ATP Montecarlo: fuori Cecchinato che non sfigura con Raonic. Avanti Monfils, Thiem e Zverev

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ATP Montecarlo: fuori Cecchinato che non sfigura con Raonic. Avanti Monfils, Thiem e Zverev

Nel primo turno del torneo ATP Masters 1000 di Montecarlo, Marco Cecchinato onora la wild card ricevuta cedendo di misura, un break per set, a Milos Raonic. Alexander Zverev non lascia scampo a Andrey Rublev, mentre un superlativo Bedene debutta alla grande dominando un impotente Rosol. Nicolas Almagro lotta solo un set contro Richard Gasquet. Tutto facile anche per Grigor Dimitrov contro Filip Krajinovic. Inizio diesel per Gael Monfils che va sotto 5-2 nel primo set prima di inanellare dieci game consecutivi

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[10] M. Raonic b. [WC] M. Cecchinato 6-3 7-5  (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Dopo l’esordio in Coppa Davis, ecco che per Marco Cecchinato arriva anche une première a Montecarlo. Il 23enne azzurro – e n. 98 del ranking – ha dall’altra parte della rete il n. 12 del mondo Milos Raonic. L’italiano si difende bene, soprattutto nel secondo parziale ma, alla fine, prevale la solidità, la costanza e l’esperienza del pupillo di Riccardo Piatti.

Dopo i primissimi giochi, in cui Cecchinato sembra tener testa a Raonic, questi allunga le distanze sul 4-1. L’azzurro fa un passo in avanti e ha a disposizione ben tre palle per strappare il poderoso servizio all’avversario. Ma il break azzurro non s’ha da fare e Milos prende il largo sul 5-2. Alla fine il canadese chiude il primo parziale per 6-3 in 39 minuti.

 

Nel secondo set Cecchinato offre una bella performance fino al 5-5. Marco riesce infatti a portarsi in vantaggio 5-4. Ma ecco che, sul 5-5, l’azzurro subisce la zampata finale di Milos che gli strappa la battuta per chiudere poi il match 6-3 7-5 in 1 ora e 21 minuti. Il prossimo avversario del canadese sarà il vincente tra Gimeno-Travers e Cuevas.

In conferenza stampa Marco si è dichiarato soddisfatto della sua peformance: “Sicuramente ho fatto una buona partita. Certo, ho avuto le mie chance, peccato per quelle palle break nel primo set. Ho comunque disputato un match solido, sono contento perché si tratta di un giocatore che è stato top ten, che ha un gran servizio. Ho risposto bene“. Ad una domanda sul sospetto di combine nel Challenger di Mohammedia, in Marocco, nell’ottobre 2015, in cui c’è l’ipotesi di un suo coinvolgimento, Cecchinato non ha voluto commentare: “È un momento difficile e non voglio parlarne. Oggi voglio solo parlare di tennis“.

[9] R. Gasquet b. N. Almagro 6-4 6-0 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Sospinto da un pubblico che lo ha sempre amato (dopo la semifinale del 2005, ventenne, quando battè Federer in quarti per poi arrendersi a Nadal, che avrebbe iniziato il suo dominio monegasco), Richard Gasquet vince con ampio margine la sfida tra rovesci ad una mano, regolando in due set lo spagnolo Nico Almagro. Il tennista di Murcia, sceso al numero 64 del ranking dopo i problemi fisici che ne hanno condizionato l’ultimo anno, gioca un incontro estremamente falloso, cedendo di schianto dopo un primo set perso in volata.

Avvio traumatico per Almagro, che con un parziale di 1-8 si vede subito costretto ad inseguire (il primo punto in assoluto è una mezza maratona da quasi trenta colpi), mentre Gasquet sembra ben centrato, sebbene sempre alla ricerca di sguardi di incoraggiamento dal suo angolo, dove siede Sebastien Grosjean. Lo spagnolo rientra nel parziale, che si assesta su un livello non entusiasmante, sollevato solo dalla bellezza dei gesti di entrambi: cinque break complessivi nel set, che Gasquet incamera quando l’avversario gli regala il servizio a zero nel nono gioco, infilando quattro gratuiti. Il Country Club riceve le prime sferzate del freddo vento costiero, mentre il padrone di casa cambia grip meccanicamente ad ogni intervallo. Almagro riprende da dove aveva iniziato, e raddoppia se possibile il numero degli errori, riducendo il secondo parziale ad una passerella, neanche tanto divertente da vedere: sonoro bagel in favore di Gasquet, che chiude disegnando un punto esclamativo con il rovescio in corsa, a spolverare la riga. Al prossimo turno lo aspetta un derby, contro il vincente tra Nicolas Mahut e Lucas Pouille.

G. Dimitrov b. [Q] F. Krajinovic 6-3 6-2 (Gabriele Ferrara)

Facile vittoria per Grigor Dimitrov, che supera Filip Krajinovic in due set con il punteggio di 6-3 6-2. Al prossimo turno troverà Gilles Simon (4-1 gli head to head in favore del transalpino), che ieri ha sconfitto facilmente Viktor Troicki.
I precedenti tra i due giocatori vedevano in vantaggio il bulgaro per 2-0, avendo vinto lo scorso anno ad Acapulco e a Stoccolma, perdendo un set in Messico.

Si inizia con entrambi i tennisti che annullano palle break nel loro primo turno di servizio. Nel quarto gioco il serbo perde un duello a rete e subisce un buon rovescio lungolinea di Dimitrov che lo induce all’errore con il dritto, perdendo così la battuta. Il ventiquattrenne di Sombor cerca spesso di verticalizzare il gioco, mostrando anche un ottimo tocco a rete, ma sembra troppo leggero fisicamente – 185 centimetri per soli 75 chili – per impensierire con continuità l’avversario nello scambio da fondocampo. Nel nono game il serbo spinge bene con il dritto anomalo e si procura una palla break, ma Dimitrov si salva accellerando con il dritto, conquistando poi il primo set con il medesimo fondamentale.

Nel secondo parziale il giocatore di Haskovo continua a mantenere una buona profondità con i colpi e a difendersi bene, costringendo l’avversario a colpire spesso in arretramento, con Krajinovic che ottiene poco dal servizio e che soffre le traiettorie alte, cedendo così la battuta sull’1 pari. Il bulgaro non ha problemi a tenere la battuta, allungando facilmente sul 3-1 – splendido il rovescio vincente lungolinea giocato in controbalzo sul 30 a 0. Nel quinto gioco il numero 110 del mondo sbaglia una volée di rovescio non impossibile, spezzando il polso, ed un dritto inside-in dal centro del campo per il 4-1 Dimitrov, che archivia il match con lo score di 6-3 6-2 in un’ora e diciassette minuti di gioco.

A. Zverev b. [WC] A. Rublev  6-1 6-3 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Non c’è storia in quello che ci si augurava potesse essere un derby tra future stelle del tennis mondiale: Alexander Zverev domina senza affanni il russo Andrey Rublev, di sei mesi più giovane, chiudendo in un’ora esatta di gioco. Fallimentare il braccio di ferro da fondocampo per Rublev, che si vede annullato sulla sua diagonale preferita, quella del dritto, con cui riesce soltanto sporadicamente a risolvere gli scambi grazie ad impressionanti accelerazioni (sopratutto considerando il fisico esile del moscovita): Zverev, al suo best ranking di numero 54, è di gran lunga più solido, resta quasi sempre in pressing, prendendo benissimo con i piedi le distanze da ogni palla. La sua stazza non gli impedisce di scivolare con agio sul rosso lentissimo del Centrale, confermando di poter essere potenzialmente un giocatore adatto a qualsiasi superficie: il primo exploit del tedesco, d’altronde, arrivò sulla terra di casa, ad Amburgo 2014, quando da wildcard diciassettenne si spinse fino alla semifinale, arrendendosi a David Ferrer. Poche settimane fa invece la splendida corsa ad Indian Wells, con il quarto turno raggiunto e perso contro Nadal, dopo aver sprecato un matchpoint con una volée in rete per la quale avrà già perso il sonno. “Sono in fiducia e so di aver giocato bene contro i migliori, ma credo sia comunque un periodo di transizione per me“.

L’incontro rivela il copione da subito, Zverev vola 4-0 in dieci minuti, stringendo comodamente le redini degli scambi, comandando sul lato destro: entrambi i teenager colpiscono il dritto senza sforzo apparente, ma è il tedesco a sbagliare meno e dettare le velocità. Rublev annaspa e scuote la testa in continuazione, molto silenzioso per i suoi standard, e non tradisce emozioni quando il pubblico gli tributa un convinto applauso di incoraggiamento in occasione del suo primo gioco vinto, l’unico del set iniziale. Zverev annulla le sole due palle break concesse con due intelligenti servizi vincenti, e aspetta paziente che l’avversario tentenni, mentre nel ristorante alle spalle della tribuna stampa si sente il frastuono di una pila di bicchieri rotti. Sul 4-3 nel secondo set Rublev si distrae e regala il servizio, permettendo a Zverev di sigillare l’incontro indisturbato. Al prossimo turno il diciottenne tedesco troverà proprio quel David Ferrer che gli negò la finale ad Amburgo due anni fa, per cercare la rivincita ora che le condizioni sembrano decisamente diverse.

[12] D. Thiem b.[Q]  J-L Struff  1-6 6-3 6-4 (Tommaso Voto)

Un confuso e falloso Thiem rimonta il qualificato tedesco Struff ed accede per la prima volta in carriera al secondo turno dell’ATP di Montecarlo. Nel primo set il n.1 d’Austria sembra non essere in grado di contenere l’esuberanza e la violenza dei colpi del tedesco. Sono due i dati che spiegano la supremazia complessiva di Struff: il 100% dei punti con la prima in campo e 13 vincenti (al cospetto di appena 2 errori). Numeri che fotografano una superiorità netta e che, nello stesso tempo, mettono anche in evidenza le doti del tedesco, che, al di là delle difficoltà dell’ultimo periodo in cui ha subito tante sconfitte, resta un giocatore pericoloso quando in giornata. Chiuso il primo set 6-1, Thiem ritrova concentrazione e vigore atletico ed inizia a tessere le sue trame di gioco con più convinzione. In apertura di secondo parziale, il teutonico subisce il primo break dell’incontro ed appare meno sicuro. Dominc gioca meglio, ma resta la copia sbiadita del tennista ammirato nei trionfi di Acapulco e Buenos Aires e a Miami contro Novak Djokovic. Thiem controlla le operazioni con apparente sicurezza, ma sul 5-3 ha un attimo di confusione e scivola sotto 0-30 e, solo con l’aiuto del servizio, riesce a pareggiare il computo dei set.

L’ultimo atto del match è spettacolare, i game sono combattuti ed entrambi falliscono varie chance per fare corsa di testa. Thiem sembra sull’orlo di crollare, ma riesce a rimanere in piedi grazie alla “classe” del campione e alle imprecisioni di Struff. L’equilibrio si spezza a favore dell’austriaco nel settimo gioco, quando Jean-Lennard “sbanda” pericolosamente al servizio e subisce il break definitivo. Thiem chiude sul 6-4, ma il match lascia dei dubbi sulla sua condizione complessiva.

[13] G. Monfils b. G. Muller 7-5 6-0 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Stagione 2016 iniziata in modo positivo per Gilles Muller che disputa due semifinali, a Sydney e a Sofia. Per Monfils, che quest’anno disputa il suo decimo Montecarlo Rolex Masters, la stagione 2016 comincia in modo alquanto scoppiettante grazie ai quarti di finale raggiunti a Melbourne, a Indian Wells e a Miami, nonché con la finale disputata a Rotterdam. Tra i due c’era un solo precedente, al Masters 1000 di Montreal nel 2015, conquistato dal lussemburghese in una lunga battaglia conclusasi 7-6 al terzo.

Per Muller è una prima partecipazione al Montecarlo Rolex Masters un po’ amara, il 20esimo Masters 1000 in carriera dal 2004. Dopo aver condotto 5-2 nel primo set contro Gaël Monfils, si fa rimontare dall’eclettico francese e cede per 7-5 il primo parziale per poi crollare definitivamente subendo un severissimo 6-0.

In una giornata calda e scintillante più che mai, brilla anche la stella del talentuoso Gaël che, dopo un inizio incerto, ritrova i colpi e le misure e stordisce un Gilles Muller che si scioglie sotto il torrido sole monegasco nel momento chiave del match, subendo il break sul 5-3. Bella reazione dunque del francese che, in 1 ora e un minuto, sconfigge il n. 43 del ranking con lo score di 7-5 6-0. Il prossimo match di Gaël sarà uno scontro franco-italiano poiché il parigino aspetta il vincente del derby azzurro tra Fognini e Lorenzi. “Ho fatto fatica a trovare ritmo e profondità” ha dichiarato Monfils nella conferenza postmatch, “ma ho mantenuto la calma e sono ruscito a recuperare. Sulla terra, anche se ci si trova sotto 2-5, è più facile recuperare lo svantaggio; ho ritrovato le traiettorie e, anche se non ho disputato un grande match,  sono riuscito a essere solido“. È stato utile giocare in Guadalupa per abituarsi alla terra? “Non saprei, in realtà ho l’impressione di aver ricominciato da zero per quanto riguarda la terra“.

A. Bedene b. L. Rosol 6-2 6-3 (da Montecarlo, Ruggero Canevazzi)

Giornata calda e molto soleggiata sul Country Club di Monte Carlo, così anche il campo 9, solitamente uno di quelli agognato dai tifosi per gli allenamenti dei top 10, è preso d’assalto dal pubblico nonostante la fastidiosa rete metallica che divide l’unica tribuna dal campo. Scende in campo Aljaz Bedene – lo sloveno che ha preso nel marzo 2015 il passaporto britannico  che dopo essersi recato a Praga con i legali della federazione per potersi unire alla squadra britannica per la finale di Davis poi vinta contro il Belgio si era visto negare dall’ITF la possibilità di farlo, suscitando la solidale reazione di Andy MurrayDall’altra parte della rete Lukas Rosol, il giustiziere di Nadal a Wimbledon 2012. 1-0 i precedenti a favore di Rosol, l’anno scorso sul veloce di Pechino (1-6 7-6(6) 6-3), anche se a livello Challenger Bedene ha vinto le altre due sfide, ma più datate, nel 2011 a Barletta e nel 2012 a Praga. La sfida, ranking alla mano, si preannuncia equilibrata, visto che si affrontano il n.60 e il n.61 del mondo.

Sin dalle prime battute, si capisce che non è così. Bedene parte a razzo grazie a un ottimo servizio: alcuni ace, tantissime prime e grande profondità. Aggiungiamo un Rosol falloso, che spara fuori il dritto lungo linea a chiudere sulla palla break per l’avversario nel secondo game, e il 3-0 del giocatore britannico – ricordate l’editoriale del nostro Direttore sul caso Bedene? – è presto spiegato. Il set segue i servizi fino al 5-2 Bedene e servizio Rosol, quando il tennista nato a Lubiana ottiene un set-point dopo un dritto steccato dal ceco in uscita dal servizio, seguito da un dritto in rete che consegna a Bedene un set in cui il più esperto Lukas ha fatto il ruolo della comparsa. Seduto al nostro fianco in tribuna, Martin Skinner, coach del ventiseienne che vive a Londra, è visibilmente soddisfatto e ci spiega: “Rosol è molto ostico, Aljaz è partito alla grande ma non si deve illudere, sono fiducioso sul passaggio del turno ma accetterei anche una sconfitta accompagnata da una bella prestazione fino alla fine”.

L’allenatore del n.60 ATP è fin troppo cauto, perché nel secondo set la musica non cambia: dopo un primo game vinto ai vantaggi, il tennista inglese, debuttante a Monte Carlo, continua a spingere come un matto con fendenti profondi e un servizio da campione vero, portandosi in un amen sul 4-0. Il trentenne ceco allarga le braccia come a dire: “Che cosa posso farci?”. Lukas fa appello a tutto il suo orgoglio e riesce quanto meno a evitare il bagel, ma Bedene si distrae giusto il tempo per cedere uno dei due break di vantaggio, chiudendo 6-3 un match dominato, dove Rosol è certamente stato molto falloso, ma davanti a un giocatore così perfetto al servizio e al quale bisognava fare il punto tre volte per portare a casa un quindici, non si poteva fare molto di più. Coach Skinner risponde anche ad una nostra domanda su Nadal, prossimo avversario al secondo turno: “Rafa è imbattibile, anche se Aljaz servirà come ha fatto oggi, prendiamo quello che viene senza pressioni”.

Risultati:

A. Zverev b. [WC] A. Rublev  6-1 6-3
A. Bedene b. L. Rosol 6-2 6-3
[13] G. Monfils b. G. Muller 7-5 6-0
[9] R. Gasquet b. N. Almagro 6-4 6-0
[10] M. Raonic b. [WC] M. Cecchinato  6-3 7-5
[14] R. Bautista Agut b. A. Ramos-Vinolas 6-4 7-6(4)
G. Dimitrov b. [Q] F. Krajinovic 6-3 6-2
[12] D. Thiem b. [Q] J-L. Struff 1-6 6-3 6-4
G. Garcia-Lopez b. T. Bellucci 7-5 6-1
[WC] L. Pouille b. N. Mahut 7-6(1) 6-3
[Q] P-H. Herbert b. G. Pella 6-3 6-4
P. Carreno Busta b. [Q] S. Robert 6-3 6-1
[16] B. Paire b I. Cervantes 4-6 6-2 7-6(6)

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

 

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Giannessi non coglie l’attimo: Gojo vince al quinto e approda al secondo turno

PARIGI – In un match dominato dalla tensione, l’azzurro non riesce a sfruttare fino in fondo le indecisioni del croato nei momenti clou e cede al quinto, anche a causa dei crampi, in quasi cinque ore di gioco. Per il croato, secondo turno all’esordio Slam

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dal nostro inviato a Parigi

[Q] B. Gojo b. [LL] A. Giannessi 6-4 6-7(3) 6-7(4) 7-6(4) 6-4

La sfida italo-croata del primo turno del tabellone maschile del Roland Garros ha visto scendere in campo due giocatori molto tesi, ben sapendo entrambi di avere una occasione più unica che rara per conquistare una vittoria in primo turno Slam: Giannessi deve battere il n. 223 ATP, Gojo il n. 173. Per l’italiano, per la quarta volta in un main draw Slam – dopo gli US Open 2016 e 2017 e il Roland Garros dello scorso anno – ed entrato in tabellone come lucky loser per il forfait di Tabilo, sarebbe stata la seconda (dopo quella contro Kudla al quinto a New York nel 2016, sconfitto poi da Wawrinka, mentre perse all’esordio contro Aragone nel 2017 e contro Nishikori a Parigi), mentre per Gojo, qui per la prima volta in un main draw Slam, sarebbe stata ovviamente la prima. L’ha spuntata il tennista croato dopo una battaglia di cinque ore, non bella ma ricca di emozioni e di incredibili capovolgimenti di fronte, regalandosi così anche il primo ingresso nella top 200 ATP.

 

IL MATCH – L’eroe croato della Davis 2021 (vittorie da underdog contro tre top 100: Popyrin, Sonego e Lajovic) è quello che all’inizio – soprattutto grazie al dritto, colpo di notevole pesantezza – pare gestire meglio la tensione, e vola subito sul 3-0 e 0-40 sul servizio di Giannessi. Il tennista spezzino cerca di reagire e dopo un game – maratona durato 12 minuti, in cui annulla complessivamente 8 palle break, riesce a incamerare il primo gioco. Sembra che la cosa sia del tutto insignificante, dato che Gojo si prende il doppio break subito dopo e va 5-1. Ma in realtà il croato sente la tensione e si incarta proprio quando è il momento di chiudere il parziale: perde il servizio, non sfrutta due set-point sul servizio avversario e poi nel game successivo subisce un bel passante lungolinea di rovescio su un attacco un po’ molle che sancisce il break del possibile aggancio. Ora Giannessi finalmente gioca un po’ più profondo, il che non consente a Gojo di spingere come all’inizio con il dritto, e soprattutto gli permette di muovere l’avversario, cosa che il croato soffre. Il 5 pari sembra cosa fatta quando Giannessi annulla un altro set-point con un dritto lungolinea sulla riga che Gojo fatica a credere sia possibile sia rimasto in campo. Ma prima con un doppio fallo e poi con un rovescio in back dal centro del campo che muore a metà rete, il quasi 32enne spezzino (li compie tra una settimana) spreca le due occasioni per l’aggancio e capitola sull’ennesimo dritto vincente dell’ex portacolori della Wake Forest University sul suo ennesimo colpo da fondo troppo corto.

Nel secondo set il gioco sale un po’ di livello, i giocatori si sono scrollati di dosso un po’ di nervosismo, con Giannessi che finalmente trova il supporto del servizio per comandare il gioco sui suoi turni di battuta e contrastare l’aggressività di Gojo. Anche il 24enne spalatino sale di efficacia con il colpo di inizio gioco – di solito suo marchio di fabbrica, come dimostrato dai 40 aces totali messi a segno nei tre match di qualificazione – e continua a raccogliere punti con il dritto. Così, mentre nel primo set c’erano stati 5 break e 19 palle break, nel secondo si arriva all’undicesimo gioco con un’unica palla break nel quinto game, annullata dal croato. Il cielo è coperto e a tratti scende un po’ di pioggerellina, che diventa pioggia vera proprio sul 6-5 per Gojo, con conseguente sospensione del match. Chi aveva previsto tutto era il capitano di Coppa Davis croato Vedran Martic, che infatti era andato via dalla tribuna al precedente cambio campo. Si torna in campo dopo qualche ora e come spesso capita chi serve dopo l’interruzione incontra qualche difficoltà. E infatti Giannessi si ritrova a dover contrastare la prima palla break del parziale, che è anche un set point, che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del match. Ma l’ex n. 84 del mondo lo annulla con coraggio grazie ad un dritto vincente e poi conquista con merito il tie-break, sfruttando anche il fatto che Gojo si è fatto stranamente più attendista. E mentre il croato fatica a ritrovare il bandolo della matassa, Giannessi coglie l’occasione e domina il tie-break, imponendosi per 7-3 e pareggiando il conto dei set.

Il terzo set inizia con il portacolori del Park Tennis Club Genova che allunga la sua striscia positiva arrivando fino a 16 punti a 3, prima che Gojo si riprenda. E si riprende talmente bene da infilare a sua volta una striscia di 12 punti a 2 che gli permette di passare a condurre sul 3-1. Il parziale sembra poter cambiare nuovamente padrone un paio di game dopo, quando lo spezzino contesta lungamente la chiamata dell’arbitro sul colpo sulla riga per il 40-15 per il suo avversario e chi rimane scosso è… Gojo, che si ritrova a dover annullare una palla break, prima di conquistare il game grazie ad un brutto errore di Giannessi. Ora il livello di gioco è sceso nuovamente e la tensione è tornata a farla da padrone. Con alti (pochi) e bassi (molti) che si riflettono anche nell’andamento del punteggio. Mentre un timido sole spunta ogni tanto ad illuminare il campo n. 4, Giannessi nel game successivo riesce ad annullare tre palle break consecutive che potevano chiudere la questione terzo set e rimane in scia. Gojo stavolta sembra non replicare il primo parziale e quando va a servire sul 5-4 40-30 pensa anche di averla chiusa, sulla risposta a suo giudizio lunga dell’avversario. Ma l’arbitro stavolta è dalla parte di Giannessi e giudica buono il colpo, nonostante le reiterate proteste del n. 223 del mondo, quasi incredulo. Il croato accusa il colpo: doppio fallo, dritto larghissimo ed è 5 pari e poco dopo è di nuovo tie-break. Ma mentre Gojo è rimasto probabilmente su quel set point che crede sia stato annullato dall’arbitro, il tennista italiano sfrutta il momento, si invola subito sul 4-0 e sembra replicare il dominio del tie-break precedente. Il folle terzo set tuttavia ha ancora qualche emozione da riservarci: Gojo chiude gli occhi, si mette a tirare il dritto a tutto braccio e recupera i due mini-break. Ma quando va a servire sul 4-5, vanifica tutto con un doppio fallo e subito dopo è 7-4 per Giannessi, che si porta 2 set a 1, dopo oltre 3 ore e un quarto di gioco.

La partita sembra poter finire qui, con Giannessi che ottiene il break in apertura del quarto parziale e sembra in controllo. Invece il match continua ad essere un thriller: non di quelli belli, ma comunque ricco di suspense. Gojo infatti si riprende il break nel quarto game e la partita torna in equilibrio. Quando tutto sembra condurre a un altro tie-break, l’ennesimo (doppio) colpo di scena: dopo aver lasciato un solo punto negli ultimi tre turni di battuta, Gojo cede il servizio a zero. Ma sembra quasi che nessuno dei due abbia il coraggio di vincerla (o abbia troppo paura di perderla): Giannessi si porta a due punti dal match, ma con alcune scelte tattiche non corrette ed un doppio fallo rimette in gioco il suo avversario. Che a sua volta scialacqua tre break-point prima che alla quarta occasione sia il semifinalista di Umago 2017 a mettere in rete l’ennesima palla corta giocata male e portare tutto di nuovo al jeu décisif, per dirla come da queste parti. E stavolta a spuntarla (7-4) è Gojo: dopo 4 ore si va al quinto.

Il parziale decisivo inizia con entrambi i giocatori visibilmente stanchi, ma che cercano con orgoglio di trovare le energie necessarie per l’ultimo allungo vincente. Con il dritto di Gojo che ha perso in potenza e gli scambi che si allungano sempre di più, sembra che il match sia indirizzato sul terreno preferito del mancino di La Spezia. E il “dai che è cucinato” con cui un tifoso italiano incita Giannessi sembra confermarlo, quando nel quarto game si procura tre palle break consecutive. Invece, proprio dopo che Gojo ne ha annullata una, si vede l’ex top 100 italiano toccarsi la gamba: è il primo accenno di crampi (primo visibile, dalle voci post match sembra che in realtà le prime avvisaglie c’erano state alla fine del terzo set). Il croato le annulla tutte e tre e poi anche una quarta, ed il break nel gioco successivo, con l’azzurro sempre più in difficoltà, sembra mettere la parola fine alle sue speranze. Invece le emozioni di questo folle match non sono finite. Giannessi si gioca le ultime carte e cerca di rallentare gli scambi per far andare fuori giri Gojo. Tattica che sembra non funzionare, dato che lo spezzino si ritrova sotto 3-5 15-40. Invece insiste e con coraggio si tira fuori dalla buca e dopo aver annullato anche un terzo match point infila un parziale di 6 punti a 0 che lo porta ad avere tre occasioni per il 5 pari. Stavolta però Gojo si scuote prima che sia troppo tardi, sfrutta le evidenti difficoltà negli spostamenti del suo avversario e poi chiude con il 20esimo ace per regalarsi il suo primo secondo turno Slam (salutando polemicamente il tifoso italiano che nelle fasi calde dell’ultimo set esultava ai suoi errori) e la top 200. Per Giannessi, il rammarico di essere andato veramente vicino alla vittoria e di non aver sfruttato l’inerzia a suo favore all’inizio del quarto set.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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