US Open, donne: sei teste di serie già fuori! Strada spianata per Serena? Si rivede Bouchard

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US Open, donne: sei teste di serie già fuori! Strada spianata per Serena? Si rivede Bouchard

Tante le teste di serie a cadere in questo avvio di prima giornata. Una spenta Ana Ivanovic (n.7) cede in 3 set a Dominika Cibulkova. Cadono anche a sorpresa Karolina Pliskova (n.8) e Jelena Jankovic (n.21). Avanti senza problemi Agnieszka Radwanska, Vandeweghe sorprende Stephens nel derby. Bouchard avanti in due set, fuori Hantuchova. Serena Williams ha invece vita facile contro la russa Diatchenko, sulla quale si è imposta grazie anche ad un infortunio dell’avversaria

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D. Cibulkova b. [7] A. Ivanovic 6-3 3-6 6-3 (Ferruccio Roberti)

Il match che ha aperto il programma della giornata inaugurale degli Us Open 2015 sul campo centrale dedicato all’ indimenticato campione afroamericano Arthur Ashe, era senza dubbio tra gli incontri del tabellone del singolare femminile più interessanti e meritava la prestigiosa cornice in cui la programmazione lo aveva collocato. Ana Ivanovic, numero 7 del ranking wta, affrontava difatti la slovacca Dominika Cibulkova, attualmente alla cinquantesima posizione della classifica mondiale a causa soprattutto dell’ infortunio che l’ha tenuta fuori dal circuito da febbraio a giugno, ma appena un anno fa capace di arrivare alla finale degli Australian Open e di raggiungere il suo career high entrando nella top ten. Anche i precedenti tra le due giocatrici, fermi sul 2 pari, indicavano del resto che per la bella serba ci sarebbero state diverse insidie da superare per riuscire ad accedere al secondo turno. Il campo conferma le previsioni e dopo un’inizio disastroso (8 punti a 0 per la Ivanovic) la slovacca prende le misure all’ avversaria accrescendo il suo livello di gioco sino a conquistare il primo set col punteggio di 6-3 in trentotto minuti.

Il secondo parziale iniziava sulla stessa falsariga del primo e la slovacca saliva sul 3-1 0-40 sul servizio della Ivanovic: la prima sorpresa di giornata sembrava delinearsi, ma un improvviso black out della Cibulkova consentiva alla serba di inanellare cinque game consecutivi e restituire il 6-3 all’ avversaria in quaranta minuti. Il terzo e decisivo set inizia con la numero 7 che continua ad essere in controllo del gioco, breakkando nel primo game la slovacca: la Cibulkova è molto brava a non perdere la trebisonda ed a centrare una striscia consecutiva di quattro game che indirizza set e match, il quale si conclude in due ore di gioco totali, che consegnano la prima caduta di una testa di serie eccellente di questi US Open. Vittoria meritata e convincente per la slovacca, mentre delude ancora quest’anno negli slam la serba, nei quali, ad eccezione della semi al Roland Garros, ha perso clamorosamente al primo turno agli Australian Open (dalla Hradecka, 142° del ranking) ed al secondo a Wimbledon (dalla Mattek Sands, al nr° 158 nello scorso giugno).

 

“E’ un inizio di torneo super. Sapevo che sarebbe stata dura contro un’avversaria molto forte. Sapevo però che il mio gioco stava migliorando, soprattutto dopo New Heaven. Sono entrata in campo con l’energia e le motivazioni giuste e giocare sul campo dell’Arthur Ashe Stadium le ha aumentate. Potevo chiuderla nel secondo set quando ero avanti 3-1 40-0, me lo sentivo, ma a quel punto ho perso un po’ il ritmo e lei ne ha approfittato. È una gran giocatrice, ma oggi sapevo che in campo la più forte ero io ha commentato la slovacca in conferenza stampa, che per il prosieguo del torneo non si sbilancia: “È stata solo la prima partita, sia pur difficile, anche perché quest’anno non ho giocato per 4-5 mesi. Ora però sono al 100% e mi godo la vittoria, ma da domani devo tornare a concentrarmi e pensare al prossimo incontro”.

Ovviamente delusa, anche se sorridente nonostante tutto, Ana Ivanovic. “È stato un match molto duro – ha commentato con un pizzico di vena polemica la giocatrice serba – specialmente per un primo turno. Ho iniziato bene, anche perché lei era un po’ nervosa, poi ha cominciato a giocare molto, molto profondo e ho avuto problemi. Nel secondo e all’inizio del terzo set mi sono ripresa e pensavo di potercela fare, ma lei ha sfruttato le occasioni meglio di me”. Una stagione vissuta fin qui tra alti e bassi per la serba. “Già, decisamente. E questa sconfitta brucia in particolar modo perché pensavo di aver lavorato bene in questi ultimi mesi e avevo l’impressione di star migliorando di giorno in giorno”. (Traduzione dell’intervista a cura di Antonio Volpe Pasini, ndR).

C. Vandeweghe b. [29] S. Stephens 6-4 6-3 (Roberto Dell’Olivo)

Coco Vandeweghe elimina nel derby americano la testa di serie numero 29 Sloane Stephens. Più autoritaria con i suoi colpi da fondo campo, sia di diritto che di rovescio, Vandeweghe torna a sorridere dopo aver perso al primo turno in tre tornei sui quattro giocati sul cemento americano in questa estate. Un break per set per la numero 45; il primo arriva sul 4-4, subito concretizzato per il 6-4 in 34minuti. Nel secondo set la ventitreenne Vandeweghe lo ottiene sul due pari. E lo mantiene fino alla fine, grazie a servizi piuttosto potenti e ad una maggior aggressività da fondo alternata a qualche proficua discesa a rete. Stephens troppo contratta e decisamente sotto tono. Per Wandeweghe al secondo turno ora un altro derby, contro Mattek-Sands.

[25] E. Bouchard b A. Riske 6-4 6-3 (Raffaello Esposito)

La risalita di Genie riparte dal court 17 di Flushing Meadows contro la n° 57 WTA Alison Riske. Dopo un 2014 da favola che aveva portato la giovane canadese fino alla quinta posizione mondiale la caduta è stata brutale ed oggi Bouchard lotta per non uscire dalle prime trenta. A livello mentale potrà aiutarla Jimmy Connors ma soprattutto dovràstar bene fisicamente per il suo gioco run and gun, unica via per lasciarsi alle spalle definitivamente la sindrome del secondo anno che sembra averla colpita. Il primo set si riassume nel decimo gioco che dura un’infinità. Genie ha perso la battuta nel terzo game, ha recuperato nel sesto, ha brekkato ancora e ha servito per il set sul cinque tre cedendo a 15. Il decimo è il game del triplo suicidio di Riske, che batte per pareggiare ma nelle tre occasioni che ha mette prima in corridoio un rovescio a campo aperto, poi commette doppio fallo e infine spara un dritto sui teloni con l’avversaria fuori causa. Genie oggi è cattiva al punto giusto e chiude al terzo set point con un passante incrociato di rovescio. Nel secondo la canadese sembra in controllo, manca palle break in entrambi i primi turni di servizio dell’avversaria ma è lei a cedere per prima la battuta nel quinto game quando era in vantaggio 40-0. La botta sveglia Genie che infila quattro games consecutivi e chiude con grinta alla Jimbo un match insidioso. Al prossimo turno avrà Polona Hercog.

[23] V. Williams b. M. Puig 6-4 6-7(7) 6-3 (Ciro Battifarano)

Match complicato contro la portoricana Monica Puig per la più grande delle sorelle Williams che esce vittoriosa al terzo set dopo aver mancato 4 match point nel tie-break del secondo. Venus ha probabilmente risentito della mancanza di partite giocate nell’ultimo mese.
Inizio di match con molti errori per lei, break subìto in apertura e pian piano, più paziente negli scambi e aggrappata al servizio, è riuscita a recuperare  un primo set che faceva già temere l’ennesima sorpresa di giornata. Anche nel secondo parziale Venus fa fatica a mettere la testa avanti, la giovane portoricana si dimostra solida negli scambi da fondo ma nell’ottavo gioco cede il servizio e manda la due volte campionessa a Flushing Meadows  a servire per il match. Proprio il servizio che ha tenuto Venus in partita la tradisce nel momento più importante:  un doppio fallo e tre gratuiti rimettono tutto in parità. Si arriva al tie-break e Venus si porta 6-3, due match point li annulla Puig che ancora ci crede, sul terzo Venus stranamente non forza la prima e si consegna alla risposta dell’avversaria. Se ne procura un quarto ma oramai Puig è in fiducia e va a prendersi il secondo set.
Nel parziale decisivo Venus inizia con maggior grinta, conquista il break in apertura e, pur perdendo un po’ di mobilità, mantiene con tranquillità i propri turni di servizio. Questa volta non deve servire per il match, sul servizio della portoricana si procura il quinto match point che realizza chiudendo l’ultimo scambio da fondo con un dritto vincente. Al prossimo turno incontrerà la connazionale Irina Falconi.

[12] B. Bencic b. S. Karatantcheva 6-1 6-2 (Diego Serra)

Vince facile in due set Belinda Bencic al suo esordio nell’Open americano contro la bulgara Karatantcheva, ventiseienne numero 106 della WTA.  Primo set senza storia con la svizzera brava a brekkare subito nel secondo game la Karatantcheva e a difendersi bene dall’unica palla break bulgara del set, nel terzo game. Nuovo break di Belinda nel sesto game e set chiuso per 6 a 1. Troppo fallosa da fondo Karatantcheva per mettere in difficoltà in qualche modo Bencic. Il secondo set inizia con break della svizzera nel primo game, ma poi anche con un contro break della Karatantcheva nel secondo game, che mal indispone Belinda, da lì in poi nervosa con il pubblico, cupa e torva in volto sicuramente più del dovuto. Anche perché nel terzo game conquista ben sei palle break e, sfruttando la sesta, strappa di nuovo il servizio all’avversaria. Disastroso poi il settimo game della Karatantcheva e servizio perso a zero, tra doppi falli e stanchezza. Si chiude all’ottavo game al primo match point Bencic. Ora possibile incrocio con Hantuchova

[1] S. Williams b V. Diatchenko 6-0 2-0 rit. (Raffaello Esposito) 

Inizia sull’Arthur Ashe la rincorsa di Serena Williams a Maureen Connolly, Margaret Court-Smith e Steffi Graf, le uniche donne nella storia ad aver realizzato il Grande Slam.  La più giovane delle Williams meriterebbe sicuramente questo onore ma nel tennis non si sa mai e quindi sarà il caso di prestare molta attenzione fin dall’inizio. Certo a lei non fa difetto l’esperienza, è la numero uno e ha sempre dimostrato di saper gestire la pressione, fin da quando nel 1999 trionfò per la prima volta qui alle soglie della maggiore età. Contro di lei scende in campo la bìmane n° 86 WTA Vitalia Diatchenko, che non ha mai incrociato racchetta con Serena in carriera. In tribuna, come di consueto, Patrick Mouratoglu, il coach francese che ha accompagnato la regina nelle ultime incredibili stagioni vittoriose.

I numeri parlano per loro. Alle 19.00 ora della Grande Mela le contendenti entrano in campo seguite dall’occhio di bue ed iniziano il riscaldamento. Serena indossa una giacchetta nera lucida e appare concentrata e cattiva. I palleggi preliminari dureranno in realtà poco meno dell’intera partita perché la venticinquenne russa ha un serio problema alla caviglia sinistra e non può opporre nessuna resistenza nel primo set. Diatchenko è di fatto immobile sul campo e dopo due games del secondo parziale alza bandiera bianca.

“Prendo un match alla volta, sono pronta qualunque cosa succeda. Sono qui,” dichiara Serena al termine.

Meno sei per lo Slam, ora tocca all’olandese Kiki Bertens.

A pagina due il resoconto di tutti gli altri match di giornata!

Risultati:

D. Cibulkova b. [7] A. Ivanovic 6-3 3-6 6-3
[23] V. Williams b. M. Puig 6-4 6-7(7) 6-3
[1] S. Williams b. V. Diatchenko 6-0 2-0 ret.
C. Vandeweghe b. [29] S. Stephens 6-4 6-3
[Q] A. Tatishvili b. [8] K. Pliskova 6-2 6-1
[19] M. Keys b. K. Koukalova 6-2 6-4
L. Davis b. H. Watson 7-6(3) 7-6(0)
[25] E. Bouchard b. A. Riske 6-4 6-3
[WC] O. Dodin b. [21] J. Jankovic 2-6 7-5 6-3
R. Vinci b. V. King 6-4 6-4
[15] A. Radwanska b. K. Siniakova 6-2 6-3
I. Falconi b. [WC] S. Crawford 6-4 6-2
[LL] D. Kasatkina b. D. Gavrilova 6-2 4-6 7-5
M. Brengle b. S. Zheng 6-2 5-7 7-5
M. Linette b. U. Radwanska 7-6(3) 6-1
[Q] K. Kozlova vs [WC] B. Mattek-Sands
[12] B. Bencic b. S. Karatantcheva 6-1 6-2
M. Duque-Marino b. [WC] S. Kenin 6-3 6-1
D. Allertova b. [10] C. Suarez Navarro 6-1 7-6(5)
[Q] J. Pegula b. A. Van Uytvanck 7-5 6-3
K. Mladenovic b. [30] S. Kuznetsova 6-3 7-5
K. Kanepi b. A.L. Friedsam 6-1 6-1
A. Konjuh b. T. Maria 6-4 6-4
[Q] A. Kontaveit b. C. Dellacqua 7-5 6-2
M. Doi b. D. Hantuchova 6-3 6-3
[13] E. Makarova b. T. Pereira 6-3 6-3
[Q] K. Bertens b. M. Lucic-Baroni 3-6 6-4 6-2
[17] E. Svitolina b. [Q] E. Kulichkova 6-1 6-4
P. Hercog b. Z. Diyas 6-2 7-5
[31] A. Pavlyuchenkova b. M. Rybarikova 6-4 7-5
T. Smitkova b. A. Mitu 7-6(4) 6-2
B. Jovanovski b. L. Arruabarrena 6-2 6-2

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Zverev spera di poter rientrare allo Us Open, ma specifica: “Ci sarò solo se potrò vincerlo”

Il n. 2 del mondo si confida con una rivista settimanale tedesca. Annunciata una new entry nel suo staff per questo periodo di recupero dall’infortunio

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Zverev

Alexander Zverev non ha ancora abbandonato definitamente la possibilità, in cuor suo, di prendere parte al prossimo Us Open. E’ questa la notizia della mattinata, il n. 2 del mondo dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto per la ricostruzione di ben tre legamenti laterali della caviglia destra a seguito della terribile caduta e conseguentemente del tragico infortunio patiti nella semifinale del Roland Garros contro Rafa Nadal – che lo costrinsero al ritiro e dunque alla resa anticipata – parrebbe intenzionato a provare tutto il possibile per abbreviare i tempi di recupero e ripresentarsi in campo già per l’ultimo Slam della stagione. Infatti inizialmente sembrava che la pausa forzata dai campi da tennis e dalla competizione agonistica, dovesse essere abbastanza prolungata a tal punto da tenere fermo ai box il 25enne di Amburgo per tutto il resto della stagione. Dunque Sascha, questa era l’ipotesi più accreditata finora, l’avremmo rivisto nel 2023.

SE SARA’ AI NASTRI DI PARTENZA DELLO SLAM AMERICANO, PARTECIPERA’ AD ALCUNI TORNEI DI PREPARAZIONE – Invece, ecco che direttamente dalle parole rilasciate dall’oro olimpico di Tokyo alla rivista settimanale tedesca Bild am Sonntag – una tra le riviste periodiche più vendute in Germania – si apre un piccolo spiraglio sul futuro del due volte Maestro delle Finals. Alexander ci ha tenuto però a precisare che sarà ai nastri di partenza di Flushing Meadows il 29 agosto, solo ed esclusivamente se potrà essere in grado di competere per il successo finale: “Non sarò mai quel tipo di giocatore che gioca dopo essere stato infortunato solo per un secondo turno. Se gioco lo US Open, allora sarà per vincerlo e non per passare solamente uno o due turni”. Ovviamente un eventuale presenza allo Slam newyorkese del recente semifinalista dell’Open di Francia, presuppone un precedente rodaggio negli appuntamenti di preparazione al Major americano, per ritrovare condizione e smalto: “Non so se sarò agli US Open, perché se ci dovessi essere, dovrei necessariamente giocare uno o due tornei prima. Ma l’unica cosa certa la momento è che non ho cancellato New York”.

IL PERCORSO RIABILITATIVO PRENDERA IL VIA AD UN MESE DALL’OPERAZIONE – Al momento, comunque, appare più una suggestione che una concreta opzione quella del rientro nel Major dove Zverev ha ottenuto il miglior risultato in carriera con la finale persa nel 2020 da Dominic Thiem nonostante un vantaggio di due set a zero; poiché il tedesco ha tutt’ora, a quasi due settimane dall’operazione chirurgica, l’intera gamba destra completamente ingessata. L’allievo di Sergi Bruguera hai poi concluso proprio in ottica recupero, che la fase riabilitativa inizierà in un arco di tempo che va dalle due alle tre settimane. Perciò il percorso di ritorno alle gare, verrà avviato a circa un mese da quando è andato sotto i ferri.

 

L’EX FISIOTERAPISTA DELLA NAZIONALE DI CALCIO TEDESCA LO SEGUIRA NELLA FASE DI RECUPERO –Ci sono specialisti che si assicureranno che io possa giocare di nuovo il prima possibile. Questa la chiusura del giocatore teutonico, che nel tentativo di fugare qualsiasi dubbio sulla sua tenuta fisica e per far sì che il proprio processo di guarigione non incontri ostacoli che possano successivamente causare delle ricadute, affiancherà al suo team una figura esterna di grande esperienza e rilievo nel panorama sportivo: l’ex fisioterapista della Nazionale di calcio tedesca Klaus Eder.

Il sogno del recupero a sorpresa, che batterebbe qualsiasi record di brevità dei tempi di recupero da un infortunio, non è per nulla sbiadito. Anzi Zverev è pronto a fare l’impossibile, la strada è certamente in salita; ma con questo spirito combattivo abbinato a questa forza di volontà nulla gli è precluso. Vedremo se anche il suo fisico sarà altrettanto forte e volenteroso nel ritornare a sudare e soprattutto se darà i responsi sperati.

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evidenza

Wimbledon rimane isolato: russi e bielorussi potranno giocare lo US Open

La USTA ha comunicato che seguirà le indicazioni di ITF, ATP e WTA: Medvedev e compagni in campo senza bandiera

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Se all’All England Club speravano in una spalla che rafforzasse la decisione presa sui giocatori russi e bielorussi, anche l’ultima possibilità è venuta meno: la federazione di tennis americana – la USTA – ha infatti annunciato che i tennisti dei Paesi in questione avranno il permesso di giocare lo US Open. I tornei britannici resteranno quindi con tutta probabilità gli unici a non aver accettato la partecipazione di Medvedev e compagni. Nella nota ufficiale della USTA non si fa riferimento agli altri eventi dell’estate che si disputeranno sul suolo americano, ma si può presumere che anche questi accoglieranno i giocatori interessati. Proprio Medvedev potrà quindi provare a difendere il titolo dello scorso anno e non ci saranno altre ripercussioni sulle classifiche ATP e WTA: dopo Wimbledon tutto tornerà – finalmente – nei ranghi della normalità.

I tennisti russi e bielorussi potranno quindi giocare a New York ma sempre come atleti neutrali senza bandiera. La USTA ha affermato di essere consapevole che “ogni organizzazione ha dovuto fare i conti con circostanze uniche che hanno influenzato le sue decisioni”. In base alle sue valutazioni però, “la USTA consentirà a tutti i giocatori che ne hanno diritto, indipendentemente dalla nazionalità, di competere agli US Open 2022”. Nel comunicato si legge anche che la federazione americana “lavorerà con i giocatori e con entrambi i Tour per usare lo US Open come piattaforma per promuovere gli sforzi umanitari del programma ‘Tennis plays for peace’ e che attuerà “una serie di iniziative per estendere gli aiuti umanitari per l’Ucraina, compreso l’impegno per un consistente supporto a livello economico”. Lo ha confermato anche Mike McNulty, il Presidente della USTA.

Questa notizia è sicuramente positiva per il mondo del tennis che potrà assistere a uno Slam con tutti i maggiori protagonisti presenti (anche se rimane in forte dubbio la partecipazione di Djokovic per via delle norme americane sull’ingresso nel Paese: il vaccino è ancora requisito fondamentale), ma potrebbe essere un segnale importante anche per quanto riguarda l’evoluzione del contesto geopolitico: è significativo, infatti, che gli Stati Uniti non abbiano spinto per l’esclusione dei tennisti che provengono dalla nazione che in questo momento rappresenta il primo nemico. Che sia un primo, piccolo ma potenzialmente rilevante passo verso una distensione dei rapporti USA-Russia? Con meno ottimismo, si potrebbe invece pensare che siano state le parole del Presidente del CIO a fare la differenza: pochi giorni fa Bach ha infatti criticato duramente la decisione di Wimbledon considerandola fortemente influenzata dal governo britannico. Con ancora più realismo si può attribuire la decisione della USTA alla paura per le reazioni di ATP e WTA che sarebbero state pronte a togliere i punti anche allo Slam americano.

 

Poche ore prima dell’annuncio ufficiale della federazione statunitense, il Ministro ucraino della Gioventù e dello Sport, Vadym Gutzayt, aveva affermato, rivolgendosi ai rappresentanti delle federazioni sportive nazionali, che è inaccettabile che atleti russi e bielorussi siano ammessi alle competizioni internazionali. Ha poi aggiunto che “in caso di ammissione di russi e bielorussi, gli atleti ucraini sono pronti a bloccare la loro attività e boicottare le competizioni“. Vedremo quindi quale sarà la reazione delle tre tenniste ucraine che avrebbero diritto a partecipare allo US Open: Kostyuk, Kalinina e Yastremska.

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Flash

Non servirà più test negativo per entrare negli Stati Uniti, ma resta il vaccino. Cosa accadrà per lo US Open?

Dal 12 giugno cambia la normativa per l’ingresso negli States, ma al momento i non vaccinati non possono entrare. Djokovic rischia di saltare un altro Slam

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MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) ATP NOVAK DJOKOVIC OF SERBIA SALA TWITCH PHOTO- ALBERTO NEVADO : MMO

Anche se in tanti Paesi del mondo (soprattutto in quelli occidentali) le normative anti-Covid sono sempre meno col passare dei giorni, negli Stati Uniti c’è ancora una discreta prudenza. Tuttavia la situazione cambierà a partire dalla mattina di domenica 12 giugno. A partire dalla mezzanotte, non sarà più necessario presentare un test Covid negativo per i passeggeri dei voli internazionali. Il C.D.C (Centers for Disease Contro and Prevention) ha stabilito che grazie alle 3 dosi di vaccino e alla circolazione di una variante Covid meno aggressiva, i tempi sono maturi per rimuovere quest’obbligo. La decisione è stata accolta con grande piacere dall’industria del turismo che ha spinto molto per tale allentamento. La U.S. Travel Association crede infatti che togliere l’obbligo del tampone porterà oltre 5 milioni di nuovi turisti negli States.

L’ingresso negli USA resta però vincolato a una condizione: servirà essere vaccinati contro il Covid-19. Su questo Washington ancora non transige. Chi non ha completato il ciclo vaccinale, non può entrare negli Stati Uniti, stando alle regole attuali. Inoltre, viene specificato che anche la scelta di rimuovere l’obbligatorietà di tampone potrà essere rimessa in discussione tra 90 giorni. Spetterà al C.D.C valutare i dati. Tale decisione è stata comunque criticata da alcune personalità in campo medico, ritenendo il rischio ancora troppo alto.

Tenuto conto di queste informazioni, sembra al momento difficile che venga tolto anche il requisito base di doppia vaccinazione per poter entrare negli Stati Uniti. Entrando nel merito dei tornei di tennis, questo potrebbe avere – ancora una volta – delle ripercussioni. E le avrebbe sul giocatore che al momento è in testa al ranking ATP, Novak Djokovic, oltre agli altri – ben pochi – tennisti e tenniste che ancora non si sono vaccinati. Essendo il serbo non vaccinato, al momento non potrebbe varcare la frontiera per giocare sia i Masters 1000 su cemento nordamericano (ha già rinunciato a Indian Wells e Miami pochi mesi fa), sia l’ultimo Slam della stagione, lo US Open. Sarebbe un altro duro colpo per la stagione di Djokovic, iniziata con le controversie e i processi in tribunale in Australia, dove gli venne prima concesso e poi revocato il permesso di entrare con esenzione nel Paese dove avrebbe dovuto giocare l’Australian Open.

 

Se la normativa cambierà entro la fine di agosto, allora lo US Open potrà avere Nole tra i suoi partecipanti. Altrimenti, le speranze sono ben poche. Consultando il sito del C.D.C, si trova una lista di possibili esenzioni per i viaggiatori internazionali negli USA: under 18; passeggeri in viaggio per motivi diplomatici o impegni ufficiali/governativi; esenzione medica per impossibilità di ricevere il vaccino; esenzione per motivi umanitari o visto speciale per limitata disponibilità di dosi nel Paese d’origine; membri delle forze armate; chi partecipa a sperimentazioni per i vaccini anti-Covid.

C’è però un’ultima categoria di esenzione da tenere in considerazione, probabilmente l’unica in cui Djokovic può sperare, anche se flebilmente: Persone il cui ingresso sarebbe nell’interesse nazionale, secondo quanto stabilito dal Segretario di Stato, dal Segretario dei Trasporti o dal Segretario della Sicurezza Nazionale”. Potrebbe essere questo l’unico modo possibile di vedere Nole allo US Open, se non verrà sollevato l’obbligo di vaccino per i viaggiatori internazionali verso gli States.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 20 giugno 2022!

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