WTA Ranking: Sabalenka vuole la top 10. Si rivedono Kuznetsova e Watson

Focus

WTA Ranking: Sabalenka vuole la top 10. Si rivedono Kuznetsova e Watson

La bielorussa si ripora nei pressi della top10 dopo la vittoria nel Premier 5 di Doha

Pubblicato

il

Il terzo Premier 5 vinto in carriera non frutta a Aryna Sabalenka un vistoso miglioramento in classifica. I 900 punti incamerati le permettono di passare dal n.13 al n.11, fermandosi a soli 10 punti da una Osaka in crisi. Il suo best ranking resta sempre il nono posto raggiunto esattamente un anno fa. Nei prossimi mesi, se i risultati le saranno favorevoli, potrebbe migliorare il suo record personale. Infatti, proprio in questo periodo nel 2019, la bielorussa non ha brillato per continuità. Il miglior torneo, fino a quello di San Josè ad agosto, è stato, in termini di punti guadagnati, Indian Wells (120 punti), seguito da Strasburgo (110) e Eastbourne (100). Un bottino che può essere incrementato anche solo confermando i valori in campo nei prossimi tornei.

Per il resto, tra le giocatrici di vertice, non ci sono altri movimenti di rilievo: Bencic (+1, n.8) supera Serena Williams (-1, n.9); ai due posti in più di Sabalenka corrispondono una posizione in meno per Kvitova (n.12) e Keys (n.13); si scambiano Muguruza (+1, n.15) e Konta (-1, n.16).

Più interessanti, invece, gli spostamenti alle spalle delle prime venti giocatrici. Anche se di poco, retrocede ancora Sloane Stephens (-2, n.37). Era attesa ad Acapulco, dove era accreditata della testa di serie n.1. L’americana ha perso nettamente al primo turno contro la qualificata Zarazua (+83, n.187), capace di spingersi fino in semifinale. Si riaffaccia nei pressi della top30 Kuznetsova (+14, n.32), per la quale l’età non sembra essere un problema, al contrario della sua più nota connazionale. Non era mai stata così in alto Ons Jabeur (+5, n.39) che sembra aver trovato una discreta continuità di risultati. Ritorna in top50 Heather Watson (+20, n.49), grazie al titolo in Messico.

 

Al di fuori delle cinquanta, i movimenti più decisi sono quelli di Yafan Wang (-28, n.84), finalista ad Acapulco un anno fa, di Viktorija Golubic (-27, n.119), che esce dalla top 100 e delle due giovani promesse Xiyu Wang (+21, n.106) e Leylah Fernandez (+64, n.126), che hanno ben figurato in Messico.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Ashleigh Barty 8717 17
2 0 Simona Halep 6076 16
3 0 Karolína Plíšková 5205 20
4 0 Bianca Andreescu 4555 10
5 0 Sofia Kenin 4365 24
6 0 Kiki Bertens 4335 25
7 0 Elina Svitolina 4301 23
8 1 Belinda Bencic 4010 25
9 -1 Serena Williams 3915 11
10 0 Naomi Osaka 3625 16
11 2 Aryna Sabalenka 3615 24
12 -1 Petra Kvitová 3566 16
13 -1 Madison Keys 2962 16
14 0 Petra Martić 2770 20
15 1 Garbiñe Muguruza 2711 17
16 -1 Johanna Konta 2694 16
17 0 Elena Rybakina 2471 26
18 0 Markéta Vondroušová 2307 15
19 0 Alison Riske 2256 23
20 0 Maria Sakkari 2130 25
21 0 Angelique Kerber 2040 21
22 0 Anett Kontaveit 2010 19
23 0 Elise Mertens 1950 26
24 0 Donna Vekić 1880 23
25 0 Dayana Yastremska 1835 24
26 1 Karolína Muchová 1813 16
27 -1 Ekaterina Alexandrova 1775 27
28 1 Amanda Anisimova 1717 18
29 -1 Qiang Wang 1706 23
30 0 Anastasia Pavlyuchenkova 1540 21
31 3 Barbora Strýcová 1530 21
32 14 Svetlana Kuznetsova 1527 17
33 -1 Yulia Putintseva 1525 25
34 3 Saisai Zheng 1510 24
35 -4 Shuai Zhang 1475 26
36 0 Caroline Wozniacki 1463 16
36 -3 Magda Linette 1472 28
37 -2 Sloane Stephens 1424 20
38 -2 Julia Görges 1423 21
39 5 Ons Jabeur 1373 22
40 -2 Veronika Kudermetova 1373 28
41 0 Jeļena Ostapenko 1360 24
42 -3 Kristina Mladenovic 1335 26
43 -3 Anastasija Sevastova 1288 23
44 -2 Polona Hercog 1205 21
45 -2 Rebecca Peterson 1195 22
46 1 Caroline Garcia 1145 26
47 -2 Jennifer Brady 1144 24
48 2 Iga Świątek 1139 15
49 20 Heather Watson 1122 24
50 -2 Danielle Collins 1115 19

CASA ITALIA

Camila Giorgi guadagna 6 posti in più e si posiziona al n.94, appena dietro a Jasmine Paolini (+1, n.93). Bene anche Sara Errani: la qualificazione e il turno superati ad Acapulco le consentono un salto di 20 posti. Oggi è n.165. Non si muove incvece Gatto-Monticone, unica italiana ad essersi qualificata per il main draw a Monterrey.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
93 1 Jasmine Paolini 689 27
94 6 Camila Giorgi 673 20
148 0 Giulia Gatto-Monticone 409 23
150 -4 Martina Trevisan 407 25
158 0 Elisabetta Cocciaretto 391 18
165 20 Sara Errani 368 24
189 -1 Martina Di Giuseppe 315 27
289 5 Martina Caregaro 190 17
305 5 Jessica Pieri 174 26
307 -5 Stefania Rubini 172 19
311 2 Bianca Turati 167 12
330 -1 Lucia Bronzetti 154 22
345 -2 Cristiana Ferrando 136 23
381 0 Lucrezia Stefanini 116 23
390 -1 Deborah Chiesa 112 20
418 3 Camilla Scala 100 14
435 0 Federica Di Sarra 94 13
444 3 Gaia Sanesi 91 16
449 5 Tatiana Pieri 89 23
458 -1 Camilla Rosatello 87 15

NEXT GEN RANKING

Entra per la prima volta in classifica Xiyu Wang (n.8). Vi ritorna Kaja Juvan (n.9). I due nuovi ingressi prendono il posto di Katarina Zavatska e Ann Li. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 4
2 0 Dayana Yastremska 2000 25
3 0 Amanda Anisimova 2001 28
4 1 Iga Swiatek 2001 48
5 -1 Cori Gauff 2004 51
6 0 Anastasia Potapova 2001 89
7 0 Varvara Gracheva 2000 100
8 Xiyu Wang 2001 106
9 Kaja Juvan 2000 118
10 -1 Caty McNally 2001 120

NATION RANKING

Sono tutte stazionarie le prime 10 posizioni. Alle spalle della Romania, premono Belgio (160), Spagna (161) e Giappone (165). (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 27
2 0 Repubblica Ceca 33
3 0 Russia 89
4 0 Cina 98
5 0 Kazakistan 113
6 0 Germania 123
7 0 Ucraina 128
8 0 Francia 140
9 0 Australia 151
10 0 Romania 156

RACE Variazione Giocatrice Punti
1 0 Sofia Kenin 2112
2 0 Garbiñe Muguruza 1760
3 1 Ashleigh Barty 1601
4 -1 Simona Halep 1350
5 0 Elena Rybakina 1305
6 2 Petra Kvitova 1300
7 17 Aryna Sabalenka 1225
8 -2 Kiki Bertens 915
9 0 Karolina Pliskova 805
10 -3 Ekaterina Alexandrova 756
11 1 Ons Jabeur 724
12 -2 Anett Kontaveit 646
13 1 Maria Sakkari 587
14 -3 Anastasia Pavlyuchenkova 541
15 8 Belinda Bencic 522
16 -3 Shuai Zhang 494
17 32 Heather Watson 491
18 0 Dayana Yastremska 482
18 73 Svetlana Kuznetsova 476
20 -4 Elise Mertens 475

Continua a leggere
Commenti

Focus

Djokovic per superare Nadal nei 1000, finale aperta tra Halep e Pliskova

Il n.1 del mondo parte nettamente favorito contro uno Schwartzman che potrebbe pagare le fatiche di ieri. In ballo per lui il primato nei Masters. Simona è avanti negli scontri diretti ma Karolina agli Internazionali di Roma sente aria di casa

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)
Questo spazio è sponsorizzato da BMW

Siamo arrivati all’epilogo di questi strani Internazionali d’Italia in epoca di coronavirus. Una conclusione altrettanto peculiare con le due finali del torneo di singolare maschile (ore 17) e femminile (alle 14:30), che si disputano eccezionalmente di lunedì invece che di domenica. Ma, come si suole dire, le cose più cambiano e più rimangono le stesse. E così ci ritroviamo le due prime teste di serie del seeding, Novak Djokovic e Simona Halep che cercheranno di aggiudicarsi il titolo al Foro Italico.

La finale femminile sarà addirittura una sfida tra le due favorite del tabellone, con la rumena che si ritroverà di fronte la campionessa in carica Karolina Pliskova. Dovrebbe essere la regola ma in realtà è un’assoluta rarità di questi tempi per un evento WTA. Djokovic invece sarà opposto a Diego Schwartzman, n.13 del ranking ATP, e giustiziere di Rafa Nadal ai quarti di finale. Insomma, se l’argentino non ci avesse messo lo zampino (e non è un caso se usiamo il diminutivo) rischiavamo di avere le finali più ordinarie possibili nell’edizione del torneo più straordinaria possibile.

E invece ce l’ha messo. Eccome se ce l’ha messo. E in seguito ha superato in semifinale l’estroso Denis Shapovalov, in quella che è stata probabilmente la partita più emozionante del torneo finora, al tie-break del terzo set dopo tre ore e un quarto di splendido tennis. Probabilmente troppo splendido. Sicuramente troppo tennis e basta. Troppo se meno di 24 ore dopo devi affrontare il cannibale serbo con il quale, manco a dirlo, hai sempre perso in carriera, tutte e quattro le volte che lo hai visto al di là della rete. Anche quando ti sei ritrovato avanti due set a uno sulla tua superficie preferita (la terra) e nel tuo Slam preferito (il Roland Garros).

Novak Djokovic e Diego Schwartzman – Roland Garros 2017

Dal canto suo, Nole due o tre motivi per vincere questo suo quinto titolo nella Capitale ce li ha. Il primo è cercare di far dimenticare in fretta a tutti (anche a sé stesso) la terribile figuraccia degli US Open. Il secondo è issarsi a quota 36 in vetta alla classifica dei tennisti con più titoli 1000 in carriera, scavalcando Rafa Nadal. Un altro passo verso quella supremazia statistica che dovrebbe far vacillare ogni impressione e partigianeria nella sfida tutta interna ai Big Three. 

Se per Djokovic questa partita non è che un altro passo per fare la storia del tennis, per El Peque in ballo c’è la sua di storia. Quella che non l’ha mai visto entrare nei primi 10 del mondo. Un traguardo che lui si è prefissato da tempo e che non è così scontato quando madre natura non ti dota di un talento smisurato e arrivi a fatica al metro e settanta di altezza. Schwartzman ci ha messo del suo per arrivare fin qui e di sicuro lo farà anche nella finale. “Nulla è impossibile. So che è molto difficile. Dovrò dare tutto quello che ho”, ha dichiarato in conferenza stampa. Insomma, Schwartzman farà lo Schwartzman. Il che significa non mollare un punto. Ma se Djokovic farà il Djokovic, l’esito dell’incontro non sarà in discussione.

C’è più incertezza sul versante femminile. I precedenti dicono 7 a 4 per Halep. Spicca tra le vittorie della rumena il successo nella semifinale del Roland Garros 2017 in tre set. “Ma la situazione in quel caso era completamente diversa. Pensavo di non avere chance contro Simona sulla terra rossa. Ora so di poterla battere”, ha dichiarato Pliskova. E in effetti lei si è aggiudicata gli ultimi due faccia a faccia l’anno scorso, a Miami e alle Finals di Shenzhen. Non c’è bisogno di dire che per la ceca la chiave sta nel ricavare il massimo dal suo portentoso servizio e cercare così di evitare il più possibile di evitare estenuanti scambi da fondocampo.

Simona Halep e Karolina Pliskova – Dubai 2015

Halep dovrà mantenere alta l’intensità e la concentrazione dall’inizio alla fine. Una cosa che ad esempio non le è riuscita nella lottata semifinale contro Garbine Muguruza. Insomma, nessuno spazio per le distrazioni per la campionessa di Costanza che cerca il suo primo successo agli Internazionali, dopo le due sconfitte consecutive in finale contro Elina Svitolina nel 2017 e nel 2018.

 

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere

Flash

La strenua difesa di Muguruza non basta: terza finale per Halep agli Internazionali di Roma

Terza finale al Foro Italico per Simona Halep che supera al terzo set, dopo 2 ore e 17 minuti, una mai doma Garbiñe Muguruza. Per la rumena è la 13° vittoria di fila dopo la pausa

Pubblicato

il

Simona Halep - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep e Garbiñe Muguruza hanno dato vita a una lotta degna di due ex n. 1 del mondo, ma alla fine l’ha spuntata la rumena. Dopo aver dominato il primo set e parte del secondo, sul 6-3 4-2, Halep ha subito la rimonta di una Muguruza in condizioni fisiche non ideali e ha rischiato di compromettere un vantaggio di 5-1 nel terzo set. Strenua difesa da parte della spagnola che si è aggrappata al match con le unghie e con i denti ma alla fine ha pagato il grande sforzo fisico e ha terminato il match con due doppi falli. La n. 2 del mondo raggiunge così la terza finale in carriera al Foro Italico: ha perso le altre due con Elina Svitolina, nel 2017 e 2018.

Un tennis granitico quello di Halep, rapida nei movimenti, solida in difesa e travolgente da fondocampo ma, a tratti, condizionato dalla tensione e dal nervosismo. Garbiñe è stata abilissima a trovare variazioni e aggressività, ma non è bastato; Halep, più fresca fisicamente, è uscita alla distanza e ha chiuso il match con lo score di 6-3 4-6 6-4. È la tredicesima vittoria consecutiva per la rumena dal post lockdown, dopo il successo a Praga.

SIMONA RULLO COMPRESSORE – L’inizio di primo set è caratterizzato dal ritmo forsennato imposto da Halep. Muguruza invece appare esitante e commette quattro errori che consentono alla rumena di strapparle subito il servizio. Halep continua a spingere, sempre in avanzamento per mettere pressione a Garbiñe ed è a un soffio dal 3-0; tuttavia, la spagnola si salva, per poi trovare progressivamente il giusto ritmo e la profondità. Sul 2-1 Halep, è Muguruza ad avere tre palle per il 2-2 ma Simona accelera il ritmo, martella sugli angoli e cancella così le tre occasioni di break spagnole. Da questo momento, Halep sale di nuovo in cattedra, diventa sempre più precisa con il rovescio e sale così 5-1. Perfetta la rumena negli spostamenti e nella ricerca degli angoli, sempre in spinta. Muguruza tenta di tenerle testa, entra progressivamente dentro il campo e riesce così ad ottenere un secondo gioco sul 2-5. Qui Halep si concede una distrazione, Muguruza sale ancora 3-5 ma “Simo” disegna benissimo il campo e dopo 39 minuti intasca la prima frazione per 6-3.

 

STRENUA RESISTENZA DI MUGURUZAMedical Time Out per la spagnola alla fine del primo set per un problema fisico: Garbiñe infatti sembra in difficoltà negli spostamenti e nella spinta con le gambe. Nonostante ciò, resiste con grinta e con una continua ricerca della profondità. Halep sale ancora 3-1, continuando a tempestarla con incrociati stretti e colpi profondi; la rumena è ottima anche al servizio, con prime varie e precise. Ma la spagnola non ci sta a soccombere. Partono dalle sue corde colpi rabbiosi e profondi. Ora è anche Simona a correre da un angolo all’altro, pressata da Garbiñe che scende anche a rete. Giunge il break e Muguruza accorcia il gap sul 2-3 per poi tallonare ancora Simona sul 3-4.

I punti vengono scanditi da un intenso bum bum da fondo da parte di entrambe, con la spagnola che a volta riesce a rubare il tempo a Simona verticalizzando il gioco. Muguruza attacca ma Halep rivela ancora una volta una mobilità straordinaria, sorprendendola con un passante di dritto in corsa incrociato stretto. La n.17 del mondo, spesso in difficoltà, cerca di abbreviare gli scambi con maggiore aggressività ma Halep la costringe sempre alla fase difensiva. Garbiñe resiste e d’orgoglio fa 4-4. Variando le rotazioni, Muguruza infila tre giochi consecutivi e sfila il set a un’avversaria improvvisamente insofferente e nervosa. La rumena paga un atteggiamento troppo passivo nella seconda parte del set: è 6-4, si decide tutto al terzo.

ALLA DISTANZA VINCE HALEP– La n. 2 del mondo reagisce e, nonostante Garbiñe abbia ritrovato ritmo ed energie, mette a segno il game d’apertura di terzo set e contrasta al meglio i tentativi di cambi di ritmo dell’avversaria. Ma ecco che un sanguinoso doppio fallo spagnolo consegna alla rumena il vantaggio del 2-0; se Garbiñe conferma ancora difficoltà al servizio, Simona invece ritrova le misure e il controllo degli scambi, imponendo di nuovo all’avversaria la supremazia nello score, e sale 3-0. Allunga ancora sul 4-0 ma non converte due palle break, permettendo così a Muguruza di mettere a segno il primo gioco del terzo set. Ma Halep sembra inesauribile e vola sul 5-1. Qui però qualcosa s’inceppa nel gioco della rumena.

Tenace e mai doma, Muguruza si gioca il tutto per tutto e piazza un altro parziale di tre game (recuperando i due break di svantaggio) per il 4-5. Grinta inesauribile per la spagnola che fa partire dalle corde soluzioni di cui non sembrava più disporre, a match quasi compromesso. Adesso è la rumena ad essere frastornata, ma viene ringalluzzita dai tre gratuiti dell’avversaria intenta a servire per la parità: due match point per Halep. Basta il primo, dopo il secondo doppio fallo di fila della spagnola che le permette di chiudere l’incontro e scacciare la paura.

Brava Halep, anche se il passaggio a vuoto di fine match ha rischiato di compromettere un lavoro quasi perfetto sino a quel momento; onore e merito alla reazione di Garbiñe Muguruza che, a dispetto di una condizione imperfetta, ha allungato un match che sembrava compromesso. Adesso Halep attende in finale una giocatrice ceca: sarà Karolina Pliskova o Marketa Vondrousova.

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere

ATP

Internazionali di Roma, uno stratosferico Schwartzman elimina Rafa Nadal!

El Peque gioca letteralmente la partita della vita e batte meritatamente un Rafa un po’ impreciso

Pubblicato

il

Diego Schwartzman a Roma 2020 (foto Twitter @InterBNLdItalia)
Questo spazio è sponsorizzato da BMW

Clamoroso a Roma: Diego Schwartzman batte Rafa Nadal, nove volte campione agli Internazionali d’Italia, con il punteggio di 6-2 7-5 in due ore e tre minuti, prendendosi la prima vittoria in carriera sullo spagnolo. L’argentino ha giocato probabilmente il miglior match della carriera, chiudendo a +14 nel rapporto fra vincenti e non forzati e a +18 negli scambi sopra ai cinque colpi, raggiungendo così la seconda semifinale romana consecutiva.

I confronti diretti dicevano 9-0 Nadal (22-2 i set), quindi un pronostico apparentemente chiuso (anche per via del livello espresso da Rafa nei primi due match), ma va detto che alcune sfide erano state decisamente combattute, soprattutto perché Schwartzman ha la risposta e l’anticipo lungolinea di rovescio che Rafa non gradisce, ma allo stesso tempo non è in grado, per limiti fisici evidenti, di giocare in salto sui topponi del maiorchino per lungo tempo (come si vede dalla grafica), finendo alla lunga per perdere campo, senza considerare che El Peque non ha ovviamente modo di vincere troppi punti facili.

 

PRIMO SET – Rafa, come sempre, è sceso in campo con idee molto chiare, nello specifico di muovere l’avversario con il classico gancio mancino (ma anche con il rovescio incrociato in cui è migliorato tantissimo in termini di abilità di salire sulla palla per tagliare l’angolo) e di alzare le traiettorie per impedirgli di mettere i piedi sulla riga di fondo. Schwartzman ha spesso usato il recupero in back per darsi il tempo di tornare verso il centro, per andare lungolinea con il rovescio bimane alla prima occasione e anticipando, se possibile.

La prima opportunità per Nadal è arrivata nel quarto game, quando Schwartzman ha cercato di approfittare della sua posizione profonda ma ha sbagliato la palla corta. La tds N.2 ha però spedito in rete un dritto incrociato non da lui, peraltro non la prima sbavatura con il suo colpo preferito. Altri errori hanno allora propiziato una chance per l’argentino, bravissimo a trovare il dritto in corsa per lo 0-40 e a ritorcere lo slice da sinistra di Rafa contro di lui, infilando il dritto nel campo aperto per il 3-2 e servizio, coronando un parziale di 9-0 e infilando alcune smorzate carezzevoli, come quella che ha preceduto questo muro su una veronica dell’avversario:

Nadal ha avuto la presenza di spirito di provare a cercare soluzioni alternative contro un avversario serafico al cospetto del consueto martellamento sulle diagonali, anche perché in diverse circostanze era lui ad essere buttato fuori su quella di sinistra, uno spettacolo a cui non avremmo mai pensato di assistere), e ha finito per forzare e sbagliare anche per via della penuria di punti diretti con il servizio – otto prime su 21 in campo dopo il 4/5 iniziale. Schwartzman si è procurato una palla per il doppio break su un rovescio sballato, ma Nadal ha tirato fuori una smorzata vincente per cavarsi d’impaccio, ma solo brevemente, perché Dieguito ha letto nel Pleistocene la palla corta e si è procurato una nuova occasione per il 5-2, incamerato su un altro drop shot che ha a malapena raggiunto la rete.

L’ottavo favorito del torneo si è quindi procurato due set point colpendo tre vincenti con i piedi dentro il campo, ma Nadal ha avuto un sussulto d’orgoglio, capitolando però su un altro grande inside-in dell’argentino e su un proprio errore di rovescio – 6-2 in 48 minuti. Momento di puro kleos di Schwartzman, che ha chiuso il set con cinque non forzati (13 i vincenti) e il 73% di punti fatti con la prima.

Rafa Nadal – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Quattro o cinque volte avevo sentito di essermi avvicinato a lui in passato, ma oggi ho provato a fare le stesse cose e sono riuscito a capitalizzare su tutte le occasioni che mi ha dato nel primo set“, ha commentato l’argentino sul primo parziale. “Da lì mi sono detto, ‘lui non gioca da sette mesi, devo riuscire a rimanere in partita’, ed ero pronto a provare a vincere anche al terzo, eventualmente“.

SECONDO SET – Se possibile, Schwartzman ha persino alzato il ritmo nel secondo, mulinando i piedini come un Kitchen Aid e salendo a doppia palla break con un vincente di rovescio incrociato, ma Nadal si è salvato con un pallonetto su cui l’avversario ha messo larga la volée dorsale e con un servizio vincente al centro. Interrotta la striscia di game persi, Rafa ha iniziato a colpire con una violenza belluina, salendo a palla break dopo due vincenti lungolinea, eppure Diego è riuscito a rintuzzare la sua spinta con un recupero a rete e un tocco prodigiosi ancorché ansimanti, o forse ancora più impressionanti proprio per questo motivo:

L’argentino non è mai arretrato, anche perché ha giocato la miglior partita della carriera quantomeno con il dritto (ma probabilmente non solo), e si è preso il 30-40 nel quinto gioco su un passante largo di Nadal, la cui prima ancora latitava. Rafa si è allora affidato al grande classico del repertorio mancino, servizio slice e discesa a rete, tenendo anche grazie al primo ace del set. El Peque ha invece continuato a mantenere altissimi livelli d’efficienza con la battuta (65% in campo con realizzazione di 73 e 83 percento nei primi tre turni), e, per quanto paradossale, era fisiologico che l’occasione successiva sarebbe stata depositata sul suo uscio: dritto inside-out largo di Rafa e 30-40, con il Toro di Manacor a cercare di uscire dallo scambio con la più languida delle palle corte, giunta a rete quasi per miracolo – 4-3 e servizio Schwartzman.

Nadal ha quindi mostrato grande umiltà, e si è messo a contenere la spinta dell’avversario, invitandolo a prendersi il match con diverse difese in back e traiettorie alte. Schwartzman ha iniziato a sbagliare un po’ di più e si è trovato subito 15-40, concedendo il contro-break alla seconda occasione finendo lontano dalla riga sui lift dello spagnolo. Al di là dell’effetto sorpresa, però, l’argentino vive di attrito da fondo, e ancora una volta è stato Rafa, sotto nel punteggio, a spazientirsi e sbagliare, venendo breakkato a zero su un banana shot millimetrico al termine di un duello a rete.

Ancora una volta, però, il braccio di Schwartzman ha tremato, mentre Nadal ha tirato fuori il suo più bel punto della settimana proprio al momento del bisogno con una demi-volée smorta appena dopo la rete, contro-breakkando a zero su una palla malgiudicata da Diego.

In un finale senza la minima logica, con tutta l’inerzia del mondo, Nadal si è inerpicato sulla diagonale di sinistra, commettendo due errori di dritto prima di essere passato per il 6-5 Schwartzman. La terza volta è stata quella buona perché, nonostante la solita refrattarietà alla sconfitta, però, l’iberico ha continuato a commettere troppi errori nello scambio, concedendo un match point che l’argentino si è venuto a prendere a rete, lanciando un meritato urlo liberatorio. +14 vincenti/unforced, +18 nei punti sopra cinque colpi.

Le ultime tre settimane sono state pessime per me, pensavo di dover andare ad Amburgo per prendere un po’ di ritmo, e invece…“, ha detto dopo la partita. “Non pensavo di poter vincere perché non stavo giocando bene ma oggi ho trovato il mio miglior livello, ho giocato più o meno come nel nostro match del Roland Garros 2017“.

Due parole anche sull’avversario di domani, un altro mancino come Denis Shapovalov, il cui allenatore Mikhail Youzhny era alla partita: “Io e Denis ci siamo allenati spesso insieme alle Bahamas, è un gran bravo ragazzo e sta giocando bene, non è più un Next Gen visto che ormai vale la Top 10. Sarà dura, ma se gioco come oggi posso batterlo“.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement