Australian Open, preview semifinali femminili: l'ora di Sabalenka e il sogno di Linette. Passato contro futuro tra Azarenka e Rybakina

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Australian Open, preview semifinali femminili: l’ora di Sabalenka e il sogno di Linette. Passato contro futuro tra Azarenka e Rybakina

Tanti temi e tante promesse tra le ultime quattro del tabellone femminile. Con una certezza: a vincere sarà l’Europa dell’Est

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)
 

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A inizio torneo, l’unico nome che tra le giocatrici rimaste, qualcuno avrebbe osato pronosticare ancora in gara il giorno delle semifinali, è quello di Aryna Sabalenka. La bielorussa è l’unica che per quanto mostrato ultimamente, e per la classifica, poteva davvero ambire a un risultato di questo tipo. Le altre tre, chi più chi meno, sono delle sorprese, protagoniste però di un gioco di livello e un torneo eccezionale, dato che non si arriva per caso a certe altezze. E, quando la meta è così vicina, sarebbe un peccato non cercare di sognare ancora, come faranno dalle 9:30 di giovedì mattina (ora italiana) le Fab 4 di questo Australian Open (con un occhio di rilievo alla prima semifinale, una very “too good to watch”).

[17] Elena Rybakina vs [24] Viktoria Azarenka

 

Due campionesse Slam, le uniche due arrivate in semifinale con un Major alle spalle; una lo ha vinto 6 mesi fa, l’altra ha vinto l’ultimo (e proprio qui a Melbourne) nel 2013, in un’altra era tennistica, contro altre avversarie. Difficile non vedere in Rybakina un futuro che spinge per emergere e in Azarenka un passato che non vuole saperne di finire nel dimenticatoio, il tutto intersecato in un presente che ha le sembianze di una grande occasione per entrambe. La kazaka ha il “merito” di aver mandato a casa Swiatek, riuscendo nell’impresa di variare sia il gioco che le traiettorie dei servizi, così da impedire scambi lunghi e risposte aggressive, per poi fare più o meno lo stesso con una nervosa Ostapenko. La bielorussa ha invece sfruttato la propria classe innata e la grande esperienza per mandare nel pallone una pessima Pegula ai quarti e ritrovare dopo più di due anni una semifinale Slam.

Senza dubbio Vika è tra le due quella che più potrebbe subire il gioco dell’avversaria, più estroso ed eterogeneo, con l’obiettivo per Rybakina di evitare più possibile il mortifero rovescio dell’ex n.1 al mondo, che dovrà invece cercare di mettere pressione così da minare le sicurezze di una giocatrice finora apparsa decisamente ben centrata e con un chiaro obiettivo in mente. Sarà senza dubbio una partita equilibrata, con tattiche abbastanza chiare e picchi di intensità che non mancheranno, con la n.17 del seeding (vincitrice dell’unico precedente, allo scorso Indian Wells) che per la freschezza e il ruolino di marcia parte decisamente favorita, promossa anche dalle quote: 1,44 su Bet365, 1,45 su Snai e Sisal la sua affermazione, con la sola Snai che invece abbassa la possibile vincita sul passaggio di Vika, dato 2,70 volte la posta, contro il 2,75 delle altre due.

Magda Linette vs [5] Aryna Sabalenka

Una giocatrice che ha già fatto troppo, e una che è invece chiamata a dimostrare che è finita l’epoca in cui “ha fatto troppo poco”. Se la sfida precedente era tra epoche diverse, quella tra Linette e Sabalenka è invece una di quelle che mette a confronto ambizioni opposte, sogni che sembrano non finire mai e promesse che aspettano solo di essere realizzate. Aryna è alla quarta semifinale in tre Slam diversi (le manca solo il Roland Garros) e l’ultima volta perse proprio contro una polacca… ma leggermente diversa dall’avversaria di stanotte; la bielorussa arriva a questo appuntamento senza aver concesso neanche un set in tutto il 2023 (compresa la vittoria ad Adelaide), con un livello di tennis altissimo abbinato a grande serenità mentale che raramente ha mostrato in passato. Linette ha però dimostrato di avere “poco rispetto” dei grandi nomi e dei pronostici più volte, in ultimo nella gran partita di quarti contro Pliskova, dove ha strappato tre volte il servizio alla ceca (comunque procurandosi nove palle break) e ha ancora mostrato gran solidità con 18 vincenti e 16 gratuiti.

La forza della polacca è proprio quella di non soffrire, apparentemente, né pressione né forza bruta dell’avversaria, che contro una come Sabalenka potrebbe essere la carta vincente: allungare tanto gli scambi cercando di tenere il ritmo più basso possibile e non permettere di comandare alla tds n.5, questo è il dogma di Linette. Aryna, dal canto suo, se giocherà come ha fatto in questi 20 giorni parte decisamente favorita, e non potrà bastare neanche la miglior Linette per fermare la macchina da tennis, sicura e micidiale, che sembra finalmente essere riuscita a diventare la 24enne di Minsk. Buona parte del match passerà dalle lune e l’irruenza di Sabalenka dunque, chiamata alla dimostrazione del suo reale valore, che deve compiersi con una grande affermazione in un Major. E parte nettamente favorita anche secondo i bookmakers (ha anche vinto tutti e due i precedenti, entrambi sul cemento): 1,20 la quota su Bet e Sisal, 1,21 su Snai, che ancora si differenzia dalle altre due dando a 4,25, contro 4,50, l’impresa di Linette.

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Australian Open, preview semifinali maschili: sembra tutto pronto per Tsitsipas-Djokovic, ma le fiamme di Khachanov e Paul bruciano ancora

La finale che tutti desiderano è ormai sempre più vicina, ma un russo e un americano non saranno così d’accordo

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo aver assistito a due semifinali femminili di buon livello, ma magre in termini di emozioni, ci si avvia verso un venerdì con gli ultimi 4 tra gli uomini…ancora meno entusiasmante. Sulla carta, il vento sembra tutto a favore di una finale Tsitsipas-Djokovic, messa in conto da molti ad inizio torneo, da tutti arrivati a venerdì scorso. Ma gli sconvolgimenti, nel tennis, sono sempre all’ordine del giorno, e i due sfidanti dei giganti (chi più, chi meno) si giocheranno tutte le loro carte in partite che possono valere una buona fetta di carriera.

[18] Karen Khachanov – [3] Stefanos Tsitsipas

Se c’è qualcuno che sembra essere in forma come raramente ha mai mostrato prima, che apparentemente abbia infine compiuto il suo destino, senza dubbio è Karen Khachanov. Il russo, che esplose come primo ad altissimi livelli tra i connazionali, vincendo Bercy 2018, era stato poi messo in ombra dalle incredibili ascese di Medvedev e Rublev. Oggi il n.18 del seeding è alla seconda semifinale Slam di fila, e appare pronto a dare filo da torcere anche a Tsitsipas. Il greco ha giocato un torneo finora sontuoso, condito da prestazioni strabilianti al servizio e una sicurezza sulla palla da far paura, con le accelerazioni di dritto, accoppiate a una battuta curata al minimo dettaglio e battezzata con la massima potenza, hanno tenuto a distanza gli avversari. Il solo Sinner ha impensierito davvero Stefanos, che giocherà la quarta semifinale in Australia negli ultimi 5 anni (terza di fila), partendo però per la prima volta da favorito, dopo aver perso contro Nadal nel 2019 e negli ultimi due anni con Medvedev.

 

Karen ha giocato un torneo altrettanto di livello, vincendo una gran partita con Tiafoe in 4 (tie-break decisivo folle) e approfittando del triste ritiro di Korda nei quarti, ma senza alcun dubbio merita di trovarsi a giocare per un posto in finale. Può dare problemi effettivi al greco? La risposta è un sì convinto, ma non fortissimo: il gioco di Khachanov è duro, fatto di intensità e accelerazioni, terreno sul quale senza dubbio troverà degne risposte dal n.3 del mondo. Tsitsipas se servirà come fatto finora, e riuscirà a non dare fissi riferimenti da fondo campo al russo, cercandone di stanare gli errori per vincere la partita prima di tutto psicologicamente, non dovrebbe avere problemi. Sottolineiamo che anche da questo punto di vista Karen ha mostrato però progressi in questo torneo, e sembra essere arrivata qualche certezza in più anche in termini di aggressività e di tattica durante il match, dunque attenzione a darlo già per spacciato in ogni caso (per quanto i precedenti siano 5-1 per il greco, seppur mai in uno Slam). Anche le quote, infatti, sono nette, ma non eccessivamente: 1,40 su Bet365, Eurobet e Goldbet la vittoria della tds n.3, con i tre siti che ancora concordano nel dare a 3 l’upset (difficile, non impossibile) del moscovita.

[4] Novak Djokovic – Tommy Paul

Quella di Khachanov potrebbe essere un’impresa, e ipotizzarla non appare chissà che utopia…ma a Tommy Paul serve un vero e proprio miracolo. L’americano è la sorpresa n.1 del tabellone maschile, giunge ai quarti da non testa di serie e con un ruolino di marcia in cui ha battuto avversari forse non sempre di primissima fascia, ma giocando sempre serenamente e con la giusta grinta per portare a casa i match (oltre a gestire bene la tensione, come contro Shelton ai quarti). Ma tutte le buone cose dell’americano, primo dal 2009 ancora in gara a questo punto in Australia, impallidiscono di fronte a ciò che ha finora mostrato Novak Djokovic. Il serbo è in condizioni a dir poco straripanti, i fastidi alla gamba sembrano ormai un lontano ricordo, e il gioco espresso è difficile anche da commentare, pensare da reggere per i malcapitati avversari (il nativo del New Jersey lo proverà per la prima volta in carriera sulla propria pelle).

Paul gioca un tennis frizzante, veloce, senza eccedere nello scambio lungo né cercare troppo di chiudere in fretta, oltre a un notevole gioco di piedi che potrebbe rivelarsi decisivo…per vincere un set. Già, triste a dirsi considerando che si parla di una semifinale Slam, ma probabilmente il massimo a cui può ambire Tommy (che da lunedì sarà anche n.19 al mondo, best ranking) è quello di strappare un parziale al serbo e cercare quantomeno una dignitosa figura. Anche se, considerando le condizioni di Nole, servirà anche una sua bella mano, se non in termini di errori quantomeno di un calo di intensità negli scambi e di efficienza al servizio, che possano permettere a Paul di prendere ogni tanto in mano lo scambio. Insomma un brutto Djokovic e un Paul perfetto potrebbero portare a partita pari, per quanto in ogni caso non mancherà lo spettacolo, tra colpi da showman ed entusiasmanti lotte da fondo e a rete. Ma soprattutto, nel tennis l’impossibile, proprio quando meno ce lo si aspetta può diventare possibile, e anche una semifinale senza nulla da dire può diventare una grande storia. I bookmakers non sembrano essere però molto d’accordo: l’affermazione di Nole (e il fatto che giochi la decima semifinale solo qui a Melbourne, con un bilancio di 9 vittorie, sempre tramutatesi in titoli, non aiuta) è a 1,05 su Bet e Goldbet, a 1,04 su Eurobet, che paga invece 11 volte la posta il sogno americano, contro le 10 degli altri due operatori.

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Australian Open, Sabalenka: “Basta psicologi, so come gestire le emozioni”

Dopo il break iniziale subito a zero, “un tempo avrei urlato contro tutti e sparato pallate a caso” dice Aryna Sabalenka preparandosi ad affrontare la sua prima finale Slam contro Elena Rybakina

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @wta)

C’è finalmente riuscita, Aryna Sabalenka. Ha raggiunto la sua prima finale di un torneo del Grande Slam dopo essersi arresa in semifinale per tre volte – tra Wimbledon e US Open – negli ultimi due anni. Partiva favorita contro la sorprendente Magda Linette che, a meno che non fosse riuscita a far correre per il campo Sabalenka come nel secondo punto dell’incontro, non disponeva degli strumenti per battere l’avversaria. Non un match scontato, tuttavia, perché, se difficilmente l’altra avrebbe potuto vincerlo, Aryna avrebbe certamente potuto perderlo.

Sabato affronterà dunque la kazaka Elena Rybakina, lei alla seconda finale major dopo quella vittoriosa a Wimbledon lo scorso anno. Dopo essersi dichiarata super-felice del risultato a dispetto di una contenuta celebrazione della vittoria “perché c’è ancora un incontro da giocare”, la prossima numero 2 del mondo comincia analizzando il match, in particolare quel primo parziale molto tirato che ha fatto suo solo al tie-break: “Lei ha giocato alla grande, si muoveva molto bene, ributtava tutto. All’inizio io non trovavo granché il ritmo e mi sono sentita sotto pressione. Mi sono detta di muovermi meglio, concentrarmi sulla mobilità e così ho iniziato a sentirmi meglio, diciamo dal 3 pari. Era questione di tennis, non di nervi”.

 

D. Come ti aspetti di gestire il nervosismo? Cosa hai in mente tatticamente per vincere?

“Non credo di dover fare niente di più del solito. Va bene essere un po’ nervosi, è una finale importante. Se provi a farci qualcosa, diventa più grande. Lei sta giocando e servendo benissimo, dovrò metterla sotto pressione.”

D. Ti senti più libera ora che hai finalmente superato le semifinali? Sarà più facile?

“Non renderà le cose più facili. È una finale, non sarà un match semplice.”

D. Hai già parlato del servizio. Quali altri elementi del tuo gioco pensi ti abbiano portato al livello superiore?

“Penso che la mia mobilità sia migliorata e anche il tocco, non so (ride). Ho migliorato un po’ tutto.”

D. In passato hai lavorato con uno psicologo sportivo. Hai ripreso i contatti durante il torneo?

“Ho smesso di lavorare con uno psicologo, ho capito che solo io posso aiutarmi e nessun altro. Gli ho detto, ‘senti, devo farcela da sola, perché sperare ogni volta che qualcuno risolva il mio problema non è risolvere il problema’. Mi devo assumere le mie responsabilità, sono io la mia psicologa (ride).”

D. Quando hai pensato la prima volta di poter vincere uno Slam?

“Forse a 19 anni. Ho cominciato a credere di più in me stessa, a capire che con gli anni, lavorando, probabilmente ce l’avrei fatta.”

D. Se vincerai, sarai la prima campionessa Slam “neutrale”. Ti fa strano?

“Se se se, non mi piace parlare dei se. Ti risponderò se vinco (sorride).”

D. Ricordi qualche finale Slam che hai visto quando eri più giovane?

“Mi pare di ricordare quel match di Kerber contro Serena, era la finale, no? [probabilmente allude alla vittoria di Angelique proprio a Melbourne nel 2016]. Ero in un bar, stavo comprando della cioccolata, tipo, ‘bel match, ben fatto (risata), mi dai la cioccolata?’. Non guardavo molto tennis in TV. Non so perché. Ora mi sento in colpa.”

D. Ora lo guardi? La finale di Elena a Wimbledon?

“Non ho guardato Wimbledon l’anno scorso, mi faceva stare male. Ho visto un po’ della finale perché ero in palestra, gran tennis. Ho una domanda per te, Courtney [Nguyen]. Ti ho vista su Netflix, eri fantastica, come ci si sente a essere una star?”

D: Farò io una domanda. Ad Adelaide hai detto che saresti diventata noiosa, ciò che ti serviva per vincere. Non hai perso un set quest’anno e sei in finale qui. Qual è stata la cosa più noiosa? Come hai smesso di essere la vecchia Aryna per diventare l’Aryna di questo livello?

“Cercavo di gridare meno dopo qualche punto pessimo o degli errori. Trattenermi, rimanere calma, pensare al punto successivo. Spero di non essere così noiosa in realtà, grido c’mon e roba del genere. Solo meno emozioni negative.”

D. Siete entrambi giocatrici di potenza. Tu hai vinto i tre precedenti. Cosa rende la tua potenza diversa dalla sua?

“Lei gioca un po’ più piatto, io do un po’ più di topspin.”

D, Niente più psicologo, parli con il coach, con te stessa?

“Parlo molto con il mio team e con la famiglia. Penso di conoscermi piuttosto bene, so come gestire le emozioni.”

D. Il primo gioco di stasera non è stato il tuo migliore [break subito a zero]. In passato avresti potuto reagire in altro modo?

“Probabilmente avrei cominciato a urlare verso chiunque, sentirmi male e tirare pallate a caso. Oggi, ok, capita, va bene. Continua a lavorare, a provarci e alla fine ho trovato il ritmo.”

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Australian Open: Sabalenka piega le difese di Linette e conquista la prima finale Slam della carriera [VIDEO]

La testa di serie n.5, Aryna Sabalenka, a suon di bordate da fondo batte la polacca in due set e raggiunge Elena Rybakina. Sabato sarà favorita

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

[5] A. Sabalenka b. M.Linette 7-6(2) 6-2

Sarà Aryna Sabalenka contro Elena Rybakina la finale femminile dell’Australian Open 2023. La bielorussa ha battuto in semifinale la polacca Magda Linette 7-6 6-2. “Sono estremamente felice per questa vittoria. Ho trovato un buon ritmo dopo il tiebreak, dove ho giocato un bellissimo tennis“. Lei – Sabalenka – ha già giocato una finale a Melbourne, in doppio vinta nel 2021. Ma Rybakina è la campionessa uscente di Wimbledon, e sa cosa vuol dire giocare una finale di singolare. “Rybakina sta giocando bene dirà Sabalenka a fine partitaha già vinto uno Slam. Sarò una battaglia sabato, non vedo l’ora di essere in campo”.

PRIMO SET – Il primo set è molto equilibrato. Linette mantiene un alto rendimento con la prima palla (78%), mentre Sabalenka tra le due è quella che cerca di fare più gioco, per lei 20 vincenti nel solo primo set. La polacca fa subito breccia nelle difese rivali già nel primo game; ma è un fuoco di paglia dato che Sabalenka si riprende il break nel quarto game. Le due tenniste ora mantengono i propri turni al servizio piuttosto agevolmente. La partita si deciderà al tie-break. Sabalenka lo inaugura con un vincente di dritto lungolinea. La bielorussa raddoppia, stavolta con un rovescio lungolinea. Linette pare accusare l’uno-due. Con l’ace sulla seconda palla Sabalenka ipoteca il set, 5-0. La testa di serie n.5 chiude il tie-break dominato per 7-1 in 51′.

 

SECONDO SET – La numero 5 del mondo dilaga anche ad inizio ripresa: break nel terzo gioco grazie ad una grande potenza nei colpi da fondo che fanno arrancare Linette. La polacca non ha soluzioni, per fare punto deve rischiare troppo, non è il suo tennis. Doppio break Sabalenka, 4-1. Linette ha una reazione nel sesto gioco, con coraggio arriva a due palle break. La testa di serie n.5 si aggrappa al servizio e torna prima a contatto, successivamente spegne le velleità di break con una prima precisa ad uscire. Linette subisce il contraccolpo ma si toglie la – magra – soddisfazione di annullare tre match point alla bielorussa al servizio. La potenza sprigionata dai colpi delle bielorussa piega comunque le difese polacche nell’ottavo e ultimo gioco dell’incontro. Sabalenka chiude con il punteggio di 7-6 6-2 in 1 h e 33′ di gioco. In finale raggiunge la kazaka Rybakina.

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