Bagel Anthology – Indian Wells e gemelli Federer

Tennis da ridere

Bagel Anthology – Indian Wells e gemelli Federer

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TENNIS – In uno speciale di 8 puntate ripercorriamo i Bagel di questo 2014 attraverso una selezione dell’autore. Una puntata per ogni settimana di articoli attraverso gli Slam per terminare con il Masters. Cliccate sui titoli per accedere agli articoli originali

Il bagel del giorno, day 1: Venus a Indian non è Serena

La giornata odierna ha subito messo sul piatto dei succosi primi turni: Giraldo–Gimeno Traver, Monaco–Polansky e Ginepri–Mathieu hanno garantito lo spettacolo promesso, cioè nulla.

 

I match si sono giocati sotto un bel sole senza problemi: Indian Wells si trova infatti in un’area desertica dove piove solo in occasione dei match points di Federer contro Nadal,

Il primo a deliziarci è stato Edouard Roger-Vasselin, il Roger minore, tennista peRVetto che sogna di giocare la coppa Davis ed  nato nell’unica nazione dove non la snobbano. Il galletto francese è senza dubbio cresciuto: è infatti divenuto un vero pollo.

Il bagel del giorno, day 2: l’assassino è sempre il maggiordomo

Un altro favorito, Del Potro, si è ritirato per i soliti problemi al polso e ha dichiarato che si metterà seriamente alla ricerca di una fidanzata.

[Gulbis] il lettone su cui tutto è già stato scrittone, ha invece passato il turno; nella serata californiana è stato visto festeggiare con Larry Ellison, assieme al quale dopo il quinto Dom Perignon ha deciso di acquistare Whatsapp con i resti della spesa della serata.

Il mio giovine prediletto, l’austriaco Thiem, ha fatto fuori il sempre divertente Simon, e per questo gli sono ancor più grato. Ora ha un tabellone abbordabile addirittura fino ai quarti. Può vedere i quarti anche Andreas Seppi, in streaming su numerosi siti nei prossimi giorni.

Il bagel del giorno, day 3: non sempre si può perdere

Passano il turno invece, in alcuni casi con qualche affanno, gli altri big: semaforo verde per naso rosso [Wawrinka], che ha lasciato la miseria di due games al nostro Seppi. Il numero 2 svizzero ha invece trionfato con un duplice 7-6 su Tursunov. Intervistato a fine match sui suoi apparenti temporanei spegnimenti all’interno della partita, sia oggi che due giorni fa, ha dichiarato: “Non c’è nulla da preoccuparsi, sono cose […] bene, ma comunque l’importante […] e questo è quanto”.

Giornata trionfale per i colori italici. Risalta su tutto la grande impresa della Giorgi, capace di sconfiggere la commentatrice Sharapova. Per Camila è l’ennesimo risultato di prestigio che la pone a certa candidata per raccogliere il testimone dalle colleghe più anziane e divenire la nuova paladina di questo sport in Italia, come lei stessa ha confessato in conferenza stampa, dichiarando “Estoy muy feliz para todos los italianos qui me miran jogar todo los dias. Olè”.

In campo femminile si giocano tutti gli ottavi: sfida sorellicida fra Pennetta e Giorgi, partita rivelazionicida fra Bouchard e Halep e match spettatoricida fra Jankovic e Wozniacki. Da testare la condizione della giovane Davis, tennista statunitense che da due anni è detenuta dalla Repubblica Ceca.

Il bagel del giorno, day 4: un colpo a caso

Continua la cavalcata dell’Elettone. Il miliardario sulla via della redenzione del Mondo tennistico ha ricevuto ieri la visita di Batman, Superman e Ironman che l’hanno istruito su prossimi passi da farsi. Gulbis ha poi però dichiarato che i tre di cui sopra sono noiosi e che fra i migliori 100 supereroi ce ne sono novanta che non sanno fare il loro mestiere. Il tennista di Riga ha messo in quella città diversi avversari, ultimo dei quali il maggiordomo Bautista, che ha comunque deciso di assumere a fine partita come maitre nella sua nuova villa in costruzione sulla cima della piramide di Cheope.

Raonic infine ha sconfitto il Voldemort di Dunblane [Murray], apparso ancora dolorante alla schiena. In conferenza stampa lo scozzese ha dichiarato: “Sono sulla via della guarigione ma sento ancora delle fitte quando è il momento di distrarre il mio avversario”. Il canadese ha fatto sapere a fine match che proprio in questo giorno, 20 anni fa, la sua famiglia emigrava dal Montenegro, un Paese amaro.

Si giocano in nottata i primi quarti maschili: Federer affronta Anderson nel cammino verso la finale più facile da quando Emerson sconfisse Lake e Palmer a Poggibonsi.

 

Il bagel del giorno, day 5: In attesa del vento principale

Dopo aver festeggiato l’anniversario, oggi ha festeggiato l’avversario, omaggiandolo di una semifinale in un master 1000 giocando una partita mediocre. Anche Koellerer ha twittato così: “Raonic è sceso in campo già appagato. Non so come faccia, a me appagavano sempre dopo che avevo perso”.

Una grande incognita sarà dettata dal vento. Da sempre attore principale nel deserto di Indian Wells, ha fatto da padrone nella scorsa nottata. Causa di frustrazione per molti tennisti, è invece ben tollerato da altri; è il caso di Simona Halep che ha dichiarato “Sono abituata da sempre a giocare con il vento in poppa”.

Il Bagelino del giorno dopo

Djokovic: ha assunto Becker e non ha più vinto un torneo. Riappare Vajda e trionfa a Indian Wells. Ma ha dichiarato di voler continuare la collaborazione con Boris perchè 72 indizi non fanno una prova.

Pennetta: Per lei si narra di un flirt con Fognini e già gli appassionati sognano un erede col talento del papà e la caparbietà della mamma. Se sarà maschio sarà Pennino, se sarà femmina Fognetta.

Miglior match del torneo: Djokovic-Benneteau, perché è durato poco.

Il Bagel della cicogna

Il tennista svizzero ha deciso di dare ai nuovi nascituri dei nomi che sono in realtà dei soprannomi: Leo, diminutivo di Leonard, e Lenny, diminutivo di Leonard.

Unanimi i commenti di felicitazioni su Web. Leo Messi, grande amico di Roger e indiziato numero uno come ispiratore di uno dei nomi dei gemelli, ha twittato “Sono felice per @rogerfederer. Non vedo l’ora di tornare a far finta di farmi la barba con lui in cambio del Pil del Botswana”.

Come ultima nota di colore, John McEnroe, padre di 3 figli e fino a ieri il più prolifico fra i tennisti celebri, è stato visto portare a spasso una decina di macachi acquistati dallo zoo di New York. Interrogato sulla stranezza ha commentato “Sono certo che Roger non riuscirà a strapparmi anche questi primati”.

 

Indice della rubrica:

Bagel Anthology – Australian Open, week 1
Bagel Anthology – Australian Open, week 2

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I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Tennis da ridere

Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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