ATP Cincinnati: Fognini battuto da Kokkinakis, avanza Seppi. Vincono Fish e Karlovic, fuori Monfils

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ATP Cincinnati: Fognini battuto da Kokkinakis, avanza Seppi. Vincono Fish e Karlovic, fuori Monfils

Seconda giornata di incontri a Cincinnati dove Mardy Fish supera agevolmente Victor Troicki. Ivo Karlovic sommerge di ace (35) un incostante Gilles Simon, bene Andreas Seppi in due set su Adrian Mannarino, delude Fognini che si fa rimontare dal giovane australiano ed è ancora alla ricerca della prima vittoria sul veloce nel 2015. Janowicz sorprende Gael Monfils

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[Q] T. Kokkinakis b. F. Fognini 4-6 6-2 6-3 (Stefano Tarantino)

Niente da fare per Fabio Fognini, l’azzurro nemmeno a Cincinnati riesce a raccogliere la prima vittoria sul veloce di questa stagione. Eppure il tennista italiano aveva iniziato benissimo il match contro l’australiano Thanasi Kokkinakis, approdato in tabellone attraverso le qualificazioni e salito agli onori della cronaca in questi giorni più per argomenti extra-tennistici che per meriti sul campo (anzi, anche nelle qualificazioni non si era distinto per motivi tecnici). Ma dopo un’ora di gran bel tennis Fabio è quasi sparito dal campo, il giovane australiano non ha dovuto far altro che limitarsi a giocare la sua onesta partita, attendendo il più delle volte l’errore del suo avversario. Per lui nel prossimo turno il vincente del match Kyrgios-Gasquet, gustosa rivincita della sfida di Wimbledon vinta dal francese.

I primi game del match seguono i servizi senza problemi, Kokkinakis sembra avere un solo schema nel suo Dna, picchiare qualsiasi tipo di colpo, ovunque si trovi. Fognini fatica alla risposta, ma pare in gran condizione ed il suo braccio mulina colpi profondi e vincenti che gli consentono tranquillamente di reggere il ritmo dell’australiano. Sul 3 pari l’azzurro gioca un game alla risposta esemplare, arriva il break a zero ed il primo allungo della sfida. Kokkinakis potrebbe subito centrare il controbreak nel game successivo quando sale 15-40 sul servizio di Fognini, ma Fabio è bravissimo, annulla le ddue palle break ed anche una terza che arriva subito dopo, il tutto nonostante una discussione con il giudice di sedia reo secondo il tennista italiano di non aver sentito una sua richiesta di “challenge”. Con un impressionante 90% di punti fatto con la prima dopo 36 minuti Fognini si aggiudica il primo set 6-3, chiudendo il parziale con un saldo vincenti/gratuiti quasi pari (15-16), mentre Kokkinakis ha un saldo nettamente negativo (4-14).

 

Il secondo set inizia con l’australiano al servizio e Fognini ha subito due palle break sul 15-40, ma se sulla prima è bravo il suo avversario che piazza un servizio vincente, sulla seconda è sciagurato il tennista ligure che chiama una palla fuori durante uno scambio sconfessato però dall’occhio di falco. Kokkinakis si salva, il match purtroppo per l’azzurro inizia a girare. Scende la percentuale di prime di Fognini, sale il numero di gratuiti, Fabio annulla una palla break con un servizio vincente sull’1-2 ma da quel momento in poi arrivano 7 game di fila del suo avversario, che chiude il secondo set 6-2 e sale 3-0 nel terzo. Fognini torna quello dei momenti peggiori, un paio di lanci di racchetta (con annesso warning), ben 5 doppi falli in 3 turni di battuta, qualche altro piccolo screzio con il giudice di sedia ai quali aggiungiamo anche un paio di interventi del fisioterapista sul braccio e la spalla destra che appaiono doloranti. Nonostante ciò, l’azzurro potrebbe tornare nel match nel settimo game, quando sul 2-4 si procura due palle break, complici 3 gratuiti di Kokkinakis che vede il traguardo e avverte un minimo di tensione. Ma l’australiano rimedia con due ottime prime (un servizio vincente ed un ace) e chiude nel nono game la partita, raccogliendo una preziosa vittoria in un Masters Series.

A. Seppi b. A. Mannarino 6-3 6-3 (Michele Gasperini)

Torna al successo Andreas Seppi, all’esordio nel Masters 1000 di Cincinnati, reduce da tre sconfitte consecutive dalla semifinale di Amburgo contro Rafa Nadal, seguite poi dai problemi fisici patiti nel match d’esordio di Kitzbuhel contro Dusan Lajovic e dall’uscita prematura al primo turno di Montréal contro Gilles Simon, battendo con un doppio 6-3 il francese Adrian Mannarino, No.32 del mondo, in una partita più equilibrata di quanto non dica il punteggio.

Parte bene l’altoatesino, al secondo successo stagionale in un Masters 1000, strappando nel terzo gioco dell’incontro la battuta al proprio avversario, portandosi subito avanti: Seppi però si distrae, cedendo immediatamente il turno successivo, tornando in parità. Ma la solidità dell’azzurro è troppo superiore a quella del francese, il quale una pesantezza di palla insufficiente per creare problemi ad Andreas, che ne approfitta e sfruttando soprattutto la diagonale sinistra, dove Mannarino soffre di più, breakka per due volte consecutive il suo avversario, portando a casa la prima frazione al nono gioco. Il secondo set è più equilibrato, con varie occasioni di break mancate da entrambi i contendenti: Seppi annullerà complessivamente 5 break point, impedendo ad un più arrembante transalpino di prendere il largo, andandosi a conquistare il break decisivo sul 4-3 in suo favore, chiudendo con agio, con il servizio, nel turno successivo. Al prossimo turno Seppi affronterà il vincente dell’incontro fra Feliciano Lopez e Milos Raonic.

J. Janowicz b. [14] G. Monfils 6-4 7-5 (Raffaello Esposito)

Dopo un paio d’ore di attesa dovuta alla pioggia si è svolto l’incontro di primo turno della parte alta del tabellone fra la tds 14 Gael Monfils e il polacco n° 52 ATP Jerzy Janowicz, sempre alla ricerca del suo posto fra i grandi dopo essersi rivelato al torneo di Parigi-Bercy nel 2012. Janowicz rimane sempre una mina vagante in ogni torneo al quale partecipa e anche se la mentalità vincente è ancora di là da venire, il suo gioco stile roulette russa è sempre difficile da imbrigliare nelle giornate di vena. I due soli precedenti sono in perfetta parità, l’ultimo dei quali a favore del polacco in una partita al cardiopalma nel secondo turno degli Australian Open 2015. Dopo il riscaldamento Janowicz vince il sorteggio e stranamente decide di ricevere. Probabilmente si sente in palla ed in effetti fin da subito i suoi colpi piatti sibilano vicino alle righe rendendo arduo il gioco difensivo del francese.

Dopo qualche game di assestamento è proprio il polacco ad assestare lo strappo decisivo brekkando Monfils nel settimo game e difendendo poi la sua battuta fino al sei quattro nonostante qualche doppio fallo di troppo. Il secondo set vede sempre Janowicz comandare il gioco con colpi squassanti e pochi errori. Il francese non riesce ad essere regolare e a tenere la palla in gioco sufficientemente a lungo per indurre l’avversario all’errore ma il polacco non sarebbe lui senza un passaggio a vuoto. Nel decimo game infatti serve e spara un dritto in rete che non sarebbe passato neanche a ping-pong, mette fuori uno smash di metri e va sotto 30-40: set-point Monfils. È qui però che Jerzy mostra gran tempra rientrando e pareggiando a cinque con l’aiuto della battuta. Nel game seguente il match si decide. Monfils, forse scoraggiato per l’occasione sfumata, gioca in modo orribile due smorzate e mette un debole dritto in rete precipitando sullo 0-40. È bravo ad annullare due occasioni con un ace e un super scambio che induce l’avversario all’errore ma alla terza mette un facile rovescio in corridoio. Janowicz vola sul 40-0 e chiude al terzo match point con l’ennesimo servizio vincente che gli regala al secondo turno uno fra la wild card statunitense Donaldson e il qualificato Nicolas Mahut.

I. Karlovic b. [10] G. Simon 6-4 6-7 (3) 6-3 (Stefano Tarantino)

Seconda uscita prematura consecutiva in un Masters Series per Gilles Simon, testa di serie numero 10 a Cincinnati, altra piccola impresa di Ivo Karlovic, che con il suo servizio dirompente (anche oggi 35 ace e ben 10 palle break annullate su 10, di cui 9 con la battuta) a 36 anni continua a andare avanti nei tornei che contano e riavvicina sempre più la Top20 del ranking. Ben lontano dalla forma migliore il tennista francese, che anche oggi così come a Montreal ha palesato una condizione fisica non al top ed una condotta di gioco troppo altalenante. Contro questo Karlovic non te lo puoi permettere, il croato sale così 3-1 nelle sfide con il francese.

I primi game filano via lisci per chi serve, il primo ad aggiudicarsi il proprio turno di battuta ai vantaggi è Simon che nel quinto game mette poche prime. Il francese sembra lontano dalla forma migliore, poco reattivo fisicamente e senza la necessaria verve agonistica. Simon rischia ancora sul 3 pari, poi nel game seguente si procura la prima palla break del match grazie ad un doppio fallo di Karlovic, che però rimedia subito a modo suo con un servizio vincente. Simon va a servire e si trova sullo 0-40, frutto di una voleé incerta (passante agevole di Karlovic) e dell’ennesima prima sul diritto dell’avversario che gli rimanda indietro l’ennesimo “comodino” della giornata. Il francese annulla le 3 palle break ma ne concede subito una quarta con un incomprensibile gratuito di diritto. Stavolta Karlovic non perdona, viene a rete e si prende il break. Il croato serve per il set e lo chiude 6-4 in 44 minuti. Un solo punto di differenza tra i due alla fine del parziale (31-30 per il croato), ma Simon può e deve fare molto di più se vuole portare a casa la partita.

Invece il francese ricomincia al servizio e rischia il tracollo, insistendo ancora troppo con la battuta sul diritto dell’avversario che sale subito a palla break. Simon la annulla e decide di cambiare strategia, ora quando serve cerca molto il rovescio del croato (ci ha messo quasi un’ora per capirlo) e soprattutto viene spesso a rete per mettere pressione a Karlovic e non dargli più riferimenti. Simon sale anche alla risposta e già nel secondo game si procura due palle per il 2-0. Sulla prima sbaglia un passante di rovescio non impossibile, sulla seconda invece arriva il nono ace di Karlovic. Il francese pare poter operare lo strappo, sul 3-2 in suo favore ha ben 4 palle break, ma il servizio del croato è letale (dei 30 punti alla battuta in tutto il secondo set ben 24 sono ottenuti con il colpo di inizio gioco) e anche queste svaniscono. Simon sul 4 pari prova a complicarsi la vita, ma alla fine si arriva ad un salomonico tie break. Dove Karlovic cede un paio di punti alla battuta e Simon trasforma il primo set point sul 6-3 con un diritto incrociato da urlo (uno dei pochi lampi in una giornata quasi da dimenticare).

Karlovic si prende una lunga pausa fisiologica, Simon pare finalmente poter allungare le mani sul match. Invece il francese sullo 0-1 serve di nuovo troppo sul diritto dell’avversario e va sotto 15-40, ancora gran risposta di diritto del croato ed arriva il break di Karlovic. Subito dopo arriva anche la pioggia che facilita ancora di più probabilmente il croato, il più vecchio giocatore in tabellone, a cui una pausa in una situazione di vantaggio non può far altro che piacere. Si torna in campo dopo circa un’ora, Karlovic riparte alla grande, si permette anche il lusso di fare il “perfect game” (4 ace, il record di Ivanisevic sempre più vicino) nel quinto gioco. Simon fa quel che può, si procura addirittura 3 palle break consecutive sul 2-4, ma ancora una volta non riesce praticamente a giocarle (un ace e due servizi vincenti). Il match ormai è andato, Karlovic chiude alla sua maniera, cioè con un ace, nel nono game. Simon chiude il secondo Masters Series consecutivo con una prestazione sottotono, il suo avversario invece affronterà al secondo turno lo slovacco Klizan (ieri vincitore sull’austriaco Thiem).

[WC] M. Fish b. V. Troicki 6-2 6-2 (Francesco Gizzi)

Il match d’apertura del programma odierno sul cemento rovente dell’Ohio di Cincinnati regala subito una bella sorpresa: Mardy Fish tornato all’attività dopo i seri problemi fisici e scivolato oltre la millesima posizione del ranking mondiale, si regala nella sua penultima apparizione nel tennis ( l’ultima sarà proprio allo US Open) una bella vittoria ai danni di un Troicki sempre più in crisi. E pensare che l’americano era appena al suo terzo match disputato nell’anno dopo il rientro e che la sua ultima vittoria in un match ufficiale datava esattamente due anni. Mentre d’altra parte il serbo dopo la buona stagione che lo ha riproposto ai vertici del tennis che conta fino alla ventesima posizione grazie anche all’ottimo exploit sull’erba londinese, sta passando un’estate davvero pessima: con quella di oggi siamo a tre sconfitte consecutive al primo turno di un torneo che si aggiungono alla sanguinosa sconfitta in Davis contro Delbonis in Argentina.

Che non fosse giornata per il serbo si era capito già dai primi minuti di partita. Troicki è lento, falloso all’inverosimile, scarico nelle gambe e nei colpi ma è soprattutto dalla parte del rovescio che il serbo fa una fatica tremenda anche solo quando deve fare due passi lateralmente per impattare la palla. Fish ha comprensibilmente perso esplosività e potenza, ma l’intelligenza tattica è rimasta quella dei bei tempi. L’americano imbriglia Troicki in scambi lunghi da fondo offrendo palle senza peso e senza ritmo attendendo il momento giusto per l’accelerazione decisiva che spesso arriva attraverso pregevoli dritti in lungolinea. Il primo set scivola via liscio in appena 29 minuti con due break a favore dell’americano, uno nel terzo e l’altro nel settimo game. Nel secondo parziale il copione non cambia: il serbo regala subito il servizio giocando un game a limite dell’ indecenza. In confusione tattica e fisica, Victor vede scappare il suo avversario senza dar mai la sensazione di potersi rimettere davvero in carreggiata. Fish continua a sbagliare poco e senza fare cose sensazionali, ma restando sempre e comunque ordinato da fondo, si ritrova con un altro break in tasca a dover servire per il match dopo poco più di un’ora di gioco. Mardy non trema e chiude con un roboante doppio 6-2. Ora lo aspetta Murray per scrivere una pagina della sua carriera che potrebbe essere bellissima davvero.

Risultati:

[WC] M. Fish b. V. Troicki 6-2 6-2
J. Janowicz b. [14] G. Monfils 6-4 7-5
J. Sock b. [WC] B. Fratangelo 6-1 6-2
I. Karlovic b. [10] G. Simon 6-4 6-7(3) 6-3
[Q] V. Pospisil b. [Q] D. Kudla 6-4 6-3
[Q] T. Kokkinakis b. F. Fognini 4-6 6-2 6-3
A. Seppi b. A. Mannarino 6-3 6-3
[13] D. Goffin b. Y. H. Lu 5-7 6-3 6-4
T. Bellucci b. J. Vesely 7-6(5) 6-2
R. Bautista Agut b. P. Cuevas 6-3 6-4
B. Tomic b. S. Stakhovsky 6-4 6-3
J. Sousa b. P. Kohlschreiber 6-2 6-7(5) 6-2
[LL] B. Paire b. G. Muller 7-6(5) 7-6(6)
[WC] J. Donaldson vs [Q] N. Mahut 7-5 6-7(2) 4-1 sospesa

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Ferrero: “Alcaraz è come un altro figlio per me”. “Djokovic? Uno stimolo averlo in Australia”

Intervistato da Eurosport, Juan Carlos Ferrero ha le idee chiare sul percorso con il suo pupillo Carlos Alcaraz: “Lavorare ancora di più perché, per rimanere al top, bisogna vincere regolarmente Slam e Masters 1000”

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Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La trionfale stagione 2022 ha visto il diciannovenne Carlos Alcaraz diventare il giocatore più giovane di sempre a raggiungere la vetta della classifica ATP. Alcaraz ha vinto il primo titolo del Grande Slam allo US Open di settembre, in assenza di Djokovic, che quest’anno ha dovuto saltare due dei quattro major per non essersi vaccinato.

Il suo allenatore, Juan Carlos Ferrero, ha affermato in un intervista rilasciata a Eurosport che la potenziale opportunità per Alcaraz di confrontarsi con il 21 volte campione slam è un grande stimolo. “Abbiamo bisogno di lui”, ha detto Ferrero, riferendosi a Djokovic. “Penso che Carlos per migliorare il suo tennis abbia bisogno di giocare contro uno dei migliori della storia. Ovviamente Rafa è lì per giocare contro di lui e Novak, abbiamo bisogno di lui. A Madrid Carlos ha giocato contro Novak e lui ha aumentato il suo livello per provare a vincere la partita, quindi è quello che ci serve, per giocare negli Slam contro di lui, penso che sia molto importante per Carlos migliorare”.

 

Ferrero non si reputa sorpreso del ritorno in grande stile del serbo, che giova ricordarlo, ha vinto 18 delle sue ultime 19 partite della stagione, inclusa la striscia alle finali ATP. “Penso che dopo lo US Open, che non ha potuto giocare, fosse molto concentrato per dimostrare a se stesso che è in grado di vincere quasi tutti i tornei a cui partecipa. Abbiamo visto di nuovo che è in grado di farlo“, ha detto Ferrero del serbo . “Avrà la possibilità di giocare in Australia; penso che ne sia molto contento e penso anche il resto dei giocatori lo sia. Carlos e io stavamo parlando del fatto che siamo felici di vedere Novak lì perché se vuoi vincere l’Australian Open devi vincere contro i migliori, e ovviamente è una buona notizia. Ma ovviamente non mi ha sorpreso affatto che abbia vinto a Torino”.

Tornando ad Alcaraz il nativo di Murcia ha iniziato il suo allenamento pre-stagione in palestra lunedì e dovrebbe tornare a fare pratica sul campo in settimana .Al momento Alcaraz non è iscritto a nessun evento di preparazione prima dell’Australian Open, che inizierà il 16 gennaio. Nonostante le brillanti vittorie allo US Open e nei due Masters 1000, Ferrero lesina consigli utili per il suo pupillo in vista del 2023: “Gli dico che ora deve lavorare ancora di più perché se ora vuole rimanere al top, deve vincere costantemente gli Slam e i Masters 1000“, ha detto Ferrero, che è lui stesso un ex numero 1 del mondo. “Quindi è ancora più difficile di prima, quando magari vincendo un ATP 500 e ottenendo un ottimo risultato nel Masters 1000 potevi salire più in alto in classifica, ma ora, se vuoi rimanere al vertice, devi battere i migliori e devi vincere i migliori tornei, quindi è ancora più importante lavorare allo stesso modo o più duramente di prima”.

Il sodalizio tra Juan Carlos e Alcaraz è iniziato nel settembre del 2018, alcuni mesi dopo la fine della collaborazione del coach spagnolo con Alexander Zverev. Ferrero ha aiutato Alcaraz a costruire una squadra stabile attorno a lui.È come un altro figlio per me, il più grande“, ha detto Ferrero di Alcaraz. “È il mio secondo giocatore da allenatore e penso di continuare a imparare da lui e lui sta imparando da me. Stiamo entrambi crescendo insieme allo stesso tempo. È un ragazzo molto simpatico ed è molto facile lavorare con lui. “Quello che so è che avevo bisogno di qualcosa del genere perché dopo aver lavorato con Sascha non è stato così facile per me, non è la stessa cultura, lui capisce in modo leggermente diverso [il significato di] essere professionale, avevo bisogno di ripartire e lavorare con qualcuno con cui potevo lavorare in sintonia anche per il futuro; e in Carlos penso di averlo trovato.

Nell’agenda di Alcaraz in vista del 2023 figura – per ora – solo l’evento d’esibizione del Mubadala World Tennis Championship ad Abu Dhabi, dove sabato 17 dicembre esordirà contro Andrey Rublev o Frances Tiafoe. Come a dire l’Australia è lontana, ma nemmeno poi tanto.

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Rendimento Slam 2022: Nadal e Alcaraz davanti a tutti, Djokovic resiste. Sinner e Berrettini in top 10, in calo Medvedev

Ottima annata per i colori azzurri, la Spagna fa la voce grossa. Varie sorprese come Ruud e Kyrgios, ma anche tanti delusi, guidati dal russo

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nel tennis, si sa, il metro di paragone principale per giudicare un giocatore è la costanza che questo sa tenere negli Slam, i grandi eventi per antonomasia, nei quali la cronaca si intreccia alla storia per diventare leggenda. E il 2022, con tutte le variabili del caso, tra la questione del vaccino di Djokovic e la guerra dichiarata da Putin che ha portato all’esclusione dei russi da Wimbledon (e la conseguente scelta dell’ATP di non assegnare punti), non può in ogni caso fare eccezione, pur facendo dovute proporzioni. Infatti, molti giocatori, anche di alto livello, non hanno potuto disputare tutte e quattro le prove Major (alcuni anche per motivi fisici), con un rendimento in termini di punti che chiaramente va a calare, premiando alcuni piuttosto che altri. Per valutare con accuratezza chi siano stati i migliori, i più costanti, nei quattro Slam della stagione appena conclusasi, abbiamo quindi stilato un’ipotetica top 20, che tiene conto solo dei punti guadagnati tra Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.

 Da notare che vengono calcolati anche i punti dei Championships, non assegnati dall’ATP, e che tra parentesi viene riportata anche la classifica reale dei giocatori rientranti nella speciale classifica (dopo i punti è segnalato anche il numero di Slam giocati per coloro che ne abbiano saltato almeno uno). Di seguito i migliori venti nei Major del 2022:

  1. Rafa Nadal (2): 4900
  2. Carlos Alcaraz (1): 2630
  3. Casper Ruud (3): 2445 *3 Slam*
  4. Novak Djokovic (5): 2360 *2 Slam*
  5. Nick Kyrgios (22): 1605 *3 Slam*
  6. Daniil Medvedev (7): 1560 *3 Slam*
  7. Jannik Sinner (15): 1260
  8. Matteo Berrettini (16): 1080 *2 Slam*
  9. Marin Cilic (17): 1020 *3 Slam*
  10.  Stefanos Tsitsipas (4): 1000
  11.  Cameron Norrie (14): 1000
  12.  Karen Khachanov (20): 990 *3 Slam*
  13.  Frances Tiafoe (19): 990
  14.  Alexander Zverev (12): 900 *2 Slam*
  15.  Andrey Rublev (8): 810 *3 Slam*
  16.  Felix Auger-Aliassime (6): 595
  17.  Taylor Fritz (9): 595
  18.  Christian Garin (85): 585
  19.  Denis Shapovalov (18): 505
  20.  Holger Rune (11), David Goffin (53): 470

La risposta alla domanda principe “chi è stato il migliore?” appariva già abbastanza scontata, anche senza stilare una classifica che tenesse conto dei punti, dato che Rafa Nadal ha vinto i primi due Slam della stagione ed è arrivato in semifinale nel terzo, con un piccolo calo allo US Open dovuto a qualche acciacco fisico. E proprio alla luce di ciò, dei problemi che aveva accusato sul finire del 2021, e che ha dovuto sostenere lungo tutto il 2022, gli oltre 2000 punti in più nei Major ottenuti rispetto a Carlos Alcaraz sono anche una piccola sorpresa, oltre che una grande impresa. Il n.1 al mondo, nel primo anno con aspettative contro cui combattere, è andato in crescendo, passando dal terzo turno dell’Australian Open (contro Berrettini) alla vittoria a Flushing Meadows, mostrandosi ancora un po’ acerbo sull’erba, e non del tutto avvezzo alla pressione sulla terra di Parigi, in un Roland Garros che ha incoronato una delle più grandi rivelazioni, almeno a livelli così alti, del 2022: Casper Ruud. Il norvegese, infatti, ha chiuso la stagione con 2 finali su 3 Slam giocati (in Australia diede forfait alla vigilia), guadagnando ben 2120 punti in più in queste prove rispetto al 2021, mettendo a tacere tutti coloro che ne criticavano la poca propensione ai grandi appuntamenti. La finale alle ATP Finals ha mostrato come il norvegese sia prossimo alla sua maturazione completa, che non può prescindere da una grande affermazione. Specie considerando che ha perso l’atto conclusivo del torneo di fine anno solo contro il quarto migliore per rendimento negli Slam 2022, nonché ex n.1 e noto cannibale, cioè Novak Djokovic.

 

Infatti il serbo, pur non avendo potuto competere in Australia e negli USA per motivi legati al vaccino, ha comunque portato a casa il settimo Wimbledon della carriera, riaprendo la questione GOAT (quantomeno nel caso se ne faccia un discorso legato alle vittorie Slam, dato che il serbo è a quota 21, contro i 22 di Nadal), e soprattutto mostrandosi ben lontano dall’abbandonare certi palcoscenici. Dunque sono questi i quattro migliori giocatori negli eventi che contano, coincidenti con i primi tre al mondo e il solito Djokovic (che con i punti di Wimbledon sarebbe stato tra i primi 4 al posto di Tsitsipas), che hanno anche messo un certo distacco tra loro e gli altri. E, procedendo per gradi, analizziamo chi c’è tra questi altri, chi ha sorpreso, chi deluso, e chi è stato piegato solo dalla sfortuna.

Le sorprese e i grandi delusi – il primo risultato che balza all’occhio, che non può che far esultare gli amanti del talento allo stato puro e di un tennis fuori dagli schemi, è certamente il rendimento di Nick Kyrgios, quinto assoluto negli Slam, grazie alla finale a Wimbledon e ai quarti allo US Open. L’australiano sembra aver finalmente trovato la giusta quadratura al suo tennis, avendo anche battuto l’allora n.1 al mondo, nonché campione in carica, agli ottavi dello Slam americano, cioè Daniil Medvedev. Il russo, “solo” sesto per punti negli Slam (l’anno scorso era stato il secondo miglior giocatore per rendimento in questi tornei) è certamente una delle sorprese in negativo, nonché il gran deluso, di quest’anno nei Major. L’impressione è che ancora debba riprendersi dalla finale dell’Australian Open, in cui sprecò un vantaggio apparentemente incolmabile, permettendo a Nadal di strappargli un titolo che lo ha segnato per tutta la stagione, dove mai ha trovato il suo miglior tennis. Discorso analogo, per quanto riguarda la delusione, coinvolge Stefanos Tsitsipas: il greco ha totalizzato solo 1000 punti negli Slam, con un buon inizio dato dalla semifinale in Australia, andando però sempre a calare, e pur chiudendo l’anno da 4 al mondo, si trova solo decimo per rendimento tra le quattro prove.

Altro aspetto che un po’ lascia stupiti è l’assenza dai primi 20 di Hubert Hurkacz (n.10 al mondo), che dopo la semifinale a Wimbledon 2021 ha mostrato ancora una certa tensione nei grandi eventi, con soli 280 punti totalizzati nei 4 Major. Gran sorpresa, invece, è certamente Christian Garin. Il cileno, scivolato al n.85 al mondo (ancora pagando dazio per la questione Wimbledon), ha raggiunto i quarti sui prati inglesi, miglior risultato della carriera negli Slam, eventi in cui in quest’anno ha raccolto ben 585 punti, attestandosi addirittura al diciottesimo posto di questa speciale classifica, mostrandosi un avversario da non sottovalutare sulla lunga distanza. Nella formula su 3 su 5, un altro che quest’anno ha fatto la voce grossa è stato senza dubbio Marin Cilic. Il veterano croato, infatti, ha raggiunto almeno gli ottavi in tutti e 3 gli Slam giocati, uscendo sempre a testa alta, e raggiungendo addirittura la semifinale al Roland Garros, divenendo l’unico giocatore in attività (tolti i Fab 4) ad aver centrato almeno il penultimo atto in tutti e 4 gli Slam. E infatti il n.17 al mondo chiude come nono miglior giocatore nei Major del 2022, della serie “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”.

Scorrendo non c’è nessun’altra grande sorpresa, con i vari Rublev, Fritz, Auger-Aliassime tutti quasi allo stesso livello, ancora incapaci di compiere quell’ultimo salto verso l’alto quando la pallina inizia a scottare (per il russo sei quarti di finale su sei persi in carriera, ma per la seconda volta, dopo il 2020, ne ha raggiunti due nello stesso anno), e ondeggianti tra l’impresa e l’avercela quasi fatta. Molto bene invece Norrie, Khachanov e Tiafoe, rispettivamente tra i posti 11 e 13 di questa top 20, spinti verso l’alto dalla storica semifinale di Wimbledon per l’inglese (che, avesse assegnato punti, gli avrebbe permesso di chiudere l’anno tra i primi 10), e quelle incredibili allo US Open per Karen e Frances. Certamente sorprendono la presenza tra i primi 10 di Berrettini (che a breve tratteremo nel dettaglio insieme a Sinner, settimo migliore nei Major) e alla quattordicesima piazza di Alexander Zverev, che avendo chiuso la stagione a giugno ha potuto giocare solo due prove Slam, comunque totalizzando 900 punti. Una pista da seguire per una grande vittoria che potrebbe finalmente essere vicina, chissà…Chiudono i migliori 20 negli Slam Shapovalov, Rune e un redivivo Goffin, almeno nelle due settimane di Wimbledon. Un quarto a testa, tra Australia, Parigi e Londra per i tre, con i primi due, nel pieno delle loro carriere (Rune in piena ascesa e con le idee ben chiare) che puntano a far ancora meglio nel 2023.

I nostri alfieri – ancora una volta, nonostante i tristemente noti problemi fisici susseguitisi, Matteo Berrettini si è dimostrato un giocatore da grande partita, da palcoscenico importante, in breve da Slam. Il romano infatti, che ha saltato tutta la stagione sulla terra rossa a causa del problema al polso, e ha dovuto rinunciare per il Covid a Wimbledon, è stato comunque capace di risultare ottavo in questa speciale classifica, avendo portato a casa ben 1080 punti in due sole prove Slam, tra Australian Open (semifinale persa da Nadal, futuro vincitore) e US Open (quarto di finale, sconfitta per mano del finalista Ruud). Dunque una grande costanza quando il gioco si fa duro mostrata da Matteo, che è apparso pronto per dire la sua a livelli altissimi, e con l’augurio che il fisico lo lasci in pace, può sognare in grande. Ancora meglio ha fatto invece Jannik Sinner, risultato come settimo miglior giocatore negli Slam, giungendo tre volte su quattro tra gli ultimi 8, e in due casi arrendendosi solo al quinto set contro i futuri vincitori (Djokovic a Wimbledon, dopo due set di vantaggio, Alcaraz nell’epica partita dello US Open). Segnali di grande maturità per l’altoatesino, che dunque ha già raggiunto almeno i quarti in tutte e quattro le prove dello Slam (al Roland Garros ci era già riuscito nel 2020), con il lavoro da fare ora che riguarda la parte mentale, il riuscire a fare quel passo in più di cui certamente Jannik è capace.

Dopo i primi due giocatori italiani meglio classificati, però, c’è ancora da lavorare per gli azzurri subito successivi. Lorenzo Musetti, n.23 al mondo, ha infatti racimolato solo 120 punti in tutti e 4 i Major, uscendo per ben tre volte al primo turno. Certo, spesso i sorteggi non sono stati proprio dei più fortunati (Tsitsipas a Parigi, Fritz a Wimbledon), ma il carrarino, talento allo stato puro, ha ancora molto da lavorare nei grandi eventi. Un po’ meglio Lorenzo Sonego, con 280 punti totalizzati e una quasi impresa contro Ruud al Roland Garros, che ne certificano comunque un buon livello, abbastanza costante, a livello Slam, con la concreta chance di poter sperare nuovamente almeno in qualche ottavo in futuro.

Dunque è questa la fotografia delle prove Major di questo 2022, con la Spagna a dominare, e l’Italia che ha saputo comunque farsi largo nonostante i tanti problemi e gli infortuni. Tante conferme, alcune delusioni, varie sorprese, ma emozioni a non finire e partite epiche, di quelle da raccontare. Questo, ogni anno, ci lasciano in dote gli Slam, quei tornei che ogni appassionato in cuor suo attende tutto l’anno e mai vorrebbe che finissero. Il 2023 si avvicina, e con esso la prima grande prova, l’Australian Open, a meno di due mesi. Alla luce dei risultati dell’anno appena trascorso, potrebbe essere tanto semplice quanto impossibile fare pronostici… ma almeno in Australia tutti dovrebbero essere sulla griglia di partenza, salvo noie fisiche dell’ultimo minuto. E, come abbiamo visto, già questa è una grande vittoria.

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ATP

Nadal batte Ruud a Bogotà e ammicca al pubblico: “Un giorno tornerò con Federer”

Prosegue il tour sudamericano di Rafa Nadal: grande successo in Colombia. E l’accenno a una sfida con Roger Federer che sembra una promessa

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Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)
Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)

Dopo la sconfitta di Quito, Rafa Nadal torna a battere Casper Ruud. A Bogotà, lo spagnolo vince 7-5 6-4 contro il norvegese, uscito sconfitto anche a Buenos Aires e Belo Horizonte, ma avrà la possibilità di rifarsi nell’ultima tappa di questa serie di esibizioni a Città del Messico. I due hanno offerto al pubblico un ottimo spettacolo, con grandi colpi e un gioco offensivo.
Prima del grande clou tra Nadal e Ruud, sono scesi in campo per un doppio misto gli idoli di casa Cabal e Osorio contro Lizarazo e Farah. Una sorta di intrattenimento prima dei due protagonisti attesi che è stato molto apprezzato dagli spettatori della capitale colombiana.

Una partita che non ha disatteso le aspettative: molto equilibrata specie nel primo set, mentre nel secondo ha preso il sopravvento il 22 volte campione Slam. Ruud dopo la partita ha detto di essere rimasto stregato per l’atmosfera e l’accoglienza ricevuta a Bogotà: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Grazie a tutti per essere venuti”.

Anche Nadal ha dispensato parole al miele per il pubblico colombiano, aprendo anche ad un clamoroso scenario: “So che alcuni anni fa il mio collega Roger Federer non ha potuto giocare la sua partita qui a causa di un problema. Mi ha sempre detto quanto fosse entusiasta di giocare qui, e spero di tornare con lui un giorno”.

 

Rivedremo ancora una volta un Fedal in un campo da tennis, seppure come esibizione?

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