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Racchette: scopri la nuova Babolat di Nadal

TENNIS – Nuova rubrica di Ubitennis dedicata ai materiali. A testare le racchette un team di giocatori. Iniziamo con la Babolat Aero ProDrive GT 2013, la nuova racchetta di Nadal.
“Io uso la racchetta di Nadal!”, “Hai visto invece la nuova di Federer? È bellissima ma al solito ingiocabile per noi tennisti della domenica”. “Ah io sul cemento uso le scarpe di Djokovic, sono le migliori sul duro!”. Chiacchiere da club, pareri da esperti come tutti ci riteniamo nello sport fra i più personali e soli che si ricordino che chissà quante volte abbiamo sentito. Da oggi potremo meglio argomentare anche con il parere di Ubitennis.com. Infatti da oggi il nostro e vostro sito avrà la sezione dedicata ai materiali del tennis: racchette in primis, ma anche palle, corde, scarpe e abbigliamento tutto recensito da tecnici competenti e qualificati. A curare la rubrica e a testare soprattutto le racchette sarà un team composto da Daniele, giocatore di seconda categoria, maestro nazionale ed esperto di biomeccanica; Claudio, ex giocatore di terza categoria e istruttore di primo grado; Marco, tennista assolutamente malato di racchette e corde. Per i testi in laboratorio ci avvarremo della collaborazione di Pietro Federici di Federici Sport (Ceprano) che metterà a disposizione la macchina Babolat RDC. E poi di volta in volta, per cogliere meglio le sensazioni soprattutto delle racchette, verranno coinvolti giocatori che già conoscono le versioni precedenti, come nel caso della nuova Babolat di Nadal che vi presentiamo oggi.
BABOLAT Aero ProDrive GT 2013
Dati Telaio a Nudo:
Tecnologia applicata: GT e Active Cortex Technology
Materiali utilizzati: grafite alto modulo, tungsteno
Peso: 300 grammi
Piatto Corde: 100 sq.in. / 645cm2
Schema d’incordatura o Piano d’incordatura : 16 (verticali) x 19 (orizzontali)
Bilanciamento: 32 cm
Lunghezza telaio: 68,50 cm
Sezione testa/manico o Profilo testa/manico: 24-25-25-23 mm
Dati di laboratorio (Babolat RDC):
Peso con incordatura: 316 gm
Bilanciamento: 33 cm
Inerzia: 315
Deflessione corde: 66
Rigidità: 70
Corde e tensione utilizzate / consigliate : Babolat RPM Blast 1.25 – 25/25
Valore Potenza (da 0 a 100) : 52
Valore Controllo (da 0 a 100) : 48
Valore Maneggevolezza (da 0 a 100) : 69
È una delle racchette più famose al mondo, la vediamo fendere l’aria in mano a tantissimi tennisti nei circoli ma soprattutto la vediamo protagonista di traiettorie impossibili quando la imbraccia Rafael Nadal: è la Babolat Aero ProDrive 2013 che si rinnova per l’ennesima volta.
Tipologia racchetta: facilità di rotazione, ottima potenza e buona maneggevolezza sono le principali caratteristiche di questo telaio, dalla forma particolare che agevola proprio il taglio dell’aria per facilitare la chiusura del colpo con uno swing più veloce. Una racchetta adatta al gioco moderno che infatti ha riscosso successo fin dalla sua prima versione.
A chi è consigliata: il giocatore che staziona a fondo campo, prediligendo l’uso delle rotazioni nei suoi colpi fondamentali, troverà in questo telaio un alleato perfetto. Ma considerato anche il peso, le doti di spinta e la maneggevolezza, la Aero ProDrive 2013 può essere impugnata sia dall’agonista puro con una bella corda in monofilamento (per avere maggior controllo e rotazioni) sia dal giocatore di club con buona tecnica ma con una corda multi filamento (per agevolare il comfort e dare maggior continuità alla potenza nel caso di esecuzioni piatte).
Test in laboratorio: il telaio ha peso nella media delle attuali racchette in commercio e quindi 300 grammi, per un ovale di 100 pollici ovvero 645 cm2. Questi ormai sono i numeri più ricercati nel mondo del tennis, dal giocatore di club all’agonista fino al professionista. Il profilo testa manico è compreso tra un valore massimo di 25 mm del piatto corde ai 24 mm della testa della racchetta e i 22 mm misurati appena sopra il manico. Lo schema di incordatura è di 16 (verticali) per 19 (orizzontali) per un valore di deflessione corde pari a 66, abbastanza rigido per tale schema ma che si traduce in un piatto corde solido. I dati del diagnostic center ci dicono che abbiamo in mano un attrezzo che ci aiuterà nella spinta grazie ai suoi 320 punti di inerzia, ragguardevoli visto il peso non importante ma raggiungibili grazie anche alla rigidità del telaio. Dopo il montaggio delle corde, azione questa che sposta il bilanciamento della Babolat di circa un cm e precisamente a 33 cm, la maneggevolezza si attesta ad un livello più che buono, ovvero di 70 punti. Il valore tra la potenza ed il controllo è 52 per il primo e 48 per il secondo, quindi è leggermente favorita la semplicità di imprimere potenza e velocità alla palla.
Test in campo: il feeling generale del campo parla di una racchetta che mette a disposizione più potenza che controllo. Ma in linea generale il controllo è comunque migliorato grazie a questa evoluzione del telaio e grazie alla nuova tecnologia che ha ridotto le vibrazioni al minimo. Il nuovo cortex inverso, oltre a ridurre le vibrazioni, sembra aver dato ancor più consistenza al telaio.
Il giudizio dei tennisti:
Claudio, 36 anni – classifica 4.2
“Dopo una vita passata a giocare con Head Prestige 600 prima e Wilson Blade 93 ora, devo comunque dire che questa nuova versione della Babolat non mi è dispiaciuta. Buon controllo e ottimo feeling ovviamente sulle rotazioni il che la rende adatta ai regolaristi, ai tennisti sprovvisti del cambio di marcia da fondocampo”.
Daniele, 33 anni – classifica 2.4
“Ho riscontrato molta più stabilità rispetto alla precedente specie per quanto riguarda le vibrazioni, molto ridotte. Quando si dà effetto alla palla si ottiene ottima stabilità. Da evitare i colpi piatti mentre nel gioco di volo ho riscontrato ottimo controllo in fase di spinta, come ad esempio nelle volée alte, mentre sotto la rete il telaio manifesta le sue debolezze dal punto di vista della rigidità. Sul servizio buoni gli effetti ma non male anche la battuta piatta”.
Marco, 27 anni – classifica 4.5
“Rispetto alla precedente versione questa racchetta è più solida e permette di imprimere rotazioni ancora più esasperate con molta facilità. La palla esce veloce dal piatto corde e la traiettoria è più precisa. È un telaio buono soprattutto per gli arrotini e per i giocatori attendisti”.
Giovanni, over 50 – classifica 4.3
“Le rotazioni in top-spin sono veramente ai massimi livelli mentre il back è buono per una profilata. La Aero ProDrive perdona molto in fase difensiva e produce zero vibrazioni. Il servizio è nella norma per una profilata di livello: bene il piattone ma meglio il kick. Non amo le profilate e gioco solo con telai pesanti, ma devo dire che questo attrezzo mi ha veramente ben impressionato al punto che, se mai la dovessi usare, non la customizzerei anche se il peso si presta ai maniaci del piombo e del silicone come me”.
In conclusione
La racchetta quindi risponde in modo diverso in base a chi la impugna. Un agonista che tecnicamente e fisicamente è ben preparato riuscirà ad imprimere rotazioni e soprattutto profondità di palla costanti molto facilmente. La Aero ProDrive 2013 agevola i recuperi in fase difensiva sia per via del generoso piatto corde sia per la maneggevolezza del telaio. Nella colpi dall’alto, quando è possibile effettuare una preparazione, il risultato è un impatto secco e incisivo mentre quando si decide di usare l’effetto, spin o kick che sia, i risultati sono ottimi in entrambi i casi.
La racchetta si addice principalmente al giocatore moderno che con le rotazioni e gli effetti cerca angoli, anche esasperati con i quali aprirsi il campo e chiudere facilmente. I tennisti vecchia maniera, quelli dalle impugnature chiuse, dovranno stare attenti a non esagerare vista la potenza del telaio onde evitare la perdita di controllo. Ad ogni modo parliamo di un attrezzo ottimo e che può essere fido compagno per tennisti di ogni livello ma i giocatori moderni, dal tennis muscolare e che privilegiano le rotazioni in ogni dove, troveranno una partner perfetta su questa revisione Babolat di uno dei suoi telai storici.

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Asics Gel Resolution 9: l’innovazione di un grande classico
Il modello di ASICS per chi ama giocare da fondocampo si rinnova: Gel Resolution 9 è una scarpa ancora migliore di prima. Il nostro test in campo

ASICS ha presentato i nuovi modelli 2023 delle scarpe GEL Resolution 9 e COURT FF 3, entrambe sviluppate in collaborazione con tennisti professionisti. Come sappiamo, ASICS ha studiato numerosi giocatori, pro e non, e ha individuato tre categorie principali di giocatori: chi gioca da fondo campo, chi ama sprintare verso la rete e la terza che è formata dal meglio di queste due tipologie.
La scarpa GEL Resolution è il modello dei cosiddetti baseliner, chi gioca prevalentemente da fondo campo; Matteo Berrettini e Iga Swiatek sono i testimonial principali di questa scarpa. Ma è una scelta super popolare per chi paga per averla, e questo fatto vale più di ogni recensione.
Nel proprio istituto di scienze sportiva, dove Asics progetta, innova e testa ogni modello prima di immetterlo sul mercato, hanno pensato di migliorare ancora di più quelle caratteristiche necessarie a stare al passo con il gioco “che si evolve con ritmi sempre più alti che richiedono movimenti altrettanto rapidi, recuperi rapidi e cambi di direzione repentini”, come ha affermato Azumi Taoka.
Per questo ASICS ha introdotto due sostanziali novità sulla Resolution 9. La prima è l’estensione del DYNAWALL (presente nella versione 8), la tecnologia che facilita i movimenti laterali del piede per poi favorirne il ritorno nella posizione di partenza, fin sotto il tacco della scarpa. Queste consente di avere movimenti più dinamici, una scelta arrivata proprio dopo lo studio dei movimenti dei tennisti in campo. E poi maggiore stabilità con la suola di nuova costruzione, che ora ha un contatto con il terreno più ampio per aumentare quindi la stabilità. ASICS dichiara una frenata migliorata del 4,4% rispetto alla Gel Resolution 8.
Altre tecnologie impiegate includono il classico GEL in zona rearfoot e forefoot, per ammortizzazione degli impatti al suolo e restituzione di energia, AHARPLUS nella suola per incrementarne la durata e PGUARD per rinforzare ulteriormente la zona del tallone.

TEST IN CAMPO
La Gel Resolution 9 è una scarpa pronta all’uso, e già questa è una prima differenza con la Resolution 8, che necessitava di qualche ora di gioco per trovare il comfort giusto. Adesso, con la nuova nuova tomaia più morbida ed elastica grazie alla tecnoogia DYNAWRAP, c’è un alloggiamento più comodo per quanto riguarda il piede e quindi fin da subito è una scarpa ready to play. Si percepisce subito anche il gran lavoro di supporto e stabilità frutto del sistema DYNAWALL. A livello estetico si nota il cambio del disegno della parte superiore della scarpa, lì dove non c’è contatto con il terreno e che quindi ASICS ha alleggerito ancora, usando meno materiale possibile proprio per contenere il peso e rendere ancora più morbida quella sezione. E cambia anche il sistema di allacciatura rispetto alla versione 8. Si percepisce un feeling di solidità maggiore rispetto al passato, si scivola sulla terra, si riparte duramente sul veloce per poi frenare all’improvviso per un cambio di direzione e la scarpa risponde prontamente, con un gran comfort e la sensazione di avere il piede protetto e sempre al sicuro. Detto della stabilità, che rimane la qualità principale di questo modello, riscontriamo un comfort migliorato e decisamente percepibile. Inoltre, la Gel Resolution 9 nella misura 44 è più leggera del modello precedente di circa il 2% (siamo sui 430 grammi circa). Infine le due suole, quella per tutte le superfici e quella specifica per terra battuta, hanno praticamente la stessa resa sui campi in terra. Abbiamo provato quella all-court sulla terra battuta e sull’erba sintetica, la scarpa non ha mai perso aderenza col terreno. Le scalanature classiche della suola da terra favoriscono ulteriormente la dispersione della terra rossa, ma come detto le differenze sono impercettibili giocando sul rosso.
CONCLUSIONE
La stabilità è sempre stata la caratteristica principale di questo modello e anche la versione 9 non fa che ribadirlo, specie chi vuole tenere al sicuro le proprie caviglie senza preoccuparsi dei movimenti repentini troverà in questa Gel Resolution 9 una fedele alleata.
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Artengo TS 960, la scarpa scelta da Gael Monfils
Recensione e test in campo della TS 960 di Artengo, la scelta di Gael Monfils per una scarpa solida e stabile

Il gioco di Gael Monfils si basa soprattutto sulla parte atletica, la straordinaria mobilità che lo ha contraddistinto come uno dei tennisti migliori del circuito dal punto di vista fisico. Questa mobilità necessita di un adeguato supporto con il terreno di gioco, non a caso Monfils ha scelto per l’ultima parte di carriera la TS 960 di Artengo, il prodotto di punta in tema scarpe della casa francese.
La TS 960 è la soluzione in casa Artengo che si rivolge al tennista esperto, quello che abbisogna una scarpa che non lo tradisca mai negli spostamenti, balzi e scatti, una tipologia di giocatore esigente e che predilige un gioco intenso, anche su varie superfici. Rispetto alla TS990, altro modello che si rivolge a questa tipologia di atleti, con i 405 grammi per la taglia 43 questa scarpa risulta leggermente più pesante (35 grammi in più) e più rigida, questo per aumentare il sostegno del piede ed esaltare quindi le doti di stabilità e sicurezza.
Tante le tecnologie impiegate: dalla schiuma in poliuretano inserita nell’intersuola con il concetto Lateral CS, che ha lo scopo di un ammortizzamento performante e durevole, all’ARKSTAB, una placca in plastica situata nel centro della suola che regola la torsione fra la parte anteriore e posteriore della scarpa. La gomma usata nella suola esterna è RUBLAST e risulta molto resistente al tatto. Anche nella zona del tallone è stata inserita una placca in plastica per rafforzare il supporto.
Non meno importante delle tante tecnologie impiegate è il fattore estetico: con il nero/grigio a dominare la colorazione e gli inserti lilla ad alleggerire il tutto, una scelta aggressiva ma anche molto classy. Sono tanti i pregevoli dettagli di questa scarpa, come le scanalature nella parte superiore e laterale che appagano anche la vista.
TEST IN CAMPO
Le premesse delle caratteristiche di questa scarpa trovano immediato riscontro sul campo. La scarpa aderisce bene al piede, lo avvolge senza lasciare gap specie nella zona dell’avampiede, che è più larga rispetto al passato per una calzata più confortevole. Al comfort migliorato contribuisce anche la zona esterna dell’avampiede, la cui struttura risulta più morbida rispetto al passato, un fattore che Artengo ha studiato e sistemato ascoltando il parere di molti tennisti. La TS960 dà il meglio negli scatti repentini in avanti, mostrando che il sistema di ammortizzazione è di ottimo livello. Negli spostamenti laterali improvvisi la scarpa risulta rigida grazie alla placca posizionata sotto la suola con la placca ARKSTAB, che collega avampiede e tallone. Questo si traduce in una grande stabilità e quindi in una risposta pronta alle sollecitazioni del piede. La sensazione principale, dopo molte ore di gioco, è quella di avere una scarpa che protegge a dovere il piede, soprattutto nella zona della caviglia. La placca in plastica che avvolge la caviglia nella parte posteriore è infatti molto solida e protegge il piede in una zona chiave. Anche nella zona laterale dell’avampiede, quella soggetta a maggior abrasione per via delle scivolate e del contatto con il terreno (che Artengo ha denominato zona KPU), il materiale risulta resistente anche se più morbido rispetto alle versioni passate. Per quanto riguarda la suola, la scanalatura è progettata per adattarsi a tutte le superfici; sembra molto rigida e quindi forse si lascia preferire per quanto riguarda i campi in duro, superfici sulle quali l’abrasione è decisamente maggiore e sulle quali la TS960 può rappresentare un’ottima scelta anche per la durabilità.
CONCLUSIONI
Gli investimenti di Artengo in ricerca e sperimentazioni su tutti i materiali del tennis sono stati continui nel corso degli anni, i miglioramenti dei prodotti sono evidenti e questa TS960 è una soluzione che non ha niente da invidiare alle diretti concorrenti, con la Gel Resolution che è la parente più stretta per similitudini. Ad un prezzo vantaggioso, questa Artengo che vediamo ai piedi di Monfils è una scelta che non scontenterà i tennisti di buon livello, quelli esigenti che sottopongono la scarpa a numerosi stress e che quindi pretendono un’ottima ammortizzatione, stabilità, durata e comfort.
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Donnay Pro One 97 Otcacore, un rinnovamento all’insegna della potenza
Recensione e test della Donnay Pro One 97 in versione Octacore, una racchetta che soddisferà il tennista esigente con comfort e sensibilità ad altissimi livelli.

La Donnay Pro One Octa è la riedizione in versione 2022 della storica Pro One, un telaio usato dai campioni degli anni ’90. Pro One Octa è il telaio top di gamma in casa Donnay, che vuole offrire il massimo al tennista esigente, che potrà avvalersi di comfort e sensibilità ai massimi livelli senza tralasciare spin e controllo, altre due prerogative di chi cerca un telaio che possa aiutarlo a contenere l’esuberanza in termini di potenza e fluidità di braccio.
L’update con Octacore rende i telai Donnay Unibody (nella rinnovata gamma ci sono anche i modelli Allwood 102 e Formula 100, presto recensiti su queste pagine) ancora più stabili conferendo loro una maggiore potenza rispetto alle versioni passate. Inoltre, grazie al miglioramento della tecnologia Xenecore, con questo aggiornamento ci sono notevoli riduzioni di vibrazioni. Ma da cosa deriva la qualità del feeling di ogni racchetta Donnay? L’azienda costruisce i suoi telai realizzandoli in un unico fusto senza aggiunta di pallets o schiuma poliuretanica, con il telaio interamente in graphite, dalla punta al manico, senza interruzioni. Unibody permette la migliore trasmissione possibile del feeling all’impatto con la pallina, restituendo un feedback sensibile al braccio del tennista.
La novità rispetto al modello Xenecore è che la rigidità ora è leggermente più alta (passando da un valore di 57 a 64), una scelta che va in controtedenza con le scelte di mercato attuali, che cercano di abbassare la rigidità dei telai cercando maggior confort. Donnay però, che ha fatto della flessibilità delle racchette il suo trademark negli ultimi anni, riesce a trovare una formula che mantiene il feeling old school senza sacrificare la potenza, perché la Pro One 97 promette di aiutare il tennista a far viaggiare la palla.
A livello estetico questa Donnay torna in versione nero lucido abbandonando la colorazione satinata, ci sono ancora i rettangolini Donnay alla base dell’ovale, che non sono più gialli e che cambiano colore a seconda della luce.
Caratteristiche tecniche
Dimensioni piatto: 97 pollici
Peso: 305 grammi
Bilanciamento: 31,5 cm
Swingweight: 295 non incordata (323-325 incordata)
Schema corde: 16×19
Rigidità: 64 RA
Profilo: 21 mm costanti
Lunghezza: 68.5 cm
TEST IN CAMPO
In campo, fin dai primi colpi si capisce che il feeling Donnay, quegli impatti che hanno un mix eccezionale in termini di comfort ma allo stesso tempo di stabilità nel momento di colpire la pallina, è rimasto invariato anche in questa versione Octacore. Il secondo riscontro di questa Pro One è la potenza, che risulta superiore rispetto al modello precedente proprio grazie alla maggiore rigidità. La pallina ora esce facilmente dall’impatto, i 21 millimetri di spessore costante del telaio consentono di tagliare l’aria molto rapidamente, quando si colpisce la palla si ha una sensazione di solidità maggiore (che deriva anche dal fatto che la tecnologia Xenecore rende il telaio pieno) e questo senza andare a discapito del feeling Donnay. Il controllo di palla richiede il setup corretto a livello di scelta di corda e di tensione, Pro One 97 è sì precisa ma più potente, e quindi la scelta giusta della corda è determinante per valorizzare anche le qualità di controllo. Capitolo rotazioni. La maggior potenza si riscontra anche in una complessità di palla maggiore quando si cerca un top spin esasperato, è chiaro però che in mano non abbiamo un telaio fatto per maniaci del top spin. Questa è una racchetta che consente di fare tutto, ma che dà il meglio quando lo spin è usato per il finale dei colpi, lo si capisce anche quando si gioca in backspin, che esce sempre in maniera decisa e fluida, facendo capire che Pro One 97 Octacore è una racchetta a tutto campo. Gli impatti piatti sono decisi, vanno controllati proprio in virtù della maggior potenza disponibile, e quindi ancora una volta raccomandiamo di giocare con la tensione delle corde. Questo si riscontra anche durante il gioco di volo, quando capiamo che un leggero taglio nelle volée consente di avere i risultati migliori. Anche nei colpi sopra la testa, smash e servizio, la botta piatta esce molto bene dalla racchetta, qui la potenza generosa del telaio consente di avere ottime velocità con poca fatica, un fattore fondamentale specie quando le partite si allungano. La racchetta è generosa anche a livello di zona d’impatto utile, è praticamente una 98, e quindi anche i colpi decentrati riescono a essere controllati con buoni risultati.
CONCLUSIONI
La missione di Donnay per questa rinnovata versione della Pro One era evidentemente quella di rendere il telaio più potente, abbracciando una fetta di giocatori ancora più ampia, senza sacrificare il comfort di gioco. Il feeling di gioco rimane invariato nonostante l’innalzamento della rigidità, che rende la racchetta più potente sacrificando qualcosa in termini di controllo. La missione è quindi compiuta, Pro One 97 Octacore si conferma una scelta da considerare se si cerca un telaio 16X19 nella fascia di peso 300-310 grammi.
Corde adoperate per il test:
String Project Keen 22/21
String Project Gold 22/21