ATP Cincinnati: Fognini battuto da Kokkinakis, avanza Seppi. Vincono Fish e Karlovic, fuori Monfils

ATP

ATP Cincinnati: Fognini battuto da Kokkinakis, avanza Seppi. Vincono Fish e Karlovic, fuori Monfils

Seconda giornata di incontri a Cincinnati dove Mardy Fish supera agevolmente Victor Troicki. Ivo Karlovic sommerge di ace (35) un incostante Gilles Simon, bene Andreas Seppi in due set su Adrian Mannarino, delude Fognini che si fa rimontare dal giovane australiano ed è ancora alla ricerca della prima vittoria sul veloce nel 2015. Janowicz sorprende Gael Monfils

Pubblicato

il

[Q] T. Kokkinakis b. F. Fognini 4-6 6-2 6-3 (Stefano Tarantino)

Niente da fare per Fabio Fognini, l’azzurro nemmeno a Cincinnati riesce a raccogliere la prima vittoria sul veloce di questa stagione. Eppure il tennista italiano aveva iniziato benissimo il match contro l’australiano Thanasi Kokkinakis, approdato in tabellone attraverso le qualificazioni e salito agli onori della cronaca in questi giorni più per argomenti extra-tennistici che per meriti sul campo (anzi, anche nelle qualificazioni non si era distinto per motivi tecnici). Ma dopo un’ora di gran bel tennis Fabio è quasi sparito dal campo, il giovane australiano non ha dovuto far altro che limitarsi a giocare la sua onesta partita, attendendo il più delle volte l’errore del suo avversario. Per lui nel prossimo turno il vincente del match Kyrgios-Gasquet, gustosa rivincita della sfida di Wimbledon vinta dal francese.

I primi game del match seguono i servizi senza problemi, Kokkinakis sembra avere un solo schema nel suo Dna, picchiare qualsiasi tipo di colpo, ovunque si trovi. Fognini fatica alla risposta, ma pare in gran condizione ed il suo braccio mulina colpi profondi e vincenti che gli consentono tranquillamente di reggere il ritmo dell’australiano. Sul 3 pari l’azzurro gioca un game alla risposta esemplare, arriva il break a zero ed il primo allungo della sfida. Kokkinakis potrebbe subito centrare il controbreak nel game successivo quando sale 15-40 sul servizio di Fognini, ma Fabio è bravissimo, annulla le ddue palle break ed anche una terza che arriva subito dopo, il tutto nonostante una discussione con il giudice di sedia reo secondo il tennista italiano di non aver sentito una sua richiesta di “challenge”. Con un impressionante 90% di punti fatto con la prima dopo 36 minuti Fognini si aggiudica il primo set 6-3, chiudendo il parziale con un saldo vincenti/gratuiti quasi pari (15-16), mentre Kokkinakis ha un saldo nettamente negativo (4-14).

 

Il secondo set inizia con l’australiano al servizio e Fognini ha subito due palle break sul 15-40, ma se sulla prima è bravo il suo avversario che piazza un servizio vincente, sulla seconda è sciagurato il tennista ligure che chiama una palla fuori durante uno scambio sconfessato però dall’occhio di falco. Kokkinakis si salva, il match purtroppo per l’azzurro inizia a girare. Scende la percentuale di prime di Fognini, sale il numero di gratuiti, Fabio annulla una palla break con un servizio vincente sull’1-2 ma da quel momento in poi arrivano 7 game di fila del suo avversario, che chiude il secondo set 6-2 e sale 3-0 nel terzo. Fognini torna quello dei momenti peggiori, un paio di lanci di racchetta (con annesso warning), ben 5 doppi falli in 3 turni di battuta, qualche altro piccolo screzio con il giudice di sedia ai quali aggiungiamo anche un paio di interventi del fisioterapista sul braccio e la spalla destra che appaiono doloranti. Nonostante ciò, l’azzurro potrebbe tornare nel match nel settimo game, quando sul 2-4 si procura due palle break, complici 3 gratuiti di Kokkinakis che vede il traguardo e avverte un minimo di tensione. Ma l’australiano rimedia con due ottime prime (un servizio vincente ed un ace) e chiude nel nono game la partita, raccogliendo una preziosa vittoria in un Masters Series.

A. Seppi b. A. Mannarino 6-3 6-3 (Michele Gasperini)

Torna al successo Andreas Seppi, all’esordio nel Masters 1000 di Cincinnati, reduce da tre sconfitte consecutive dalla semifinale di Amburgo contro Rafa Nadal, seguite poi dai problemi fisici patiti nel match d’esordio di Kitzbuhel contro Dusan Lajovic e dall’uscita prematura al primo turno di Montréal contro Gilles Simon, battendo con un doppio 6-3 il francese Adrian Mannarino, No.32 del mondo, in una partita più equilibrata di quanto non dica il punteggio.

Parte bene l’altoatesino, al secondo successo stagionale in un Masters 1000, strappando nel terzo gioco dell’incontro la battuta al proprio avversario, portandosi subito avanti: Seppi però si distrae, cedendo immediatamente il turno successivo, tornando in parità. Ma la solidità dell’azzurro è troppo superiore a quella del francese, il quale una pesantezza di palla insufficiente per creare problemi ad Andreas, che ne approfitta e sfruttando soprattutto la diagonale sinistra, dove Mannarino soffre di più, breakka per due volte consecutive il suo avversario, portando a casa la prima frazione al nono gioco. Il secondo set è più equilibrato, con varie occasioni di break mancate da entrambi i contendenti: Seppi annullerà complessivamente 5 break point, impedendo ad un più arrembante transalpino di prendere il largo, andandosi a conquistare il break decisivo sul 4-3 in suo favore, chiudendo con agio, con il servizio, nel turno successivo. Al prossimo turno Seppi affronterà il vincente dell’incontro fra Feliciano Lopez e Milos Raonic.

J. Janowicz b. [14] G. Monfils 6-4 7-5 (Raffaello Esposito)

Dopo un paio d’ore di attesa dovuta alla pioggia si è svolto l’incontro di primo turno della parte alta del tabellone fra la tds 14 Gael Monfils e il polacco n° 52 ATP Jerzy Janowicz, sempre alla ricerca del suo posto fra i grandi dopo essersi rivelato al torneo di Parigi-Bercy nel 2012. Janowicz rimane sempre una mina vagante in ogni torneo al quale partecipa e anche se la mentalità vincente è ancora di là da venire, il suo gioco stile roulette russa è sempre difficile da imbrigliare nelle giornate di vena. I due soli precedenti sono in perfetta parità, l’ultimo dei quali a favore del polacco in una partita al cardiopalma nel secondo turno degli Australian Open 2015. Dopo il riscaldamento Janowicz vince il sorteggio e stranamente decide di ricevere. Probabilmente si sente in palla ed in effetti fin da subito i suoi colpi piatti sibilano vicino alle righe rendendo arduo il gioco difensivo del francese.

Dopo qualche game di assestamento è proprio il polacco ad assestare lo strappo decisivo brekkando Monfils nel settimo game e difendendo poi la sua battuta fino al sei quattro nonostante qualche doppio fallo di troppo. Il secondo set vede sempre Janowicz comandare il gioco con colpi squassanti e pochi errori. Il francese non riesce ad essere regolare e a tenere la palla in gioco sufficientemente a lungo per indurre l’avversario all’errore ma il polacco non sarebbe lui senza un passaggio a vuoto. Nel decimo game infatti serve e spara un dritto in rete che non sarebbe passato neanche a ping-pong, mette fuori uno smash di metri e va sotto 30-40: set-point Monfils. È qui però che Jerzy mostra gran tempra rientrando e pareggiando a cinque con l’aiuto della battuta. Nel game seguente il match si decide. Monfils, forse scoraggiato per l’occasione sfumata, gioca in modo orribile due smorzate e mette un debole dritto in rete precipitando sullo 0-40. È bravo ad annullare due occasioni con un ace e un super scambio che induce l’avversario all’errore ma alla terza mette un facile rovescio in corridoio. Janowicz vola sul 40-0 e chiude al terzo match point con l’ennesimo servizio vincente che gli regala al secondo turno uno fra la wild card statunitense Donaldson e il qualificato Nicolas Mahut.

I. Karlovic b. [10] G. Simon 6-4 6-7 (3) 6-3 (Stefano Tarantino)

Seconda uscita prematura consecutiva in un Masters Series per Gilles Simon, testa di serie numero 10 a Cincinnati, altra piccola impresa di Ivo Karlovic, che con il suo servizio dirompente (anche oggi 35 ace e ben 10 palle break annullate su 10, di cui 9 con la battuta) a 36 anni continua a andare avanti nei tornei che contano e riavvicina sempre più la Top20 del ranking. Ben lontano dalla forma migliore il tennista francese, che anche oggi così come a Montreal ha palesato una condizione fisica non al top ed una condotta di gioco troppo altalenante. Contro questo Karlovic non te lo puoi permettere, il croato sale così 3-1 nelle sfide con il francese.

I primi game filano via lisci per chi serve, il primo ad aggiudicarsi il proprio turno di battuta ai vantaggi è Simon che nel quinto game mette poche prime. Il francese sembra lontano dalla forma migliore, poco reattivo fisicamente e senza la necessaria verve agonistica. Simon rischia ancora sul 3 pari, poi nel game seguente si procura la prima palla break del match grazie ad un doppio fallo di Karlovic, che però rimedia subito a modo suo con un servizio vincente. Simon va a servire e si trova sullo 0-40, frutto di una voleé incerta (passante agevole di Karlovic) e dell’ennesima prima sul diritto dell’avversario che gli rimanda indietro l’ennesimo “comodino” della giornata. Il francese annulla le 3 palle break ma ne concede subito una quarta con un incomprensibile gratuito di diritto. Stavolta Karlovic non perdona, viene a rete e si prende il break. Il croato serve per il set e lo chiude 6-4 in 44 minuti. Un solo punto di differenza tra i due alla fine del parziale (31-30 per il croato), ma Simon può e deve fare molto di più se vuole portare a casa la partita.

Invece il francese ricomincia al servizio e rischia il tracollo, insistendo ancora troppo con la battuta sul diritto dell’avversario che sale subito a palla break. Simon la annulla e decide di cambiare strategia, ora quando serve cerca molto il rovescio del croato (ci ha messo quasi un’ora per capirlo) e soprattutto viene spesso a rete per mettere pressione a Karlovic e non dargli più riferimenti. Simon sale anche alla risposta e già nel secondo game si procura due palle per il 2-0. Sulla prima sbaglia un passante di rovescio non impossibile, sulla seconda invece arriva il nono ace di Karlovic. Il francese pare poter operare lo strappo, sul 3-2 in suo favore ha ben 4 palle break, ma il servizio del croato è letale (dei 30 punti alla battuta in tutto il secondo set ben 24 sono ottenuti con il colpo di inizio gioco) e anche queste svaniscono. Simon sul 4 pari prova a complicarsi la vita, ma alla fine si arriva ad un salomonico tie break. Dove Karlovic cede un paio di punti alla battuta e Simon trasforma il primo set point sul 6-3 con un diritto incrociato da urlo (uno dei pochi lampi in una giornata quasi da dimenticare).

Karlovic si prende una lunga pausa fisiologica, Simon pare finalmente poter allungare le mani sul match. Invece il francese sullo 0-1 serve di nuovo troppo sul diritto dell’avversario e va sotto 15-40, ancora gran risposta di diritto del croato ed arriva il break di Karlovic. Subito dopo arriva anche la pioggia che facilita ancora di più probabilmente il croato, il più vecchio giocatore in tabellone, a cui una pausa in una situazione di vantaggio non può far altro che piacere. Si torna in campo dopo circa un’ora, Karlovic riparte alla grande, si permette anche il lusso di fare il “perfect game” (4 ace, il record di Ivanisevic sempre più vicino) nel quinto gioco. Simon fa quel che può, si procura addirittura 3 palle break consecutive sul 2-4, ma ancora una volta non riesce praticamente a giocarle (un ace e due servizi vincenti). Il match ormai è andato, Karlovic chiude alla sua maniera, cioè con un ace, nel nono game. Simon chiude il secondo Masters Series consecutivo con una prestazione sottotono, il suo avversario invece affronterà al secondo turno lo slovacco Klizan (ieri vincitore sull’austriaco Thiem).

[WC] M. Fish b. V. Troicki 6-2 6-2 (Francesco Gizzi)

Il match d’apertura del programma odierno sul cemento rovente dell’Ohio di Cincinnati regala subito una bella sorpresa: Mardy Fish tornato all’attività dopo i seri problemi fisici e scivolato oltre la millesima posizione del ranking mondiale, si regala nella sua penultima apparizione nel tennis ( l’ultima sarà proprio allo US Open) una bella vittoria ai danni di un Troicki sempre più in crisi. E pensare che l’americano era appena al suo terzo match disputato nell’anno dopo il rientro e che la sua ultima vittoria in un match ufficiale datava esattamente due anni. Mentre d’altra parte il serbo dopo la buona stagione che lo ha riproposto ai vertici del tennis che conta fino alla ventesima posizione grazie anche all’ottimo exploit sull’erba londinese, sta passando un’estate davvero pessima: con quella di oggi siamo a tre sconfitte consecutive al primo turno di un torneo che si aggiungono alla sanguinosa sconfitta in Davis contro Delbonis in Argentina.

Che non fosse giornata per il serbo si era capito già dai primi minuti di partita. Troicki è lento, falloso all’inverosimile, scarico nelle gambe e nei colpi ma è soprattutto dalla parte del rovescio che il serbo fa una fatica tremenda anche solo quando deve fare due passi lateralmente per impattare la palla. Fish ha comprensibilmente perso esplosività e potenza, ma l’intelligenza tattica è rimasta quella dei bei tempi. L’americano imbriglia Troicki in scambi lunghi da fondo offrendo palle senza peso e senza ritmo attendendo il momento giusto per l’accelerazione decisiva che spesso arriva attraverso pregevoli dritti in lungolinea. Il primo set scivola via liscio in appena 29 minuti con due break a favore dell’americano, uno nel terzo e l’altro nel settimo game. Nel secondo parziale il copione non cambia: il serbo regala subito il servizio giocando un game a limite dell’ indecenza. In confusione tattica e fisica, Victor vede scappare il suo avversario senza dar mai la sensazione di potersi rimettere davvero in carreggiata. Fish continua a sbagliare poco e senza fare cose sensazionali, ma restando sempre e comunque ordinato da fondo, si ritrova con un altro break in tasca a dover servire per il match dopo poco più di un’ora di gioco. Mardy non trema e chiude con un roboante doppio 6-2. Ora lo aspetta Murray per scrivere una pagina della sua carriera che potrebbe essere bellissima davvero.

Risultati:

[WC] M. Fish b. V. Troicki 6-2 6-2
J. Janowicz b. [14] G. Monfils 6-4 7-5
J. Sock b. [WC] B. Fratangelo 6-1 6-2
I. Karlovic b. [10] G. Simon 6-4 6-7(3) 6-3
[Q] V. Pospisil b. [Q] D. Kudla 6-4 6-3
[Q] T. Kokkinakis b. F. Fognini 4-6 6-2 6-3
A. Seppi b. A. Mannarino 6-3 6-3
[13] D. Goffin b. Y. H. Lu 5-7 6-3 6-4
T. Bellucci b. J. Vesely 7-6(5) 6-2
R. Bautista Agut b. P. Cuevas 6-3 6-4
B. Tomic b. S. Stakhovsky 6-4 6-3
J. Sousa b. P. Kohlschreiber 6-2 6-7(5) 6-2
[LL] B. Paire b. G. Muller 7-6(5) 7-6(6)
[WC] J. Donaldson vs [Q] N. Mahut 7-5 6-7(2) 4-1 sospesa

Continua a leggere
Commenti

ATP

Classifica ATP: eppur si muove

Nadal torna fra i primi cinque, Sinner rientra in Top 10 dopo una settimana. Best ranking per Auger-Aliassime, grandi exploit per Cressy e Kokkinakis

Pubblicato

il

Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il caso Djokovic rischia di diventare per il tennis l’equivalente di un buco nero in astrofisica: una vicenda che inghiotte tutto ciò che la circonda. Per ribellarci a questo destino, dedichiamo tempo e attenzione anche a ciò che accade al di fuori delle vicende che hanno coinvolto il tennista serbo e le autorità australiane, cominciando dalla classifica ATP che, nonostante la stagione sia appena cominciata, “eppur si muove”.

E i movimenti che compie sono interessanti. Di seguito la Top 20:

17/01/2022Giocatore03/01/2022Differenza
1Djokovic10
2Medvedev20
3Zverev30
4Tsitsipas40
5Nadal6+1
6Rublev5-1
7Berrettini70
8Ruud80
9Auger-Aliassime11+2
10Sinner100
11Hurkacz9-2
12Norrie120
13Schwartzman130
14Shapovalov140
15Karatsev18+3
16Thiem15-1
17Federer16-1
18Bautista Agut19+1
19Garin17-2
20Monfils21+1

 

Qualche annotazione:

  • Il canadese Felix Auger-Aliassime – grazie alla vittoria del Canada nella ATP Cup, ottenuta anche con il suo decisivo contributo – torna ad occupare una posizione tra i 10 migliori giocatori del mondo, la numero 9, dopo una fugace apparizione al numero 10 lo scorso novembre. Hubert Hurkacz scende al numero 11: Jannik Sinner torna dunque in Top 10 dopo una fugace uscita la scorsa settimana.
  • Aslan Karatsev, grazie alla vittoria conquistata a Sidney, eguaglia il proprio best ranking: il numero 15.
  • Il francese Arthur Rinderknech – finalista ad Adelaide 2 – entra tra i primi 50. È numero 48.
  • Maxime Cressy – uno degli ultimi interpreti del serve & volley – è stato protagonista di un grande inizio di stagione, prima con la finale di Melbourne e poi con i quarti di finale a Sidney. Questi risultati gli sono valsi l’ingresso per la prima volta in carriera nella top 100; oggi lo troviamo al numero 70.
  • Lo statunitense Cressy non è l’unico giocatore ad avere varcato per la prima volta la soglia della Top 100 nel corso di questo mese; il tedesco Oscar Otte (96) e il danese Holger Rune (99) hanno fatto altrettanto. Non ce ne vorrà Otte ma in termini prospettici ci sembra più significativo l’exploit compiuto dal danese; con il suo arrivo, Carlos Alcaraz non è più l’unico tennista nato nel 2003 presente tra i primi 100.

Nell’ultima classifica pubblicata lo scorso anno, nove tennisti italiani occupavano una delle prime 100 posizioni; oggi ne troviamo uno in meno:

17/01/2022NOMENATO NEL
7Berrettini1996
10Sinner2001
26Sonego1995
32Fognini1987
60Musetti2002
65Mager1994
95Cecchinato1992
98Travaglia1991

Andreas Seppi è scivolato al numero 101. Inizio di stagione importante sotto il profilo statistico per il diciannovenne Flavio Cobolli; il tennista fiorentino è entrato tra i primi 200 giocatori del pianeta, al numero 199.

Un mese di gennaio indimenticabile per Thanasi Kokkinakisl’australiano in un sol colpo ad Adelaide ha vinto il primo torneo della carriera, ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Roger Federer e si è portato a sole tre posizioni di distanza dalla Top 100. Forse non è troppo tardi per immaginare un futuro importante per un ragazzo di 25 anni che a 20 era arrivato a occupare la poltrona numero 69 e che poi a causa di un’infinita serie di problemi fisici era caduto in una profonda depressione e sembrava perduto per il tennis che conta.

Bentornato Thanasi.

Continua a leggere

ATP

Australian Open uomini: Zverev avanti. Bene Shapovalov, Monfils e Alcaraz, Korda asfalta Norrie. Maratona Karatsev

Un primo turno allenante per Sascha contro Altmaier. Sorprende il giovane americano: lasciati solo sette giochi al britannico numero 12 del mondo. Servono quasi cinque ore ad Aslan per battere Munar

Pubblicato

il

Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Alexander Zverev - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Dopo tanta attesa e tante distrazioni extra-tennistiche è iniziato nella notte italiana tra domenica e lunedì il primo Slam della stagione. La prima giornata degli Australian Open 2022 non ha riservato grandi sorprese per quanto riguarda il tabellone maschile e tutti i principali favoriti hanno vinto piuttosto agevolmente il loro primo turno. Ecco la carrellata di quello che è successo nel Day 1 oltre ai match che hanno visto protagonisti gli italiani, di cui parliamo in altri articoli: dalla vittoria di Matteo Berrettini contro Nakashima a quella di Sonego contro Querrey.

La prima testa di serie di rilievo a scendere in campo in ordine cronologico è stata la n. 14, cioè Denis Shapovalov, che in quattro set ha superato Laslo Djere per 7-6(3) 6-4 3-6 7-6(3) in 3 ore e 23 minuti. Il canadese, reduce dalla vittoria della ATP Cup, non è apparso al meglio sotto l’aspetto tecnico (68 errori gratuiti) ma sicuramente sta facendo progressi sotto quello mentale; “Sto lavorando col mio team per raggiungere una mentalità alla Nadal”, ha confermato lui. Sopra 5-2 nel quarto set, Shapovalov stava servendo per chiudere la partita ma si è creato da solo dei problemi quando con tre errori non forzati e un doppio fallo ha prolungato la sua permanenza in campo. Il n. 51 del mondo ha annullato un match point sul 5-4 e ha brekkato il canadese due volte per giungere al tiebreak, ma lì Djere ha ceduto concedendo la vittoria a Shapovalov.

Alla sua seconda partecipazione all’Australian Open Carlos Alcaraz raggiunge il secondo turno replicando il risultato dello scorso anno dove aveva battuto anche in quel caso un qualificato. Questa volta ha superato nel match di esordio il cileno Alejandro Tabilo 6-2 6-2 6-3 con una prestazione travolgente con un leggero tentennamento solamente nel primo set dove parecchi game ai vantaggi hanno prolungato l’incontro. Lo spagnolo, che dodici mesi fa si presentava a questo torneo da n. 141 mentre ora è n. 31, quest’oggi farà parlare di sé forse più per il vestiario che per la sua vittoria agevole e si potrebbe dire scontata. Il 18enne infatti è sceso in campo con una canotta smanicata che molto ha ricordato lo stile del giovane Nadal, e che ha messo in mostra i suoi muscoli molto più definiti rispetto a quelli del suo connazionale ex n. 1 del mondo.

 

Altre vittorie di tennisti di alto profilo sono quelle di Gael Monfils che ha iniziato la stagione con il titolo vinto nell’ATP 250 di Adelaide 1. Il francese, alla sua 17esima partecipazione in carriera agli Australian Open, ha superato nettamente l’argentino Federico Coria per 6-1 6-1 6-3 concedendo 6 palle break e salvandole tutte. Ha lasciato un set per strada invece il kazako Alexander Bublik contro il ripescato statunitense Ernesco Escobedo. Il n. 37 del mondo ha vinto in rimonta 3-6 7-6(5) 6-3 6-3 e ora se la vedrà proprio contro Monfils in una sfida tra due tennisti estrosi che promette scintille.

Il risultato più sorprendente della giornata è rappresentato forse dalla vittoria di Sebastian Korda su Cameron Norrie. Il numero 12 del mondo, che ha partecipato da Alternate alle ATP Finals di Torino, esce mestamente al primo turno, e con un risultato pure netto: 6-3 6-0 6-4 il risultato a favore del giovane americano, che fino a pochi giorni fa era in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid. Korda, che a Melbourne vinse il trofeo junior, alla Kia Arena ha sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima pallina, vincendo in un’ora e 42 minuti. “Non è stato facile, non ho avuto una grande preparazione – ha detto Korda -. E non avevo ancora potuto giocare un match quest’anno. Però su questi campi mi trovo molto bene e le mie tattiche hanno funzionato alla perfezione”. Il figlio d’arte Sebastian affronterà al secondo turno Corentin Moutet, vittorioso nel derby francese contro Lucas Pouille.

Nell’ultimo match della sessione serale sulla Rod Laver Arena, Sascha Zverev – uno dei primissimi favoriti del torneo vista l’assenza di Djokovic – ha staccato il suo biglietto per il secondo turno vincendo in tre set contro il compatriota Daniel Altmaier. Non è stata una passeggiata per il vincitore delle ATP Finals di Torino: 7-6 6-1 7-6 il risultato finale, con il meno noto dei due tedeschi, attuale 87 del mondo, che ha dato tutto costringendo il rivale a giocare due tie-break. Zverev ha commesso qualche sbavatura ma nei momenti decisivi ha messo grande concentrazione. Vedere per credere il momento in cui, così preso dalla partita, non si è accorto di aver vinto dopo aver trasformato il match point decisivo con una prima vincente. “Ho vinto, ma per il resto non è andato tutto secondo i piani. Se non sei Roger o Rafa sai che difficilmente inizi perfettamente un torneo già dalla prima partita – ha detto Zverev nell’intervista in campo, in cui c’è stato un simpatico siparietto per il fatto che il tedesco non capisse alla perfezione l’accento fortemente australiano dell’intervistatore -. Millman? L’ho affrontato un paio di volte a Parigi, una volta un match molto lungo al Roland Garros. Lui è difficile da battere qui in Australia e ricordo un match epico contro Roger. Mi auguro sarà una bella partita e non vedo l’ora di tornare in campo”.

In coda di giornata è arrivata anche la prima vera maratona del torneo, quella che ha visto coinvolti Aslan Karatsev, semifinalista uscente, e Jaume Munar. Il russo ha prevalso per 3-6 7-6(1) 6-7(3) 6-4 6-4, ma gli sono servite quattro ore e 52 minuti per avere ragione dell’iberico classe 1997; al prossimo turno affronterà lo statunitense Mackenzie McDonald. Un Karatsev estremamente falloso, soprattutto se si ripensa alla prestazione pressoché perfetta di due giorni fa contro Andy Murray nella finale del torneo si Sydney: Aslan ha infatti concluso con ben 107 errori non forzati contro 87 vincenti, andando in attivo nel saldo solo negli ultimi due parziali e prevalendo solo negli scambi corti (117-91, mentre Munar ha vinto quelli superiori ai cinque colpi per 93-72).

Inizio davvero negativo per lui. Nel primo set ha fatto fatica a trovare il campo (appena 7 vincenti) e ha fatto sembrare la prima del rivale quella di un peso massimo (14/15 Munar nel parziale). Andato sotto 3-0 nel secondo, e pur continuando a regalare (26 errori contro i 3 del rivale), Karatsev è riuscito a prendere in mano il pallino del gioco nel secondo (21-4 il conto dei vincenti), colmando il gap e finendo per dominare il tie-break senza più concedere opportunità nei propri turni. Nel terzo, tuttavia, percentuali negative al servizio (63% con la prima, 40% con la seconda) l’hanno visto andare sotto in due circostanze: prima Munar si è portato avanti 2-0, e poi ha potuto servire per il set sul 6-5. Pur salvandosi, Karatsev è andato sotto 3-1 nel tie-break, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttare il mini-break recuperato sul 3-4 ed è andato nuovamente in svantaggio.

All’inizio del quarto, tuttavia, il semifinalista uscente è riuscito a portarsi avanti nel set per la prima volta, vincendo un lungo game in cui ha avuto cinque palle break a disposizione e doppiando per il 3-0 pesante. A sorpresa, Munar è riuscito a rimontare solo per riperdere immediatamente il servizio, venendo così trascinato al quinto nonostante i tre set point salvati sul 3-5. Anche nel parziale decisivo Karatsev si è preso due break di vantaggio, ma Munar si è riavvicinato sul 3-4 e ha anche avuto un ghiotto 0-40 nell’ottavo game per pareggiarla, ma Aslan ha tenuto ed è riuscito a chiudere la contesa (e il Day 1) nel turno di battuta successivo.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN MASCHILE 2022

Continua a leggere

ATP

Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

Pubblicato

il

Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement