WTA Finals, dal 2019 in Cina anche loro

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WTA Finals, dal 2019 in Cina anche loro

Sarà Shenzhen la sede del master femminile di fine stagione. L’evento lascerà Singapore al termine di quest’anno, e si legherà alla nuova sede fino al 2028

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Con la race ancora spoglia di punti fa quasi impressione pensare alle WTA Finals di fine anno, ma questa è l’ultima stagione in cui la corsa delle giocatrici avrà Singapore come traguardo. È stato infatti ufficializzato nelle ultime ore il contratto che legherà il master di fine anno del circuito femminile a Shenzhen, dal 2019 fino al 2028 incluso. La città cinese al confine con Hong Kong, che già ospita un torneo International nella prima settimana dell’anno, ha sconfitto la concorrenza di Manchester, Praga, San Pietroburgo e della stessa Singapore mettendo sul piatto un montepremi record da 14 milioni di dollari, il doppio di quello attuale.

La superficie sulla quale contendersi il Billie Jean King Trophy rimarrà quella del sintetico indoor. Per quanto riguarda l’impianto invece, la nuova proprietaria dell’evento Gemdale Corporation ha assicurato che verrà costruito un nuovo stadio all’avanguardia da 12.000 posti. Per il torneo di fine stagione si tratta del settimo cambio di residenza in questo millennio. Nel corso della sua storia, iniziata sulla terra battuta di Boca Raton nel 1972, l’unica sede ad aver resistito per un arco di tempo maggiore di quello promesso ora a Shenzhen è il Madison Square Garden di New York, dal 1977 al 2000 (con un anno di “salto” a Oakland nel 1978).

Entusiasmo da parte del CEO della WTA Steve Simon: “Si tratta senza troppi dubbi del più grande e più importante accordo sulle WTA Finals nei 45 anni dalla loro fondazioni. Ci è stato promesso che l’evento verrà portato a un nuovo, spettacolare livello”. Negli ultimi anni la Cina ha deciso di puntare il proprio potere economico anche sul tennis, concentrandosi in special modo su quello femminile (dati i maggiori successi delle atlete locali rispetto ai connazionali uomini). “Guardando i numeri” ha commentato Maria Sharapova, “di certo viene voglia di andare in un posto che ha questa volontà di investire nel tennis femminile”.

 

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Wimbledon, quote 29 giugno: Cocciaretto a 2,75 con Begu, Sinner ancora favorito

Isner ci prova contro la bestia nera Murray, Ruud rischia con Humbert. Raducanu parte avanti nel big match con Garcia

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Elisabetta Cocciaretto - Wimbledon 2022

Mercoledì di tennis che vede iniziare i secondi turni a Wimbledon, dove purtroppo non ci sarà Matteo Berrettini, ritiratosi dopo la positività al Covid. Impegnati per i nostri colori Jannik Sinner ed Elisabetta Cocciaretto, reduci rispettivamente dai successi su Stan Wawrinka e Martina Trevisan. In campo, fra gli altri, il campione uscente Novak Djokovic e un Carlos Alcaraz sopravvissuto al duro esame Jan-Lennard Struff, oltre alla seconda favorita del tabellone femminile Ons Jabeur.

E’ finalmente arrivata la prima vittoria in carriera su erba per Jannik Sinner, impostosi in quattro set su Stan “the man”, che ora pregusta il bis affrontando, con i favori del pronostico (1,22), Mikael Ymer, battuto due volte su tre nei precedenti: vittorie per Jannik alle Next Gen Atp Finals 2019 e al Roland Garros dello scorso anno, mentre lo svedese si è imposto a Montpellier due anni fa.

Ha già lasciato un set per strada Novak Djokovic, nel debutto contro un ottimo Soonwoo Kwon, ed ora è atteso da Thanasi Kokkinakis, vincitore invece in tre set su Kamil Majchrzak: unico precedente risalente a sette anni fa, con un triplice 6-4 a favore del serbo a Parigi, e quote che lasciano poco spazio all’australiano (dato in media a 12), capace a inizio anno di vincere il primo torneo in carriera ad Adelaide e di laurearsi campione nello Slam di casa con l’amico Nick Kyrgios.

 

Sfida d’altri tempi sul Centrale fra Andy Murray e John Isner, con il tennista di Dallas che proverà, al nono tentativo, ad avere la meglio sullo scozzese; il primo scontro fra i due, che si sono già affrontati negli altri tre Major, è datato addirittura 2010, e un eventuale successo di John, uscito vincitore in cinque set sul giovane francese Enzo Coucaud, è pagato 2,90 da Snai. Primo test davvero probante per la terza testa di serie Casper Ruud, opposto al francese Ugo Humbert, irriconoscibile questa stagione ma particolarmente a suo agio su erba: leggermente avanti per i bookies il norvegese (1,67), ma vantaggio per due a uno nei precedenti per il transalpino, vittorioso in rimonta al quinto sull’argentino Tomas Etcheverry.

Usciti incolumi dai due incontri più belli della prima giornata, gli spagnoli Carlos Alcaraz e Alejandro Davidovich Fokina partono favoriti, nonostante le rispettive maratone con Jan-Lennard Struff e Hubi Hurkacz: per il diciannovenne di Murcia c’è Tallon Griekspoor (3,20), mai affrontato e fresco giustiziere di Fabio Fognini, mentre per il biondo di Malaga c’è l’ostacolo Jiri Vesely (2,20), cliente non facile su questa superficie.

Potrebbe essere un match divertente quello fra Tommy Paul e Adrien Mannarino, con l’americano favorito a 1,57 per Bet365 sul francese reduce dai cinque set con Max Purcell, mentre sono perfettamente in equilibrio le quote fra la rivelazione olandese Tim Van Rijthoven, campione a sorpresa a Hertogenbosch, e Reilly Opelka, liberatosi in tre set (e in due giorni) di Carlos Taberner, in una sfida che promette meno spettacolo e tanti ace.

Dopo aver ottenuto il primo successo in carriera a livello Slam nel derby con Martina Trevisan, Elisabetta Cocciaretto affronta Irina Camelia Begu, impostasi in due set nell’unico confronto diretto due anni fa a Roma: avanti per i quotisti la rumena (1,45), con un upset dell’anconetana dato in media a 2,75.

Ha destato buone sensazioni al debutto Emma Raducanu, sbarazzatasi in due combattuti set di Alison Van Uytvanck e ora attesa da una Caroline Garcia appena tornata ad alzare un trofeo a Bad Homburg: dato a 1,63 in media un successo della regina degli ultimi Us Open su una francese che ha faticato più delle attese con l’altra tennista di casa (anche se di chiare origini giapponesi) Yuriko Miyazaki.

Avversarie polacche per Ons Jabeur e Angelique Kerber, con la tunisina che dovrebbe aver vita facile con la numero 91 WTA Katarzyna Kawa (12), mentre qualche grattacapo in più alla nativa di Brema potrebbe crearlo Magda Linette (3,30); a proposito di tedesche, Jules Niemeier proverà a sgambettare la seconda testa di serie del torneo Anett Kontaveit (1,45 su Betaland), in difficoltà all’esordio nel primo set con Bernarda Pera.

Sia Jelena Ostapenko che Maria Sakkari hanno dovuto giocare martedì, causa pioggia, il rispettivo primo turno e sono subito chiamate in campo per il secondo: per la greca (1,13) c’è la bulgara Viktorija Tomova, uscita vincitrice da una battaglia con Daria Saville, mentre per la lettone (1,18) c’è la rediviva Yanina Wickmayer, ex numero 12 al mondo tornata a giocare dopo uno stop di due anni. Infine una sfida equilibrata fra Ann Li, che ha eliminato la nostra Lucia Bronzetti, e Marie Bouzkova, giustiziera della settima testa di serie Danielle Collins, con entrambe le tenniste in cerca del primo terzo turno in carriera ai Championships e con la ceca data in media a 1,57.

    SNAI BET365 BETALAND 
J. SINNER M. YMER 1,23 – 41,22 – 4,331,22 – 4,15
N. DJOKOVIC  T. KOKKINAKIS 1,01 – 13 1,04 – 13 1,03 – 10,50 
A. MURRAY  J. ISNER 1,40 – 2,90 1,44 – 2,75 1,43 – 2,75 
C. ALCARAZ  T. GRIEKSPOOR 1,33 – 3,25 1,36 – 3,20 1,35 – 3,15 
C. RUUD  U. HUMBERT 1,67 – 2,15 1,66 – 2,20 1,68 – 2,16 
R. OPELKA  T. VAN RIJTHOVEN 1,87 – 1,901,90 – 1,901,85 – 1,93 
T. PAUL A. MANNARINO 1,60 – 2,30 1,57 – 2,37 1,59 – 2,32 
A. DAVIDOVICH FOKINA J. VESELY 1,63 – 2,25 1,66 – 2,20 1,66 – 2,19 
E. COCCIARETTO  I. BEGU 2,75 – 1,45 2,75 – 1,44 2,72 – 1,44 
E. RADUCANU  C. GARCIA 1,60 – 2,25 1,66 – 2,20 1,65 – 2,20 
A. KERBER  M. LINETTE 1,32 – 3,25 1,33 – 3,40 1,33 – 3,25 
O. JABEUR K. KAWA 1,01 – 13 1,04 – 13 1,03 – 11 
A. KONTAVEIT J. NIEMEIER 1,45 – 2,75 1,44 – 2,75 1,45 – 2,70 
J. OSTAPENKO Y. WICKMAYER 1,17 – 4,751,20 – 4,501,20 – 4,50
M. SAKKARI  V. TOMOVA 1,11 – 61,14 – 5,501,14 – 5,50
M. BOUZKOVA A. LI 1,55 – 2,351,61 – 2,30 1,60 – 2,30  

***Le quote sono aggiornate alle 20 di martedì 28 giugno e sono soggette a variazione 

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: mi manca Berrettini. E manca anche a Sinner. Nadal dritto in finale? 15 le “vittime” di primo turno. Serena Williasms out ma non per sempre

Tre italiani in “vita” su undici

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Matteo Berrettini - Queen's 2022 (Credit: Getty Image for LTA)

Ritrovarsi a scrivere di un Berrettini che doveva essere un grande probabilissimo protagonista di questo torneo e dover scrivere invece del suo Covid, del suo ritiro, del suo ennesimo sogno svanito senza sue colpe, dopo averne già discusso e scritto non so più quante volte e in quanti video, su Instagram, TikTok, Twitter, e chi più ne ha più ne metta…beh, questa francamente me la sarei voluta proprio risparmiare.

Figurarsi lui. Davvero mi dispiace. E non potete immaginare quanto. E non per me, per Ubitennis, per il tennis italiano. Ma per lui.

Di solito i multimilionari, anche se i loro guadagni se li sono meritati facendo cose che non riescono ai comuni mortali – e i grandi campioni certo appartengono a queste categoria – non suscitano gran tenerezza anche se sono incappati in qualche disavventura.

 

Ma Matteo è un tal bravo ragazzo, educato e mai arrogante sebbene in certe situazioni logistiche, ambientali, sia abbastanza facile diventarlo, che francamente tutte le problematiche fisiche che lo hanno avversato in questi ultimi anni, non possono non stimolare una più che naturale forma di solidarietà.

Nessuno potrà mai sapere che cosa avrebbe potuto succedere in questo torneo nel quale nel giorno del sorteggio tutti lo avevamo considerato più fortunato che sfortunato.

Il sorteggio era stato giovedì scorso, quando lui si era allenato con Rafa Nadal, e al venerdì Matteo ha sentito salire la febbreUn’orribile sensazione alla vigilia del torneo che era nella sua testa dal 12 aprile, quando si era operato alla mano, quando aveva deciso che avrebbe saltato il torneo più amato, a casa sua al Foro Italico, e poi anche il Roland Garros quando sapeva bene di avere in scadenza la cambiale dei quarti di finale dell’anno precedente. 

E, come Matteo avrebbe fatto trasparire con l’abituale sincerità, se mai si fosse immaginato che l’ATP avrebbe preso la decisione harakiri di togliere i punti conquistabili ai Championships mentre scadevano quelli dell’anno scorso, beh forse avrebbe accelerato la preparazione per scendere in campo già al Roland Garros.

Too late now. Il COVID è peggio del Fato, colpisce a caso. Ok, le precauzioni servono, mettere le mascherine ancora oggi sarebbe più che consigliabile, eppure anche qui sui metrò a Londra – underground, via – non c’è nessuno nel fittume di passeggeri che si pestano i piedi, che le metta. In sala stampa, su centinaia di colleghi, pochissime eccezioni. Eppure nella sala stampa del Roland Garros più di un collega è rimasto intrappolato dal Covid e non ha potuto lasciare Parigi che diversi giorni dopo la conclusione del torneo.

Nella vita, bisogna avere fortuna. E per quanto concerne la salute le differenti situazioni fra i ricchi e i poveri si assottigliano assai, si ammalano i primi come i secondi anche se i primi magari possono curarsi meglio e resta vero poi – come si divertiva a ricordare spesso il mio maestro Rino Tommasi (che non mi stancherò mai di citare) – che tutti nella loro vita hanno diritto alla stessa quantità di ghiaccio: l’unica differenza è che i ricchi ce l’hanno d’estate e i poveri d’inverno.

Berrettini ha avuto in sorte, coltivata con il lavoro di tantissimi allenamenti durati anni e anni con Vincenzo Santopadre, un servizio formidabile e un dritto quasi altrettanto efficaceE quell’altezza, un metro e 96 cm, che gli ha dato il Padreterno altrimenti a voglia a cercare di lavorare duro per tirare cannonballs da 230 km orari: non ci sarebbe mai riuscito se avesse avuto gli stessi centimetri di Fabio Fognini.

Però si allunga fino a oltre i 4 metri e magari si stira i muscoli addominali. Tira missili fracassanti con quel polso e quella mano destra esplosiva e la mano a un certo punto si stufa per tutto quel continuo stress e fa cilecca. È più simpatico, bello e socievole di altri, stringe volentieri e generosamente la mano a tutti, certo più di un tipo “orso e introverso” e magari si becca il COVID quando quell’altro invece la scampa. La vita è così.

Nell’articolo scritto ieri ho accennato al caso di Tamberi cui sparirono sotto il naso, anzi sotto il ginocchio perché fu il tendine d’Achille a tradirlo, anni e anni di sacrifici per partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016.

Ecco, a confronto, lo sfortunato Berrettini si può lamentare assai di meno. Fra pochi giorni Matteo starà bene, già ieri sera era senza sintomi, tornerà a giocare e magari già all’US Open – dove Djokovic non ci sarà e Nadal chissà… molto dipenderà proprio da questo Wimbledon in cui il favorito è certo Djokovic a dispetto di un primo turno con Kwon poco convincente – si prenderà una soddisfazione dorata simile a quella che Tamberi ha dovuto attendere fino a Tokyo 2020… che è poi diventato Tokyo 2021. E Tamberi non se l’aspettava quasi più. Berrettini invece può aspettarsela. Mica avrà sempre scalogna!

Fra i tanti che non sono certo contenti, quindi fra milioni di appassionati italiani (e ci metterei anche le…. appassionate! Dopo la partecipazione di Sanremo dove peraltro il solito brillante Matteo non fu per niente brillante, anche a sua stessa detta, ma solo bello… beh, non avete idea di quante signore di varia età che non avevano mai visto una partita di tennis mi hanno avvicinato per dirmi: “Ma quant’è bello e fascinoso Berrettini!”. Un’invidia che non vi dico!) ci metto anche Jannik Sinner.

Eh sì, perché fino a ieri, nonostante la prima vittoria erbosa al quinto tentativo (e su un nome di sicuro prestigio, anche se minimamente appannato dall’età), Jannik si poteva muovere sotto traccia, in penombra. I riflettori erano tutti puntati su Berrettini, come le scommesse. Lui, il secondo tennista più … “puntato” dopo Djokovic nel regno del betting. Perfino più – udite udite – di Rafa Nadal che, insomma, questo torneo l’ha vinto un paio di volte quando c’era in gara un certo signor Federer che non aveva 41 anni come Serena Williams ieri, ma non ne aveva ancora 27 e 29 (anni 2008 e 2010). Un vecchietto solo presunto, quello di Manacor che, frodando sfacciatamente l’anagrafe ben al di là della calvizia incipiente, continua a roncolare dritti mancini paurosi e a dimostrarsi il più forte di tutti al Roland Garros, il torneo più duro di tutti in cui ha trionfato 14 volte. 

Da noi in Italia, e guai a mancargli di rispetto, per carità, è diventato un mito, una leggenda vivente, Adriano Panatta che di Roland Garros ne ha vinto uno solo, a 26 anni. Rafa ne ha 10 di più, 36, ma c’è qualcuno che riesce a considerarlo fuori gioco? Ora soprattutto che nella metà bassa del tabellone Berrettini non c’è più, Auger Aliassime non c’è più, mentre Tsitsipas deve ringraziare l’inesperienza del giovane e talentuoso svizzero Ritschard che nel primo era avanti 4-1 con doppio break e Stefanos è riuscito a vincere soltanto di misura al quarto set. Poi ci sono le supposte mine vaganti Kyrgios e Shapovalov: entrambi  hanno vinto soltanto al quinto set (con Jubb e Rinderknech), proprio come un’altra testa di serie di quei bassifondi, Krajinovic (con Lehecka).

Insomma laggiù solo Bautista Agut (ma con Balasz) e Fritz (ma con Musetti…) sono apparsi in forma sufficiente per impensierire un Nadal ancora in rodaggio erboso. Ma mi dite chi sarebbe favorito di tutti questi contro Rafa? Almeno se il maiorchino giocherà un po’ meglio – dopo 3 anni di digiuno erboso – che contro Francisco Cerundolo, bravino e agguerrito finchè il match non “pesava”, salvo sciogliersi come neve al sole quando avanti 4-2 nel quarto set dopo aver inopinatamente conquistato il terzo, si è fatto strappare il servizio a 0 sul 4-3 in un batter d’ccchio e poi di nuovo – anche se a 30 – sul 4-5.

Rafa non avrà problemi a disfarsi di Berankis e se Sonego, bravissimo a vendicare due sconfitte con Kudla, confermerà la legge del “non c’è due senza tre” con Gaston, sarà proprio Lorenzo a sfidare Rafa al terzo turno. E lì più che gli auguri non gli posso fare.

Beh, insomma dopo questa lunga digressione sulle chances di Nadal, torno ab ovo, da dove ero partito. Da Sinner che suo malgrado, a causa della prematura dipartita di Berrettini – oh Matteo sta bene eh, è un modo di dire, è solo la dipartita dai Championships, tornerà l’anno prossimo… – non potrà più nascondersi.  Oggi ha Mikael Ymer, uno dei due fratellini svedesi di origini afro, ed è certo favorito, anche se il fatto che abbia battuto Altmaier lo deve mettere in guardia. E poi ieri avevo dato per scontata la vittoria di Camila Giorgi e avete visto che fine ha fatto contro la modesta polacca Frech che a 24 anni non può nemmeno essere considerata una speranza? Che match scriteriato! Ma non voglio maramaldeggiare. Le due teste di serie donne ce le siamo perse al primo turno, Giorgi 21 e Trevisan 22, le altre due che non lo erano pure Bronzetti e Paolini pure anche se Jasmine per un set ha illuso con la Kvitova.

Cì è rimasta soltanto la superstite del derby azzurro di primo turno, Elisabetta Cocciaretto (brillante oltre ogni dire contro Martina Trevisan) che oggi affronta la rumena Begu con la quale ha perso un primo duello ma non è detto che perda anche il secondo.

Con inclusa la Cocciaretto, dunque, di 11 italiani al via ce ne sono rimasti solo tre: Sinner e Sonego. Sonego onestamente non lo vedo andare oltre al terzo turno, ma intanto coraggio e che ci arrivi, anche perché un anno fa qui arrivò agli ottavi e il rischio di finire intorno alla settantesima posizione purtroppo c’è tutto. Per quanto riguarda Sinner, senza sottovalutare Mikael Ymer, mi chiedo e già che ci sono vi chiedo: se vincerà come gli auguro  sarebbe meglio affrontare poi un grande e terribile battitore come Isner, classe 1985 (37 anni) oppure l’idolo di casa Andy Murray, classe 1987 (35 anni) che oggi duelleranno sul centre court ma certo non potranno fare sfoggio di grande mobilità? Io dico che Jannik, ove vincesse, farà il tifo perché i due giochino 5 strenui set, fino al limite delle forze, e con Isner almeno un paio di tiebreak è probabile che ci scappino, anche se non potrà più venir fuori un altro 70 a 68 al quinto

Se non fosse così tardi, ancora, parlerei di Serena Williams, battuta al tiebreak del set decisivo dopo 3 ore e 11 minuti dalla ragazza francese di nascita e passaporto ma per metà cinese e metà vietnamita Harmony (che magnifico nome!) Tan di 24 anni, n.115 WTA e best ranking 90, ma voglio andare a letto alle 2 di notte, tanto ci sarà occasione di riparlarne. Anche perché lei ha tutte le intenzioni, e alla fine dopo qualche ritrosia le ha manifestate, di giocare anche il prossimo US open. Credo che neppure lei, ormai, si faccia illusioni sul record di Margaret Court, sui famigerati 24 Slam, ma non ha voglia di smettere. E seppure a sprazzi anche ieri sera ha fatto vedere insieme a tanti errori, anche tanti colpi che le hanno valso il titolo onorifico di miglior tennista del terzo millennio.

Segnalo in conclusione che dopo il primo turno mancano all’appello queste teste di serie. Quattordici in tutto.

Uomini – sei

7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne – otto

7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)

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Wimbledon day 3, da non perdere: Bublik, Kyrgios e Cocciaretto

LONDRA – Tennis frizzante e imprevedibile con Alexander e Nick, mentre Elisabetta studia da erbivora

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(da Londra, il nostro inviato)

Elisabetta Cocciaretto – Irina-Camelia Begu
Non me ne vorrà la simpatica Irina Camelia, che gioca bene con tutti i fondamentali, ma l’interesse tecnico per questa partita è la nostra trottolina terribile Elisabetta, che ha fatto polpette dell’amica Martina Trevisan (troppo “terraiola” come impostazione) nel primo turno, scoprendosi giocatrice da erba quasi a sorpresa. “Ma quanto ti filava il rovescio oggi?”, le ho chiesto dopo il match. “Hai visto, si?”, mi ha risposto con un sorrisone da un orecchio all’altro. In effetti, osservato da bordocampo, il colpo bimane di “Coccia” è una splendida pallata tesa e poco liftata, perfetta per i prati. Anche i movimenti dei piedi, e la capacità naturale di tenere il baricentro basso, fanno di Elisabetta una potenziale erbivora di grande qualità, sperando che finalmente i problemi fisici siano un ricordo.
Consigliata ai nostalgici della mitica “Cipollina” Cibulkova, perchè Cocciaretto potrebbe diventare una giocatrice simile.

Dusan Lajovic – Alexander Bublik
Da un lato, un giocatore classico, splendido stilisticamente, rovescio a una mano, grande tocco a rete, uno dei pochi “dinosauri a tutto campo” rimasti nel circuito. Dall’altro, un pazzo furioso (in senso sportivo, s’intende), dotato di talento infinito, potenza totale alternata a tocchi da prestigiatore, con tanto di vezzo del servizio da sotto ogni tanto, alternato a seconde palle sopra i 200 kmh. Dusan e Alexander potrebbero dare tranquillamente vita a un match memorabile per varietà tecnica, così come sbagliare l’impossibile e offrire uno spettacolo mediocre. Personalmente, propendo molto per la prima ipotesi.
Consigliata a quelli che adorano farsi sorprendere da soluzioni folli e divertentissime.

 

Filip Krajinovic – Nick Kyrgios
L’ordine opposto al caos. Più che il tennis in se stesso, fra “soldatino” Filip e l’anarchico Nick, la differenza è nella visione dello sport, dell’agonismo, e forse anche della vita. Tradotta sul campo, questa distonia può diventare affascinante. Come giocano i due lo sappiamo: un bel giocatore solido in tutti i fondamentali, senza picchi tecnici straordinari, con tanta solidità mentale, contro un talento clamoroso per capacità di accelerazione della palla, capace di trovare qualsiasi angolo e rotazione, sia usando la manualità, che con estrema violenza. Di solidità mentale non se ne parla (anche perchè sarebbe numero uno da anni, se avesse quella che semplicisticamente si suol definire “testa”). Non so cosa combineranno, ma ritengo difficile che non sia divertente.
Consigliata a chi si appassiona ai litigi con arbitro e pubblico quasi di più che a passanti e volée.

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