L'ex capitano di Davis Barazzutti è convinto: “Berrettini e Sinner possono vincere uno Slam”

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L’ex capitano di Davis Barazzutti è convinto: “Berrettini e Sinner possono vincere uno Slam”

Poche ora prima del suo avvicendamento con Volandri, Barazzutti fa il punto sul momento d’oro del tennis azzurro parlando alla ‘Gazzetta dello Sport’: “Matteo top player, Jannik consapevole e maturo, Fognini ha ancora tanto da dare”. La Davis a Torino? “Grande emozione”

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Corrado Barazzutti - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Quasi beffardamente, l’ultima – entusiastica – intervista da capitano di Coppa Davis di Corrado Barazzutti è arrivata poche ore prima della sua sostituzione: nella serata di sabato, infatti, l’incarico è stato affidato a Filippo Volandri. Restano comunque le sue parole al miele nei confronti dei due principali alfieri della squadra azzurra che a novembre tenterà l’assalto alla Coppa Davis a Madrid: Berrettini e Sinner.

Dopo aver passato anni aggrappato agli ottimi ma non eccellenti risultati di Andreas Seppi e alla discontinuità di Fabio Fognini, che però con i colori azzurri ha sempre dato il 100%, oggi il team italiano di Coppa Davis può contare su un gruppo di tennisti molto numeroso e di grande prospettiva. Al momento sono infatti ben otto gli italiani all’interno della Top 100, la metà dei quali sono dentro i primi 50. La truppa è guidata da Matteo Berrettini, n.10 del mondo, che a 24 anni può già vantare una semifinale Slam, proprio agli US Open, eguagliando il risultato dello stesso Barazzutti nel 1977. Anche se l’attenzione di media e pubblico si concentra ancora di più sul classe 2001 Jannik Sinner, considerato da molti un predestinato in grado di raggiungere il gotha del tennis mondiale. 

Insomma, un momento d’oro quello del tennis maschile azzurro, per la gioia di Barazzutti. E non c’è ragione per pensare che non prosegua anche nel 2021. Anzi che diventi ancora più brillante. C’è un però. Ogni previsione è per forza legata a ciò che succederà con il calendario. Si viene da una stagione in cui si è giocato poco, tanti protagonisti hanno faticato a trovare il ritmo o addirittura non ci sono mai riusciti. È evidente che se la situazione non si normalizza, i valori potrebbero cambiare. Lo vedremo già in Australia, dove tra quarantene, isolamento e allenamenti obbligati bisognerà essere forti soprattutto di testa”, premette il nostro Capitano di Davis alla Gazzetta dello Sport. In effetti, a rigor di logica, questa situazione caotica aggiunge un pizzico di imprevedibilità alla situazione. Poi se si va a vedere quello che è successo nel 2020 si scopre che Nadal ha vinto per la 13esima volta il Roland Garros e che, una volta uscito di scena Djokovic, è stato Thiem, uno dei giocatori in vetta al ranking da anni, a trionfare a Flushing Meadows. Segno che i migliori sono tali anche grazie alla loro testa. 

 

Fatta questa premessa, per l’appunto le prospettive per l’anno appena cominciato sono assolutamente rosee. Dopo un 2020 difficile, passato non sempre in condizioni fisiche ottimali e con il contraccolpo di essere stato sbalzato improvvisamente in Top 10, Berrettini è motivato a farci vedere di nuovo il gioco dominante che ha stupito tutti nell’estate del 2019. Matteo ha già fatto il grande salto, ormai è un top player. È importante che finalmente abbia potuto svolgere la preparazione senza intoppi fisici, lui è uno di quelli che ha bisogno di giocare per trovare la condizione e la fiducia in sé stesso, quindi spero che il calendario gli dia una mano. E poi è relativamente “nuovo” per il vertice, significa che ha ancora margini di miglioramento”, spiega l’ex n.7 al mondo. 

Se il 2021 di Berrettini potrebbe essere di riassestamento, quello di Fognini, dopo un anno passato ai box tra operazioni alle caviglie e successiva riabilitazione, sarà un nuovo inizio, tra gli inevitabili dubbi e incertezze legate agli anni che passano e la voglia di dimostrare di poter dire ancora la propria sul tour. “In pratica Fabio deve ripartire da zero, la doppia operazione non è stata una passeggiata e poi, quando stava mettendo finalmente insieme qualche partita, ha preso il virus. Fino a ottobre si è allenato con me, vedevo che mordeva il freno e soffriva perché il dolore non era ancora scomparso. Intanto, deve ritrovare la piena salute e poi considerare che i primi mesi saranno complicati: ma sono sicuro che lo rivedremo ai suoi livelli sulla terra battuta. Ha ancora tanto da dare, ha detto ottimista Barazzutti, che lo conosce come pochi, essendo stato anche suo coach per diversi anni. 

Bisogna poi parlare di Sinner. Perché ne parlano tutti. Perché l’anno scorso al Roland Garros, per più di un set, ha fatto partita pari contro sua maestà Rafa Nadal. E in quel match ha destato talmente una bella impressione che lo stesso fenomeno di Manacor l’ha scelto come suo compagno per la preparazione degli Australian Open, portandoselo dietro ad Adelaide. “Intanto per lui sarà un’esperienza straordinaria da cui potrà solo imparare. L’anno scorso Jannik doveva gestire la pressione di una nuova dimensione da giocatore, adesso gli si chiedono risultati immediati. Ci saranno alti e bassi, ovviamente, ma ha le spalle larghe. Soprattutto, è molto consapevole dei suoi mezzi, però non è presuntuoso: questo significa che è disposto ad ascoltare e a lavorare per crescere e migliorare”, ha commentato Barazzutti.

Con una serie di talenti di questo tipo, sognare in grande è un dovere. E il sogno più grande per il tennis italiano è quello di un secondo titolo Slam, dopo quello conquistato da Adriano Panatta nel 1976 agli Open di Francia. Missione possibile? “Ne sono convinto”, dice il capitano di Davis. “Berrettini ha già giocato una semifinale agli Us Open, che è lo Slam più competitivo, Sinner ha fatto quarti a Parigi mettendo in difficoltà Nadal per due set. Certo, in uno Slam conta anche la capacità di gestire le due settimane e serve un po’ di fortuna nei sorteggi, ma entrambi sono da corsa. E poi comunque il tempo è dalla loro parte: prima o poi i fenomeni della generazione dorata molleranno la presa. E loro saranno lì per approfittarne”.

Ma ci saranno anche altri giocatori in grado di far esaltare i tifosi italiani. Il movimento per l’appunto è molto profondo e ricco di risorse, tra tennisti solidi in grado di mettere in difficoltà tutti e talenti da ritrovare. “Sonego sarà testa di serie in Australia ed ha ancora ampi margini di miglioramento, Travaglia, Mager e Caruso sono seri e giocano bene. Ma se dovessi scommettere un euro, lo punterei su Cecchinato: è di nuovo tonico, anche di testa, sulla terra battuta tornerà ad essere uno dei migliori del mondo perché una semifinale a Parigi non si dimentica in tre anni”, spiega Barazzutti. Come dimenticare che poi, poco al di fuori della Top 20, c’è un certo Lorenzo Musetti, tennista dalle doti straordinarie, che quest’anno compirà solo 19 anni?

Anche grazie ai risultati sempre migliori dei nostri tennisti, l’Italia sta assumendo un ruolo di primo piano nel panorama del tennis internazionale. La dimostrazione arriva dal fatto che le ATP Finals si giocheranno a Torino. Il capoluogo piemontese però potrebbe raddoppiare, diventando una delle città in cui si giocherà la nuova Coppa Davis in stile mondiale, inaugurata nel 2019 e saltata causa Covid nel 2020. Gli organizzatori del nuovo format mi hanno chiesto un parere, ed io ho risposto che portare la Davis in tre città fa recuperare un po’ dello spirito originario, sperando che possa esserci il pubblico. Sarà una grande emozione, ma anche una grande responsabilità. Abbiamo una squadra molto forte e compatta, partecipare non sarà l’unica cosa che conta”. Insomma, al bando ogni decoubertinismo. Ora l’Italia del tennis gioca per vincere. 

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L’ATP aggiorna ancora il sistema di ranking

Tra marzo e agosto 2021, i tennisti potranno preservare il 50% dei punti ottenuti nei tornei non disputati nel 2020 (qualora il risultato di quest’anno non fosse migliore)

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Fabio Fognini - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dall’ATP sono arrivati aggiornamenti sulla questione classifiche. Il ranking, che è rimasto congelato dal 16 marzo al 24 agosto 2020, è passato dal classico sistema di validità annuale a uno a 22 mesi e poi a 24 mesi, a seguito di un’altra delibera dell’ATP dello scorso ottobre. A gennaio la data di ripresa del sistema tradizionale era stata ulteriormente posticipata alla settimana del 15 marzo, ma recentemente l’associazione dei giocatori ha deciso di prorogare ancora il termine.

Nel periodo tra il 4 marzo e il 9 agosto 2021 (incluso Masters 1000 di Toronto), i giocatori potranno mantenere il 50% dei punti dei tornei che non si sono disputati nel 2020 (ad esempio Montecarlo), ovviamente a patto che il risultato del 2021 non sia migliore. Per fare un esempio pratico, prendendo proprio il torneo di Montecarlo, Fabio Fognini potrà mantenere 500 dei 1000 punti conquistati vincendo il titolo nel 2019, sempre che non raggiunga la finale (che offre 600 punti) o rivinca il torneo. La stessa logica è stata applicata – in maniera sorprendente, a onor del vero – anche ai tornei riprogrammati in un periodo diverso, come gli Internazionali di Roma o il Roland Garros. Ipoteticamente dunque, se Rafael Nadal e Novak Djokovic dovessero perdere al primo turno al prossimo Roland Garros, manterrebbero rispettivamente 1000 e 600 punti. Discorso simile per Jannik Sinner che, avendo raggiunto i quarti nello Slam parigino lo scorso anno, di fatto è sicuro di mantenere 180 punti (equivalenti cioè ad un ottavo di finale).

Per il resto i criteri rimangono gli stessi annunciati alla fine del 2020 e qui sotto riassunti:

 
  • I giocatori che abbiano giocato lo stesso evento due volte nel corso del periodo sopra indicato (marzo 2019 – 9 agosto 2021) potranno conteggiare i punti derivanti dal migliore risultato tra i due
  • Ai fini del calcolo del ranking di un giocatore, verranno presi in considerazione 19 risultati e non 18 come negli anni passati. Questi includono i quattro Slam, gli otto Masters 1000 obbligatori (escluso dunque Montecarlo) e i sette migliori risultati ottenuti negli altri tornei (Rolex Montecarlo Masters, ATP Cup, ATP 500, ATP 250, Challenger, ITF). Le ATP Finals 2021 conteranno come evento addizionale per coloro che si qualificheranno.
  • Ai fini della qualificazione alle ATP Finals di Torino e alle Next Gen ATP Finals di Milano, verranno considerati i punti raccolti nel corso dell’anno solare; le due Race saranno dunque stilate sulla base dei soli risultati ottenuti nei tornei del 2021. C’è dunque la possibilità che a fine anno la posizione di un giocatore nella Race to Turin non coincida con il suo ranking ATP.

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Il coach di Medvedev sulla finale dell’Australian Open: “Djokovic era a un livello d’eccellenza”

Parla Gilles Cervara, l’allenatore di Medvedev. Il tennista russo è stato sconfitto all’esordio a Rotterdam e ha fallito l’accesso alla Top 2 per questa settimana. Le prospettive di Daniil nell’infografica de l’Insider

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Daniil Medvedev e Gilles Cervara - ATP Rotterdam 2021 (via Twitter, @abnamrowtt)

Questa è la prova che quanto fatto alla fine della scorsa stagione costituisce un passo in avanti. E con questo nuovo upgrade, Daniil è vicino a poter vincere uno Slam, anche se deve ancora migliorare qualche piccolo dettaglio nel suo gioco”. La prova è la seconda finale Slam raggiunta da Daniil Medvedev all’Australian Open 2021; a parlare è il suo allenatore Gilles Cervara, raggiunto via mail pochi giorni dopo la conclusione del torneo australiano.

Resta da occuparsi dell’elefante nella stanza, però. Nella finale di Melbourne il russo non è mai stato in partita, o meglio ne è uscito abbastanza presto, sicuramente travolto dall’autorità con cui il numero uno del mondo ha preso in meno le operazioni. La sensazione è che battere un Big 3 in finale Slam non sia ancora un traguardo alla portata dei pur volenterosi sfidanti. “È stata una congiunzione di diverse cose” spiega Cervara. “Prima di tutto il livello di Djokovic e la sua determinazione: era a un livello d’eccellenza. Cosa ha sbagliato Daniil? È difficile per la gente capire gli errori commessi perché si tratta di qualcosa di invisibile in questo caso. Stiamo parlando del giusto livello di energia, del ‘fuoco’ che devi avere dentro di te in queste occasioni. Sfortunatamente, in finale tutte queste cose non sono state all’altezza“.

Nel frattempo il tennista russo è tornato in campo a Rotterdam, senza troppa fortuna. Al primo turno è stato sconfitto in due set da Dusan Lajovic, che lo aveva già sconfitto a Montecarlo nel 2019; Medvedev ha così perso l’occasione – quantomeno questa settimana – di inserirsi laddove nessun volto estraneo ai Fab 4 (l’ultimo è stato Hewitt nell’agosto 2005) riesce a insediarsi da 16 anni, ovvero su uno dei primi due gradini del ranking ATP. A inizio stagione, Cervara aveva detto ‘entrare in top 3 non è un sogno‘, credendo nelle possibilità del suo allievo di farcela. Ed è successo. Lo stesso vale per l’ingresso in top 2, traguardo fallito da Daniil tanto a Melbourne (ce l’avrebbe fatta vincendo il torneo) che in Olanda? Possiamo intuire di sì, anche grazie all’infografica realizzata da L’Insider, dove prosegue l’intervista al coach del tennista russo.

 

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Glideride 2 ed Evoride 2: Asics investe sul benessere mentale e fisico dei runner

Le due scarpe, evoluzione del successo dei precedenti modelli, sono incentrate sulla tecnologia Guidesole: l’obiettivo è il risparmio energetico e una migliore efficienza di corsa

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L’annuncio arriva direttamente dalla sede centrale di Kobe: Asics lancia i modelli Glideride 2 ed Evoride 2, le nuove edizioni della sua popolare serie Energy Saving progettata per aiutare i corridori a ottimizzare le loro prestazioni: correre più a lungo, più velocemente e più facilmente. Costruite sulla tecnologia Asics Guidesole, le nuove scarpe rendono la corsa più facile, confermando l’impegno costante dell’azienda giapponese per aiutare tutti a raggiungere una mente sana in un corpo sano attraverso lo sport.

GLIDERIDE 2 – La Glideride 2, evoluzione della popolarissima Glideride è l’ultima scarpa Asics a risparmio energetico che offre una corsa ancora più fluida e ammortizzata. Sempre incentrata sullo sviluppo della tecnologia Guidesole, la calzatura offre al runner un risparmio energetico superiore e presenta una nuova caratteristica chiave: si tratta del tuning specifico per genere, nel segno della massima personalizzazione della scarpa voluta da Asics. Sotto i piedi delle runner, infatti, è presente una schiuma di densità inferiore per una sensazione più morbida. Inoltre, Glideride 2 presenta una base allargata del mesopiede e ridotti intagli sotto il piede, offrendo così una transizione più liscia dal tacco alla punta ed una maggiore efficienza di corsa. Un mesh stampato in 3D di nuova concezione offre una migliore vestibilità della tomaia e un maggiore comfort dal primo all’ultimo metro.

Asics Glideride 2

EVORIDE 2 – La Evoride 2 è la scarpa Asics più leggera e dal miglior rapporto qualità/prezzo della categoria risparmio energetico. Basandosi sul successo della Evoride dello scorso anno, il design aggiornato di questo nuovo modello presenta un materiale Flytefoam a densità inferiore. In questo modo risulta più leggera, oltre a donare una sensazione di maggior morbidezza rispetto modello precedente. Anche la Evoride 2 presenta la tecnologia Asics Guidesole, che aiuta i runner a percepire una sensazione accentuata di spinta in avanti dal primo passo, grazie ad un’intersuola appositamente progettata che fornisce un supporto extra alla caviglia. Inoltre, è una scarpa perfetta per i corridori più attenti all’ambiente, con circa il 20% della tomaia realizzata con materiale riciclato.

BENESSERE – Kenichi Harano – Executive Officer, Senior General Manager, Institute of Sport Science di Asics – ha commentato: “Nel 2021 e nei prossimi anni, tutto ciò che faremo sarà orientato a sostenere l’impatto positivo dello sport sul benessere mentale e ad ispirare le persone di tutto il mondo a raggiungere una mente sana in un corpo sano. Mentre continuiamo ad invitare i runner di tutto il mondo a sperimentare il potere edificante dello sport, muovendo corpo e mente all’alba, il lancio della prossima generazione delle nostre popolari Glideride ed Evoride è l’ultimo passo di questo viaggio. Non c’è modo migliore per sperimentare gli incredibili benefici di risparmio energetico delle due scarpe se non unirsi a noi in questo progetto“.

 
Asics Evoride 2

Entrambi i modelli Glideride 2 (euro 160) e Evoride 2 (euro 130) sono disponibili sia nella versione uomo che nella versione donna presso i rivenditori Asics, i negozi online e i punti vendita specializzati running.

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