Roland Garros, uomini: tutto facile per Djokovic, forfait Tsonga! A Thiem il derby del futuro

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Roland Garros, uomini: tutto facile per Djokovic, forfait Tsonga! A Thiem il derby del futuro

Nessun problema per Novak Djokovic, più veloce anche dell’oscurità per battere Aljaz Bedene in tre set. In vantaggio di un break nel primo set, Jo-Wilfrid Tsonga getta la spugna per problemi fisici: ne approftta Ernests Gulbis. Dominic Thiem accede agli ottavi superando per la terza volta su tre Alexander Zverev. David Ferrer dimostra di avere ancora fame, sconfiggendo in tre set il connazionale Feliciano Lopez. Bautista facile su Coric, Berdych e Goffin sudano più del previsto

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[1] N. Djokovic b. A. Bedene 6-2 6-3 6-3 (Emmanuel Marian)

Nole non trema. Il ritiro di Rafa Nadal deve avergli provocato indicibili tumulti interiori, ma nelle pubbliche faccende il fuoriclasse serbo pare operoso e concentrato, forse persino conscio del fatto che il destino dell’agognato Rolando dipenda in gran parte dall’indirizzo che egli saprà dare al torneo. La sfida al destino, che a Parigi spesso si è rivelato, se non proprio cinico, almeno un po’ baro, si riverbera nell’espressione di un campione impegnato nella missione di una vita. Un riverbero talmente potente da far passare in secondo piano la sfida di terzo turno ad Aljaz Bedene, il quale merita comunque i complimenti di tutti per l’ottimo French Open disputato. I tre set con cui Djokovic ha chiuso l’allenamento andato in scena nella tarda serata parigina hanno lasciato in eredità l’impressione di un numero 1 in condizioni fisiche mostruose, anche se la fragile resistenza che il neo-britannico dall’altra parte del net ha potuto opporre rende difficile una valutazione oggettiva del suo reale stato di forma. Bedene ha provato a stare in campo il più possibile attaccando l’attaccabile, ma gli errori forzati dalla temutissima contraerea serba – abbondantemente oltre le leggi della fisica un paio di recuperi operati da Nole nel primo parziale – ne hanno presto bagnato le polveri. Nole si qualifica agli ottavi del Roland Garros per la decima volta, avendo peraltro speso davvero poco: la sfida contro Roberto Bautista-Agut potrebbe essere il primo credibile banco di prova nella folle corsa al possibile grande slam personale.

[13] D. Thiem b. A. Zverev 6-7(4) 6-3 6-3 6-3 (da Parigi, Roberto Dell’Olivo)

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Il match del giorno si gioca sul Lenglen. I due giovani campioni di oggi, ma soprattutto del prossimo futuro del tennis, Thiem e Zverev, si affrontano per la prima volta in uno slam, ad una settimana esatta di distanza dalla finale di Nizza.

Al Roland Garros, così come a Monaco di Baviera ed a Nizza, il risultato è sempre lo stesso. L’austriaco Thiem si impone e fa valere i tre anni di differenza di età, 22 contro 19,  fatti di maggior abitudine a calcare i grandi teatri del tennis. Dominic è al suo decimo slam, il terzo parigino, con già all’attivo un ottavo agli Us Open del 2014. Per Zverev si tratta invece del  debutto assoluto nel main draw del Roland Garros, dopo essere stato eliminato nelle qualificazioni l’anno scorso dall’olandese  Sijsling. E così Thiem diventa il quarto austriaco a centrare gli ottavi,  dopo Thomas Muster, Stefan Koubek e Jurgen Melzer, che nel 2010 fece semifinale, perdendo da Nadal, nell’anno in cui Soderling fece fuori Roger Federer.

I ragazzini di lingua tedesca dimostrano di avere già un buon bagaglio tecnico alle loro spalle; oggi giocano a viso aperto, senza troppe paure, tirano a tutto braccio, spezzando a volte il ritmo con qualche drop e discesa a rete, approfittando del primo passo falso dell’avversario. Insomma è un bel vedere. Nessuno perde il proprio servizio, si va al tie break, dove c’è il primo ed unico passaggio a vuoto di Thiem. Zverev sale 4-0, si permette il lusso di commettere un doppio fallo, ma chiude 7-4. Il bello del tedesco è che riesce a resettare in un attimo e ripartire da capo. Magari impreca, scaglia la racchetta per terra (prendendosi pure qualche fischio dal pubblico francese), ma resta sul pezzo, concentrato sul suo tennis. Oggi paga però un po’ anche gli extra spesi nei match precedenti: quattro set in due giorni al primo turno contro Herbert, altri quattro contro Robert. Ma soprattutto subisce la solidità di Thiem, che vince 6-3 il secondo e sale 3-1, 4-2 , 5-3 nel terzo set. Qui il match vive il suo momento decisivo. Ci sono un paio di palle break per il tedesco, con  Dominic che tira fuori il meglio dal suo repertorio, compreso uno splendido rovescio incrociato in back, cui fa seguire un lungo linea tutto braccio sempre di rovescio davvero da incorniciare. È il colpo del ko. Zverev lo accusa, inizia a sbagliare qualcosina in più, quanto basta per far prendere il largo a Thiem, ormai sempre più in fiducia.

Triplo 6-3 per l’austriaco, che vince in poco meno di tre ore, di cui ben un’ ora e quattro minuti concentrati nel primo set.  Thiem non incontrerà lunedì  Rafa Nadal, con cui perse agli ottavi di Montecarlo, bensì lo spagnolo Granollers, con cui invece ha sempre vinto nei tre precedenti. Una vittoria  proietterebbe l’austriaco sempre più a ridosso della top ten, con un tabellone che potrebbe davvero sorridere a Thiem, inserito dalla stessa parte di Djokovic.  Comunque vada, per Thiem, così come anche per Zverev,  il futuro è tutto dalla loro parte e questo scontro in uno slam potrebbe essere ricordato come il primo di una lunga serie.

[11] D. Ferrer b. [21] F. Lopez 6-4 7-6(6) 6-1 (Manuel Calcaterra)

A riprova che in campo maschile le nuove leve faticano ancora ad emergere negli appuntamenti importanti, salvo poche eccezioni, il 2016 si presenta come l’edizione con il maggior numero di over 30 al terzo turno di un Roland Garros dell’era Open (ben 15). Tra questi, troviamo i protagonisti del derby spagnolo in programma sul campo 1: i coetanei David Ferrer, che a Parigi ha raggiunto la sua unica finale Slam nel 2013, persa contro “The King of Clay” Rafael Nadal, e il mancino Feliciano Lopez, mai andato oltre i 16° di finale sulla terra parigina.

Anche se Ferrer è appena uscito dalla Top10, cosa che non accadeva da 6 anni, il pronostico è tutto in suo favore, sia per il vantaggio negli scontri diretti (9 a 6), sia per l’impietoso 0-5 sulla terra con cui si presenta Feliciano. E infatti è David ad infilare il primo allungo, strappando il servizio al proprio avversario nel sesto gioco del primo set. Il mancino di Toledo, però, reagisce piazzando subito il contro-break e variando il gioco nel tentativo di non dare ritmo ai colpi del rivale; ma seppur pregiati, il rovescio in back, i drop-shot e i lob di Feliciano non sembrano sufficienti contro il muro difensivo di Ferrer, che conquista il primo parziale per 6-4, in 40’ di gioco. Lopez non demorde e in apertura di secondo set ottiene immediatamente un gioco di vantaggio, ma ancora una volta la caparbietà di David esce fuori nel momento decisivo, recuperando il break di svantaggio nel decimo gioco, con il set che si allunga fino al tie break, ancora in favore di Ferrer. Nel terzo parziale la storia non cambia: il gioco di Feliciano Lopez, bello perché ricco di variazioni e colpi di buon livello tecnico, risulta però poco efficace contro Ferrer, che si dimostra più concreto e solido nelle fasi decisive della partita, portandosi subito in vantaggio di un break prima della sospensione per pioggia. Al rientro, sul 2-1 e servizio Ferrer, chi sperava in una rimonta da parte di Feliciano Lopez rimane deluso: il trentaquattrenne mancino, infatti, crolla definitivamente, subendo un parziale di 4-0 senza storia. David Ferrer conquista, quindi, il terzo set con il punteggio di 6-1 e la partita per 3 set a 0 in 2h e 25 minuti di gioco.

[12] D. Goffin b. N. Almagro 6-2 4-6 6-3 4-6 6-2 (Bruno Apicella)

David Goffin conquista per la seconda volta in carriera gli ottavi di finale al Roland Garros. È stata una battaglia, conclusa solo al quinto set, il match che ha visto la testa di serie numero 12 del torneo battere il numero 49 del mondo Nicolas Almagro in quasi tre ore di gioco. Goffin dà continuità ai risultati della sua stagione e migliora il terzo turno dell’anno scorso durante il quale fu sconfitto dal francese Jeremy Chardy. Ad inizio match è il belga ad ottenere subito il break e a imporre il suo tennis fatto di velocità e anticipo; mentre lo spagnolo prova a forzare i colpi ma commette diversi errori e perde il set per 6-2. Almagro, nel secondo parziale, reagisce: dà maggiore profondità e potenza ai colpi e ottiene un doppio break di vantaggio. Goffin prova a risalire ma lo spagnolo al momento di chiudere non trema e porta il match alla parità chiudendo il set per 6-4.

Nel terzo set cresce l’intensità degli scambi con i due giocatori che trovano diverse soluzioni interessanti, ma è la maggiore solidità del belga a fare la differenza. Goffin conquista il break nel momento decisivo e fa suo il terzo parziale per 6-3. Lo spagnolo ritrova sicurezza, lascia andare i colpi e gioca sempre più vicino alla linea di fondo mentre nei turni di battuta è più centrato. E riesce a chiudere il set nel turno di risposta grazie anche ad un dritto più incisivo. Il match va al quinto e decisivo set: è Goffin a prendere il comando dell’incontro e a portarsi subito avanti nel punteggio prima di chiudere per 6 giochi a 2. Il numero 13 del mondo conquista per la seconda volta gli ottavi a Parigi dopo il 2012 (era stato ripescato come lucky loser) trovò sul suo cammino Roger Federer; ora, lo attende la sfida con il lettone Ernests Gulbis.

[14] R. Bautista Agut b. B. Coric 6-2 6-3 6-3 (Giovanni Vianello)

Successo più agevole del previsto per Roberto Bautista Agut su Borna Coric, il giovane emergente croato che sta incontrando qualche difficoltà in più di quanto auspicato nel suo processo di maturazione. Si ferma per il secondo anno consecutivo al terzo turno il cammino del croato al Roland Garros. Il primo set è un monologo dello spagnolo, che trova in Borna una resistenza scarsa, con il croato che commette molti errori di dritto. Il secondo parziale è il più lottato, con Coric che si porta avanti 3-1, ma subisce poi un parziale di 5-0 e perde il set 6-3. Bautista prosegue a trovare vincenti con il dritto, mentre Borna proprio con il dritto fatica ad aprirsi il campo. Come nel primo set, nel terzo Bautista Agut trova velocemente il break (addirittura al primo gioco) e mantiene il vantaggio acquisito fino al termine del parziale, strappando la battuta in una seconda occasione all’avversario sul 5-3. Ennesima prova di non sufficiente esperienza da parte di Coric, che delude non tanto per la sconfitta, che può anche starci data la grande esperienza di Bautista-Agut, ma per la pesantezza della sconfitta, con il croato che non è mai praticamente stato in partita ed ha perso ben due parziali con due break di svantaggio.

[7] T. Berdych b. [25] P. Cuevas 4-6 6-2 6-3 7-5 (Chiara Nardi)

Tomas Berdych supera l’uruguaiano Pablo Cuevas per la prima volta in carriera. Si erano affrontati per la prima volta lo scorso anno a Pechino e in quell’occasione a prevalere fu Cuevas. Nel primo set Berdych inizia male, commette molti errori e perde subito il servizio. Cuevas è molto solido e gli scambi molti lunghi. La testa di serie n. 7 ha la possibilità di agganciare il suo avversario, ma non la sfrutta e grazie ad un errore di dritto di Berdych, Cuevas si aggiudica il primo parziale. Nel secondo set il tennista ceco riduce drasticamente gli errori e mette a segno il primo break nel quarto game con una risposta vincente. Il servizio e il dritto aiutano molto Berdych, che chiude con un ace il secondo set. Nonostante il punteggio del terzo set sia netto, Berdych deve annullare quattro palle break a Cuevas, che in alcuni casi manca di lucidità. Nel quarto set entrambi i giocatori tengono il servizio senza difficoltà fino al 4-3 per Cuevas, che si procura una palla break, ma la spreca mandando in rete il rovescio. Sul 5-5 arriva il break per Berdych grazie ad un errore dell’uruguaiano al termine di uno scambio lungo e successivamente si aggiudica il match al primo match point. Agli ottavi affronterà David Ferrer, testa di serie n. 11. Lo spagnolo conduce 7-6 nei testa a testa, ma Berdych ha vinto quest’anno a Madrid.

E. Gulbis b. [6] J.W. Tsonga 2-5 rit. (Raoul Ruberti)

Il quarto di tabellone “maledetto” miete una nuova vittima: Jo-Wilfried Tsonga, padrone di casa e principale candidato, al fianco di Dominic Thiem e David Goffin, ad occupare lo slot nelle semifinali lasciato libero dal forfait di Rafael Nadal. Il francese è stato costretto a ritirarsi avanti per 5-2 nel primo set, contro un Ernests Gulbis non certo scintillante. Un quasi inciampo al termine di uno scambio, sommato a un riscaldamento non ottimale – il match, causa pioggia, era iniziato con ore di ritardo – e alla temperatura fredda e umida di Parigi, ha fatto riaffiorare il problema all’adduttore della gamba sinistra che già gli aveva impedito di partecipare agli Internazionali, dove avrebbe esordito proprio contro Gulbis. E dire che tra i due, nelle fasi iniziali di match, era il lettone ad essere apparso bloccato. Se il suo colpo distintivo del torneo sembra essere ormai il vincente in risposta alla seconda di servizio, catturata con disinvoltura sia di dritto che di rovescio, le sue volée si stavano dimostrando meno che dozzinali. La competizione tra chi ruggisce più forte, in buona sostanza, la stava dominando Tsonga. Finché lo stesso Tsonga non si è bloccato, scomparendo negli spogliatoi per farsi curare dal fisioterapista e riemergendone unicamente per stringere la mano al suo avversario, prima di ripiombarvi dentro quasi in lacrime.

Risultati:

E. Gulbis b. [6] J.W. Tsonga 2-5 rit.
[1] N. Djokovic b. A. Bedene 6-2 6-3 6-3
[13] D. Thiem b. A. Zverev 6-7(4) 6-3 6-3 6-3
[12] D. Goffin b. N. Almagro 6-2 4-6 6-3 4-6 6-2
[11] D. Ferrer b. [21] F. Lopez 6-4 7-6(6) 6-1
[7] T. Berdych b. [25] P. Cuevas 4-6 6-2 6-3 7-5
[14] R. Bautista Agut b. B. Coric 6-2 6-3 6-3

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Gli outfit del Roland Garros 2021

Dopo un Roland Garros 2020 decisamente avaro di sorprese ‘stilistiche’, quest’anno tanti brand hanno fatto centro. Nike vince con la semplicità, Head e Lacoste… la coppa!

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

L’anno scorso c’eravamo divertiti poco a commentare gli outfit di quello strano Roland Garros d’autunno, tra collezioni già viste e obbrobriosi scaldamuscoli per difendersi dalle rigide temperature. Quest’anno si è fortunatamente tornati alla normalità. Le stelle del tennis hanno potuto sfoggiare vestiti preparati appositamente per l’occasione dai grandi brand. E noi siamo ben lieti di poterveli commentare: tra mise degne della cornice parigina e rovinose cadute di stile.

Rafa Nadal – Nike

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

A Parigi Rafa abbandona il pantaloncino bianco che su di lui sta sempre benissimo, per un lugubre nero che proprio fortuna non gli porta. Nike ha cercato di ravvivare l’outfit con la classica maglietta fluo, in questa occasione gialla, ma senza ottenere un risultato originale, anzi. Da salvare assolutamente però le scarpe che possono diventare le sneakers di tendenza del marchio americano per questa estate 2021. Su di esse fa bella mostra il numero 13, ovvero come tutti ben sapete gli slam parigini vinti fino a oggi da Nadal. Nota positiva quindi in questa sconfitta per Rafa, la possibilità di riutilizzare questo riuscitissimo modello anche per il Roland Garros 2022. In fin dei conti come le Loro Altezze Reali, Kate Middleton e Letizia di Spagna, insegnano non c’è niente di più chic di un capo riciclato in più occasioni. (Chiara Gheza)

 

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Finalmente una scelta vincente per Serena. A Parigi, quest’anno, la campionissima statunitense sfoggia un outfit decisamente azzeccato. Innanzitutto il colore: quel verde tra la menta, il pistacchio e leggermente fluo rispecchia il tennis di carattere ed esplosivo della 23 volte campionessa Slam. E poi spicca benissimo sull’ocra della terra, creando un mix di colori vivaci che annunciano il tempo dell’estate. La fascia nera in vita, decisamente elegante, ci sta a pennello, facendo da contrasto alle tinte luminose dell’abitino. Il gonnellino un po’ asimmetrico è grazioso e aggiunge un tocco di leggerezza ai pantacourt, molto più grintosi ed essenziali.

Per finire, le scarpe. Come accade sempre con Serena, nulla è lasciato al caso. Non solo le stringhe sono anch’esse di colore verde fluo ma, soprattutto, sono calzature che, in un certo senso, “raccontano” la storia e la personalità di “Queen” Serena, in particolare con la scritta in francese “Je ne m’arrêtrai jamais” (non mi fermerò mai). Insomma, nonostante la sconfitta (a Porte d’Auteuil ha perso contro Rybakina), Serena Williams continuerà a inseguire il 24° Major. Le avversarie sono avvisate. (Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic e gli altri atleti Lacoste

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Come abbiamo ripetuto più e più volte tra le pagine di questa rubrica il connubio Lacoste/Djokovic si dimostra a ogni torneo e soprattutto a ogni slam vincente. Sicuramente quello che ormai è diventato un classico abbinamento di pantaloncino bianco e maglia tinta unita, e viceversa, si rivela sempre elegante e di estrema classe. A Parigi il colore prescelto era un rosso aranciato. Certo, però, dopo tanti outfit simili potrebbe essere arrivato per Lacoste il momento di osare inserendo un tocco di originalità ai completi del numero 1 del mondo. Originalità che non abbiamo visto sul campo, ma che è spuntata in occasione delle foto di Nole con il trofeo del Roland Garros davanti alla Tour Eiffel. La polo bianca, infatti, riportava un coccodrillo un pochino più grande accanto a una riproduzione stilizzata dello stesso Nole. Promossa a pieni voti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il resto degli atleti Lacoste, uomini e donne, si è invece presentato in campo con capi presi della collezione speciale riservata al Roland Garros. Che anche quest’anno si è contraddistinta per uno stile pulito ed elegante, in grange armonia con la passerella parigina. I colori scelti per quest’anno sono il navy e un giallo canarino che vorremmo vedere più spesso sui campi dei due circuiti, anche perché ben “stacca” con qualunque superficie. Per i maschietti c’era anche una polo in verde scuro, altra tonalità estremamente sottovalutata dai brand di abbigliamento di tennis.

Il meglio, forse, il brand del coccodrillo lo ha riservato per le donzelle. Il vestito di Anastasia Pavlyuchenkova era davvero apprezzabile, con quel lungo scollo a v sul seno e le pieghe in fondo. Peccato per le Nike nere che non c’entravano quasi nulla. Daniil Medvedev avrebbe dovuto risolvere questo problema di matching tra vestito e scarpe da qualche torneo, essendo diventato testimonial delle nuove scarpe performance di Lacoste. E invece il suo total blue si interrompe proprio con delle scarpe bianche. A questo punto cominciamo a pensare che il problema sia del russo e non del coordinamento tra le aziende che gli passano il materiale tecnico. (Valerio Vignoli)

Anastasia Pavlyuchenkova – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Roger Federer – Uniqlo

Roger Federer – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non vedevamo Roger Federer in uno Slam praticamente da un anno e mezzo. E, in tutta onestà, la sua classe tanto nei gesti quanto nei vestiti, c’era mancata. Questo completo griffato Uniqlo però lascia un pochino perplessi. Non è una stecca, per carità. Ma nemmeno un vincente. Il rosso al Roland Garros sulla terra rossa si matcha male. Lo ribadiamo per la millesima volta. Qui si compensa con una tonalità viva ma non troppo, sportiva ma non troppo, elegante sicuramente. L’abbinamento con un grigio scuro è efficace oltreché, a memoria, già stato sperimentato con successo dal fuoriclasse di Basilea. Però boh. Niente di trascendentale. Ci si aspettava qualcosa di più forse.

Da notare come questa sia stata praticamente la prima volta di Federer in uno Slam senza scarpe firmate Nike. A Parigi, infatti ai suoi piedi c’erano delle scarpe fatte da “On”, un brand svizzero noto per le sue calzature da corsa, di cui Roger è uno dei principali azionisti. A contrario del modello di Federer “da passeggio”, queste scarpe tecniche non sono ancora in commercio e non è chiaro se e da quando lo potranno essere. Così come è particolarmente difficile acquistare anche i suoi completi Uniqlo, almeno in Italia, se non dal sito della azienda nipponica. Un paradosso considerato l’enorme potenziale di marketing del campione rossocrociato. (Valerio Vignoli)

Barbora Krejcikova – Head

Barbora Krejcikova – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Molto posata e discreta la neocampionessa del Roland Garros, Barbora Krejcikova. E lo conferma anche il suo outfit che è ben lontano da eccessi e vistosità. Si tratta di un completo alquanto tradizionale, con un gonnellino blu notte molto corto e stretto, associato ad una canotta molto semplice che, tuttavia, rivela un guizzo fantasioso, proprio come succede a volte nel gioco di ‘Bara’. Ricordiamo infatti che la ceca è anche una doppista provetta (tant’è che, oltre al singolare, a Parigi ha vinto anche il titolo in doppio) e quindi dotata di un tennis completo e spesso raffinato. Infatti quella striscia obliqua color azzurro ‘Tiffany’ viene a vivacizzare e rinfrescare quanto basta il top bianco e blu. Semplice ma di effetto. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Con Lotto e il nostro Matteo siamo alle solite: ok la pulizia, ok il minimalismo, ma si potrebbe osare un pò di più. In fondo, il completo indossato dal nostro n.1 in questa fortunata campagna sulla terra rossa, terminata agli Open di Francia, non è altro che la più semplice delle combo maglietta bianca-pantaloncino nero. A rendere per così dire originale l’outfit ci sono solamente i dettagli in lilla (colore che se usato con parsimonia come in questo caso ha un suo perché): sui fianchi della maglietta e a richiamo nei polsini. Per così dire per l’appunto. C’è chi azzarda troppo e chi lo fa troppo poco. Il brand di Trevignano (Treviso) rientra sicuramente in questo secondo schieramento, almeno quando si tratta di vestire Berrettini.

Aggiornamento sulla nostra battaglia per far togliere il cappellino all’indietro a Matteo: non è stata ancora vinta ma noi non molleremo. Mai. Intanto il cappello ce lo togliamo noi di fronte al grande match giocato dall’azzurro contro Nole. (Valerio VignolI)

Fabio Fognini – EA7

Fabio Fognini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Armani è sempre sinonimo di classe ed eleganza in tutto il globo. A Parigi, però, secondo nostro modestissimo parere, il colore scelto per l’outfit di Fognini non sembra essere particolarmente riuscito. Fabio aveva inaugurato la stagione su terra rossa con un completo in total azzurro Tiffany, già molto impegnativo da portare, ma comunque originale. Sulla terra rossa del Roland Garros il modello resta lo stesso ma l’azzurro tiffany si trasforma in un fucsia/viola quasi fastidioso per l’occhio di chi guarda. Le scarpe rimangono però le stesse scelte per l’abbinamento di Montecarlo, ovvero azzurre e aggiungiamo menomale; il fucsia anche ai piedi sarebbe stato davvero troppo. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Il brand del baffo per una volta punta sulla sobrietà ed eleganza. Era ora, viene da dire. La collezione nike per questo Roland Garros è giocata sull’accostamento di tonalità scure e quindi di impatto sui campi in terra rossa parigini: blu (nelle sue varie tinte, dal navy al petrolio), grigio fumo, e un viola brillante ma non sgargiante (come quello che troppo spesso abbiamo visto nei circuiti negli ultimi anni e che hanno invece proposto gli arci-rivali di Adidas). A questo azzeccato match di colori è stato combinato un sapiente gioco di trame e texture, con l’inserimento di sottili pinstripes e inserti in trasparenza per le donne. Insomma, Nike ha fatto davvero centro quest’anno nella capitale della moda.

Il completo del nostro Lorenzo Musetti sembra uscito direttamente dalla collezione di Roger Federer, purtroppo dismessa con la dipartita del fenomeno elvetico a favore di Uniqlo. Polo viola con le righine, colletto a contrasto navy, pantaloncino grigio. Un outfit principesco per il principino del tennis italiano. Questo era il modello più riuscito della proposta maschile ma persino lo smanicato indossato di Carlos Alcaraz riusciva a mantenere una certa eleganza. Oltre che a mostrare la possente muscolatura di quello che molti etichettano già come il nuovo Nadal.

Sloane Stephens al Roland Garros 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

La rediviva Sloane Stephens, che sui campi di Bois De Boulogne si è sempre trovata a suo agio, ci mostra una delle proposte della collezione femminile di Nike. In questa raffinata canottiera si notano bene tutte le variazioni di colore, motivi e tessuti. L’afroamericana ci aggiunge il suo tocco sporty con il capellino blu petrolio. Un outfit inappuntabile e appropriatissimo per lo Slam parigino. (Valerio Vignoli)

Collezione Adidas

Stefanos Tsitsipas
Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Molo elegante Stefanos Tsitsipas nel suo completo Adidas. Semplice ma brillante, con shorts luminosi, con quel viola acceso dai riflessi un po’ ciclamino che compensa la grande semplicità della t-shirt bianca. Ciò che stona invece sono scarpe e calzini neri. Un tocco troppo “dark” a un completo la cui brillantezza si addice benissimo alla vivacità del tennista greco.

Alexander Zverev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non ci siamo invece per quanto riguarda il look di Zverev. Stessi shorts di Tsitipas, giusto un pò più lunghi, e va bene, ma la t-shirt smanicata nera proprio non va. Una canotta che manca di eleganza, troppo svolazzante e larga e, diciamolo, un po’ troppo da spiaggia. (Laura Guidobaldi)

Fila x MSGM

Sofia Kenin – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo aver presentato una collezione un pò scialba agli Australian Open, Fila cambia decisamente passo per il Roland Garros. E lo fa grazie ad una Capsule Collection studiata insieme a MSGM, brand italiano fondato poco più di una decina di anni fa a Milano, che fonde la qualità del Made in Italy con una spiccata vocazione allo streetwear: la “moda di strada” ormai definitivamente sdoganata da tutte le grandi firme. Il risultato di questa collaborazione è stato la cosa più interessante vista in campo a questi Open di Francia in termini di vestiario. Il modello probabilmente che meglio rappresenta l’intera collezione è il vestito dell’americana Sofia Kenin. Salta all’occhio la trama multicolore e caleidoscopica, in cui si possono scorgere delle foglioline verdi, su uno sfondo che varia tra il blu, il viola e l’azzurro. Quel colletto nero e bianco a contrasto, molto stretto sul collo e di un tessuto diverso, dà esattamente quel tocco di contemporaneità. Le scarpe in pendant completano un outfit che più generazione z non si può.

Diego Schwartzman – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Ma è degna di nota anche la parte maschile della collezione. La t-shirt di Diego “El Peque” Schwartzman si contraddistingue per una vaporosissima stampa rosa porcellino, con cui contrastano ancora i bordini e il colletto a strisce bianche e nere, più sottili rispetto a quelle del vestito di Kenin. Il motivo è ripreso nei pantaloncini bianchi. Un completo eccentrico ma di grande impatto e richiamo streetwear. Fila ha decisamente portato una ventata di freschezza a Parigi insomma. (Valerio Vignoli)

Coco Gauff – New Balance

Coco Gauff al Roland Garros 2021 (Credit: @rolandgarros on Twitter)

Un outfit dalla trama futurista per Coco Gauff. Ed è una scelta azzeccata da New Balance, perché l’abitino rappresenta ad hoc la “rising star” americana, la campionessa del futuro. Si tratta di un capo ad effetto, estremamente grintoso, come la personalità della 17enne. Molto bello il top nero, aggraziato dalle spalline sottili ma comunque molto semplice ed essenziale. A spezzare l’uniformità e la semplicità del top ci pensa la gonna, dalla fantasia un po’ anarchica e geometrica, con le sfumature del grigio e del giallo. Insomma, un modello che esprime grande grinta e solidità con un tocco di luminosità al tempo stesso. Un’altra scelta felice è la fascia rossa per i capelli, che dona tantissimo a Coco. La fascia non solo vivacizza ulteriormente l’abito ma, con quella tinta, strizza l’occhiolino all’ocra parigina. Un modello molto adatto, insomma, a un’atleta giovane e spigliata, dal tennis sempre più esplosivo. (Laura Guidobaldi)

Alejandro Davidovich Fokina – Diadora

Alejandro Davidovich Fokina – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Diadora è un marchio storico in Italia, non solo nel tennis. Ricordi carissimi sono legati a un campione di calcio del quale si è tornato a parlare moltissimo nell’ultimo mese grazie a una produzione Netflix: Roberto Baggio. A Parigi è Davidovich Fokina a indossare un completo Diadora che promuoviamo a pieni voti (e non solo a causa della nostalgia per Baggio). Il pantaloncino grigio scuro corredato da maglia grigia chiara con maniche arancioni è allo stesso tempo elegante e particolare. Forse i colori possono sembrare spenti a prima vista, ma rispetto ai tanti toni fluo che negli ultimi anni imperversano sui campi da tennis, è una scelta fuori dal coro che ci piace molto. (Chiara Gheza)

Con la collaborazione di Chiara Gheza

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Al femminile

Il Roland Garros di Krejcikova e dei ritiri

Lo Slam sulla terra rossa ha proposto quattro semifinaliste esordienti e una vincitrice a sorpresa. Ma anche tanti problemi fisici delle giocatrici di vertice

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Barbora Krejcikova - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2021 femminile si è concluso da alcuni giorni, la finale è stata disputata sabato scorso, eppure sono ancora intatte le mie perplessità sul torneo. Che Slam è stato? Come mettere in ordine di importanza gli eventi accaduti? Come ricorderemo la vittoria di Barbora Krejcikova? Come l’avvento di una giocatrice dalla maturazione tardiva, ma poi capace di mantenersi stabilmente ai piani del tennis? O invece come una impresa irripetibile, favorita da una serie di circostanze del tutto particolari?

Probabilmente solo i tempi della storia ci consentiranno di capire con certezza quali aspetti vadano considerati più rilevanti, e come inquadrarli. Ma credo che un discorso sulla qualità generale offerta dal torneo vada affrontato già oggi. Per questo tema rimando all’ultima pagina dell’articolo. Intanto cominciamo a parlare di chi ha vinto.

Barbora Krejcikova
E così, a Roland Garros terminato, gli albi d’oro ci dicono che Barbora Krejcikova non è solo la campionessa del singolare, ma anche la regina del torneo di doppio. Una impresa straordinaria: la accoppiata nei due tornei parigini non riusciva da 21 anni, dai tempi di Mary Pierce (edizione del 2000). E prima di lei, nell’era Open, ci sono riuscite solo Navratilova (1982, 1984), Ruzici (1978), Evert (1974, 1975), Court Smith (1973) e King (1972). E con il titolo di doppio, conquistato insieme alla storica compagna Siniakova, Barbora è tornata numero 1 delle classifiche di coppia.




 

In pratica nel giro di qualche mese Krejcikova si è trasformata da giocatrice specialista del doppio a protagonista assoluta, capace di risultati eccezionali in singolare. Come è stato possibile? Nata nel dicembre 1995, Barbora ha sviluppato una carriera inusuale, con una accelerazione di risultati in parte dovuta alla anomalia della stagione 2020, quella della pandemia.

Nella sua storia si possono identificare una serie di passaggi cruciali, che l’hanno portata fino alla situazione di oggi. Il primo momento chiave risale al 2013. Barbora, allora teenager, dopo essere stata una ottima junior (numero 3 del ranking), deve decidere se tuffarsi nel mare aperto del professionismo o se optare per soluzioni meno ambiziose ma più sicure, come per esempio l’attività nei tornei NCAA (il circuito delle università americane). Ne parla con i genitori, e d’accordo con la mamma prova a rivolgersi a Jana Novotna per avere un consiglio. Sia Krejcikova che Novotna sono nate e abitano a Brno, perché non approfittarne e sentire il parere di una campionessa così esperta?

Krejcikova si presenta a casa di Novotna con una lettera, e la risposta di Jana è sorprendente: non solo le consiglia di abbracciare senza tentennamenti l’attività professionistica, ma si offre di farle da coach per affrontare il complicato mondo dei tornei ITF, il passaggio obbligato che precede il ben più ricco Tour WTA.

Anche se non arrivano risultati immediati, le stagioni con Novotna la formano sul piano tecnico e mentale, e costituiscono la base della sua esperienza di giocatrice professionistica. Barbora in seguito dovrà per forza proseguire con altri coach quando Jana è costretta a smettere di allenarla per l’aggravarsi delle condizioni di salute.

Un secondo momento fondamentale nella carriera di Krejcikova va datato 2018, quando torna a formare un team stabile di doppio insieme a Katerina Siniakova. Barbora e Katerina sono quasi coetanee (Siniakova è più giovane di sei-sette mesi), e hanno giocato insieme già in diverse occasioni. Ma soprattutto la loro coppia ha conquistato tre junior Slam (Roland Garros, Wimbledon, US Open) nel 2013, prima che le loro strade si separassero alla fine della attività giovanile. Dal 2018 affrontano di nuovo insieme i tornei a livello WTA, e i risultati arrivano molto in fretta, risvegliando l’antica alchimia: semifinale a Doha, finale a Miami, vittoria al Roland Garros, vittoria a Wimbledon. La semifinale allo US Open e la finale al Masters valgono anche la posizione numero 1 delle classifiche di specialità.

I successi nel doppio significano non solo la tranquillità economica per proseguire la attività in singolare, ma permettono a Krejcikova di affrontare stadi e pubblici in occasioni importanti, che da singolarista non avrebbe la possibilità di sperimentare.

Un terzo momento fondamentale della carriera di Krejcikova arriva nel 2020, con la pandemia. Al contrario di quasi tutte le altre giocatrici, per lei lo stop del circuito internazionale si trasforma in una insperata fase di crescita. Lo ha raccontato lei stessa diverse volte. Qui mi rifaccio alla conferenza stampa di qualche giorno fa a Parigi, dopo la vittoria su Sloane Stephens. Domanda: “Durante il torneo di Strasburgo hai raccontato che per te sono stati fondamentali alcuni tornei giocati nel periodo della pandemia in Repubblica Ceca. Hai detto che ti hanno fatto sentire più pronta ad affrontare la sfida del singolare”.

Risposta: “Sì, penso siano stati davvero importanti. Ho avuto l’opportunità di giocare contro tutte le migliori ragazze della Repubblica Ceca, che ha tante buone giocatrici. Non ho avuto solo l’occasione di misurarmi con loro, ma anche di osservare come si allenano, come si preparano per le partite, etc. etc. Tutto questo mi ha davvero aiutato perché io ero fuori dalla top 100, ma in quei giorni mi sono resa conto di potermela giocare con tutte. Solo la mia classifica non era all’altezza, e non mi permetteva di partecipare ai loro stessi tornei. Ho capito che dovevo progredire nel ranking per dimostrarlo”.

Al primo impegno dopo lo stop per pandemia, Krejcikova partecipa al WTA di Praga grazie a una wild card (in quel momento è numero 118 del ranking) e perde al secondo turno da Simona Halep per 3-6, 7-5, 6-2. Ha di fronte una Halep in ottima condizione, che avrebbe vinto non solo quel torneo, ma anche i successivi Internazionali di Italia, eppure Barbora nei primi due set gioca benissimo, impegnando molto seriamente la numero 2 del mondo. Il salto di qualità è evidente, e mancano solo le occasioni per confermarlo.

Arriva il Roland Garros 2020, lo Slam autunnale. Grazie ai forfait di diverse giocatrici, Krejcikova entra per la prima volta direttamente nel tabellone principale di un Major. Di fatto è la sua terza volta in assoluto in uno Slam, visto che in precedenza, su 17 tentativi, 15 volte non aveva superato le qualificazioni: solo in due occasioni era riuscita entrare nel main draw (Roland Garros 2018 e Australian Open 2020) . Ma quella che scende in campo a Parigi è ormai una giocatrice matura, molto più sicura di sé e delle proprie possibilità. E infatti raggiunge il quarto turno (sconfitta da Podoroska in tre set) dopo avere battuto Strycova e Pironkova.

La crescita si consolida ulteriormente nel 2021, con altri due passaggi fondamentali: la finale a Doha, torneo WTA 1000, persa contro Muguruza; e infine il primo successo in carriera, nel WTA 250 di Strasburgo. La vittoria nella finale alsaziana contro Sorana Cirstea è l’ultimo gradino che le serve per scendere in campo a Parigi senza porsi limiti.

a pagina 2: Krejcikova al Roland Garros 2021

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Flash

Steve Flink: “Il terzo set di Djokovic-Nadal al Roland Garros è stato il più bello della loro rivalità”

Ultimo video con il Direttore Scanagatta: Djokovic può fare il Grande Slam? La doppietta di Krejcikova e i difetti caratteriali di Zverev

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Rafael Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (ph. ©Cédric Lecocq _ FFT)

Quella del 2021 è stata un’edizione del Roland Garros con tanti spunti e altrettanti momenti da ricordare, non c’è dubbio. Ubaldo Scanagatta e Steve Flink hanno provato a fare il punto, spaziando dalle grandi rimonte di Djokovic all’interruzione del regno di Rafa Nadal, con uno sguardo anche a Wimbledon già imminente. Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

1:14 – Su Djokovic-Nadal. Ubaldo: “Il terzo set è stato uno dei migliori set che abbia mai visto e anche Djokovic lo ha evidenziato come uno dei suoi migliori match giocati al Roland Garros”. Flink: “Nel primo set erano entrambi nervosi, non è stato un grande set, il secondo è stato giocato molto bene, il terzo è stato il miglior set che abbiano giocato l’uno contro l’altro, nel quarto Djokovic ha giocato benissimo mentre Nadal era esausto. È stata una grande performance da parte di Djokovic, una fantastica rimonta e un terzo set che tutti noi ricorderemo”. Ubaldo: “Nel terzo set ci sono stati sette game ai vantaggi, entrambi hanno avuto break point. Per quanto concerne le emozioni non potevamo chiedere di meglio, un ritmo e una intensità incredibili”.

 

4:40 – Flink: “Chiunque avesse vinto il terzo set avrebbe portato a casa il match”. Ubaldo: “Quando hanno iniziato il tie-break del terzo set la sensazione è stata la stessa. L’inizio del quarto set stava per smentirci, ma poi Djokovic ha vinto sei game di fila”. Flink: “Rafa sembrava una po’ scoraggiato, non sembrava avere la stessa fiducia in sé stesso che di solito lo contraddistingue”.

08:40 – Flink: “Djokovic ha fatto un gran lavoro sia agli Australian Open che a Parigi. L’anno scorso la sua priorità era il record di settimane da numero 1 e lo ha ottenuto, quest’anno il suo obiettivo era di vincere tutti e quattro gli Slam e ha conquistato i primi due dell’anno”.

09:40 – Sulla finale con Tsitsipas. Flink: “La partita è cambiata nel momento in cui ha fatto il break del 3-1 nel terzo set in quel game molto combattuto, da lì in avanti non hai più avuto problemi nei suoi turni di servizio”. Ubaldo: “A volte Tsitsipas gioca bene all’inizio e poi perde un po’ la concentrazione, ma da quel momento Djokovic non ha concesso più nulla”.

11:50 – Ubaldo: “Ci sono stati due Djokovic. Quello contro Nadal è stato molto emozionante, le urla, le grida, l’incoraggiarsi. In finale invece è stato un po’ piatto all’inizio, come se fosse stanco e volesse conservare le energie. Anche dopo la vittoria è stato molto calmo”.

17:00 – Flink: “Djokovic ricorderà questo torneo principalmente per il match contro Nadal, ma anche per aver trovato il modo di vincere questa finale dopo essersi trovato due set in svantaggio, anche se non era ispirato come lo era contro Nadal”.

18:50 – Ubaldo: “Djokovic è stato criticato per il suo modo di comportarsi contro Berrettini, quando ha urlato prima e dopo il match point. Nadal e Federer non si sarebbero mai comportati in quel modo”. Flink: “Aveva un sacco di emozioni represse nel match contro Berrettini. È una questione di personalità, esprime le sue emozioni ma è anche una persona cortese. Penso che i media e i fan lo prendano di mira. Non gli danno abbastanza credito per le sue qualità”.

24:45 – Su Tsitsipas-Zverev: Ubaldo: “Quando Zverev si avvicina alla rete e non sta troppo a fondocampo è il miglior atleta tra i giovani, insieme a Tsitsipas. È molto pericoloso sia con il dritto che con il rovescio”. Flink: “Concordo, e se Zverev avesse fatto il break nel primo game del quinto set avrebbe affrontato lui Djokovic in finale invece di Tsitsipas”.

26:00 – Sulla performance di Zverev: “Non puoi giocare in quel modo e poi lamentarti, non puoi permettere che uno come Tsitsipas vada due set sopra. Non credo lui abbia il giusto temperamento, perché si trova spesso in situazioni simili”.

28:20 – Sulle possibilità del Grande Slam. Ubaldo: “Adesso tutti parlano della possibilità di Djokovic di vincere tutti e quattro gli Slam, e per me è il favorito a Wimbledon, dove ha già vinto cinque volte, e probabilmente lo sarà anche allo US Open. Zverev forse è l’unico vero avversario di Novak a Wimbledon”. Flink: “Concordo con te, ma ricordiamoci del 2016, quando era nella stessa situazione di oggi e perse al terzo turno contro Querrey per eccesso di confidenza. Sarei molto sorpreso se una cosa del genere si ripetesse. Non sentirà la pressione a Wimbledon, mentre potrebbe avvertirla allo US Open”.

34:45 – Sul torneo femminile. Flink: “Speravo vincesse Sakkari, perché è dinamica sul campo, si muove bene ed è divertente da vedere in campo. Krejcikova e Pavlyuchekova hanno giocato una finale di buona qualità”. Ubaldo: “Principalmente il terzo set, perché nei primi due set non hanno mai giocato bene nello stesso momento”. Flink: “Krejcikova dovrebbe essere orgogliosa di quello che ha fatto, ha sconfitto Stephens, Gauff e salvato match point contro Sakkari”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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