Roland Garros: salgono le azioni di Nick Kyrgios, parola di Pat McEnroe

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Roland Garros: salgono le azioni di Nick Kyrgios, parola di Pat McEnroe

Patrick McEnroe, commentatore per la ESPN, già semifinalista degli Australian Open e fratello del più popolare John, predice un Kyrgios in splendida forma in vista del potenziale terzo turno contro Andy Murray al Roland Garros

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Penso che possa fare molto rumore” esordisce Pat McEnroe; “Non mi ha sorpreso che abbia già battuto Roger Federer perchè Nick è un giocatore da grandi match e grandi palcoscenici. Ovviamento penso che abbia il tipo di gioco per battere i grandi giocatori, anche su terra battuta. Adesso non penso che possa durare per due settimane, deve fare ancora un grande lavoro fisico per raggiungere questo obiettivo. Ma non ho dubbi che, se il match si scalda, lui se la possa giocare con tutti e su qualsiasi superficie. Mi piace la sua attitudine, anche il suo modo di ragionare che lo porterà a farsi notare di sicuro“.

Se Nick Kyrgios vorrà arrivare allo scontro di terzo turno con Murray dovrà prima rimanere concentrato nel suo match d’esordio contro l’uzbeko Istomin e poi superare il vincente di Edmund-Robert. McEnroe ritiene che Kyrgios, accreditato della tds n.30, possa essere superiore a molti pretendenti a titoli slam: Alcuni di questi nuovi giocatori potrebbero far meglio di Dimitrov, Raonic, Nishikori che pure sono in crescita. Ed il prossimo grande giocatore potrebbe venire da questo gruppo di adolescenti che vediamo per la prima volta nei major, e Kyrgios è davanti a tutti in questo momento“.

Nick Kyrgios, 20 anni, è gia stato due volte quartofinalista Slam nella sua giovane carriera e ha confermato il suo enorme talento battendo Federer al secondo turno del recente Masters 1000 di Madrid (dopo aver già sconfitto Nadal a Wimbledon 2014). Tra gli emergenti c’è pure l’altro australiano Kokkinakis, che potrebbe approdare al secondo turno contro Bernard Tomic in un inedito derby su terra battuta.

 

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Thiem: “Non sento dolore, ma la tensione del match mi blocca”

Uno scurissimo Dominic Thiem parla del suo momento molto difficile. “Non sono mai nemmeno stato vicino alla vittoria”. Probabile la sua partecipazione al Challenger di Perugia

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Dominic Thiem - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Agli inizi della sua carriera Dominic Thiem era noto come il tennista che aveva il rapporto più conflittuale di tutti con il pettine: si presentava sempre in pubblico con i capelli oltremodo arruffati, reduci dalla partita o dall’allenamento, oppure così come erano usciti dalla doccia. Poi con il tempo aveva preso a curarne un po’ più l’aspetto, in ottemperanza al suo ruolo di top player, ma dopo la sua sconfitta in tre set al primo turno del Roland Garros contro Hugo Dellien, i capelli sono tornati ad avere l’aspetto scompigliato di una volta, quasi a esemplificare la parabola del suo gioco retrocesso a quello degli albori del suo percorso da giocatore.

“Ho lavorato tanto nelle ultime settimane per essere pronto a giocare qui, ma semplicemente non c’era abbastanza tempo – ha detto all’inizio della sua affollatissima conferenza stampa, inspiegabilmente programmata nella Sala 2, capiente meno della metà della sala principale – per quanto sia dura questa sconfitta bisogna accettarla, così come bisogna accettare che ci vorrà tempo. Viste le mie ultime prestazioni, non è accaduto nulla di sorprendente. Fa male, ma la vita va avanti”.

Curioso come la sua conferenza stampa sia stata ritardata di oltre 10 minuti dal prolungarsi della conferenza stampa di Cirstea: ricordiamo come nel 2019 proprio Thiem fu protagonista di un episodio piuttosto curioso che lo vide cacciato dalla sala interviste principale dalla necessità di far spazio a Serena Williams, cosa che poi lo fece andare su tutte le furie interrompendo il suo impegno con i media austriaci. Ora invece di Serena Williams c’era Sorana Cirstea a scompigliare il suo incontro con la stampa: sono decisamente tempi duri per Thiem…

 

La questione non è fisica, ha tenuto a precisare l’austriaco alla domanda di Ubaldo Scanagatta, che dice di non avere più alcun dolore al polso e di essere in grado di esprimere un tennis migliore in allenamento rispetto alla gara: “ci sta che si lasci un 20% negli spogliatoi quando si gioca in uno Slam, la tensione della gara, è normale. Tuttavia il mio livello di gioco è ancora lontano da quello dei miei avversari, non sono mai arrivato nemmeno vicino alla vittoria nelle ultime uscite, e questo vuol dire che c’è ancora tanto lavoro da fare”.

La situazione di tensione in cui mi trovo durante la gara è tossica per il mio diritto. Ho commesso errori a ripetizione anche senza cercare di far nulla di particolare con quel colpo, cercavo solo di metterla in campo e continuavo a sbagliare. Il rovescio va un po’ meglio, ma la percentuale di prime di servizio è troppo bassa, e a volte faccio scelte davvero stupide durante gli scambi”.

Dopo la sconfitta con Andy Murray al Mutua Madrid Open, il campione inglese gli aveva detto: “Ci vorrà un po’ di tempo, ma andrà tutto bene”. E la settima sconfitta consecutiva subita da Thiem dal suo rientro stagionale al Challenger di Marbella sembra sottolineare che il percorso è appena cominciato. “Bisogna essere pazienti, continuare ad essere pazienti, lavorare sui colpi che non funzionano fino a che non ricominciano a funzionare.”

Per ritrovare la vittoria il due volte finalista di questo torneo è pronto a scendere di livello e tornare a competere nei tornei Challenger. “Uno o due tornei sicuramente. Una vittoria aiuterebbe molto, ma non è quello l’obiettivo principale. Bisogna continuare a migliorare il livello di gioco e con un po’ di fortuna le vittorie verranno da sole”. Gli Internazionali di Tennis Città di Perugia, Challenger 125 in programma nel capoluogo umbro dal 5 giugno, hanno già fatto sapere di aver riservato una wild card al campione austriaco, che quindi con ogni probabilità sarà visibile in Italia per tutti i fans del Centro Italia che vorranno vederlo da vicino.

Ora non rimane altro da fare che rimboccarsi le maniche per Thiem, che si è detto pronto anche a ricorrere all’aiuto di uno psicologo sportivo, cosa che non ha mai fatto nel corso di tutta la sua carriera. “Ma l’aspetto fondamentale è avere pazienza, perché anche due-tre anni fa quando stavo giocando benissimo ero comunque ugualmente contratto durante le partite, solo riuscivo a gestire la situazione molto meglio, anche grazie alla fiducia che proveniva dalle tante vittorie”.

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Roland Garros, programma lunedì 23 maggio: big-time con Djokovic, Nadal, Swiatek e Osaka, più due italiani in campo

Programma ricchissimo sul centrale con quattro top player impegnati. Paolini e Agamenone gli azzurri impegnati

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Stefanos Tsitsipas, Novak Djokovic, Roland-Garros 2021, Simple Messieurs, Finale, Photo : Cedric Lecocq / FFT

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Mentre il programma del day 1 non fa neanche in tempo ad entrare nel vivo (nonostante le due sconfitte mattutine di Thiem e Jabeur), è stato rilasciato l’ordine di gioco del day 2 della 126esima edizione del Roland Garros. Il campo centrale prevede un programma ricchissimo con i due n.1 del mondo, la campionessa uscente e uno che ha fatto a dir poco la storia di questo torneo. Nello specifico: alle ore 11 aprirà il programma Swiatek contro Tsurenko, seguita da Krejcikova contro Parry e poi sarà il turno degli uomini. Prima ci sarà Nadal-Thompson e poi, non prima delle 20:45, Djokovic-Nishioka.

Da segnalare grandi match anche sul campo Suzanne Lengelen, con il programma aperto dalle due grandi colpitrici Anisimova contro Osaka e il ritorno del tre volte vincitore Slam Wawrinka opposto al tennista di casa Moutet. Tra gli altri scenderanno in campo anche due tennisti azzurri: Jasmine Paolini sarà impegnata nel quarto e ultimo match sul campo 5 contro la romena Irina Begu, mentre farà il suo esordio Slam Franco Agamenone come terzo match sul campo 12 contro lo statunitense Mackenzie McDonald.

Ecco l’ordine di gioco di domenica 22 maggio.

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Panatta: “Il mio tennis era più romantico, una bellezza. Gli italiani devono crescere, Alcaraz prossimo numero 1”

Il vincitore del Roland Garros 1976 Adriano Panatta, intervistato da La Nacion, ha parlato anche (ma non solo) di Nadal e Federer

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Carlos Alcaraz – ATP Madrid 2022 (foto via Twitter @MutuaMadridOpen)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Alla vigilia del Roland Garros 2022, La Nacion è andata a rispolverare l’albo d’oro dello slam parigino, intervistando Adriano Panatta (campione nel 1976). L’ex tennista di Roma, classe 1950, ha affrontato diversi temi, dai suoi vecchi rivali come Vilas e Borg al buon momento del tennis italiano, spaziando poi tra due generazioni come quella di Nadal e Federer opposta al baby-fenomeno Alcaraz. Prima, però, spazio ad un confronto tra il suo tennis e quello odierno:

“Il tennis ai miei tempi era diverso, forse più romantico. Mangiavamo sempre tutti insieme, in generale era un tennis più creativo e talentuoso, meno fisico. Era una bellezza. Molte volte sembravamo i Beatles o i Rolling Stones con la racchetta, ma non vivevamo su un piedistallo. Eravamo gente normale: dopo una partita a Wimbledon o al Roland Garros uscivamo camminando tra la gente e scherzavamo tra noi: eravamo tutti amici. Era un’epoca speciale, adesso i giocatori si chiudono di più”.

D: Il decesso di suo padre le ha lasciato un oggetto simbolico, vero?

 

Panatta: “Mio padre aveva conservato la pallina del match point di Roma 1976, quando vinsi in finale contro Vilas. Era nascosta in un ‘cajón’ (uno strumento a percussione a forma di scatola originario del Perù, ndr) e io non lo sapevo. L’ha trovata mia sorella: era scolorata e dura come una pietra“.

D: Che luogo occupa Vilas nella storia del tennis?

Panatta: “È stato un grandissimo giocatore ma anche un bravo ragazzo. Ho giocato la mia ultima partita in Coppa Davis contro di lui, era un buon amico. Mangiava come un animale: al mattino bistecche, uova, frutta, davvero di tutto! Era incredibile, ma si allenava molto. Io non mi allenavo tanto quanto lui“.

D: Borg ha vinto sei titoli al Roland Garros, perdendo soltanto due partite, entrambe contro di lei (ottavi nel 1973 e quarti nel 1976). Conserva queste vittorie tra le più importanti della sua carriera?

Panatta: “Sì, è possibile. Borg era fortissimo e non per niente era numero uno del mondo. Mi trovavo sempre bene a giocare contro i migliori, non pensavo mai di poter perdere. Poi, chiaro, sono stato sconfitto molte volte, ma ho vinto anche molte altre partite. Non ho nostalgia di quei tempi, ma credo che al tennis odierno manchi un po’ di immaginazione“.

D: Berrettini, Sinner, Musetti: il tennis italiano gode di buona salute.

Panatta: “Sono tempi buoni, ma devono continuare a crescere. Sinner è molto giovane, ma sorprende per quanto è forte e per come costruisce il punto. Ha una buona mentalità e potrà affermarsi nella top10. Musetti è molto divertente da vedere e anche Berrettini è molto interessante”.

D: Che cosa pensa di Carlos Alcaraz?

Panatta: “Ovviamente mi piace molto: è il miglior giocatore emergente del momento. È logico che tutti parlino di lui dopo i grandi tornei che ha vinto alla sua età, credo che potrà essere il prossimo numero uno del mondo“.

D: Oggi comincia il Roland Garros, crede che Nadal continua ad essere il grande favorito?

Panatta: “Purtroppo lo vedo con alcuni problemi fisici. Ora come ora lo vedo un po’ affaticato, ma è normale dopo così tanto tempo. In ogni caso, non lo si può mai escludere dai favoriti. È una leggenda e un gran combattente, oltre ad una persona rispettosa e umile, che saluta sempre”.

D: Anche se a luglio sarà passato quasi un anno dall’ultimo match ufficiale di Federer, lo svizzero continuerà ad essere la sua debolezza?

Panatta: “Per me Roger è il giocatore più talentuoso che io abbia mai conosciuto. Lui giocava a tennis meglio di tutti, capiva sempre tutto: Djokovic è una leggenda e potrà avere moltissimi record, ma Federer è un musicista del tennis. Speriamo di poterlo vedere ancora una volta”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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