Bagel Anthology – Us Open, week 1

Tennis da ridere

Bagel Anthology – Us Open, week 1

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Flushing Meadows, US Open 2014 (foto ART SEITZ)

TENNIS – In uno speciale di 8 puntate ripercorriamo i Bagel di questo 2014 attraverso una selezione dell’autore. Una puntata per ogni settimana di articoli attraverso gli Slam per terminare con il Masters. Cliccate sui titoli per accedere agli articoli originali

Il bagel del giorno, Day1 – Oscenità ed altre cose udibili

Il serbo numero uno del mondo ha terminato il suo match pochi minuti prima della mezzanotte, avanzando al secondo turno in carrozza prima che diventasse una zucca, ed è stato visto lasciare il campo di corsa assieme a Gus e Gas perdendo una delle sue scarpe. Bolsis Becker si è detto felice della performance di Djokovic, ricordando come nonostante ora sia il tennista più forte al mondo, Nole approcci ogni torneo con lo spirito di una Cenerentola.
La marchigiana di Buenos Aires [Camila Giorgi] ha, ancora una volta, attaccato senza criterio su ogni palla commettendo caterve di non forzati. A fine incontro ci ha concesso una delle sue celebri interviste che le hanno valso il soprannome di Andy Roddick in gonnella, e che vi riportiamo integralmente:

 

“Sei felice di come hai giocato oggi?”
“No”
“Pensi che avrai altre occasioni di rifarti?”
“Si”
“Quali saranno i tuoi programmi adesso?”
“Boh”
“Grazie”
“De nada”

Kyrgios avanza intanto diventando il primo teenager dai tempi di Djokovic a battere due teste di serie in due slam consecutivi. L’australopigreco si è detto entusiasta di questo nuovo insulso record.
Il giovine novello Sampras ha mostrato anche un certo carattere nel quarto set quando ha scontato un penalty game per incandescenze e “oscenità udibili”. Messo a conoscenza del regolamento Nick ha fatto sapere che dal prossimo match, in ottemperanza al codice, produrrà solo oscenità inaudibili.

Il bagel del giorno, day 2 – Il sole bacia i Bellis

La teenager [CiCi Bellis] sta ancora studiando e per non perdere i diritti del circuito NCAA dovrà mantenersi dilettante rinunciando quindi ai 60mila dollari di premio per il passaggio del turno: “Se questa è la regola la rispetterò, tutta la famiglia ha preso la decisione unita: siamo poveri, ma Bellis”.
Nella nottata italiana ha esordito il tetrapadre pentacampione Roger Federer, che ha sciorinato per la gioia degli appassionati il completo “Darth Federer” visto nel 2009. Con un sapiente uso della Forza ha disposto di un Marin Komatosevic parso poco reattivo soprattutto nei pressi della rete. Rapida l’intervista a bordo campo, Federer si è scusato ma doveva mettere a letto i gemelli, Luke e Leila.
A seguire Federer era presente Michael Jordan. I due si sono scattati anche un selfie che lo svizzero ha prontamente postato sul suo nuovo profilo di Instagram creato ad hoc. I server del social network sono andati giù per qualche minuto e lo staff ha fatto sapere di star lavorando a nuovi protocolli che possano sostenere un tale livello di epicità.

Il bagel del giorno, day 3: 91 minuti di applausi

La notizia maggiore giunge quindi dalla Francia dove due juniores hanno giocato lo scambio più lungo della storia del tennis: Alexis Badard e Alexandre Richter, di 13 e 14 anni, hanno palleggiato per 91 minuti prima di riuscire a venire a capo del punto. Lo scambio è stato vinto da Badard che ha dunque conquistato il premio Berasategui, award che ogni anno investe il giovane con miglior pesantezza di palla.
Divertente fuoriprogramma durante il match di Caroline Wozniacki. La danese, opposta alla bielorussa Sasnovich, ha perso uno scambio perché i suoi capelli si sono impigliati nella racchetta. “Credo la colpa sia da additare al nuovo balsamo alla resina di betulla e Superattak che sto usando di recente. Questa è comunque una risposta a tutti i critici secondo i quali io non uso mai la mia racchetta per attaccare”.

Il Bagel del giorno: il sorteggio fantasma

Grande attenzione c’era oggi nella serata newyorkese per la seconda partita della 15enne Bellis. La giovane americana ha persino inferto un bagel alla sua avversaria odierna, Zarina Diyas, ma ha poi perso il match in 3 sets.
“Sono comunque soddisfatta, ho fatto esperienza – ha detto Cici – l’unica cosa che mi spiace è stato andare al terzo set e tirare la partita per le lunghe, mi sono persa i cartoni in tv”.
Per quanto riguarda il tennis italiano, giunge voce di una possibile operazione al polso per Gianluigi Quinzi, imprevisto che potrebbe rallentarne l’ingresso nei top300.
“Ho sempre detto di ammirare Nadal e di ispirarmi a lui, nel gioco come negli infortuni. L’unica differenza fra me è Rafa è che il mio è vero mentre il suo è costruito” ha chiosato Quinzi riferendosi ovviamente al mancinismo.

Il Bagel del weekend – I have a dream

Sia Ferrer che Simon hanno chiuso l’incontro con un 100% di punti ottenuti a rete (1 su 1) in uno stadio purtroppo disertato dagli spettatori a causa della pioggia, che sarebbe giunta da lì a qualche ora.
Nel derby francese infine a Gasquet non è bastata la proverbiale tigna per avere ragione di Gael Monfils. Il pagliaccio d’oltralpe se la vedrà con Dimitrov, bravo a recuperare Goffin dopo un bagel iniziale. La parte bassa del tabellone vede avanzare oltre a Federer e “il nuovo Federer” anche “il nuovo nuovo Federer”, ovvero Thiem che ha disposto di Lopez in tre sets. Il giovane austriaco è la sorpresa maschile tanto quando la svizzera Bencic lo è per quello femminile, e i due paiono ormai essere entrati di diritto fra la specie protetta delle stelle alpine.
Riguardo al tennis parlato, gira aria di crisi fra Dimitrov e Sharapova che non si seguono più su twitter. “Le cose non sono più come prima – ha detto la bella Maria – una volta si usciva spesso insieme: si usciva insieme al parco, si usciva insieme al ristorante, si usciva insieme al terzo turno. Oggi invece sono uscita da sola”.
In campo femminile tiene botta l’annoso discorso sulla durata dei match femminili. Sempre più fra tenniste, addetti ai lavori e sponsor vorrebbero portare le donne a competere con lo stesso format dei tornei maschili. Serena Williams ha dichiarato “Siamo pronte a giocare in tre su cinque. Dobbiamo ancora convincere quelle due su cinque che non vogliono”.

 

Tutti gli appuntamenti:
Bagel Anthology – Australian Open, week 1
Bagel Anthology – Australian Open, week 2
Bagel Anthology – Indian Wells e gemelli Federer
Bagel Anthology – Wimbledon, week 1
Bagel Anthology – Wimbledon, week 2

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Tennis da ridere

I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Tennis da ridere

Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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