Cincinnati, anno 2025. Tre dei quattro semifinalisti sono ben noti: Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev, che occupano in ordine i primi tre posti della classifica mondiale. Chi è il quarto? Terence Atmane, numero 136 del mondo, giunto al penultimo atto a seguito di un torneo formidabile. Da quel torrido 1000 sul cemento outdoor dell’Ohio abbiamo imparato a conoscere il mancino francese. Un personaggio che fuori dal campo ha forse persino di più da raccontare rispetto a quanto non faccia dentro al rettangolo da gioco, dove è l’istinto a guidare il suo tennis.
Un anno dopo, il classe 2002 transalpino si presenterà al Cincinnati Open da numero 46 del mondo, con un best ranking alla 41esima piazza. Esordirà contro Marton Fucsovics, per poi sfidare in caso Tomas Martin Etcheverry. Al terzo turno, invece, se la vedrebbe con la prima testa di serie del torneo, Alexander Zverev. Difendendo 420 punti, Atmane rischia di precipitare in classifica se non riuscirà a ottenere qualche successo nel Masters statunitense. Nel 2025 sembrava giocare su una nuvoletta. Ora tocca capire se saprà ripetersi in questo 2026.
Cincinnati 2025: dal nulla alla semifinale
Sino al pre-Cincinnati della scorsa stagione Atmane era prevalentemente un tennista da Challenger. Conosciuto più per la sua ‘quasi squalifica’ al Roland Garros 2024 – quando lanciò una pallina sugli spalti colpendo uno spettatore – che per il suo tennis, Terence si presenta in Ohio reduce da sei sconfitte nelle ultime sette partite giocate. A Cincinnati supera brillantemente le qualificazioni, così come il primo turno contro Yoshito Nishioka. A questo punto, si trova davanti Flavio Cobolli. Recuperando un break nel parziale decisivo, il francese finisce per avere la meglio al tie-break del terzo set.
Galvanizzato da questo successo, estromette poi dal torneo anche la stella Joao Fonseca, in due set, e la speranza di casa Taylor Fritz in tre parziali. Non contento, si sbarazza di Holger Rune quasi senza problemi. “Sinner è una persona con due braccia e due gambe come me”, afferma prima della semifinale contro Jannik. Grande appassionato di videogiochi e di Pokemon, Atmane regala all’azzurro una carta di Pikachu prima di entrare in campo. È il compleanno di Jannik. Il numero 1 ringrazia, ma non fa sconti. Arrivati al 6 pari nel primo set, prende il largo e taglia il traguardo in due frazioni. Grazie a quel piazzamento Terence entra di prepotenza in top 100, alla 69esima casella.
Non ha sponsor per abbigliamento e scarpe. Non ha un agente. Ha solo l’azienda che gli fornisce le racchette. Con quel torneo, però, inizia a farsi un nome. E la gente inizia a parlare di lui, del suo tennis – che si ispira a Fernando Gonzalez ed è tendente all’attacco, con un dritto potente e un servizio forte e insidioso, impattato dopo un lancio di palla molto basso – e della sua persona. Un personaggio che, oltre ai videogiochi, ama anche la moda, come abbiamo appreso da questa intervista esclusiva al suo coach Guillaume Peyre. Un giocatore che fuori dal campo si sveste dei suoi abiti da tennista e nelle interviste inizia a parlare di piramidi, velocità della luce e alieni. Una cosa è certa: quando si parla con lui, una dichiarazione interessante di sicuro esce dalla sua bocca. Con Terence non ci si annoia mai.
Vittorie, sconfitte ed episodi ‘à la Atmane’
“Il mio cervello funziona in modo diversa”, racconta Atmane a Ubitennis in quel di Madrid. Con un quoziente intellettivo pari a 158, il francese ammette di analizzare forse anche troppo ogni minimo dettaglio, sia dentro che fuori dal campo. Tornando allo scorso autunno, dopo aver trascinato Sinner al terzo set a Pechino, a Shanghai il francese vive un brutto episodio in campo. Gli tremano le mani, fatica a respirare e gli gira la testa. Non riesce a parlare e non sa dove si trova. È quindi costretto a ritirarsi, e dopo quell’avvenimento perde tutte le altre partite che gioca in stagione.
In avvio di 2026 parte maluccio, vincendo solamente 2 delle prime 7 partite. Torna a mostrare del buon tennis ad Acapulco, dove regola Grigor Dimitrov, Rafael Jodar e perde contro Miomir Kecmanovic ai quarti di finale (qui il video del match point fantasma). Pochi giorni dopo, sempre sul cemento, a Miami inanella una serie positiva di successi. Sconfigge Daniel Altmaier, Arthur Rinderknech e persino Felix Auger-Aliassime, prima di crollare alla distanza contro Frances Tiafoe agli ottavi.
In seguito, i crampi che lo avevano colpito a Pechino contro Sinner gli tornano anche a Madrid. Nel match in cui è opposto al connazionale Ugo Humbert succede di tutto. Zoppicante, Terence riesce comunque ad arrivare alla vittoria, scatenando l’ira di Jeremy Chardy (coach dell’avversario), che inveisce contro l’arbitro. Atmane perderà poi contro Zverev e negli swing su terra ed erba raccoglierà poco nulla: 5 vittorie e ben 11 sconfitte. Ma a fine luglio si sa, si torna a giocare su cemento.
Cincinnati 2026: i nodi vengono al pettine
Nella capitale degli Stati Uniti il francese parte subito alla grande, sorprendendo l’idolo di casa Frances Tiafoe. Dopo essersi arreso ad Alejandro Tabilo, a Montreal Terence vuole dimostrare di saper battere i mancini, contro i quali ha un record di 2 vittorie e 7 sconfitte nel circuito ATP. Al primo turno ha ragione di Jack Draper in tre set, e al secondo gestisce la potenza di Karen Khachanov in due parziali. Il suo torneo termina contro Jakub Mensik, che con due frazioni tirate gli ruba il posto in ottavi di finale.
Ed eccoci giunti al presente, con Atmane che a Cincinnati, giovedì 13 agosto, se la vedrà con Fucsovics sul Tony Trabert Stadium 3, nell’ultimo match in programma. Sul rapido cemento dell’Ohio, in cui abbiamo capito che sa il fatto suo, il francese ha tutte le carte in regola per battere sia l’ungherese, sia Etcheverry al secondo turno. Arrivare a sfidare Zverev per un posto agli ottavi potrebbe essere un buon obiettivo. Per lui e per il suo posto in top 100.
