka attraversa i parziali e caratterizza pure l’inizio di seconda frazione. Due doppi falli, di cui uno sulla palla break, costano alla terza forza del seeding un nuovo svantaggio di 2-0. Eala è pressoché implacabile. Con i colpi a rimbalzo comanda gli scambi a suo piacimento e nel quinto gioco è ancora assai pericolosa in risposta, con due chance di doppio break. Naomi commette continui doppi falli, messa sottopressione dalla risposta anticipata dell’avversaria. Senza nessun timore, però, la ex numero 1 si affida alle proprie accelerazioni e salva le due palle break, più una terza, mentre la quarta è segnata dal diritto in rete della filippina.
Le risposte di Alexandra sono fendenti che pungono su prima e seconda Osaka, che sul 4-2, non riesce a salvarsi come nel turno precedente. Eala ultima la settimana statunitense centrando la seconda finale della carriera. Adesso le manca solo l’ultimo passo.
