ATP Montecarlo: fuori Lorenzi, ultimo italiano. Avanzano Nadal, Wawrinka e Raonic, out Berdych (audio)

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ATP Montecarlo: fuori Lorenzi, ultimo italiano. Avanzano Nadal, Wawrinka e Raonic, out Berdych (audio)

Il Masters 1000 di Montecarlo non ha più italiani in gara. Fuori anche Lorenzi, battuto da Monfils. Nel giorno della sorpresona Djokovic esce di scena anche l’altro finalista dello scorso anno, Tomas Berdych. Vittorie di Nadal, Wawrinka e, a fatica, Raonic. Eliminati Gasquet e Zverev

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[13] G. Monfils b. P. Lorenzi 6-2 6-4 (da Montecarlo, Ruggero Canevazzi)

Col pubblico ancora sotto shock per l’incredibile eliminazione di Novak Djokovic per mano del ceco Jiri Vesely, il Campo Centrale accoglie l’ingresso in campo di Paolo Lorenzi, unico italiano superstite dopo il derby vinto ieri contro Fognini, e Gael Monfils, reduce dalla vittoria al primo turno contro Gilles Muller. Un solo precedente tra i due, a Vienna lo scorso Ottobre, finito con un doppio 6-4 per il transalpino.

 

Si parte con un Lorenzi molto contratto, che mette in campo poche prime, troppi colpi sono fuori misura e la diagonale del rovescio è oggi fonte di errori. Arrivano due break di fila che proiettano Monfils sul 4-0. Lorenzi allora abbandona la riga di fondo e si avventa a rete, ma il francese è nettamente superiore e chiude il set sul 6-2, grazie a un ottimo servizio (solo 3 punti in risposta per Paolino), grande mobilità e passanti perfetti. Alla fine del set si contano il doppio dei punti per Monfils, 28 contro 14.

Il secondo parziale vede un’ottima partenza dell’azzurro, giustiziere di Tomic a Quito, che tiene il servizio con colpi come drop-shot  e serve&volley, poi si procura due palle break, ma Monfils non si scompone e o costringe l’avversario all’errore o lo trafigge con passanti perfetti.  Lorenzi però è un diesel e adesso trova molte più prime e mette in campo un tennis più che valido sia dal fondo che a rete. Sugli spalti è grande sfida tra gli “Allez Gael!” e i “Forza Paolino!”: le due avverse fazioni si caricano nella battaglia acustica, fino al “S’il vuos plait” del giudice di sedia. Sul 3 pari e servizio Lorenzi, Monfils si procura un break-point con il senese inerme a rete: sullo scambio successivo l’italiano manda lungo un dritto centrale e cede la battuta. Sembra finita, ma l’orgoglio di Paolo, unitamente a una bella volèe e un rovescio fuori misura dell’avversario danno al n.53 del mondo 2 palle dell’immediato contro break: basta la prima perché Gael spedisce largo un dritto incrociato: 4 pari. A questo punto, purtroppo, un doppio fallo e due rovesci da dimenticare permettono al ventinovenne parigino di riprendersi il break di vantaggio, con un altro passante d’antologia. È la resa, perché Monfils non trema e chiude al termine di uno scambio infinito concluso da un colpo di Lorenzi che si spegne in rete.  

Monfils affronterà al terzo turno Vesely: un avversario comodo? Meglio non chiederlo a Nole Djokovic…

In conferenza stampa il francese è soddisfatto e rende onore a Lorenzi: “È un giocatore che non molla niente, sempre duro da affrontare. Nel secondo set, quando ho subito il contro break del 4 pari, ho dovuto cercare il massimo della concentrazione. Riguardo a Vesely, come mancino può essere molto pericoloso al servizio, non ho visto il suo match contro Nole, ma se l’ha battuto non è stato certo per caso”.

Un po’ scorato l’italiano: “Felice di aver preso punti importanti, ma certo oggi potevo fare qualcosa di più: la cosa che non potevo permettermi era partire male come ieri, contro Monfils non puoi non pagare un avvio così deficitario

[10] M. Raonic b. P. Cuevas 7-5 2-6 7-6(5) (Raoul Ruberti)

Nel secondo turno del Masters della Costa Azzurra si sfidano la testa di serie numero 10 Milos Raonic e lo specialista della terra battuta Pablo Cuevas, per un match che ha mantenuto le promesse di intensità fatte. Il primo elemento a saltare all’occhio è il servizio che Raonic – forse consapevole delle caratteristiche del terreno – gioca con meno violenza del solito. Cuevas si fa trovare pronto, dirigendo una moltitudine di palle scomode e profonde a destra e a sinistra, per accorciare poi all’improvviso: è così il virgulto canadese il primo a concedere il break. Il match procede senza troppi sussulti finché Cuevas, sul 4-3, 30 pari, battezza largo un dritto a sventaglio avversario che anche il giudice di linea chiama out. Il giudice di sedia Ali Nili, però, valuta buono il colpo di Raonic e, invece che far ripetere il punto, lo assegna direttamente a quest’ultimo. Pablo si arrabbia, spara una palla sul lungomare (gli costerà una multa) e viene rimontato dal ragazzo che aspira al ritorno in top ten, il quale conquista il parziale.

Il secondo set inizia sulla falsariga del primo e Raonic va addirittura sotto 0-4. Memore del primo set, Cuevas ce la mette tutta per impedire anche un parziale ritorno dell’avversario e, dopo aver annullato quattro palle break, va un set pari. Il parziale decisivo prosegue senza che nessuno dei due riesca a strappare in avanti, con pochi ace da parte del favorito che anzi soffre il kick esterno dell’argentino. Cuevas, dopo aver annullato due match point e aver nuovamente litigato con l’umpire, porta il match al tie-break, dopo averne giocati già tre il giorno precedente nel match durato tre ore e venti contro Gimeno-Traver. Il jeu décisif si spezza con uno scambio a tutto campo dal quale Raonic, a sorpresa, emerge vittorioso. Cuevas annulla altri due match point consecutivi ma non il terzo, e una sua risposta fuori misura a mandare Milos avanti nel torneo e nella sua crescita personale.

[5] R. Nadal b. A. Bedene 6-3 6-3 (da Montecarlo, Ruggero Canevazzi)

C’è anche oggi il sole sopra il Country Club di Montecarlo, accompagnato da una brezza marina che rende la permanenza sul Centrale gradevolissima. Non ci sono precedenti tra Rafa Nadal, reduce dal ritiro a Miami contro Dzumhur e Aljaz Bedene, che viene dall’ottimo primo turno contro Lukas Rosol e si trova al centro di un’intricata vicenda sulla possibilità di giocare per la Gran Bretagna in Davis. Boato all’ingresso in campo di Rafa, che qui ha vinto 8 volte di fila dal 2005 al 2012. Il match parte con Rafa al servizio, che tiene a 0 mentre Bedene non sembra poter reggere il ritmo imposto dal maiorchino. È così anche due turni più tardi, anche se colpisce il fatto che Rafa, salito solo 2-1 senza break, faccia il pugnetto per caricarsi. Bedene, dal canto suo, sa che l’unico modo per fare il miracolo è giocare oltre le sue possibilità, così forza tutti i colpi e sbaglia inevitabilmente spesso, cedendo la battuta nel quarto e nel sesto game, con il semifinalista di Indian Wells (quando diede ottimi segnali di ripresa fino alla semifinale contro il n.1 del mondo) che scappa sul 5-1 e serve per il set dopo 23 minuti di match. A questo punto, però, è Bedene a strappare il servizio al finalista di Doha (quando venne tramortito da Djokovic alla 99° finale della carriera, al punto da dichiarare: “Non ho mai visto nessuno giocare come lui oggi”), che sul 30-40 mette in rete un back difensivo da fondo campo, per poi ridurre lo svantaggio fino al 5-3. Il maiorchino è poi costretto ad annullare una palla break, prima di chiudere il set, vinto con qualche sofferenza e alcuni errori di troppo.

Nel secondo parziale lo spagnolo, sconfitto quest’anno per la seconda volta in carriera al primo turno di uno Slam all’Australian Open, centra il break in avvio, sfruttando un dritto in rete del n.60 ATP e giocando una fulminante risposta di dritto lungo linea. Il match segue poi i servizi fino al 4-2 quando si assiste a tre break consecutivi che non spostano l’esito del match, nonostante Bedene, mai domo, continui a colpire al massimo, guadagnandosi gli applausi del pubblico e uscendo dal torneo con ottimi segnali per il futuro.

Al termine del match, Nadal in campo ha dichiarato: “Dopo Miami mi son allenato bene a Maiorca, è un piacere essere qui nel primo torneo che ho vinto e sono contento di tornare a giocare sulla terra, anche se mi aspetta un match molto duro contro Thiem (che ha sconfitto il qualificato giapponese Taro Daniel)”. L’emergente austriaco ha infatti conquistato l’ultimo faccia a faccia in semifinale a Buenos Aires ma il fenomeno iberico si era imposto a sua volta al Roland Garros 2014.

In conferenza stampa, i giornalisti britannici presenti sono rimasti sul match con Rafa, senza fare alcun riferimento alla vicenda della possibilità di giocare in Davis ora che ha ottenuto il passaporto britannico. Per questo, gli inviati di Ubitennis hanno chiesto a Bedene se ha ancora speranze di giocare per la Gran Bretagna e Aljaz ha risposto: “Io e la Federazione continuiamo a lottare, ma vista la rigidità dell’ITF non sono molto ottimista”

[4] S. Wawrinka b. P. Kohlschreiber 7-6(2) 7-5
(da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

In una giornata dalle temperature estive nei momenti di cielo sereno, rivede la luce anche Stan Wawrinka che, vestito di giallo fluo e nero, pare stia scacciando i fantasmi del marzo americano dopo aver superato per 7-6 7-5 un buon Philipp Kohlschreiber. Il derby odierno del rovescio ad una mano si rivela dunque una buona prova per lo svizzero che, sulla terra monegasca che lo ha visto trionfare nel 2014, sembra ritrovare i colpi alla Stan, in particolare il suo delizioso rovescio.

Il primo set si svolge in perfetto equilibrio, con Wawrinka che ha a disposizione alcune palle break che però non trasforma e il tedesco che gli tiene testa, giocando profondo e solido. Si arriva al tie-break ed è qui che lo svizzero fa la differenza. Il campione del Roland Garros 2015 mette l’acceleratore e, scaricando alcuni rovesci fulminanti e piazzando smorzate ad hoc, si porta rapidamente in vantaggio 6-1. Alla fine, si aggiudica il parziale per 7 punti a 2.

Nella seconda frazione per l’elvetico il percorso verso la vittoria non è affatto liscio, rischiando di soccombere alle solite distrazioni. Pur salendo 3-1, Stan si fa raggiungere da Kohlschreiber che pareggia 3-3. Non solo. Il tedesco sale ancora 4-3 e Stan rischia grosso poiché si ritrova sotto 0-40; alla fine si salva e pareggia i conti sul 4-4. Dopo un game combattuto, Kohlschreiber riesce a tenere la battuta e si porta sul 5-4. Ma, ancora una volta, nel momento chiave dell’incontro, Wawrinka aggiunge quel qualcosa in più mettendo a segno il break sul 5-5 e aggiudicandosi poi il match per 7-6 7-5 in 1 ora e 36 minuti. Ora lo aspetta un secondo turno particolarmente insidioso poiché dall’altra parte della rete ci sarà il “maghetto” Gilles Simon.

[Q] D. Dzumhur b. [6] T. Berdych 6-4 6-7(1) 6-3 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Cade la prima testa di serie del Masters 1000 di Montecarlo: Tomas Berdych cede infatti al terzo set contro Damir Dzumhur, al termina di un incontro non bellissimo, durato circa due ore e mezza. Berdych soffre il caldo e il gioco attendista dell’avversario, cui invece va dato il merito di non aver perso fiducia dopo un tiebreak da incubo che lasciava presagire un set conclusivo di dominio del ceco: Dzumhur supera così un top 10 per la seconda volta in carriera, stavolta con pieno riconoscimento, dopo che poche settimane fa aveva approfittato del ritiro di Nadal al secondo turno di Miami. Berdych non perdeva all’esordio a Montecarlo (dove risiede) dal 2009, quando a batterlo fu Fabio Fognini, e lascia scadere una cambiale pesantissima, vista la finale colta qui lo scorso anno (fu sconfitto da Djokovic in tre set, con il quale ha perso anche nei quarti all’ultimo torneo di Miami): vinto il secondo set al gioco decisivo, il ceco resta passivo proprio quando ci si aspettava un crollo di Dzumhur, che invece imposta gli scambi a velocità minima e costringe l’avversario a spostamenti sfiancanti. Berdych soffre con il dritto quando deve piegarsi per gestire gli slice, e va nel pallone cedendo il servizio per il 2-4: il disastro vero accade dieci minuti più tardi, quando il marito di Ester (bellissima e seduta una fila dietro di noi, al fianco del coach Daniel Vallverdu) spreca in tutto cinque palle break, di cui una gravissima mandando in rete una volèe di dritto a campo aperto. Dzumhur chiude con un bellissimo rovescio lungolinea, vera arma segreta di oggi, e aspetta al terzo turno il vincente di Cuevas-Raonic.

Berdych parte distratto e poco incisivo, mentre l’avversario governa con il rovescio e spesso trova pregevoli soluzioni in drop shot: il primo set si decide nel settimo gioco, quando il ceco sotterra una brutta volée di rovescio e va a sedersi scuotendo la testa. Dzumhur resta lucidissimo e non sbaglia quasi mai, annulla una chance di controbreak in finezza e risolve il primo parziale in quarantasei minuti, tra gli applausi del pubblico che si schiera sempre di più. Ester Berdych incoraggia a gran voce il compagno, e quando il numero 6 del mondo allunga fino al 3-0 il suo staff continua a martellarlo per tenerlo attivo (“push yourself, stay sharp!”): Dzumhur ha però idee contrarie, non si scioglie di fronte al rientro del più quotato avversario e rimonta con un parziale di 5-2 per portare la faccenda al tiebreak, mancando una palla per andare a servire per il match quando guarda impotente una bella azione in spinta di Berdych stamparsi sulla riga. Nel mezzo, un tentativo di recupero in allungo colpisce in pieno volto un giudice di linea, che rassicura arbitro (Cedric Mourier) e pubblico alzando il pollice. Il ceco domina il tiebreak senza errore alcuno e si candida a vincere sulla scia dell’entusiasmo, che però si rivela assente: il terzo set gira nel sesto gioco, e Dzumhur può continuare a cavalcare il suo momento d’oro.

[WC] L. Pouille b. [9] R. Gasquet 4-6 7-5 6-1 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Sul Court des Princes, nel derby francese e tra talenti, il giovane Lucas Pouille sorprende Gasquet alla distanza e approda al terzo turno del Montecarlo Rolex Masters con lo score di  4-6 7-5 6-1. L’ex enfant prodige Richard Gasquet, n. 10 del ranking, incontra la nuova promessa di Francia, il 22enne Lucas Pouille, attuale n. 82 Atp e vittorioso, al primo turno, su un altro connazionale, il “veterano” Nicolas Mahut. Nell’unico precedente tra i due è stato proprio Gasquet ad avere la meglio, nel 2015 in quel di Montpellier.

Il primo set comincia con grande equilibrio fino a quando, sul 4-4, il tennista di Béziers mette a segno il break che gli permette poi di intascare la prima frazione per 6-4. L’andamento del secondo parziale è molto simile a quello del primo. I due procedono di pari passo fino al 5-5. Ma ecco che, questa volta, è il più giovane a prendere il sopravvento nel momento giusto, strappando la battuta a Richie sul 6-5 e facendo suo il set per 7-5. Tutto da rifare dunque. Tuttavia, in realtà, la partita per Richard di fatto finisce qui. L’ex n. 7 del mondo subisce un netto crollo nel terzo set, riuscendo a racimolare un solo gioco. Per Pouille, oltre ad aver battuto il n. 2 di Francia, si tratta della seconda vittoria consecutiva su un compatriota quast’anno al Country Club. E domani, per lui, ci sarà il terzo avversario francese, nonché il n. 1 dei Bleus, Jo-Wilfried Tsonga.

Sì, sono alquanto infastidito“, ci confessa Richard Gasquet in conferenza stampa, “perché non ho avuto buone sensazioni in campo. Mi sono lasciato scappare parecchie occasioni soprattutto sul 3-3 e sul 4-4. Poi Lucas nel prosieguo del match ha trovato serenità, ha giocato sempre meglio, ha colpito bene la palla. Ad un certo punto è calata l’ombra sul campo e non vedevo più così bene. Comunque bisogna fare i complimenti a Lucas. Ha un grande talento, si muove bene, ha un buon atteggiamento in campo e, fra alcuni anni, sarà certamente il n. 1 di Francia“. Nonostante la sconfitta, Richard scherza volentieri con i giornalisti, soprattutto per commentare il “fiasco” del Paris Saint-Germain ieri sera contro il Manchester City. La squadra parigina, infatti, in Champions non riesce mai ad andare oltre i quarti di finale. “Certo, ieri sera ero sulle spine e sono deluso. Ho guardato il match in hotel con Gaël Monfils. Che dire? In fondo ho giocato male anch’io oggi e non devo certo dare lezioni agli altri“.

[LL] M. Granollers b. A. Zverev 6-4 4-6 6-3 (Raoul Ruberti)

Il programma si allunga assieme alle ombre della sera, e per l’ultimo incontro del mercoledì sono rimasti ben pochi spettatori sugli spalti. Marcel Granollers, sconfitto nelle qualificazioni con un passivo piuttosto brusco, si ritrova grazie al ritiro di David Ferrer a giocare da lucky loser per un posto negli ottavi di finale contro Alexander “Sascha” Zverev, una delle più grandi promesse del tennis internazionale. Il brutto anatroccolo spagnolo approfitta della non inedita difficoltà di Zverev a trovare le coordinate del match, involandosi subito sul 3-0. Il tedesco si accende e – nonostante una percentuale al servizio ben al di sotto della decenza – riesce temporaneamente a rientrare, ma il tennis di Granollers è frustrante fino all’inverosimile: mirando ogni colpo alla porzione di campo più lontana da quella occupata dall’avversario, Marcel fa inesorabilmente perdere a Sascha ogni fiducia nel proprio gioco. Lo schema funziona alla perfezione, e alla ripetuta combinazione palla corta-lob segue puntuale un palese segno di frustrazione del diciottenne verso il proprio angolo. Spaventato dalle delusioni a rete, Zverev prova a comandare da fondo l’ultimo scambio del set ma Granollers rimanda indietro ogni colpo con una palla piatta e leggera e il tentativo di palla corta per uscire dal loop muore sul nastro.

Nel secondo parziale Sascha appare finalmente penetrante e in grado di svoltare il match e, incamerato quello, mette anche il set finale in discesa col break dell’1-0; un quartetto di errori gratuiti, però, riconsegna immediatamente al catalano il maltolto. Due ore e un quarto, luci artificiali, i due sono ancora lì, in parità nel terzo set e come se non bastasse inizia pure a piovere. Granollers, con la pazienza dell’ex doppista di successo, piazza l’allungo vincente nell’ottavo gioco mandando a casa un avversario non abituato a questo genere di match, oltre che troppo prevedibile nel gioco basato sulla potenza di dritto. Di certo la superficie non valorizza Sascha, ma la strada per la gloria passa anche attraverso sconfitte come questa e del resto entrambi hanno guadagnato qualcosa – uno in termini di punti e premio in denaro, l’altro sotto il profilo dell’esperienza – da questo match.

Risultati:

[4] S. Wawrinka b. P. Kohlschreiber 7-6(2) 7-5
[5] R. Nadal b. A. Bedene 6-3 6-3
J. Vesely b. [1] N. Djokovic 6-4 2-6 6-4
[13] G. Monfils b. P. Lorenzi 6-2 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [6] T. Berdych 6-4 6-7(1) 6-3
[10] M. Raonic b. P. Cuevas 7-5 2-6 7-6(5)
[WC] L. Pouille b. [9] R. Gasquet 4-6 7-5 6-1
[16] B. Paire b. J. Sousa 6-4 6-3
[12] D. Thiem b. [Q] T. Daniel 4-6 6-2 6-0
[11] D. Goffin b. [WC] F. Verdasco 7-6(2) 2-6 7-6(1)
[LL] M. Granollers b. A. Zverev 6-4 4-6 6-3

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

 

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Giannessi non coglie l’attimo: Gojo vince al quinto e approda al secondo turno

PARIGI – In un match dominato dalla tensione, l’azzurro non riesce a sfruttare fino in fondo le indecisioni del croato nei momenti clou e cede al quinto, anche a causa dei crampi, in quasi cinque ore di gioco. Per il croato, secondo turno all’esordio Slam

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dal nostro inviato a Parigi

[Q] B. Gojo b. [LL] A. Giannessi 6-4 6-7(3) 6-7(4) 7-6(4) 6-4

La sfida italo-croata del primo turno del tabellone maschile del Roland Garros ha visto scendere in campo due giocatori molto tesi, ben sapendo entrambi di avere una occasione più unica che rara per conquistare una vittoria in primo turno Slam: Giannessi deve battere il n. 223 ATP, Gojo il n. 173. Per l’italiano, per la quarta volta in un main draw Slam – dopo gli US Open 2016 e 2017 e il Roland Garros dello scorso anno – ed entrato in tabellone come lucky loser per il forfait di Tabilo, sarebbe stata la seconda (dopo quella contro Kudla al quinto a New York nel 2016, sconfitto poi da Wawrinka, mentre perse all’esordio contro Aragone nel 2017 e contro Nishikori a Parigi), mentre per Gojo, qui per la prima volta in un main draw Slam, sarebbe stata ovviamente la prima. L’ha spuntata il tennista croato dopo una battaglia di cinque ore, non bella ma ricca di emozioni e di incredibili capovolgimenti di fronte, regalandosi così anche il primo ingresso nella top 200 ATP.

 

IL MATCH – L’eroe croato della Davis 2021 (vittorie da underdog contro tre top 100: Popyrin, Sonego e Lajovic) è quello che all’inizio – soprattutto grazie al dritto, colpo di notevole pesantezza – pare gestire meglio la tensione, e vola subito sul 3-0 e 0-40 sul servizio di Giannessi. Il tennista spezzino cerca di reagire e dopo un game – maratona durato 12 minuti, in cui annulla complessivamente 8 palle break, riesce a incamerare il primo gioco. Sembra che la cosa sia del tutto insignificante, dato che Gojo si prende il doppio break subito dopo e va 5-1. Ma in realtà il croato sente la tensione e si incarta proprio quando è il momento di chiudere il parziale: perde il servizio, non sfrutta due set-point sul servizio avversario e poi nel game successivo subisce un bel passante lungolinea di rovescio su un attacco un po’ molle che sancisce il break del possibile aggancio. Ora Giannessi finalmente gioca un po’ più profondo, il che non consente a Gojo di spingere come all’inizio con il dritto, e soprattutto gli permette di muovere l’avversario, cosa che il croato soffre. Il 5 pari sembra cosa fatta quando Giannessi annulla un altro set-point con un dritto lungolinea sulla riga che Gojo fatica a credere sia possibile sia rimasto in campo. Ma prima con un doppio fallo e poi con un rovescio in back dal centro del campo che muore a metà rete, il quasi 32enne spezzino (li compie tra una settimana) spreca le due occasioni per l’aggancio e capitola sull’ennesimo dritto vincente dell’ex portacolori della Wake Forest University sul suo ennesimo colpo da fondo troppo corto.

Nel secondo set il gioco sale un po’ di livello, i giocatori si sono scrollati di dosso un po’ di nervosismo, con Giannessi che finalmente trova il supporto del servizio per comandare il gioco sui suoi turni di battuta e contrastare l’aggressività di Gojo. Anche il 24enne spalatino sale di efficacia con il colpo di inizio gioco – di solito suo marchio di fabbrica, come dimostrato dai 40 aces totali messi a segno nei tre match di qualificazione – e continua a raccogliere punti con il dritto. Così, mentre nel primo set c’erano stati 5 break e 19 palle break, nel secondo si arriva all’undicesimo gioco con un’unica palla break nel quinto game, annullata dal croato. Il cielo è coperto e a tratti scende un po’ di pioggerellina, che diventa pioggia vera proprio sul 6-5 per Gojo, con conseguente sospensione del match. Chi aveva previsto tutto era il capitano di Coppa Davis croato Vedran Martic, che infatti era andato via dalla tribuna al precedente cambio campo. Si torna in campo dopo qualche ora e come spesso capita chi serve dopo l’interruzione incontra qualche difficoltà. E infatti Giannessi si ritrova a dover contrastare la prima palla break del parziale, che è anche un set point, che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del match. Ma l’ex n. 84 del mondo lo annulla con coraggio grazie ad un dritto vincente e poi conquista con merito il tie-break, sfruttando anche il fatto che Gojo si è fatto stranamente più attendista. E mentre il croato fatica a ritrovare il bandolo della matassa, Giannessi coglie l’occasione e domina il tie-break, imponendosi per 7-3 e pareggiando il conto dei set.

Il terzo set inizia con il portacolori del Park Tennis Club Genova che allunga la sua striscia positiva arrivando fino a 16 punti a 3, prima che Gojo si riprenda. E si riprende talmente bene da infilare a sua volta una striscia di 12 punti a 2 che gli permette di passare a condurre sul 3-1. Il parziale sembra poter cambiare nuovamente padrone un paio di game dopo, quando lo spezzino contesta lungamente la chiamata dell’arbitro sul colpo sulla riga per il 40-15 per il suo avversario e chi rimane scosso è… Gojo, che si ritrova a dover annullare una palla break, prima di conquistare il game grazie ad un brutto errore di Giannessi. Ora il livello di gioco è sceso nuovamente e la tensione è tornata a farla da padrone. Con alti (pochi) e bassi (molti) che si riflettono anche nell’andamento del punteggio. Mentre un timido sole spunta ogni tanto ad illuminare il campo n. 4, Giannessi nel game successivo riesce ad annullare tre palle break consecutive che potevano chiudere la questione terzo set e rimane in scia. Gojo stavolta sembra non replicare il primo parziale e quando va a servire sul 5-4 40-30 pensa anche di averla chiusa, sulla risposta a suo giudizio lunga dell’avversario. Ma l’arbitro stavolta è dalla parte di Giannessi e giudica buono il colpo, nonostante le reiterate proteste del n. 223 del mondo, quasi incredulo. Il croato accusa il colpo: doppio fallo, dritto larghissimo ed è 5 pari e poco dopo è di nuovo tie-break. Ma mentre Gojo è rimasto probabilmente su quel set point che crede sia stato annullato dall’arbitro, il tennista italiano sfrutta il momento, si invola subito sul 4-0 e sembra replicare il dominio del tie-break precedente. Il folle terzo set tuttavia ha ancora qualche emozione da riservarci: Gojo chiude gli occhi, si mette a tirare il dritto a tutto braccio e recupera i due mini-break. Ma quando va a servire sul 4-5, vanifica tutto con un doppio fallo e subito dopo è 7-4 per Giannessi, che si porta 2 set a 1, dopo oltre 3 ore e un quarto di gioco.

La partita sembra poter finire qui, con Giannessi che ottiene il break in apertura del quarto parziale e sembra in controllo. Invece il match continua ad essere un thriller: non di quelli belli, ma comunque ricco di suspense. Gojo infatti si riprende il break nel quarto game e la partita torna in equilibrio. Quando tutto sembra condurre a un altro tie-break, l’ennesimo (doppio) colpo di scena: dopo aver lasciato un solo punto negli ultimi tre turni di battuta, Gojo cede il servizio a zero. Ma sembra quasi che nessuno dei due abbia il coraggio di vincerla (o abbia troppo paura di perderla): Giannessi si porta a due punti dal match, ma con alcune scelte tattiche non corrette ed un doppio fallo rimette in gioco il suo avversario. Che a sua volta scialacqua tre break-point prima che alla quarta occasione sia il semifinalista di Umago 2017 a mettere in rete l’ennesima palla corta giocata male e portare tutto di nuovo al jeu décisif, per dirla come da queste parti. E stavolta a spuntarla (7-4) è Gojo: dopo 4 ore si va al quinto.

Il parziale decisivo inizia con entrambi i giocatori visibilmente stanchi, ma che cercano con orgoglio di trovare le energie necessarie per l’ultimo allungo vincente. Con il dritto di Gojo che ha perso in potenza e gli scambi che si allungano sempre di più, sembra che il match sia indirizzato sul terreno preferito del mancino di La Spezia. E il “dai che è cucinato” con cui un tifoso italiano incita Giannessi sembra confermarlo, quando nel quarto game si procura tre palle break consecutive. Invece, proprio dopo che Gojo ne ha annullata una, si vede l’ex top 100 italiano toccarsi la gamba: è il primo accenno di crampi (primo visibile, dalle voci post match sembra che in realtà le prime avvisaglie c’erano state alla fine del terzo set). Il croato le annulla tutte e tre e poi anche una quarta, ed il break nel gioco successivo, con l’azzurro sempre più in difficoltà, sembra mettere la parola fine alle sue speranze. Invece le emozioni di questo folle match non sono finite. Giannessi si gioca le ultime carte e cerca di rallentare gli scambi per far andare fuori giri Gojo. Tattica che sembra non funzionare, dato che lo spezzino si ritrova sotto 3-5 15-40. Invece insiste e con coraggio si tira fuori dalla buca e dopo aver annullato anche un terzo match point infila un parziale di 6 punti a 0 che lo porta ad avere tre occasioni per il 5 pari. Stavolta però Gojo si scuote prima che sia troppo tardi, sfrutta le evidenti difficoltà negli spostamenti del suo avversario e poi chiude con il 20esimo ace per regalarsi il suo primo secondo turno Slam (salutando polemicamente il tifoso italiano che nelle fasi calde dell’ultimo set esultava ai suoi errori) e la top 200. Per Giannessi, il rammarico di essere andato veramente vicino alla vittoria e di non aver sfruttato l’inerzia a suo favore all’inizio del quarto set.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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