Pagelle: a Montecarlo Nadal sbianca e Fognini sbanca

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Pagelle: a Montecarlo Nadal sbianca e Fognini sbanca

Fabio Fognini trionfa a Montecarlo detronizzando un Nadal rosicone, Lajovic sorprende. Djokovic torna dal guru e ricominciano i guai. Sonego trai grandi e l’Italdonne è in C

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Qualcuno lo aveva detto. Per i malfidati, whatsapp manent. Quando abbiamo saputo (prima dell’inizio del torneo) che il Direttore per la prima volta nella vita avrebbe lasciato un torneo prima della sua conclusione, abbiamo sentenziato: “Vedrai che Fognini vincerà il torneo…”. Purtroppo quando lanciamo questi proclami, dimentichiamo sempre di passare dalle agenzie di betting.


E insomma, il Fabio Fognini (10 e lode) che sembrava in crisi totale e che per cinque volte è andato ad un punto dal 1-5 nel secondo set contro Rublev (10…senza la sua collaborazione staremmo parlando di altro), prima di salvarsi con un ace di seconda (!) e approfittare del ko della bestia nera Simon (10 pure a lui…) ha finito per mettere in riga Zverev (4,5), Coric (6) e nientepopodimenoche Rafa Nadal (5) giocando un tennis da favola e scrivendo una pagina storica per il tennis italiano.

 

L’immagine più bella è quella di papà Fufone, strenuo difensore di Fabio dagli haters twittaroli (qualcuno travestito addirittura da giornalista), immobile e in lacrime dopo il match point, incapace di proferire alcunché. “Adesso posso anche morire” ha scritto papà Fognini dopo il match e invece magari il meglio deve ancora venire. In fondo l’esempio Fabio ce l’ha in famiglia, con Flavia capace di portare a casa Indian Wells prima del trionfo di New York: mai porre limiti al provvidenza divina, soprattutto a Pasqua.


Quello che è molto triste invece è il balletto scatenatosi sin dopo la semifinale, tra i denigratori di Fognini –  “Vince solo perché gli altri sono cotti” oppure “Fognini in finale a Montecarlo è la dimostrazione della crisi del circuito maschile” – e gli ultrapatriottici  del “adesso non salite sul carro”.  Come disse lo scriba una volta al Foro mentre c’era una partita di calcio all’Olimpico in contemporanea con urla belluine e sul Centrale un paio di mentecatti fischiarono  l’arbitro per una chiamata dubbia: “C’è un’osmosi di cattive maniere dal limitrofo campo di pallone”. Mitico Gianni. Tra poco tornerà anche Dio Roger a giocare sulla terra e purtroppo si porterà dietro i suoi ultras: si salvi chi può.


E dunque è stata una buona Pasqua ma non un buon Nadal (cit. Rdo). Va detto che Rafa non ha contribuito al trionfo del FairPlay con il suo “Ho giocato la peggiore partita degli ultimi quattordici anni”: si rosica pure dalle parti di Manacor ogni tanto. Certo, un Nadal che dichiari che “tornare ad allenarsi domani sarà difficile” fa un po’ specie, ma mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato, e Parigi resta sempre un’altra storia.


Dusan Lajovic (9) è arrivato ad un passo dall’impresa della vita e non sono serviti  a fermare Fabio neppure i consigli dell’ex Perlas. L’onore serbo è comunque slavo anzi salvo anche per questo torneo, nonostante la nuova défaillance di Novak Djokovic (4,5):  occhio però, nel box di Nole si è rivisto il Guru Pepe Imaz, e se il buon giorno si vede dal mattino…
Abbiamo detto di Sascha Zverev, spazzato via da super-Fabio e così  turbato da dimenticare l’inglese e concedersi solo ai giornalisti tedeschi: quando vincono sono tutti simpatici e poliglotti, chissà perché.La nuova moda di questo 2019 è comunque il Toilette-break (1) dopo ogni set con soste anche di dieci minuti: vuoi vedere che a Montecarlo non sanno cucinare? Vedremo gli effetti della Paella a Barcellona e della Amatriciana al Foro se comporterà la sospensione delle partite…


Marco Cecchinato (6,5) non è più il numero uno d’Italia ma è sulla strada buona per tornare ai fasti del 2018 e la sua rivalità con Fabio può solo fare bene. In più è sbocciato Lorenzo Sonego (8) a completare una settimana da urlo per il nostro tennis. Maschile, si intende, perché le azzurre di FedCup sono precipitate in C, senza grandi speranze di risalire. Dal granata Sonego alla Torino delle Finals il passo è breve e  dopo un infinito balletto pare che l’ufficialità sia alle porte. Nei giorni in cui si festeggia l’ottavo scudetto bianconero qualche orfano della Champion’s potrà però avere degli incubi al pensiero che la parola Finali possa essere accostata a Torino.


Dal fronte giovani questa settimana viene fuori Medvedev (8) come primo degli eletti, ma forse ha perso una chance, mentre Tsitsipas (5,5) ha balbettato e Shapovalov (5) deluso. Ma stavolta possiamo dirlo tutti insieme, ha vinto Fabione nostro e “questa NextGen è una cazzata”.

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Pagelle: quanto sei bella Roma quando piove

Il nono trionfo di Nadal e la prima vittoria di Pliskova nell’edizione dei rinvii, dei biglietti cari, della pioggia e delle polemiche. Il ritorno di Federer e le follie di Kyrgios

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Straordinaria, fantastica, entusiasmante. È stata la migliore edizione della storia degli Internazionali d’Italia. Che già di per se è il miglior Masters 1000 in assoluto e quindi, considerando che a New York c’è sempre troppo baccano, che a Parigi hanno la puzza sotto il naso, che a Wimbledon sono troppo tradizionalisti e che l’Australia è troppo lontana, l’etichetta di quinto Slam comincia a stare stretta al nostro torneo.

È stato un trionfo su tutta la linea. Entusiasti gli spettatori, felici di pagare qualche euro in più rispetto agli altri tornei ma “vuoi mettere il fascino del Pietrangeli sotto la pioggia? Non esiste da nessuna parte al mondo”, oppure “il brivido che regala Roma non lo regala nessuno, arrivare alla sera del mercoledì senza sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo è un’emozione strepitosa, tanto un ponte sotto il quale dormire lo si trova sempre!”. Gli stranieri sempre più entusiasti: “Abbiamo prenotato le vacanze al mare in campeggio, venire al Foro è stato importante per abituarci alle toilette”.

 

Incantati i giocatori. Federer: “Che fascino la Grandstand Arena, mi sentivo come a casa, mi sembrava proprio di essere in Svizzera con tutte quelle buche che mi ricordavano il gruviera e quelle scivolate che mi rimandavano alle mie nevi. Mi è dispiaciuto dovermi ritirare ma non volevo creare un dispiacere a Binaghi battendo Nadal”.

Riconoscente Fognini: “Ringrazio Palmieri, non avevo capito che l’idea di farmi giocare due partite a distanza ravvicinata nello stesso giorno era un’idea geniale per farmi preparare per i cinque set del Roland Garros”.

Idem Thiem: “Mercoledì mi hanno costretto a rimanere al Foro tutto il giorno. Meno male, se fossi andato in giro con Kiki per via del Corso mi sarebbe costato un occhio della testa, meglio stare 24 ore con Massu”.

Innamorato e dispiaciuto Kyrgios: “Adoro i romani e il loro modo di assistere alle partite. Accetto la squalifica, ma si è trattato di un grosso malinteso. Avevo sentito che giovedì, a causa del boom di presenze di spettatori per il rinvio di mercoledì, non ci fossero più posti a sedere. Per questo avevo offerto una sedia a uno spettatore rimasto in piedi…”

Alla fine ha trionfato per la nona volta Nadal: “Posso confessare ora di aver perso di proposito a Montecarlo, Barcellona e Madrid, perché il mio unico obiettivo era vincere solo e soltanto qui per far felice il mio primo, grande tifoso che ogni anno viene qui addirittura dalla lontana Sardegna”.

Triste ma non troppo Djokovic: “Questo è il miglior torneo del mondo, ogni anno imparo a parlare meglio l’italiano, quest’anno finalmente ho capito cosa significa la parola pepe. Quando tutti mi dicevano di mettere più pepe io pensavo ad intensificare i rapporti con il Guru Imaz, invece si riferivano alla cacio e pepe”.

Tsitsipas e Sakkari, coppia d’oro del tennis ellenico (e pare non solo) si sono issati in semifinale e hanno ringraziato il pubblico italiano: “Sentiamo il calore dell’Italia in ogni angolo del vostro paese, dovunque andiamo intuiamo che siamo diventati il vostro punto di riferimento visto che sentiamo ripetere sempre ‘Faremo la fine del Grecia'”.

Insomma un’apoteosi suggellata dai commenti della stampa internazionale: “Finalmente al Foro italico è stata fatta piazza pulita, finalmente sono rimasti a casa tutti quei turisti del giornalismo che vengono a Roma solo per prendere il sole (ehm…). Bravissima la federazione a rifiutare l’accredito ai 140 fannulloni”.

Ma, evidentemente, 140 posti in meno in sala stampa non erano sufficienti e si è provveduto ad eliminare anche il centoquarantunesimo. Ma questa è un’altra storia che, come direbbe Corrado – uno che Roma la conosceva molto bene – non finisce qui.

I voti (più o meno) seri.

  • Rafa Nadal 10
  • Novak Djokovic 9
  • Stefanos Tsitsipas 8
  • Diego Schwarzman 8,5
  • Roger Federer 7,5
  • Nick Kyrgios 0
  • Il tetto sul centrale 10
  • “Abbiamo raddoppiato il prezzo dei biglietti per premiare chi li ha comprati per tempo” 10, al livello della nipote di Mubarak
  • Jannik Sinner 8
  • Matteo Berrettini 7,5
  • Fernando Verdasco 7,5
  • Juan Martín del Potro 7,5
  • Sascha Zverev 4
  • Dominic Thiem 4,5
  • Fabio Fognini 6
  • Marco Cecchinato 5,5
  • Grigor Dimitrov 3
  • Karolina Pliskova 10
  • Johanna Konta 9
  • Maria Sakkari 8
  • Kiki Bertens 7,5
  • Elina Svitolina 4 (per lo schiaffo al volo sul match point)
  • Victoria Azarenka 7
  • Simona Halep 4,5

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Pagelle: la ola di Nole e Roma che tifa Federer

Madrid vede il ritorno alla vittoria di Djokovic e l’exploit di Bertens. Delirio al Foro per Sinner, Federer di nuovo Re di Roma. I dubbi di Nadal, le fatiche di Tsitsipas

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Roger Federer - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Che ce frega de Madrid, noi c’avemo er quinto slam! Sì, sì, Novak Djokovic (9,5) è tornato a vincere e lo ha fatto quasi in punta di piedi, giusto per ricordare a tutti che l’obiettivo importante è quello che si giocherà a Porte d’Auteuil tra un paio di settimane. Scaltro anche nel suggerire l’alimentazione corretta a Cilic, intossicato e costretto al ritiro.

Non sarà d’accordo Rafa Nadal (6) che, a dire il vero migliora, ma arriva a Roma senza nessun titolo in bacheca e senza nemmeno una finale, il che un po’ preoccupa. Che Rafa in vecchiaia stia imparando a preservarsi per il grande appuntamento? Certo se Fognini (7) fu un fulmine a ciel sereno e Thiem (7,5) una conferma, ora la scoppola con Stefanos fa ancora più male. Il povero Tsitsipas (9) ebbro della vittoria su Rafa è arrivato un po’ cotto al cospetto del numero 1. Però…peró…la conferenza della semifinale finita alle 01.30 del sabato non aiuta, giocare pure il doppio fino a notte fonda nemmeno. Ma só ragazzi e si faranno. 

 

A proposito di Tsitsipas… chi si troverà di fronte all’esordio in quel di Roma? Jannik Sinner (8), nuovo imperatore di Roma e emblema della rinascita del tennis italico. Uscito ammaccato e sfiancato dall’epopea onirica delle pre-quali (che hanno avuto lo spettacolare risultato di portare otto azzurri nel tabellone di qualificazione, tutti ovviamente eliminati con 2 vittorie in 10 partite), Jannik è stato subito piazzato sul Centrale, giusto per non dargli più alcuna pressione. Il tempo di beccare un 6-1 nel primo, di risalire da 2-5 nel terzo, annullare un match point e la prima vittoria di in classe 2001 in un 1000 è cosa fatta.

Che tutto ciò lo faccia un ragazzo italiano è semplicemente fantastico, la speranza è che si ponga un freno al delirio non tanto dei tifosi (ci sta, soprattutto dopo i decenni passati) ma degli addetti ai lavori che annunciano il fenomeno ed il messia con enfasi spropositata. Ecco, detto tutto il bene possibile di Jannik, sarebbe opportuno segnalare che Johnson era forse il migliore sorteggio possibile in tabellone e che l’americano sulla terra non vince una partita, e dall’inizio dell’anno i successi si contano su una sola mano. 

A farne le spese di questa attesa messianica è stato il povero Hurkacz, la cui sconfitta a Madrid ha evitato a Sinner le forche caudine delle quali. In verità, nel tentativo di trovare un buco in tabellone al nostro alfiere – “colpevole” di aver perso la finale delle prequali con Basso (“Come hai potuto, Basso, farci questo!”) erano partite febbrili telefonate a Roger Federer, ancora incerto sulla sua presenza a Roma. “Ahó Ruggè, ce fai sapè? Che dovemo piazzà er ragazzino, tanto noi se tifa Rafa”. 

E invece Federer (7,5) ha detto sì, e Roma è ritornata subito casa sua. D’altra parte, dove c’è Ruggero, c’è casa. Il Presidentissimo Binaghi non ci ha pensato su due volte: “Mercoledì, per l’esordio di Federer, abbiamo raddoppiato i prezzi dei biglietti ancora invenduti. È un modo per premiare gli appassionati che si sono assicurati prima il posto, e l’hanno pagato molto di meno”. Cuore di Presidente. Mancava che aggiungesse: “Nadal chi? In fondo io ho sempre tifato Federer” e il gioco era fatto.

Insomma, la Federazione è una grande famiglia e ai suoi piccoli figlioli sono concessi sconti e ingressi agevolati, ma guai a dare troppa confidenza ai giornalisti. L’Angelo Nazionale ha annunciato con entusiasmo di aver respinto 140 domande di accredito di testate giornalistiche italiane e mondiali. Il che suona paradossale, perché un torneo che aspira ad essere tra i primi al mondo, dovrebbe essere felice che ci sia chi ne scriva e ne parli. Magari si teme che se ne parli poco bene…

E va bene, dovevamo parlare di Madrid e siamo finiti a parlare di Roma. Kiki Bertens (10) intanto ha sbarrato la strada ad Halep (8) e si candida al ruolo di possibile vincitrice del Roland Garros: con le altre 45 è in buona compagnia…

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Pagelle: Finals a Torino, Berrettini, Fognini. Italia Caput Tennis

Nella settimana in cui l’ATP sceglie l’Italia, Berrettini bissa il successo di Fognini. Thiem pronto per Parigi, Nadal forse no. Kvitova da numero uno e una Petra tira l’altra

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Torino, Torino che bella città, si mangia, si beve e al tennis si va. E così, dopo mesi di speranze, trattative segrete e sussurri il sindaco Appendino ha potuto urlare tutta la sua gioia per aver potuto aggiungere altre tre stelle alle cinque di ordinanza e portare gli otto big sotto la Mole per le Finals. Un grande successo della città, del governo e della federazione, sublimato dal video celebrativo dell’ATP che ha ripercorso le bellezze della città, compresa la curva calcistica, ovviamente quella granata. Il sogno ora è portare il torinese e torinista Sonego al Master.

Di questo passo però sono tanti gli azzurri che possono mirare ad un posto trai primi otto del mondo entro il 2025. Matteo Berrettini (9) può decisamente iscriversi alla corsa, dopo il suo secondo successo nel circuito a Budapest (sempre più tricolore, anche se verticale), il best-ranking ed un servizio mai visto dalle nostre parti. Prima vittoria in un tabellone “dei grandi” anche per il baby Sinner (7) che ha tutta l’aria di potersi trasformare in tempi brevi in un serial-winner.

Fabio Fognini (10) si gode la sua settimana di gloria ma ha destato clamore e molta invidia la sua intervista alle Iene nella quale ha dichiarato di fare l’amore “quindici volte a settimana”. In realtà c’è tutto un equivoco di fondo. Fabio, per deformazione professionale, è abituato a contare con il punteggio del tennis e quindici sappiamo tutti a cosa corrisponde…

Buone notizie per Rafa Nadal (5) allora che avrà un motivo in meno per continuare a rosicare per la sconfitta di Montecarlo. “Avrei perso anche con il numero 500 del mondo”. “Confermo” – ha precisato il francese Jules Okala – sono in grande forma e avrei spezzato le reni anche a Nadal”. Era dal 2004 che Rafa non raccoglieva nessun titolo arrivati a questo punto della stagione, ma andiamoci cauti con il vendere la pelle dell’orso prima dello Chatrier, un mondo a parte.

Certo un Dominic Thiem (9) così determinato non si era mai visto, e la cura Massu sembra dare i suoi frutti: ko a Federer sul cemento e a Nadal su terra, occhio all’austriaco scatenato. Barcellona ha regalato un’ovazione a David Ferrer (8) alla sua ultima esibizione su questi campi. La fascia abbandonata sul campo ha un che di poetico. Gli ha reso onore anche il grande avversario e amico Nadal. “Applausi a David, ma quando io mi ritirerò, le mie bottigliette non saranno abbandonate in modo così disordinato in campo”.

Le cronache delle notti australiane raccontano di un Nick Kyrgios (8) in versione soccorritore, bravo a prestare assistenza a dei ragazzi rimasti in panne con l’auto. “Sto cercando di migliorare e mettere in pratica i consigli del mio mental-coach e di seguire il suo esempio, bisogna sempre dare una mano a chi è in difficoltà. Grazie Mohamed Layani”. La settimana di tennis si è conclusa con un’altra buona notizia, la vittoria di Petra Kvitova (9): lo spettacolo in campo lo ha sempre dato, questa continuità non l’ha mai avuta. Il numero uno è solo questioni di giorni, forse settimane. E una Petra tira l’altra, con la vittoria di Martic (8) a Istanbul.

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