ATP Indian Wells: Djokovic facile, sfiderà Tsonga. Goffin elimina Wawrinka

ATP

ATP Indian Wells: Djokovic facile, sfiderà Tsonga. Goffin elimina Wawrinka

Novak Djokovic non fatica contro Feliciano Lopez, qualificandosi ai quarti con un doppio 6-3. Stan Wawrinka, in una delle sue giornate balorde, cede al tiebreak del terzo contro Goffin. Partita da dimenticare costellata di errori. Cilic sconfigge Gasquet al terzo, Raonic vince la sfida tra bombardieri con Berdych. Monfils senza problemi su Delbonis, Nishikori annulla un matchpoint a Isner. Tsonga passa facile su Thiem

Pubblicato

il

[1] N. Djokovic b. [18] F. Lopez 6-3 6-3 (Raoul Ruberti)

In una giornata di grande difficoltà per i top 10 è il solo primo della classe, Novak Djokovic, a non fronteggiare problemi nel suo match valido per gli ottavi di finale. Messo di fronte a Feliciano Lopez, contro il quale si era dovuto ritirare a Dubai per un problema oculistico, Nole scambia da fondo con costanza e profondità, anticipando i colpi per togliere i tempi all’avversario senza particolari “avventure” ma regalando davvero le briciole. Neppure una palla break concessa, statistiche personali poco più che equilibrate (16 vincenti, 15 errori) e la sensazione non certo nuova che il serbo attenda gli incontri cruciali del torneo per alzare il livello del proprio gioco. Pratica sbrigata in appena un’ora e dieci, intanto: in una serata californiana in cui il servizio non supporta a sufficienza il gioco del povero Feliciano, questo è quanto gli basta. Nei quarti Nole troverà Jo-Wilfried Tsonga.

[7] J. W. Tsonga b. [11] D. Thiem 6-3 6-2 (Alberto Prestileo)

 

Nonostante le tante attese sull’ultimo match degli ottavi di finale, la partita tra è Jo-Wilfred Tsonga e Dominic Thiem ha regalato ben poco spettacolo. Grande merito va ovviamente dato al francese, sceso in campo molto concentrato. Dall’altra parte della rete, l’austriaco ha decisamente deluso le aspettative, probabilmente arrivato troppo stanco all’appuntamento.

Nel primo set, ad eccezione del primo game, Tsonga è bravissimo a dominare l’avversario col servizio e con il solito devastante dritto. Thiem prova ad aggrapparsi al proprio rovescio ma con scarsi risultati. Il quarto game è quello decisivo: il francese ha ben quattro possibilità di strappare il servizio al 22enne e soltanto all’ultima occasione ci riesce. Il finale di set è dunque tutto in discesa per il ragazzone di Le Mans, che chiude agevolmente 6-3.

Il secondo parziale è ancora più netto: Thiem è mentalmente e fisicamente scarico mentre Tsonga è al contrario bello tonico. Arrivano così due break, quinto e settimo game, che permettono al francese di chiudere 6-3 6-2 dopo un’ora e sei minuti di partita.

Tsonga approda così ai quarti di finale, dove troverà Novak Djokovic.

[15] D. Goffin b. [3] S. Wawrinka 6-3 5-7 7-6(5) (Francesco Scurci)

Match infinito e dalle incredibili emozioni quello fra la il numero 4 del mondo Stanislas Wawrinka ed il belga David Goffin, testa di serie nr.15. I precedenti recitano 3 a 0 Wawrinka, con Goffin che non si è aggiudicato nemmeno un set. Partita che promette spettacolo vista la qualità dei giocatori in campo e che non deluderà di certo le attese dipanandosi in un intreccio di colpi di scena e ribaltamenti di fronte da cardiopalma.

L’inizio dell’incontro è sconcertante soprattutto per l’atteggiamento dello svizzero; dopo i primi game di studio, sul 2 pari Wawrinka subisce il break ed inizia il suo show personale caratterizzato da racchette spaccate e da un evidente fastidio (forse con gli organizzatori???) che il giocatore di Losanna manifesta in maniera fin troppo evidente e “sopra le righe”. In campo per la prima ora di gioco c’è solo il belga che è ben centrato e non concede nulla ad un Wawrinka che dal canto suo commette caterve di gratuiti. Goffin vola 5 a 2 con un altro break e, dopo un breve sussulto dello svizzero che recupera uno dei due break, chiude 6-3 strappando di nuovo il servizio all’avversario.
Il comportamento di Wawrinka si fa sempre più pesante e lo porta ad uscire totalmente dal match consentendo al belga di portarsi avanti 4 a 0 nel secondo con la partita in pugno. A questo punto succede quello che non ti aspetti, visto anche il linguaggio del corpo dello svizzero che però incredibilmente resetta e ricomincia a giocare. Recupera immediatamente un break e si porta sotto 4 a 2 cominciando a sfoderare il suo tennis di devastanti accelerazioni da ambo i lati del campo che fanno male a un Goffin molto più leggero, seppur dotato di un timing invidiabile. L‘aggancio è questione di poco Wawrinka breakka e si porta 4 a 3 ma cede di nuovo la battuta e consente al belga di andare a servire per il match. Qui Goffin trema un pò, comincia a spingere di meno e cede ancora il servizio ad un Wawrinka ormai rinfrancato che completa l’opera impattando 5 pari e poi andandosi a prendere l’ennesimo break per chiudere il set 7-5.

Tutto da rifare per Goffin che però non si scompone e ad inizio di terzo parziale strappa di nuovo la battuta allo svizzero che ora paga un pò la stanchezza per l’incredibile rimonta appena effettuata. Ora la partita è bellissima ed entrambi mostrano un livello di gioco notevolissimo. Sul 2 a 0 Wawrinka ha subito una palla break che Goffin è bravo ad annullare per portarsi 3 a 0; i giocatori tengono facilmente i successivi turni di battuta ed il belga sale 5 a 3 con la possibilità di servire per la seconda volta per il match. E qui avviene l’ennesimo colpo di scena, con lo svizzero che gioca un paio di punti fantastici in spinta e si procura due palle break, Goffin le annulla ma la terza sarà quella buona, rimonta completata poi sul 5 pari, tenendo la battuta a zero. Wawrinka sembra poter completare una straordinaria cavalcata ottenendo altre due palle break, ma il belga tiene duro mostrando grandissime qualità tecniche anche nei momenti di pressione che in precedenza l’avevano tradito, le annulla e sale 6-5. Un match così non poteva che terminare al tie break dove va in onda “un altra partita nella partita”: Wawrinka va avanti 2 a 0, cede subito il minibreak, andando poi 4 a 2 con un gran passante di rovescio incrociato. La luce si spegne però per lo svizzero che subisce 3 punti consecutivi ma soprattutto sul 5 pari sbaglia clamorosamente uno smash a un metro dalla rete dopo una risposta steccata su una gran prima che manda Goffin a match point. Dritto in rete di Wawrinka e trionfo inaspettato di Goffin.

L’errore dello svizzero su quello smash è il manifesto di un match giocato con un atteggiamento ingiustificabile nella prima ora e che probabilmente per questo non meritava di vincere. Goffin, seppur incerto al momento di chiudere, oltre a mostrare le solite qualità tecniche e di mobilità, porta a casa una partita contro un top player che gli da una grandissima iniezione di fiducia per il futuro. Il torneo perde così un altro pezzo da 90, anche Wawrinka esce di scena lasciando totalmente sguarnita la parte bassa del tabellone dopo l’eliminazione della testa di serie nr. 2 Andy Murray. Goffin affronterà nei quarti Marin Cilic.

[12] M. Raonic b. [6] T. Berdych 6-4 7-6(7) (Raffaello Esposito)

Insieme fanno poco meno di quattro metri d’altezza per due quintali di peso. Tomas Berdych e Milos Raonic, rispettivamente 7 e 13 ATP, scendono in campo muniti di alabarda. Li ho visti allenarsi insieme qualche anno fa a Montecarlo, lo schiocco dei colpi si sentiva dal bar. Piccola curiosità, i due hanno ottenuto lo stesso best rank di n°4 nel maggio scorso, ad una settimana di distanza l’uno dall’altro. I precedenti dicono 3-2 Raonic ma sul campo è un 3-1 perché il ceco ha vinto l’ultimo confronto per ritiro in aprile. Milos appare in palla dopo il forfait in Davis e Tomas è stato solido il turno precedente contro Del Potro, forse il canadese si fa preferire nel pronostico ma di poco. Berdych vince il sorteggio e serve ma la prima fa i capricci e già nel terzo gioco il ceco deve fronteggiare una palla break. Milos sembra più aggressivo, cerca spesso la rete con profitto, Tomas gioca lungo e soffre maggiormente in battuta. È fatale a Berdych  un momento di distrazione nel nono game quando si mette nei guai con tre errori non forzati. Annulla la prima occasione ma sulla seconda il suo avversario stampa una gran risposta lungo linea e poco dopo tiene a 15 conquistando il primo set. Si ricomincia e il ceco ha la prima occasione di break ma l’altro spara un ace e poi un altro, sul quale Tomas si deve abbassare per non rimanere decapitato, e difende il turno. Raonic va sotto 0-30 anche nel quarto game ma non è devastante come di consueto alla battuta e fin qui ha un pari numero di aces e doppi falli. Berdych sta giocando meglio ma non riesce a concretizzare, si ha come l’idea che soffra mentalmente il suo avversario. È una lotta di nervi, anche Tomas deve trarsi d’impaccio nell’undicesimo game e lo fa da campione. E un campione lo è anche il canadese che per arrivare al sei pari deve annullare un set point sul 30-40. Questa la serie: servizio vincente, serve & volley, ace esterno. Il tie break che segue è avvincente e drammatico. Si avvantaggia Milos su un goffo dritto out ma quando lui ha due turni per chiudere sul 5-4 gioca per la prima volta senza coraggio e si fa riprendere. Il canadese va comunque a match point sul 6-5 con una prima assassina al corpo (pare che l’altro lo mandi a quel paese) ma Berdych è splendido nell’annullare con un lungo linea di dritto dopo uno scambio in apnea. E infatti il ceco commette un doppio fallo ma fronteggia alla grande in risposta il secondo match point con un passante in corsa. Un altro ace di Raonic porta alla terza palla decisiva e qui il dramma. Tomas serve, attacca a rete e sul lob disperato di Milos scentra lo smash mandando incredibilmente fuori. Il primo piano seguente sul suo volto è impietoso ma così è il tennis. Prosegue la marcia di Raonic nel Quinto Slam, in attesa che vinca uno degli altri quattro. Avrà Gael Monfils al prossimo turno.

[5] K. Nishikori b. [9] J. Isner 1-6 7-6(2) 7-6(5) (Gabriele Ferrara)

Sfida estremamente interessante quella che vede opposti il servizio poderoso dello statunitense e la magnifica risposta del nipponico,  Per quanto riguarda gli scontri diretti, i due giocatori hanno vinto una volta ciascuno. Si comincia con Isner che, sul 2-1, strappa il servizio all’avversario, che commette due errori con il dritto inside in ed uno con il rovescio in diagonale – bravo poi “Long John” sul break point ad attaccare con il dritto inside out e a chiudere con lo smash. Nel sesto game Nishikori continua a sbagliare moltissimo da fondocampo, con l’americano che, dopo un doppio fallo del giapponese sulla palla break, toglie nuovamente la battuta al numero 6 del mondo. Il tennista di Greensboro – come sempre – mette a segno una valanga di aces e servizi vincenti, archiviando il primo parziale con il punteggio di 6-1. Il numero 11 ATP serve alla perfezione, picchia fortissimo con il dritto e – considerando i suoi notevoli limiti fisici- si muove piuttosto bene. Nishikori, invece – come nel match di martedì contro Johnson -, appare poco centrato e frastornato dal gioco del tennista a stelle e strisce. Nel secondo set, però, “Nishi” inizia a commettere meno errori, ad alzare le traiettorie e a far muovere maggiormente il gigante statunitense. Si arriva al tiebreak, dove Isner mette in rete un dritto lungolinea e commette un doppio fallo, con il giapponese che si porta quindi sul 5-0, aggiudicandosi poi il “jeu decisif” per 7-2. Nel terzo set si continua a scambiare poco. Sul 6-5 in suo favore, però, lo statunitense si procura un match point – dopo che Nishikori sbaglia due dritti non impossibili ed un drop shot. Il nipponico,però, si salva grazie a due vincenti di dritto e ad un errore in risposta da parte dell’americano. Nel tiebreak, il nipponico va avanti 5-3- grazie ad una risposta tra le stringhe di Isner – ma vanifica tutto con un gratuito di rovescio. Tuttavia, sul 6-5 Nishikori, lo statunitense sbaglia in lunghezza un dritto inside in, regalando così la vittoria al giapponese dopo due ore e undici minuti di battaglia. Vittoria sofferta per Nishikori che, dopo un brutto primo set, ha registrato i colpi ed ha lottato punto su punto, dimostrandosi superiore e più attrezzato rispetto all’avversario nei punti importanti. Adesso nei quarti di finale affronterà Rafa Nadal (7-1 i precedenti per lo spagnolo, che però ha perso l’ultimo incontro, disputatosi lo scorso Agosto a Montreal).

Nella seconda pagina, le cronache dei match di Cilic e Monfils

Pagine: 1 2

Continua a leggere
Commenti

ATP

Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

Continua a leggere

ATP

Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

Pubblicato

il

Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

Continua a leggere

ATP

Thiem contro il fondo di solidarietà: “Non vedo perché dovrei regalare i miei soldi”

“Molti giocatori non danno tutto per il tennis e sono poco professionali”, ha dichiarato Dominic a ‘Kronen Zeitung’

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Qui l’articolo originale pubblicato su tennisnet.com

Dominic Thiem si è espresso in merito al progetto di un fondo di solidarietà per i giocatori dal ranking più basso (il Player Relief Fund, su cui stanno lavorando a stretto contatto ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam, ndr). All’austriaco non piace l’idea che vengano stanziati nove milioni di dollari per i professionisti con una classifica compresa tra la posizione n. 250 e 700. “Conosco il circuito Future, ci ho giocato per due anni: ci sono molti giocatori che non danno tutto per il tennis e sono poco professionali. Non vedo perché dovrei regalare loro dei soldi, ha detto Thiem in un’intervista al quotidiano austriaco Kronen Zeitung. “Preferisco fare donazioni alle persone o alle istituzioni che ne hanno veramente bisogno”.

Soltanto lo scorso dicembre ha destato scalpore un match del circuito ITF: un giocatore ucraino ha disputato una partita di qualificazione a Doha senza riuscire a conquistare un solo punto. Nessuno di noi top player ha ricevuto tutto in dono, ce lo siamo dovuti sudare. Nessun lavoro ti dà la garanzia di arrivare a guadagnare tanti soldi un giorno” ha detto Thiem, che poi ha aggiunto: Nessun giocatore deve lottare per la sopravvivenza, neppure quelli con un ranking più basso. Nessuno muore di fame”.

ALLENAMENTO AD ALT-ERLAA – A seguito dell’abrogazione delle misure restrittive per gli sportivi professionisti in Austria, Thiem ha ripreso ad allenarsi nei giorni scorsi sui campi da tennis. Contrariamente agli anni scorsi non si allena più al Centro di allenamento Südstadt a Maria Enzersdorf, bensì ad Alt-Erlaa, nella zona sud-ovest di Vienna.È un bell’impianto. Ci alleniamo sulla terra indoor. Rispetto a Südstadt le cose non sono molto diverse. Mi ci allenerò quando sarò a casa”, ha detto Thiem.

Il padre Wolfgang ha ritirato da Südstadt il suo gruppo di allenamento con Dominic, Dennis Novak e gli altri per lanciare un segnale in seguito alle divergenze con la federtennis austriaca. È stata respinta l’ipotesi che Thiem possa abbandonare la squadra di Davis per via di queste tensioni. “Abbiamo buone chance a Madrid. Ovviamente voglio giocarci assolutamente”, ha aggiunto Thiem con la condizione che entro autunno si torni a giocare regolarmente sul tour. “Non mi faccio coinvolgere in questioni dietro le quinte. Se voglio giocare, gioco”.

Thiem spera in un ritorno sul tour ad agosto e nel frattempo prova a ritrovare un certo ritmo. Secondo le sue parole, inizierà una preparazione più intensa soltanto cinque o sei settimane prima del ritorno in campo.

Traduzione a cura di Andrés Enrique Liss

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement