Djokovic: “Ho sbagliato a non fermarmi prima”

Il campione serbo racconta i motivi dello stop di giugno e il profilo ideale del suo vice-allenatore per la prossima stagione

Djokovic: “Ho sbagliato a non fermarmi prima”

In una intervista esclusiva al giornale serbo “Vecernje Novosti, Novak Djokovic, tra le altre cose, è tornato a parlare del suo stop: “Tutto la questione attorno al mio tennis e a quello che mi è successo è molto più complicata e non può essere ridotta al gomito, anche se è stato il problema maggiore. Il gomito è stato “l’epicentro” di tutto e dai  dolori è derivata la mia insoddisfazione. Non potevo allenarmi come volevo, in campo non potevo giocare al massimo, ho dovuto adattare il servizio, e tutto questo mi ha innervosito, perché non volevo operarmi o fare una pausa. Pensavo sarebbe passato. Invece non è passato. Ho solo finito per infiammare l’articolazione ed i problemi sono aumentati, Il tennis è uno sport in cui un dettaglio, un qualcosa che non va durante il match, ti può allontanare di km dall’obiettivo, E’ come gli scacchi, una guerra psicologica e devi essere concentrato al 120% in ogni segmento del gioco. Se qualcosa ti disturba, com’era con il dolore al gomito, il tuo focus automaticamente cala. E quindi ti trovi nella situazione in cui in partita il tuo avversario gioca al massimo e tu sei all’80%. E considerate che non era facile per me vincere neanche quando ero sano”.

Ovviamente un’altra domanda è stata quella se crede che anche lui e Murray riusciranno a rientrare e tornare al top come hanno fatto Federer e Nadal quest’anno. “Federer e Nadal, Loro sono da molti punti di vista unici, tra i migliori giocatori nella storia di questo sport, sono tra le persone che hanno esercitato un influsso su di me e mi hanno permesso di farmi diventare il giocatore che sono diventato. Il loro esempio dimostra che dopo una pausa e una stagione in cui non si è giocato al massimo livello si può tornare al vertice. A tale proposito vorrei ricordare che dei giocatori di vertice ero l’unico a non avere fatto pause, e se la guardo da questa prospettiva penso che avrei dovuto fermarmi subito dopo il Roland Garros”.

 

Infine la domanda su come procede la ricerca del vice-allenatore, la persona che affiancherà Agassi nel suo team. “Il vice-allenatore? Ci sono diversi nomi su cui sto riflettendo. Non posso dirvi di chi si tratta perché ci sono diversi fattori che devono incastrarsi. Posso dirvi però il profilo che mi piacerebbe di più. Un ex giocatore che ha avuto una carriera di rilievo e che è riuscito a dare il massimo in ogni momento. Che magari non è stato n.1, ma è stato sufficientemente intelligente, saggio e perseverante da dare sempre il 100%. Qualcuno i cui valori  sono in linea con i miei”.

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