ATP Challenger Bergamo: Berrettini tiene a galla l’Italia

Il romano, ultimo azzurro in gara a Bergamo, si concede un giorno in più: tiene a bada Nils Langer e acciuffa i quarti. Stasera super-sfida contro Golubev, il kazako residente in Italia

ATP Challenger Bergamo: Berrettini tiene a galla l’Italia
Matteo Berrettini - ATP Challenger Bergamo 2017 (Credit Antonio Milesi)

BERRETTINI È UNA REALTÀ – Contro Laslo Djere non aveva lasciato grandi sensazioni, ma il 6-4 7-5 contro Nils Langer conferma che Matteo Berrettini sta diventando un giocatore vero. Fermo per un infortunio al ginocchio che lo ha bloccato per quasi tutto il 2016, non avrà punti da difendere fino a settembre. Significa che ogni punto, ogni vittoria, gli consentirà di salire. I quarti al Trofeo FAIP-Perrel gli garantiscono una proiezione intorno al numero 339 ATP (oggi è n.372). Matteo sa che la piena maturità (fisica, tecnica, mentale) arriverà tra qualche anno, ma il suo modo di stare in campo è già da vincente. Contro il tedesco ha giocato con autorità, gestendo bene i passaggi a vuoto. Berrettini partiva bene (3-1), poi incassava il ritorno del tedesco ma trovava il break decisivo, a zero, nel nono game. Nel secondo poteva prendere il largo già sull’1-1, ma un servizio vincente teneva a galla Langer. Il romano giocava un pessimo game sul 3-4, ma Langer si “incartava” al momento di servire per il set. Matteo ne approfittava e, sullo slancio, azzeccava uno splendido break nell’undicesimo game, sancito da un bel dritto in corsa, incrociato. A parte il ranking ATP, favorevole al tedesco, Berrettini è parso superiore in ogni settore del campo: servizio (cinque ace contro nessuno del rivale), risposta e – soprattutto – scambio da fondocampo. Se aggiungiamo la personalità con cui gioca ogni singolo punto, il punteggio è servito. Anzi, il divario è stato più ampio di quanto dica lo score. È un buon segno: significa che Berrettini ha notevoli margini di crescita, soprattutto nella gestione del match. Accompagnato a Bergamo da Umberto Rianna e dal padre, oltre che supervisionato da Corrado Barazzutti, chiuderà il programma di venerdì contro Andrey Golubev in un match che promette spettacolo.

CONFERMA JANOWICZ – Nell’ultimo match di giornata, Jerzy Janowicz ha confermato le sensazioni del primo turno. Il polacco ha avuto bisogno di 81 minuti per sbrigare la pratica Basic e ha centrato i quarti, dove è atteso da Egor Gerasimov. Jerzy si è imposto 7-6 6-2 e,non ha ancora perso il servizio nel torneo. Nel primo set si è fatto trattare dalla fisioterapista per un problema al piede sinistro: costretto al tie-break, lo chiudeva con una supersonica risposta di dritto. Nel secondo set era Basic a farsi trattare, stavolta per un problema muscolare alla coscia destra. Dal 2-2, ha perso quattro game di fila lasciando strada a Janowicz. Ottima risposta del pubblico: circa un migliaio di persone hanno affollato il PalaNorda nella sessione serale. Previsto ancora più pubblico per il weekend finale.

 

GOLUBEV, IL DOPPIO PUÒ ATTENDERE  Adriano Panatta diceva che il tennis l’ha inventato il diavolo. Di sicuro è uno sport strano, in cui le cose possono cambiare da un giorno all’altro. Andrey Golubev è un tipo pragmatico e non cambierà idea, ma non si aspettava quanto sta accadendo al Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (64.000€, Play-It). Il suo obiettivo era giocare bene in doppio, nuova priorità di carriera. Invece nella gara a due è uscito al primo turno, mentre ha centrato i quarti in singolare dopo le vittorie su Aleksandr Nedovyesov (suo compagno in Coppa Davis) e Ilya Ivashka. Quest’ultimo è stato letteralmente spazzato via: 6-2 6-1 in meno di un’ora. A tratti è sembrato di rivedere il Golubev dei tempi d’oro, quello che nel 2010 vinceva l’ATP 500 di Amburgo e saliva al numero 33 ATP. “In effetti era da parecchio non avevo sensazioni così positive – racconta Golubev – sono sceso in campo libero di testa, ho lasciato andare i colpi e ho giocato d’istinto, quello che mi riesce meglio. Giocavo bene qualsiasi colpo e l’ho costretto sulla difensiva”. Il 2017 sarà una stagione importante nella carriera di Andrey, nato in Russia, residente in Italia e punto di forza del Kazakhstan in Coppa Davis. “Per la prima volta darò la priorità al doppio, però a Bergamo tenevo a giocare bene in singolare perché sono tesserato per il Tennis Club Crema, non troppo distante da qui, e volevo fare bella figura visto che ho tanti amici da queste parti”Sul matchpoint, Golubev ha tirato un terrificante rovescio lungolinea che ha fatto sgranare gli occhi ai presenti“Puro istinto – sorride Andrey – sul 5-1 e 40-40 ho lasciato andare il braccio, ma credo che in queste condizioni ci avrei provato anche sul 5-5 e 30-30. Direi che è stato l’emblema di tutto il match”.

QUEI VECCHI CAMPI DI LEGNO – Curiosamente, Golubev non ama giocare su tappeti particolarmente veloci, ma stavolta ha trovato il giusto feeling. “In effetti non avevo grande speranze, però da bambino, in Russia, mi capitava di giocare sul legno, che è ancora più veloce. Evidentemente non ho dimenticato come ci si gioca!”. Fu proprio un filmato del giovanissimo Andrey a convincere Massimo Puci, uno dei coach italiani più preparati, a convincerlo a dargli una chance. La VHS lo ritraeva su un campo in legno, in grado di accelerare a velocità sempre più elevate. Proprio quello che sta facendo al PalaNorda. Ok il doppio, ma una prestazione del genere non può riaccendere gli stimoli anche per il singolare? “Sicuro, ma il problema è la continuità – ammette Golubev, sceso al n.314 ATP – giocare bene 2-3 settimane non mi interessa, anche se ovviamente è una bella sensazione. Io guardo più a lungo termine. Onestamente non mi interessa diventare numero 150 ATP. Non può essere né un obiettivo e neanche un punto d’arrivo, sia perché sono stato top-50, sia perché non è la mia mentalità. Sono stato numero 33: se ho la sensazione di salire al numero 32 ci provo, ma già 34 non mi andrebbe bene. Invece in doppio non ci ho mai provato: una semifinale al Roland Garros e tante vittorie in Davis, tuttavia, mi sembrano una buona base per tentare. Certo, per trovare un compagno fisso dovrò salire un po’ in classifica”. Ci sarà tempo per pensarci: adesso c’è un torneo da giocare al top, anche perché giocare senza pressione è certo un bel vantaggio.“Sicuro, mi consente di essere più sciolto. E poi ho notato che il doppio mi ha aiutato anche per il singolare. Ad esempio, in risposta sento di essere migliorato parecchio. In doppio è un colpo importante perché hai solo metà campo per rispondere. Poi succede tutto velocemente, quindi devi pensare in fretta. Tenendo conto che non ho dedicato grande attenzione al singolare, è sorprendente che abbia messo il pilota automatico”. Le motivazioni, in questo momento, sono enormi: venerdì, nell’ultimo match (secondo dalle 19.30), Golubev attende il vincitore di Berrettini-Langer. Le riflessioni sul doppio sono rinviate alla prossima settimana.

TALISMANO BERGAMO PER GERASIMOV – Continuano le sorprese: come se non bastasse l’eliminazione di Seppi, è uscito anche Lukas Lacko, numero 2 del tabellone e reduce da uno splendido terzo turno all’Australian Open. Lo slovacco si è fatto sorprendere (6-4 1-6 6-3 lo score) da Egor Gerasimov, finalista della passata edizione. Sceso al numero 468 ATP a causa di un infortunio alla schiena (con tanto di operazione), aveva rischiato di non giocare nemmeno le qualificazioni perché non aveva una classifica sufficiente. Ha avuto bisogno di una wild card e da allora ha messo il turbo. Accompagnato a Bergamo da coach Vladimir Voltchkov, ex semifinalista a Wimbledon, ha confermato che il Play-It è la sua miglior superficie: servizio e primo colpo dopo il servizio si esaltano e gli consentono di raccogliere tanti punti facili. Adesso bisognerà fare i conti con lui, specie in un tabellone dove è rimasta in gara solo una testa di serie, il francese Quentin Halys.

UN VENERDI’ PIENO DI SPUNTI – Venerdì è tempo di quarti di finale. Grandissimo programma al PalaNorda, a partire dalle 11 del mattino. Si comincia con le semifinali di doppio, con la coppia tutta azzurra composta da Andrea Arnaboldi e Stefano Napolitano a caccia della finale: non sarà facile, poiché sfideranno la coppia numero 1 del tabellone: Knowle-Shamasdin. L’austriaco, tra l’altro, è l’unico campione Slam presente a Bergamo: nel 2007 vinse lo US Open in coppia con lo svedese Simon Aspelin. Il singolare scatta alle 15.30 con Krajinovic-Boutillier, seguito da Hanfmann-Halys. C’è curiosità per osservare i progressi del giovane francese, così come per capire se Hanfmann saprà confermare l’impressionante livello espresso nei turni precedenti. Il clou arriverà in serata (si parte alle 19.30) con Gerasimov-Janowicz e Berrettini-Golubev.

Risultati:

Andrey Golubev (KAZ) b. Ilya Ivashka (BLR) 6-2 6-1
Egor Gerasimov (BLR) b. Lukas Lacko (SVK) 6-4 1-6 6-3
Matteo Berrettini (ITA) b. Nils Langer (GER) 6-4 7-5
Jerzy Janowicz (POL) b. Mirza Basic (BIH) 7-6(4) 6-2

Ufficio Stampa Trofeo FAIP-Perrel

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