Andy Murray operato a Melbourne, ritorno prima di Wimbledon?

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Andy Murray operato a Melbourne, ritorno prima di Wimbledon?

L’ex n.1 del mondo ha scelto di sottoporsi all’operazione all’anca: “Starò meglio di un anno fa”. Spera di tornare per la stagione su erba

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Andy Murray ci ha pensato e ripensato: dopo l’iniziale allarmismo della stampa britannica, la preoccupante apparizione ad Abu Dhabi e i forfait a Brisbane e all’Australian Open, alla fine lo scozzese non ha potuto evitare l’operazione all’anca destra che aveva rimandato per mesi, dopo la sua eliminazione ai quarti di Wimbledon del luglio scorso. Questa mattina l’ex numero 1 del mondo ha annunciato di essersi sottoposto all’operazione tanto temuta a Melbourne, e oggi tornerà a casa per cominciare la riabilitazione con l’obiettivo di tornare in campo prima dei Championships 2018, anche se a quel punto sarà fuori dalla Top 100.

Today I underwent successful right hip surgery at the St Vincent Hospital in Melbourne. I'd like to thank Dr John…

 

Pubblicato da Andy Murray su Lunedì 8 gennaio 2018

OPERAZIONE RIUSCITA – L’intervento è stato eseguito dal rinomato Dr. John O’Donnell, a cui Andy si era già rivolto nel 2008 per piccoli problemi alla stessa anca: “Sono entrato alle 7.30 del mattino e alle 10.30 mi ero già risvegliato dall’operazione: sono molto ottimista perché ho parlato con il chirurgo e lui era molto soddisfatto di come è andata. Lui ritiene che la mia anca starà molto meglio di un anno fa, e un anno fa ero n.1 del mondo, stavo ancora bene”.

IL RESTO DELLA CARRIERA – Parlando ai giornalisti inglesi, Andy ha parlato del futuro“In termini di approccio, non giocherò più tanti tornei per inseguire il n.1, sarò molto più oculato nella scelta degli eventi da giocare anche se già ora sono abbastanza conservativo nelle scelte rispetto alla maggior parte dei giocatori del tour. Stilerò un calendario ridotto concentrandomi sui majors e i grandi tornei piuttosto che guardare alla classifica”.

IL RIENTRO IDEALE? SULL’AMATA ERBA – Il mio piano sarebbe tornare a giocare in tempo per la stagione su erba, magari anche prima. Mi prenderò tutto il tempo necessario per assicurarmi che la riabilitazione sia fatta nel modo corretto e l’operazione vada quindi completamente a buon fine. Il tempo di recupero dovrebbe essere intorno alle 14 settimane da quello che mi hanno detto più volte”.

DI NUOVO IN CAMPO SOLO QUANDO PRONTO – “Voglio tornare solo quando sarò in condizioni di farlo: non voglio più trovarmi nella situazione di Brisbane o di New York, quando ero iscritto ma non ero sicuro di come stessi. Voglio sapere con certezza che quando tornerò sarò pronto per farlo“.

UNA DECISIONE DIFFICILE – “Stamattina ero nervoso ma ho preso la decisione giusta. Ero messo male, provavo dolore già da prima di Wimbledon, ora la situazione è migliorata ma mentalmente è incredibilmente snervante quando ogni volta che cammini senti l’anca darti il tormento, dal momento in cui ti svegli e inizi a camminare fino a quando ti sdrai la sera. So che è qualcosa che dovrò gestire attentamente e intelligentemente per il resto della mia carriera. Ne sono consapevole e lo farò certamente. Non vedo l’ora di smettere di avere dolore”.

A little post op photo. I'm feeling really positive and looking forward to starting rehab. Thanks to everyone for the…

Pubblicato da Andy Murray su Lunedì 8 gennaio 2018

“Una piccola foto post-operazione. Mi sento positivo e non vedo l’ora di iniziare la riabilitazione. Grazie a tutti per gli auguri e il supporto negli ultimi giorni, aiuta davvero.
E cercate tutti di trovare un partner che vi guardi come Jamie Delgado guarda me!”

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Podcast Off-Court: l’estate sta finendo… ma il tennis non se ne va

Torna l’appuntamento settimanale con la consueta chiacchierata transoceanica tra i nostri inviati Vanni Gibertini e Luca Baldissera

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Vanni Gibertini (a sinistra) e Luca Baldissera (a destra) se ne vanno da Indian Wells alla fine del torneo

Dopo l’intensa estate nordamericana sul cemento culminata con lo US Open, Vanni Gibertini e Luca Baldissera sono tornati a casa e osservano il circuito da lontano. Bianca Andreescu è tornata in Canada da trionfatrice mentre Novak Djokovic è alle prese con un fastidio alla spalla che potrebbe tenerlo fermo per qualche tempo. Intanto Roger Federer, recuperato il problema alla schiena che lo ha frenato a New York si appresta a giocare nella “sua” Laver Cup e annuncia di aver già programmato i suoi prossimi tornei fino a Wimbledon 2020, strizzando l’occhio alle Olimpiadi per le quali avrà bisogno di una wild card. La ATP Cup ha iniziato a far vedere i muscoli alla Coppa Davis, che aprirà l’assurda parata di competizioni a squadre il prossimo novembre, mentre l’All England Club si è dato da fare per assicurare la sopravvivenza dell’erba come superficie del circuito.

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Laver Cup, Federer e Nadal: “Non parliamo del record”. Kyrgios spavaldo: “Li ho battuti tutti”

I due rivali protagonisti della conferenza stampa pre torneo. Borg sul doppio Roger/Rafa: “Buone possibilità”. Ma Nadal è in dubbio per un problema al polso. McEnroe spera: “Vogliamo prenderli a calci nel sedere”

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2019 (foto via Twitter, @LaverCup)

Per la terza stagione di fila il mondo del tennis è pronto a rivivere le emozioni di un evento atipico e, per questo, affascinante. La Laver Cup 2019 a Ginevra parte, neanche a dirlo, nel segno di Roger Federer e Rafael Nadal, 39 Major in due, compagni di squadra nelle file del Team Europe, uniti nell’obiettivo di piegare la resistenza del Team World. Non c’è da biasimarli, ma Roger e Rafa se non hanno già oscurato tutto ciò che li circonda al Palexpo di Ginevra, poco ci manca. E sembra che entrambi gradiscano quest’atmosfera, scambiandosi abbracci e frasi d’affetto reciproco.

Tuttavia c’è una notizia dell’ultim’ora. Non è certo che Nadal prenda parte al torneo: Eurosport parla di un fastidio al polso che potrebbe fermare Rafa (che non ha match in programma nel day 1) anche nella seconda giornata. In tal caso il maiorchino non potrebbe scendere in campo nemmeno nel day 3, perché da regolamento i sei membri del team devono tutti giocare un match di singolare nei primi due giorni. Se un giocatore non può scendere in campo, viene rimpiazzato dalla riserva (Roberto Bautista Agut per gli europei).

Nella conferenza stampa pre torneo, le domande dei giornalisti sono state per la maggior parte rivolte a Roger e Rafa o, se rivolte ad altri, sempre su loro due. Ovviamente, con Nadal a un passo dal record di Slam detenuto dallo svizzero, la domanda più scottante riguarda proprio quel primato. Ora che i due sono in squadra assieme, avranno affrontato vis à vis l’argomento? “Non abbiamo parlato d’altro!” esclama divertito Federer, che si ricompone subito: No, non ne abbiamo parlato. Forse alle nostre spalle ne hanno parlato, ma non lo so. Ho un grande rispetto per Rafa e per ciò che ha fatto, ma anche per Borg, Djokovic e Sampras. Queste sono cose su cui non hai molto controllo se non quando affronti il tuo diretto avversario. Ma non è questo il punto, provi a vincere per te stesso, per i tuoi fan e per il tuo team. Ma forse Rafa ha una risposta completamente diversa…” (ride).

 

Il campione degli US Open la pensa come il suo amico: “Penso che ognuno percorra la sua strada. Non passo il giorno e la notte a pensare che devo raggiungere un numero in particolare. Voglio divertirmi a giocare a tennis, che non è solo Grand Slam. Sono molto importanti, ma non sono tutto. Allo stesso tempo il numero di Slam che io, Roger e Novak abbiamo vinto, penso che renda la nostra generazione un po’ più speciale”.

Nel weekend più particolare del calendario tennistico, tutti si chiedono se Nadal e Federer giocheranno il doppio assieme, come accadde due stagioni fa. Ha risposto alla domanda il capitano del Team Europe, Bjorn Borg: “Beh, sinora è l’unico doppio che abbiamo vinto nelle due edizioni del torneo (Roger lo guarda incredulo: “Cosa!?”). C’è una buona possibilità che possano giocare. Abbiamo sei, sette giocatori e valutiamo assieme chi gioca il doppio. È molto importante conquistare i punti del doppio tutti e tre i giorni”.

Sull’altra panchina non c’è spazio per le smancerie. John McEnroe, capitano del Team World, spera di riuscire a schiacciare la squadra dei due rivali per alzare la sua prima Laver Cup. Anche a lui è stato chiesto chi la spunterà alla fine nella corsa al record Slam: “Stiamo ammirando i più forti di ogni epoca. Nessuno può rispondere a questa domanda. Perché non ne parliamo tra uno o due anni? Avremo un’idea migliore. Prima o poi si fermeranno, magari già dopo questo weekend (risate). Potrebbe essere il giorno in cui li prendiamo a calci nel sedere. Sarebbe una storia incredibile e sorprendente. Noi vorremmo farne parte”.

Accetta con piacere la sfida anche Nick Kyrgios, che si esalta su questi palcoscenici. L’australiano non ha nessun timore reverenziale verso i quasi quaranta Slam che siedono sulla panchina del Team Europe: C’è molto più spirito di squadra tra noi rispetto all’Europa. Siamo un gruppo unito e mi piace stare con i miei compagni di squadra. Io ho battuto ogni singolo membro del team Europe e nella mia squadra ci sono giocatori che ci hanno vinto in passato. Sulla carta partiamo sfavoriti, ma negli anni passati siamo stati vicini alla vittoria e credo che quest’anno possiamo vincere. Ok, c’è il ranking, ma il ranking è la cosa più sopravvalutata di sempre“.

Apriranno il programma della prima giornata alle ore 13 italiane Dominic Thiem e Denis Shapovalov. L’austriaco arriva da una sconfitta pesante in Coppa Davis contro il numero 163 ATP, mentre Shapo viene da un buon US Open. Ha parlato così delle condizioni di gioco, che potrebbero favorirlo contro il finalista del Roland Garros: La superficie è piuttosto veloce, si può giocare in maniera rapida e questo a me piace. Ho avuto un paio di giorni per adattarmi e ora mi sto trovando a mio agio qua. Lui è un gran giocatore ma su questa superficie ho un piccolo vantaggio“.

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WTA Seoul: Alexandrova in semifinale in rimonta, facile Muchova

La russa rimonta un set a Ahn e sfiderà Linette in semifinale. La ceca lascia supera Hon con un doppio 6-3 e se la vedrà con Wang

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Definite le quattro semifinaliste del WTA International di Seoul. Gli incontri sono stati tutti a senso unico tranne quello che ha visto trionfare la seconda testa di serie Ekaterina Alexandrova sulla wild card Kristie Ahn. Il primo set è stato combattutissimo fino al tiebreak, nel quale la statunitense ha dilagato senza concedere nemmeno un punto ad Alexandrova. La russa si è presa il secondo set con un unico break nel settimo gioco e poi ha rimontato un break di svantaggio nel terzo chiudendo l’incontro con il punteggio di 6-7 6-4 6-4.

La sua prossima avversaria sarà Magda Linette, testa di serie numero quattro, che ha disposto piuttosto agevolmente di Kirsten Flipkens (6-2 6-4). Sarà il primo incontro tra queste due giocatrici. L’altra semifinale vedrà opposte Karolina Muchova e Yafan Wang (nessun precedente). La prima ha amministrato senza affanni il proprio incontro con Priscilla Hon (6-3 6-3), mentre la cinese ha lasciato appena quattro giochi a Paula Badosa in poco più di un’ora di gioco.

Risultati:

[8] Y. Wang b. P. Badosa 6-1 6-3
[3] K. Muchova b. [Q] P. Hon 6-3 6-3
[4] M. Linette b. K. Flipkens 6-2 6-3
[2] E. Alexandrova b. [WC] K. Ahn 6-7(0) 6-4 6-4

Il tabellone completo

 

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