L’affascinante spaccato di stagione sull’erba arriva al giro di boa. In un calendario assai affollato di eventi, lo spazio riservato alle competizioni sui prati europei è limitato a cinque settimane di cui due dedicate a Wimbledon. Lo Slam verde è sicuramente il punto di arrivo, il torneo che decide inconsciamente quali siano le tappe di avvicinamento a Londra.
In attesa degli ultimi verdetti dalla Germania – Halle e Berlino -, dall’Inghilterra – il Queen’s di Londra e Nottingham – e dai tornei che occupano i sette giorni pre Championships, i fari sono già puntati sull’All England Club.
A tenere banco in queste ore sono i pressoché continui aggiornamenti dell’entry list di Wimbledon. Il sorteggio del tabellone principale è in programma per venerdì 26 alle ore 11, mentre già da lunedì 22 i prati di Church Road saranno inaugurati dai primi incontri di qualificazioni.
Proprio per questo, i giocatori in forse stanno compiendo le ultime valutazioni. E no. Non siamo davanti a un remake di un celebre film, con la storica citazione: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”
Saltare un impegno come uno Slam, come Wimbledon, è sempre una battuta d’arresto non da poco, soprattutto per chi ha un bottino di punti da scartare. Ma a volte è il corpo a decidere al posto del tennista.
Sono già nove le defezioni comunicate tra gli uomini, di cui tre tra le teste di serie in pectore.
Carlos Alcaraz: il problema al polso gli nega Roland Garros e Wimbledon
Il primo, in ordine cronologico e di classifica, a rinunciare ai Championships è stato Carlos Alcaraz. Il numero 2 del mondo è fermo dal secondo turno dell’ATP 500 di Barcellona, quando un movimento balordo gli ha procurato un infortunio al polso destro. Problema che sembrava risolvibile in tempi relativamente contenuti, dato che il sette volte campione Slam aveva regolarmente ultimato la partita contro Otto Virtanen.
Invece quel polso dolorante gli ha impedito di prendere parte agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, con la conseguente decurtazione di 3000 punti dal ranking personale. Alcaraz e il suo team si sono premurati di rendere pubbliche meno notizie possibili, quindi le ipotesi sull’eventuale rientro di Carlitos in un certo momento hanno dilagato. Quando le speranze di rivedere lo spagnolo in campo per la stagione sul verde prendevano piede, il fenomeno di El Palmar ha affidato ai propri canali social il proprio forfait anche per tutti i tornei su erba. Annuncio che è arrivato con un certo anticipo sulla tabella di marcia, sintomo di come quel problema fisico necessitasse di tempo e cautela.
Pur senza diagnosi e tempi di recupero certi, gli aggiornamenti sono arrivati dallo stesso Carlos, con alcuni post su Instagram in cui si nota come a lungo Alcaraz non abbia impugnato la racchetta con la mano destra.
Forse è ancora prematuro pensare se lo rivedremo o meno sul cemento americano. Quel che è sicuro è che Wimbledon sarà orfano del trionfatore del 2023 e del 2024, nonché finalista della scorsa edizione. Il numero 2 del mondo perderà, così, altri 1300 punti, più i 500 del successo al Queen’s di dodici mesi fa.
Lorenzo Musetti: l’azzurro saluta Wimbledon a causa del solito infortunio muscolare
Per il tennis italiano c’è un forfait che fa particolarmente male: quello di Lorenzo Musetti. L’azzurro è incappato in una stagione complicata. L’ottimo Australian Open, dove è stato a un set dalla semifinale, si è concluso con un infortunio muscolare, che lo ha obbligato a alzare bandiera bianca contro Novak Djokovic.
La delusione cocente ha presto lasciato spazio a tentativi affrettati di rientro, con risultati ben al di sotto delle aspettative e delle potenzialità del carrarino. Il focus non poteva che essere sulla terra rossa, dove i punti da difendere erano cospicui. Il 2025 aveva ridisegnato la traiettoria della carriera di Musetti, consacrandolo come un top ten in attesa del salto definitivo. Tanti miglioramenti e un tennis che cercava di adattarsi a tutte le superfici. L’infortunio di Melbourne ha invece scompigliato i piani di Lorenzo, compromettendo tutta la prima parte di stagione.
A Roma l’italiano ha stretto i denti, ma ha rimediato un nuovo acciacco fisico, sempre a quel maledetto muscolo della coscia. Se l’addio al Roland Garros era nell’aria sin da subito, la sua assenza dalle gare sui prati era un incubo da scongiurare. E invece il guaio alla gamba nega al numero 15 del mondo anche la possibilità di competere a Wimbledon.
I punti persi sul rosso hanno rubato la top 10 a Musetti, che all’All England Club avrebbe potuto recuperare terreno, vista l’eliminazione all’esordio del 2025. La scorsa stagione Lorenzo aveva rimediato un’altra lesione muscolare nella semifinale di Parigi, che ne aveva pregiudicato il rendimento sui prati. Invece, in questa edizione neppure i 10 punti del primo turno verranno corrisposti al toscano.
A far sorridere l’Italia, seppur con amarezza, è il fatto che il ritiro di Musetti abbia regalato il tabellone principale a Matteo Berrettini.
Valentin Vacherot: un infortunio al piede più serio del previsto lo tiene fermo
Un’altra assenza di prestigio porta il nome di Valentin Vacherot. Il monegasco è fuori dal circuito dal Roland Garros, quando si è dovuto ritirare prima del secondo turno con Alejandro Tabilo a causa di un problema al piede sinistro.
Una frattura da stress con conseguente edema osseo impedisce al numero 20 ATP di prendere parte alla parte di stagione su erba dove avrebbe voluto e potuto dire la sua. Le speranze per Vacherot sono di riprendersi in un mese e mezzo, giusto in tempo per lo swing oltreoceano.
In ottica ranking, la classifica non risentirà affatto di questa defezione. Perché nel 2025 Valentin era fuori dalla top 200 e quindi obbligato a passare dalla lotteria delle qualificazioni per garantirsi un posto nei Major. Nello specifico, a Wimbledon si era fermato al primo turno del tabellone cadetto, costretto al ritiro contro Hamish Stewart. Quei tempi sono lontani. L’incredibile cavalcata di Shanghai gli ha consegnato il primo Masters 1000 e uno status tennistico di caratura sensibilmente differente. Forse l’obiettivo di Vacherot è proprio di farsi trovare pronto per provare a difendere quel titolo. O almeno per minimizzare i danni. Certo, mettere da parte punti preziosi sarebbe stato importante, in quei tornei dove lo scorso anno non si era espresso al meglio.
Tomas Machac: uno dei talenti più fragili si cancella da Wimbledon
Non si conosce la natura dello stop di Tomas Machac. Ciò che è sicuro è che a Wimbledon il ceco non ci sarà.
Dopo la sconfitta al secondo turno del Roland Garros contro il futuro campione Alexander Zverev, il numero 42 del mondo è sparito dai radar.
Machac è indubbiamente uno dei talenti usciti negli ultimi anni dalla florida scuola ceca, ma ha sempre faticato a sostenere il proprio tennis con la continuità fisica necessaria per rimanere a determinati livelli. Adesso l’ennesima defezione forse non sorprende neanche più purtroppo. Il 25enne di Beroun perderà, però, solamente 50 punti, dato che l’altr’anno ha deluso uscendo al secondo turno contro August Holmgren.
Holger Rune e la saggia decisione di rimandare il rientro
A Church Road non si presenterà neppure Holger Rune. Il danese ha saggiamente scelto di posticipare il ritorno in campo a una superficie meno rischiosa rispetto all’erba. Il grave infortunio al tendine d’Achille occorsogli a Stoccolma lo scorso ottobre necessita di accortezze e, sebbene la volontà di tornare a riassaporare l’aria di tennis sia tanta per Rune, ogni mossa imprudente rischia di compromettere un recupero fin ora andato per il meglio.
Sicuramente in un momento del genere Holger non baderà più di tanto al ranking, che adesso lo pone alla posizione numero 63. Prima di pensare alle graduatorie c’è da tornare a sentirsi un tennista. Ed è meglio iniziare dal cemento. La classifica di Rune non risentirà più di tanto dell’assenza da Wimbledon, dato che dodici mesi fa Nico Jarry – che tra l’altro non vince un match sul circuito maggiore proprio dai Championships 2025 – lo ha fermato al primo turno.
Korda, Opelka, Cazaux e Spizzirri liberano posti a Wimbledon
Ai nomi già declinati tra gli assenti a Wimbledon si sommano anche Sebastian Korda, Reilly Opelka e Elliot Spizzirri, tutti alle prese con problemi fisici.
Se Opelka perderà i 50 punti del secondo turno, Korda e Spizzirri non hanno niente da decurtare, dato che il primo non ha partecipato neppure nel 2025 e il secondo si è fermato al secondo turno di qualificazioni.
Infine, alla Caporetto statunitense fa eco Arthur Cazaux. Il francese non potrà migliorare il secondo turno della scorsa edizione a causa di un problema fisico, non il primo della sua carriera.
