Pagelle Wimbledon: il tennis è finito, viva il tennis

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Pagelle Wimbledon: il tennis è finito, viva il tennis

Un fine settimana epico tra Nadal, Federer e Djokovic e la sensazione che nulla sarà come prima. La resa di Serena e l’estasi di Halep. Le bombe di Fognini e la battuta di Berrettini

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Sul trofeo di Wimbledon si incide il nome del campione 2019: Novak Djokovic (foto via Twitter, @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Ma dite sul serio? Le pagelle? Le pagelle volete? Ma cosa dovremmo scrivere ancora. Voti, numeri, ironia, commenti. Su, per favore, per una volta siamo seri. Il tennis è finito. Era già moribondo venerdì dopo quell’assurda semifinale ma domenica è stata posta la lapide. Tutto finito amici, trovatevi un’altra passione, tipo il cricket (alle 22 di ieri un boato ha squassato la sala stampa, maledetti inglesi e il cricket appunto, una bomba ci vorrebbe…), da oggi il tennis è ufficialmente finito. Sì, per carità, il carrozzone andrà avanti, ci racconteranno della Laver Cup, della ATP Cup, la nuova Davis e poi certo, questi tre andranno ancora avanti per un po’ ma dopo quella cosa lì chiamata per l’appunto finale, è tutto concluso.

Voi vorrete parlare di tennis, ma sarà che eravamo lì, su quel campo, e abbiamo visto cose mai viste prima e che mai più rivedremo, e allora a noi sembra più sensato dire che questo sport è stato meraviglioso ma è giunto il momento di dire basta. Ok, insistete, volete le pagelle. Eccole qui, ma sappiate che sono scritte da chi è fermamente convinto che il tennis sia morto e sepolto.

Novak Djokovic 10
Diavolo di un serbo. Per trovare linfa vitale deve calarsi nei panni dell’uomo solo contro tutti. Si è vestito da Gladiatore nei campi di grano (ma non era glutee-free?) e addirittura ha immaginato che il Centre Court cantasse “let’s go Roger!” quando chiaramente era tutto per lui. Puoi avere uno, due match point, puoi essere il Dio del tennis, puoi fare quello che vuoi. Ma se non sei Cecchinato, Nole non lo batti.

 

Roger Federer 10 – –
Quei due meno per i due match point, giocati proprio male. La fretta, ah la fretta. Ma lui guarda avanti, pensa ai prossimi tornei, mica è umano, mica è come noi? Deluso, certo, ma che partite ha giocato tra venerdì e domenica a quasi 38 anni. L’altro è un alieno ma lui cos’è? Cara Mirka, non temere, non è ancora il tempo di doverlo sopportare in ciabatte in casa davanti alla tv. Altro giro, altra corsa Roger. Chi si ferma è perduto, come un match point.

Nicolás Mahut 10
“Povera stella” direbbe Clerici. Non gli è bastato perdere 70-68 con Isner. Il suo compagno storico Herbert lo ha tradito per Murray. Finale del doppio contro Cabal/Farah (10): pallata in un occhio nel primo set, pallata al collo nel quarto, pallata nelle p… al quinto. Cinque ore di partita. E ovviamente ha perso. Il suo compagno Roger-Vasselin: “L’anno prossimo ho da fare…”.

Simona Halep 10
Potrà venire a Wimbledon anche solo per mangiare, tirare due colpi e farsi due risate. Purtroppo dovrà vincere 24 Slam per evitare le domande e i commenti sul suo intervento chirurgico. Non capiva l’erba poi dopo la vittoria a Parigi ha preso una lunga vacanza e ha realizzato il sogno che aveva da bambina.

La serenità di Kyrgios e Feliciano Lopez 8
Uno a bere birra e a tirare tardi la sera prima del match con Nadal, l’altro ogni mattina a fare colazione allo stesso posto fino a mezzogiorno. Nick che prega Roger di battere Nole. E che tira addosso a Rafa senza scusarsi. Hanno capito tutta della vita, leggerezza, leggerezza. Ci pensassero quei tre ad ammazzarsi per vincere i tornei.

Bernard Tomic 2
“Vado, faccio finta di giocare un’oretta, mi prendo i miei 45.000 pounds e mi scolo 6-7 birre. Una pacchia, ragazzi”. Ciccio, restituire tutto grazie. È andata male Berni, ritenta e sarai più fortunato.

La fila cui sono costretti i cronisti 1
Per accedere al Centre Court dalle semifinali in poi è un delirio. Gente appostata 3 ore prima, tende, sacchi a pelo, bivacchi, falò. Neanche la Queue. Il peggio per la finale. In piedi in sala stampa senza un senso fino alla fine del terzo set, con un tizio che faceva l’appello senza un criterio ogni quarto d’ora. “Maledetti inglesi, una bomba ci vuole su questo circolo”.

Roberto Bautista Agut 9
L’uomo che sussurrava ai cavalli è arrivato in semifinale a Wimbledon a giocarcela con i tre fenomeni. Primo degli uomini, oscar della perseveranza e del coraggio. Aveva battuto 2 volte Nole nel 2019 ma per i miracoli non è ancora attrezzato. Gli Slam, sono riserva di caccia, caro Roberto.

Serena Williams 8
Dica 23. Dica 23. Sembra una maledizione, eppure tre finali perse consecutivamente pesano come un macigno. Mai in partita in finale, sembrava aver recuperato un po’ di condizione fisica ma l’ha smarrita sul più bello. Sorridente e tranquilla anche dopo la sconfitta, gentile e prodiga di complimenti con la sua avversaria, affabile con i giornalisti e i tifosi. Insomma per una volta l’ha presa bene. Non si capisce francamente chi abbia sfasciato lo spogliatoio, la camera d’albergo, il taxi, il ristorante e l’aereo.

Marcos Baghdatis 10
Se non lo avessero fermato avrebbe regalato al pubblico anche le mutande. Un grande. Di sicuro ha regalato a tutti il suo immenso cuore.

Rafael Nadal 8
Hanno cominciato a farlo innervosire da subito con quel “ecco a voi la testa di serie numero 3 del torneo…”, poi gli hanno piazzato il suo caro amico Kyrgios sulla strada che ha provato a fucilarlo da distanza ravvicinata. Quando pensava di essersela cavata, si è ritrovato davanti l’attempato svizzerotto ringalluzzito dai prati. Se vanno 5-5 al quarto magari poi finisce come nel 2008 ma, caro Rafa, ti diciamo grazie due volte: per come hai lottato su quei 5 match point e per aver perso. Altrimenti non avremmo mai avuto quella finale…

Fabio Fognini 5
Il terzo turno a Wimbledon è pur sempre il suo miglior risultato eguagliato, ma certo Sandgren era da battere. Ma lui è una sex-bomb ragazzi, ha bombardato tutti con il suo tennis ed il suo fascino latino. Ma poi, questi inglesi, che devono capire? Lo sanno cos’è una bomba? Quel dolce ripieno di crema e nutella, altro che fragole e panna. Il povero Fabio quello voleva dire! Ma come si fa a multarlo per una cosa così? Per una critica alla cucina britannica! Bombe bigusto su Wimbledon, non fragole! Tutta colpa della stampa, lì altro che una bomba, un kalashnikov ci vorrebbe!

Stefanos Tsitsipas e tutti i Next Gen 4
Il pensiero di Stefanos prima e dopo la finale esplicato su twitter: “Sto passando ad Android” e “immaginate un mondo senza gelati”. Ecco, bravi ragazzi. Mangiate gelati, caramelle, patatine e popcorn. Giocate col cellulare, Twitter, Facebook e Instagram. Fate con calma eh, tanto non c’è trippa per gatti.

Il tic di Marcell Granollers 8
Ad ogni santissimo punto vinto, tocca l’incrocio delle righe con la racchetta. Altro che Rafa. Maniaco.

“Roger, quant’è per la lezione?” 10
La frase del torneo è di Matteo Berrettini (8), dissoltosi davanti a Sua Maestà ma capace di trovare il modo di sdrammatizzare. Gran torneo comunque il suo, primi ottavi Slam, top 20, partita miracolosa contro Schwartzman. E tutto il futuro davanti.

Thomas Fabbiano 8
Annichilito il fenomeno annunciato Tsitsipas, ribaltato il gigante Karlovic, Thomas si è arreso solo a Verdasco. Pollicino contro i giganti, Davide contro Golia e luoghi comuni a go-go. È arrivato un po’ tardi al grande tennis ma ha dimostrato di meritare di starci alla grande.

Barbora Strycova e Karolina Muchova 8
Quando le ceche attese deludono, ce ne sono altre due che stupiscono. Semifinale Slam in tarda età per Barbora, buttando fuori Bertens, Mertens e la padrona di casa Konta. Con un tennis all’antica, tagli e discese a rete. E il trionfo in doppio. Karolina ha battuto l’altra Karolina con un gran tennis. Chapeau

Elina Svitolina 7,5
Per carità, semifinale a Wimbledon, gran risultato. Ma un altro Slam se ne va e la sensazione che l’appellativo di nuova Radwanska le calzi a pennello si fa sempre più forte.

Lorenzo Sonego 5
Tornato nella notte tra sabato e domenica dalla Turchia, subito in campo lunedì, non ne aveva. Wimbledon non è Antalya e il ragazzo si farà, anche perché non ha le spalle strette.

Andreas Seppi 5,5
Forse all’ultimo giro di giostra da queste parti, visto dove è arrivato Pella, che Andreas aveva in pugno, restano tanti rimpianti.

Cori Gauff 8
Ha due anni meno della campionessa juniores. E ha raggiunto gli ottavi, eliminando peraltro Venus Williams. È già Coco-mania in una WTA alla disperata ricerca di personaggi, ma forse non è il caso di correre troppo. Centre Court, prime pagine, interviste: sembra che abbia 25 anni, ma ne ha 10 di meno. Prima o poi se ne renderà conto.

Giulia Gatto-Monticone 7,5
Main draw a Wimbledon dopo il Roland Garros e l’emozione del Centre Court contro Serenona. E se l’è anche giocata! Selfie, orgoglio e tanti applausi. E obiettivo top-100 da raggiungere.

Gli altri

  • Sam Querrey 8
  • David Goffin 7
  • Kei Nishikori 7
  • Johanna Konta 6,5
  • Petra Kvitova 6
  • Angelique Kerber 4,5
  • Garbine Muguruza 3
  • Maria Sharapova 3
  • Alison Riske 8
  • Ashleigh Barty 5,5
  • Alexander Zverev 3
  • Guido Pella 8,5
  • Denis Shapivalov 3
  • Dominic Thiem 4
  • Marin Cilic 3
  • Camila Giorgi S.V.

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Pagelle: Federer c’è ma non si vede, Sinner cresce e Seppi ci crede

Il solito mistero buffo sulla presenza di Federer a Roma, mentre Sinner batte il primo top10 e Seppi è sempre più highlander

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Venghino signori e signore! Venghino! Anche quest’anno il Quinto Slam offrirà al pubblico romano le magnifiche sorti e progressive del più grande giocatore della storia, dopo ovviamente Nadal per il quale tutti noi facciamo il tifo (perché lui almeno lo ha vinto questo torneo non come quell’altro, ma questo non lo diciamo che quello lì è svizzero e non capisce le battute e magari si offende)!

Per l’edizione 2020 degli Internazionali, offerta speciale! Roger ha già annunciato a reti unificate che per nessun motivo al mondo rinuncerà al suo torneo preferito (Wimbledon chi?), non credete alle fake news della stampa sciocca e ignorante, Roger ci sarà di sicuro, come ha confermato ad un noto giornalista sardo il fratello della cognata del barbiere del portiere dell’albergo dove Robert Federer e signora hanno trascorso un romantico fine settimana a Johannesburg nel 2014 (la nostra ricostruzione della storia la trovate qui: perché no, non è vero che Federer ha deciso di andare a Roma).

Per chi dimostrerà di essere tifoso di Federer (sciorinando a memoria tutte le sconfitte di Nadal e Djokovic negli ultimi 3 anni), biglietti a costi solamente raddoppiati se confermeranno l’acquisto entro il 28.02. Dal primo marzo, prezzi triplicati, dal primo aprile quadruplicati. Insomma, accorrete gente, accorrete! E se dovesse malauguratamente piovere (non temete, non succede mai a Roma a maggio), nessun problema: i biglietti purtroppo non potranno essere rimborsati, ma ai possessori dei tagliandi verrà offerta al prezzo irrinunciabile di € 400,00 la tessa Gold della FIT e una collezione di DVD di tutti i match in carriera di Barazzutti, con in omaggiosiavetecapitobeneinomaggio un’esclusiva doppia intervista di Mara Santangelo a Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli in stile Le Iene.

 

Su, su, si fa per ridere! Per fortuna ci pensano i nostri prodi altoatesini a tenere alta la bandiera azzurra. Il giovane Jannik Sinner (7,5) si è miracolosamente ripreso dalla crisi irreversibile nella quale secondo qualche sapientone era finito ed ha ottenuto il primo scalpo top-10 in Goffin. La sconfitta con tanto di match point falliti contro Carreno Busta va ascritta alle sconfitte “di crescita” ma siamo sicuri che il nostro avrà rosicato tantissimo (coach Piatti lo conferma) e questa è una buona notizia.

Andreas Seppi (8) invece è un mito assoluto, a inizio stagione trova sempre l’elisir dell’eterna giovinezza e torna ad essere competitivo in barba all’età e a ragazzini che hanno quasi la metà dei suoi anni. Peccato per la finale persa con il redivivo Edmund (8,5), ma Andreas l’highlander merita solo elogi.

Intanto dalla parte opposta del mondo abbiamo assistito a un match ai limiti del paranormale tra Cuevas e Schwartzman (7,5) in cui è successo di tutto, tra doppi falli, proteste, chiamate dubbi, 4 ore di partita, match point e un Peque zoppo che non si sa come è riuscito a portare a casa la partita. Non la pelle, perché poi si è dovuto ritirare e a Buenos Aires ha fatto festa Ruud (8). A Dieguito va però il nostro riconoscimento di tennista della settimana.

Vincono e convincono anche Bertens e Monfils (8 a entrambi) che bissano il titolo di un anno fa e centrano il decimo titolo in carriera, respingendo le velleità di una sorprendente Rybakina (7 pieno) e del ritrovato Auger Aliassime (7,5): anche il canadese a diciotto anni era stato dato per disperso da troppi. Abbiate fede e pazienza…

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Pagelle: Nole se la canta mentre il Fedal incanta

Novak Djokovic mattatore a Sanremo, Federer e Nadal danno spettacolo in Sudafrica. L’Italia di Fed Cup passa il turno. Problemi di crescita per Sinner che qualcuno ha già bocciato

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Le ha cantate a tutti dall’altra parte del mondo, lunedì ha festeggiato e si è offerto alla stampa. Poi ha preso un aereo ed è venuto a trovare il suo amicone Fiorello all’Ariston. Va detto che sul palco Novak Djokovic (9) ci sta proprio a suo agio, ha palleggiato, ha ricordato i suoi trascorsi sanremesi da ragazzino con Riccardo Piatti ed ha speso belle parole per Fognini e Pennetta. Ha pure cantato Ramazzotti, e quella “Terra promessa” è sembrata più una minaccia a tutti i suoi avversari in vista di Parigi e del prossimo appuntamento Slam.

Il buon Fiorello, dopo essersi esibito con Nole, è poi andato a Bordighera a scambiare quattro colpi con Sinner, apparso stranamente sorridente nonostante la crisi irreversibile che oramai lo attanaglia da mesi. E sì, perché dopo la vittoria alle Next Gen Finals, Jannik non è stato capace di vincere l’Australian Open e la prematura sconfitta a Montpellier ha rivelato definitivamente il bluff di questo ragazzo che non potrà fare nulla altro che il raccattapalle di Fiorello. D’altra parte a 18 anni e mezzo non puoi certo permetterti qualche sconfitta, devi massacrare tutti i tuoi avversari senza pietà. Perché tu sei il Messia e se non vinci tutto contro tutti ora e subito sei un fallito. Povera Italia.

Intanto 52.000 persone a Cape Town si sono spellate le mani per quei due ragazzini che, divertendosi come matti, hanno fatto del bene a tanti bambini. E la cosa più bella di Roger e Rafa (10) è che con il loro esempio hanno già contagiato tanti altri, come il giovane Felix Auger-Aliassime (10) che, forte delle sue origini regalerà fondi ai bambini del Togo per ogni punto della sua stagione.

Sì, sì è vero, si è anche giocato a tennis questa settimana ma ci perdonerete se dopo la sbornia australiana, e assorbiti dalla querelle tra Bugo e Morgan, ci siamo persi le gesta di Vesely, Monfils e Garin. Sette diplomatico a tutti e non se ne parla più. Un applauso lo merita anche il nostro Roberto Marcora (7 pieno anche per lui), che a Pune ha vinto la prima partita nel circuito maggiore e poi ha battuto il suo primo top 20, il fumantino Paire (i due non vanno neanche troppo d’accordo). Non pago, si è anche concesso il lusso di vincere il nostro contest del tennista della settimana.

E brave anche le ragazze di Fed Cup (7), che non avevano avversarie irresistibili, ma meglio vincere che perdere. I tempi d’oro sono lontani, ma i progressi di Paolini, Trevisan e Cocciaretto lasciano ben sperare. E noi non smetteremo mai di credere che un giorno Camila…

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Pagelle: l’otto e il Nole, Kenin sarà del tennis?

Novak Djokovic vince l’Australian Open per l’ottava volta, Kenin esce dalla lotteria WTA. Thiem fa un altro passo verso lo Slam, Federer non molla. Fognini salva l’Italia, che fine ha fatto Osaka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Marin Cilic 6
Era tutto scritto, tutto perfetto. Chi poteva essere campione il 02022020 se non Cilic? Maledetto Raonic che ha rovinato tutto.

Novak Djokovic 10
Non è palindromo ma l’Australia resta terreno di caccia. Finalmente senza quei due davanti in finale e con il pubblico dalla sua parte, ha trovato la forza di ribaltare il match. Dominante e dominatore, diciassette e non sentirli. Vi rendete conto di quello che sarebbe stato il tennis negli ultimi anni senza Cecchinato? O senza il Guru…

Sofia Kenin 10
Tutti ad aspettare il record di Serena Williams (4,5) o l’avvento della giovanissima Coco Gauff (7,5) e invece l’americanata l’ha fatta Sofia. Due settimane da sogno o l’inizio di una grande carriera? Chi può dirlo…visto quello che abbiamo visto nella WTA negli ultimi tempi…

Sofia Kenin con il trofeo – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Garbine Muguruza 8,5
Sembrava aver ritrovato il filo del discorso, ma quando è giunta al punto in cui le due vittorie Slam avrebbero dovuto fare la differenza… si è inabissata negli errori e nei doppi falli. Peccato, ma ha tutto per tornare a vincere.

Dominic Thiem 9
Ha perso la prima finale Slam in 3 set, la seconda in 4 set, la terza in 5. La prossima sarà la volta buona. Rispedito al mittente Muster, fiducia cieca a Massu che gli ha consegnato un gioco evoluto, propositivo e decisivo su ogni terreno. Animo Dominic, Dominator sta per arrivare.

Roger Federer 8,5
Cadde, risorse e giacque. L’uomo dei miracoli, l’uomo che visse tre volte, alla fine si è arreso. Arreso? “I miei obiettivi sono Halle e Basilea” e ride, “Posso vincere un altro Slam” e non ride più. È una promessa, una minaccia, un auspicio: non vi libererete tanto facilmente di me.

Nick Kyrgios 7
Se non ci fosse quell’insignificante dettaglio che lo vuole giocatore di tennis potenzialmente top, sarebbe stato un torneo trionfale. Tra impegno benefico per la sua Australia e omaggio a Kobe il suo atteggiamento è stato splendido. In campo ha dato tutto regalando grandi match contro Khachanov e Rafa, da attore protagonista che predilige il red carpet. Questo è il buon Nick, prendere o lasciare. Se cercate un erede dei Fab 4 guardate altrove, se cercate un intrattenitore di talento ok, il posto è giusto.

Nick Kyrgios – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rafael Nadal 6,5
Prima o poi doveva accadere: eliminato con le sue stesse armi. Il sospetto che tra Laver Cup, Davis Cup e ATP Cup si sia ubriacato è forte. Tra singolari, doppi, doppi misti, panchina, esultanze, bottigliere, matrimonio, meriterebbe un po’ di riposo. Per tornare da dominatore sulla terra.

Daniil Medvedev 5
Per carità, con Stanimal (7,5) si può perdere. Ma Daniil era il principale candidato alla successione dei fenomeni, soprattutto dopo gli US Open. E ha deluso.

Stefanos Tsitsipas 4,5
Stesso discorso per Apollo, che dopo il Masters doveva arrivare in fondo e invece ha fatto la fine del pollo allo spiedo, infilzato dal redivivo Raonic (8).

Quello che sono delusi da Sinner e Berrettini 2
Il tifoso italiano medio (forse un po’ sotto alla media), prestato al tennis (e ad ogni altro sport) dal calcio, così ha commentato. “Berrettini farà la fine di Cecchinato”, “Sinner lo avete montato ma non ha vinto nulla, farà la fine di Quinzi”. Matteo (5,5) non era in condizione ma poteva anche farcela con Sandgren. Jannik (7) ha vinto la sua prima partita in uno Slam e poi ha perso contro un buon giocatore con un ottimo tennis e tanta esperienza in più: tutto normale.

Fabio Fognini 8
Gira e rigira alla fine è sempre Fabio a tenere in piedi il tennis azzurro. Gli ottavi sono un gran risultato, la sensazione è che con Sandgren potesse spuntarla, se non fosse stato vittima delle sue “pause”. Ma oramai questo è Fognini, non è perfetto, ma è di gran lunga il miglior azzurro degli ultimi 20 anni.

 
Fabio Fognini – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Camila Giorgi 7
Qualche bel segnale, la salute prima di tutto. E incrociamo le dita, perché davvero c’è spazio per tutte e nell’anarchia WTA Camila ci sta benissimo.

Elisabetta Cocciaretto 7
Prima qualificazione riuscita, primo Slam, esordio sul centrale contro una campionessa Slam ed ex numero 1: coraggio a mille, grinta e decisione. Si farà.

Martina Trevisan 7,5
All’inferno e ritorno. La sua seconda vita tennistica è iniziata. Oh, ha perso con la campionessa…

Simona Halep e Ashleigh Barty 8
Piazzate. Con rimpianti. Si sono confermate come le più affidabili nelle corse di due settimane. Ma hanno mancato una finale possibile.

Simona Halep – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tennys Sandgren 8
L’ammazza italiani con le sembianze del boscaiolo muscoloso, stava per compiere il Goatticidio. Ma sul più bello ha tremato è quella Y di troppo gli ha fatto andare di traverso 7 match point. Che amarezza Tennys. E quando ti rycapyta?

Sascha Zverev 8
Prima semifinale Slam, cresce piano piano ma sembra aver ritrovato la strada perduta. A ben vedere, è stato il migliore della Next Gen.

Naomi Osaka 3
Lo scorso anno dominava. Contro Gauff è sembrata una giocatrice della domenica. Un monito per tutti: non vi fidate di nessuna nel circuito femminile.

Coco Gauff e Naomi Osaka – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

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