WTA Finals: cuore senza età, Venus Williams torna in finale

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WTA Finals: cuore senza età, Venus Williams torna in finale

L’americana torna all’atto finale delle Finals 8 anni dopo l’ultima volta, a 37 anni. Caroline Garcia si arrende al terzo set, Venus giocherà contro Caroline Wozniacki per il titolo

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WTA Finals: Wozniacki in finale, Halep si conferma in vetta

[5] V. Williams b. [8] C. Garcia 6-7(3) 6-2 6-3

 

A otto anni di distanza dall’ultima finale raggiunta tra le maestre e a nove dall’ultimo trionfo, Venus Williams è di nuovo al duello decisivo di fine anno. Lo ha raggiunto battendo Caroline Garcia al termine di un match tecnicamente bruttino ma dall’altissimo livello di pathos, durante il quale le due giocatrici hanno reso certamente molto meno degli standard cui ci hanno nel tempo abituati, poiché travolte da una straordinaria e percepibilissima pressione. Venus è riuscita a portare a termine l’ ennesima impresa di una carriera leggendaria nel modo che sembrava esserle meno congeniale, visti i trentasette anni e quattro mesi sanciti dalla carta d’identità, ossia lottando per due ore e mezza contro un’avversaria di quasi tre lustri più giovane e per giunta in rimonta, dopo aver perso al tie break un primo set giocato maluccio e tuttavia trascinato in volata. Abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi del periodo magico di Garcia, ritenuta da molti l’attuale prediletta del Dio Tennis, ma stavolta Caroline, con la spia della riserva accesa dopo i due mesi corsi a mille all’ora che l’hanno proiettata nell’Olimpo, non avrebbe potuto fare molto più di quello che in effetti ha messo in atto per compiacere gli astri, e ha finito per andare incontro a una sconfitta dura fin che si vuole, ma che non potrà offuscare in alcun modo quanto fin qui ottenuto.

Caroline Garcia – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

La ragazza di Saint-Germain-En-Laye è partita forte strappando a Venus la battuta del due a zero, ma ha altrettanto presto messo in mostra qualche pasticcio di troppo, facendosi immediatamente rimontare sul due pari. Da lì in avanti, Caroline ha fatto qualsiasi cosa in suo potere per regalare alla rivale la prima frazione, sprecando una palla break nel sesto gioco, altre due nell’ottavo e un’altra, coincidente con il set point, nel decimo, in coda a un game sciagurato in cui ha buttato al vento un comodissimo recupero di dritto che l’avrebbe mandata 0-40. Il tie-break ha finito per diventare il simbolo di un primo set pieno di errori, condito da tre doppi falli nei primi quattro punti giocati e portato a casa da Garcia, se non altro capace di fare suoi gli unici due punti ottenuti dalla giocatrice in battuta.

Osservando il linguaggio del corpo ostentato da un’apparentemente stanchissima Venere, le cose per Garcia sembravano messe come meglio non avrebbe potuto sperare, ma se nel primo parziale la numero otto del mondo aveva pasticciato, nel secondo, subito dopo aver mancato due palle break nel primo gioco, ha alzato il livello dei disastri, finendo subito sotto per tre a zero e restituendo alla maggiore delle Williams quella speranza che pareva smarrita. Garcia ha inteso aumentare il volume delle occasioni sprecate non riuscendo a far breccia in alcuno dei turni in battuta di Venus, sempre portati ai vantaggi, e fallendo un’altra palla break nel settimo game, prima di concedere ancora una volta il servizio e smarrire il set sul 6-2.

Venus Williams – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Mano a mano che la terza e decisiva frazione procedeva seguendo il proprio naturale ordine, si aveva la sensazione sempre più netta che sarebbe stata Venus a prevalere. Garcia, via via più stanca e cupa, è stata abbandonata dalle gambe e ha preso a sbagliare con frequenza persino maggiore, mentre nel volto di Venus lo sguardo si faceva sempre più sinistro. Il gioco spartiacque è stato l’ottavo sul servizio francese, chiuso dall’ex numero 1 WTA alla seconda occasione con un selvaggio rovescio lungo linea. Sul fatidico 5-3 al terzo, situazione di punteggio in cui si sono trovate nelle ultime settimane addirittura quattro rivali poi sconfitte da Garcia – Barty a Wuhan, Svitolina a Pechino e qui nel round robin, Wozniacki ieri – la pratica magica sembrava doversi manifestare ancora una volta, quando Venus, impegnata a chiudere con il servizio, si è ritrovata sullo 0-40, ma il colpo d’inizio scambio, foriero di così tante gioie in carriera, è tornato letale al momento giusto, e le ha regalato i cinque punti consecutivi che si traducono nella terza finale di primissima importanza nel 2017, dopo quelle raggiunte (e perse) a Melbourne e a Wimbledon.

Venus Williams e Caroline Garcia – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Sarà Wozniacki–Venus, dunque. Per quanto visto sin qui un copeco lo butteremmo dalle parti di Odense, ma Venus, avviata verso le quaranta primavere, ha ampiamente dimostrato di essere capace di tutto.


Finale WTA Finals (29/10, ore 12:30)

[5] V. Williams vs [6] C. Wozniacki (precendenti 7-0)

COS’È SUCCESSO NEL ROUND ROBIN?

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WTA Tenerife: primo titolo per Ann Li

La statunitense batte Osorio Serrano 6-1 6-4 e vince il primo trofeo in carriera. Entrerà per la prima volta in top 50 (al numero 48)

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Ann Li - Tenerife 2021 (foto Twitter @meftennisevents)

Ann Li è la campionessa del WTA 2021 di Tenerife. La statunitense classe 2000 domina la finale contro Maria Camila Osorio Serrano e conquista il primo titolo della sua giovane carriera. Il netto risultato con cui si è chiuso l’incontro è piuttosto sorprendente, se si considerano sia il livello dell’avversaria sia il fatto che Li era all’esordio in una partita che mette in palio un titolo WTA. Formalmente la statunitense era alla sua seconda finale in carriera, ma la prima, quella del Grampians Trophy, non si è mai giocata perché troppo a ridosso degli Australian Open (curiosamente la sua avversari designata di quel giorno, Anett Kontaveit, ha vinto proprio in questa giornata il torneo di Mosca).

Il match ha avuto poco da dire. Osorio Serrano ha provato a scappare nel primo set con un immediato break, prima di perdere la presa sullo scambio e subire un bagel virtuale. Dopo il 6-1 subìto del primo set, la colombiana ha dato un ultimo colpo di coda recuperando un break in apertura, ma ha dovuto poi soccombere alla lunga. Li ha mosso benissimo la palla per tutto l’incontro, lasciando poco tempo all’avversaria per tessere la sua tela. Contestualmente al primo titolo, la statunitense può festeggiare anche un nuovo best ranking e il primo ingresso in top 50: da lunedì sarà numero 48 (+12 posizioni).

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WTA Mosca: Kontaveit rimonta Alexandrova e vince il terzo titolo in due mesi

La russa, in vantaggio di un set e due break, si ferma a un paio di punti dalla vittoria. Sempre più vincente il sodalizio di Anett con Tursunov

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Anett Kontaveit – WTA Mosca 2021 (foto via Twitter @WTA)

La “quasi vince” due volte, Ekaterina Alexandrova, ma la finale del WTA 500 di Mosca va ad Anett Kontaveit che alza così il terzo titolo nell’arco di due mesi, vale a dire da quando ha iniziato a collaborare con Dmitry Tursunov. Il coach moscovita, che si è proposto di tirare fuori dalla sua nuova pupilla quell’aggressività nel gioco che non vedeva del tutto espressa, ha preso posto nell’angolo di Anett dal torneo di Cincinnati, dove la sconfitta all’esordio – la quarta di fila – era quasi una dichiarazione per cui un eventuale miglioramento dei risultati sarebbe stato da attribuire al lavoro svolto e non al caso. Da allora, due sole sconfitte (Swiatek allo US Open e Jabeur a Indian Wells) e i trofei alzati a Cleveland e a Ostrava, ai quali si aggiunge ora quello della Kremlin Cup. Da lunedì, Anett eguaglierà il proprio miglior ranking al 14° posto ottenuto due anni fa (era al 41° all’arrivo di Tursunov) e, non contando Barty, diventerà nona dalla Race a 139 punti da Jabeur.

Non bisogna però dimenticare i meriti di Alexandrova, autrice di una gran prestazione che l’ha portata avanti di un set e 4-0 nel secondo e a servire per il match nel terzo. “Stava spaccando la palla in lungolinea” dirà Anett dopo l’incontro riferendosi alla prima parte della sfida. “Io cercavo solo di rimanere in partita più a lungo possibile e non mi sono mai arresa cercando di combattere su ogni punto. Così, se avessi perso 6-4 6-2, avrei saputo di averci provato fino in fondo”. Anche nell’unico precedente, a Ostrava giusto un anno fa, Ekaterina aveva vanamente servito per chiudere e aveva poi avuto due match point consecutivi nel tie-break finale. Forse i fantasmi di quell’occasione persa si sono rifatti vivi sul più bello e questa volta la n. 37 WTA non è neanche arrivata al tredicesimo game per giocarsi le ultime carte, arrendendosi dopo due ore e ventidue minuti di godibilissima battaglia.

IL MATCH – Parte più forte Alexandrova, che al quinto gioco trasforma la settima palla break, regalatale da un nastro vincente, avventandosi con il drittone sulla debole seconda. Nessun problema per lei nel tenere i successivi turni di servizio, neanche quello decisivo che inizia con due ottime prime che la mettono subito in condizione di chiudere il punto, e sul 30-15 ringrazia della risposta sbagliata sulla seconda da parte di una Kontaveit che rimane perplessa per l’errore come se un armadillo rosa avesse appena attraversato il campo.

 

Subito il 6-4, Anett apre il secondo parziale con un doppio fallo, mentre l’altra è sempre centratissima nella sua spinta a partire dalla risposta e prende immediatamente il largo. Un bel largo, perché Kontaveit muove il punteggio quando è già sotto 0-4. Adesso, Anett riesce a rimanere di più nello scambio, muove bene l’avversaria che continua anche a produrre qualche altro fenomenale vincente di dritto in corsa ma, piegata in due e con errori sempre più frequenti, si vede prima raggiungere e poi superare da Kontaveit che infila sei giochi consecutivi e porta la sfida al terzo.

Nonostante il vantaggio sfumato, il match non scivola via tra le dita russe, anzi le due procedono appaiate per i primi otto game, poi l’equilibrio si rompe a favore di Ekaterina che può servire per il titolo. Comincia con una seconda a metà rete che, se mai ne avesse bisogno, dà all’avversaria speranze e soprattutto un 15 gratis che pesa tanto quando l’altra arriva a due punti dalla vittoria ma non oltre. Pochi minuti dopo, Alexandrova si trova a servire in ben altra condizione, vale a dire per agguantare il tie-break, ma neanche questa volta porta a termine la missione, tra la volée timidissima sulla palla del potenziale 40-15, un paio di occasioni annullate da Anett e il comodo dritto sopra la rete tirato parecchio lungo sul match point, con il viso di Kontaveit che, come nell’occasione fallita a fine primo set, esprime ancora un “non ci posso credere” eppure completamente diverso.

Terzo titolo dell’anno e quarto in carriera su undici finali raggiunte per Anett, che peraltro non ha potuto disputare quella del Grampians Trophy di Melbourne lo scorso gennaio perché… non programmata dagli organizzatori. L’avversaria sarebbe stata la statunitense Ann Li che, curiosamente, poche ore dopo Kontaveit ha anch’ella alzato un trofeo (per lei il primo), a Tenerife.

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WTA Mosca, la finale è Kontaveit-Alexandrova

La tennista estone batte Vondrousova, mentre la padrona di casa beneficia del ritiro di Sakkari (al primo turno anche Jabeur si era ritirata contro di lei)

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Anett Kontaveit conferma il proprio grande momento di forma battendo Marketa Vondrousova per 6-3 6-4 in 74 minuti e guadagnandosi così l’accesso alla finale della Kremlin Cup dove a sorpresa troverà Ekaterina Alexandrova, aiutata dal ritiro di Maria Sakkari (apparentemente per un calo di pressione, anche se la natura esatta del problema non è ancora stata chiarita) sul 4-1 per la tennista di casa. I confronti diretti fra le due finaliste sono sull’1-0 per Kontaveit, che lo scorso anno prevalse per 8-6 al tie-break del terzo set al 500 di Ostrava.

[9/WC] A. Kontaveit b. M. Vondrousova 6-3 6-4

Da quando ha iniziato a lavorare con Dmitry Tursunov, Anett Kontaveit ha letteralmente spiccato il volo, vincendo 20 partite su 22 e conquistando i tornei di Cleveland e Ostrava. La forma dell’estone non accenna a scemare per il momento, e una conferma di questa verità l’ha avuta oggi l’argento olimpico Marketa Vondrousova, battuta piuttosto rapidamente e con un punteggio “generoso” rispetto alla differenza vista in campo; Kontaveit è infatti scappata avanti di due break in entrambi i set, e solo qualche esitazione al momento di chiudere ha permesso alla rivale di contenere il passivo.

 

Vondrousova ha faticato terribilmente a tenere il servizio, in particolare nel primo set: partita 1-0 e servizio, ha perso cinque giochi di fila per il 5-1 Kontaveit. A quel punto la testa di serie n. 9 ha come detto tentennato, mancando due set point consecutivi in ribattuta e trovandosi 5-3 15-40 sul proprio servizio grazie ad una risposta di rovescio di Vondrousova resa imparabile dal nastro, una sliding door che avrebbe potuto riportare in partita la finalista del Roland Garros 2019. Kontaveit è però stata bravissima a ricomporsi, rubando una pagina dal manuale delle palle corte della rivale per salvare la prima e spingendo bene con il dritto sulla seconda, riuscendo così ad incamerare il set.

Nel secondo Vondrousova ha sprecato un’altra opportunità per cambiare il corso degli eventi: sul 2-1 in suo favore, si è procurata una palla break grazie ad un errore di dritto dell’avversaria, ma non è riuscita a far partire lo scambio. L’errore ha dato il là ad un parziale di 15-4 in favore di Kontaveit, che si è trovata quindi a servire per il match sul 6-3 5-2; anche in questa circostanza ha tremato, smarrendo uno dei due break e buttando due match point di fila in risposta, ma stavolta è riuscita a ritrovare il suo tennis potente (26 vincenti a 13) senza farsi lambire troppo da vicino dalla rivale, chiudendo a 15 l’ultimo game

Questa sarà la decima finale in carriera per Kontaveit (tre titoli più uno “condiviso” al torneo di Melbourne 3 di quest’anno, dove la finale venne cancellata), la quinta del 2021 (due titoli più la patta sopracitata) e la quinta in un 500 (un titolo poche settimane fa ad Ostrava più, ormai l’avete capito, la finale non disputata contro Li in Australia).

In caso di vittoria del titolo, Kontaveit si avvicinerebbe ulteriormente alle WTA Finals: supererebbe infatti Naomi Osaka al decimo posto, piazzamento che la renderebbe la prima riserva in virtù dell’annunciato forfait di Ashleigh Barty. Il distacco dell’estone dal nono posto di Ons Jabeur sarebbe di soli 110 punti, gap teoricamente colmabile raggiungendo la finale in Transilvania la prossima settimana (va detto però che Jabeur sarà la prima favorita a Courmayeur, dove potrebbe incamerare i punti decisivi per volare in Messico). In caso di vittoria domani, poi, Kontaveit eguaglierebbe il proprio best ranking di N.14 WTA.

E. Alexandrova b. [3] M. Sakkari 4-1 rit.

E per la settima edizione consecutiva ci sarà una tennista russa nella finale del 500 moscovita: Maria Sakkari si è infatti dovuta ritirare sull’1-4 del primo set contro Ekaterina Alexandrova, che raggiunge così la terza finale in carriera (sconfitta a Linz 2018 e vittoria a Shenzhen 2020), la prima stagionale e la prima in un 500. Percorso piuttosto particolare quello di Alexandrova, che ha beneficiato dei ritiri di due Top 10 quali Sakkari e, al primo turno, Ons Jabeur; al momento risalirebbe al trentunesimo posto del ranking, ma in caso di vittoria si porterebbe in zona seed negli Slam alla posizione N.31.

La tennista greca, che nei giorni scorsi ha ottenuto la matematica certezza di partecipare alle WTA Finals di Guadalajara per la prima volta in carriera, è rapidamente finita in svantaggio per 3-0, e, dopo aver richiesto un medical time out in cui le sono state misurati i parametri vitali, ha giustamente preferito non rischiare, lasciando il posto in finale all’avversaria. Sakkari è peraltro la giocatrice con più semifinali raggiunte nel 2021, ben sette.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Mosca e degli altri tornei della settimana

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