Il padel, una priorità per la FIT: “Aiutiamo il tennis e puntiamo ai vertici mondiali”

Gianfranco Nirdaci, responsabile del Comitato federale, tasta il polso al movimento italiano che fa registrare tutti gli indicatori in crescita. A Milano intanto è andato in scena il primo appuntamento dello Slam

Il padel, una priorità per la FIT: “Aiutiamo il tennis e puntiamo ai vertici mondiali”
Gianfranco Nirdaci (foto Fabrizio Romiti)

Il nostro viaggio alla scoperta del mondo del padel, dopo aver ripassato le regole e segnato in agenda gli appuntamenti più importanti del calendario italiano e internazionale, riparte da una chiacchierata con chi lavora ogni giorno per lo sviluppo di questo sport. Gianfranco Nirdaci è il coordinatore del comitato interno alla Federtennis che si dedica esclusivamente a questa disciplina.

Ci racconti un po’ il suo lavoro.
C’è piena sinergia con il presidente FIT Binaghi. Rappresento un movimento in crescita che la Federtennis italiana ha avuto l’intuito e il buon senso di inglobare, con benefici per entrambi. Padel e tennis viaggiano insieme senza alcun antagonismo, in Italia lo abbiamo capito meglio che altrove.

 

Il numero dei tesserati è in crescita. Ci fornisce qualche dato? E quanti vengono “sottratti” alla racchetta tradizionale?
Abbiamo toccato quota ottomila agonisti tesserati nel 2018, la stima dei praticanti oscilla tra i 45 e i 50mila. È un buon risultato, ma mi sento di definirla un’evoluzione naturale legata alla semplicità e alla socialità di questo gioco. Basta scoprirlo, poi non lo abbandoni più. Non è uno sport che ruba praticanti, perché il tennista gioca a padel senza lasciare il tennis. Aggiungo: nei circoli dove sono stati creati i campi, è il padel ad aiutare economicamente l’attività tennistica.

Proviamo a fare due conti: quanto costa un campo da padel?
Si parte dai dodicimila euro. Ma, a regime, un solo campo genera il guadagno medio di 40 euro ogni ora e mezza di gioco. Il break even (pareggio tra uscite ed entrate in un progetto di investimento, ndr) viene raggiunto facilmente e da quel momento ci sono solo utili, considerando i costi di manutenzione irrisori.

Quante sono le strutture attive in Italia? 
Contiamo oggi circa 600 campi, anche questo è un dato in costante crescita. Approfitto di Ubitennis per ringraziare pubblicamente Andrea Abodi, il presidente del Credito Sportivo che si è appena insediato. Ha preso a cuore la nostra disciplina e garantirà particolare vicinanza ai circoli che vogliono dotarsi di campi da padel. Fra l’altro mi lega a lui un rapporto di amicizia, ci capita anche di giocare in coppia. Il patto è chiaro: io lo supporto sul campo, dove ne ha davvero bisogno, lui deve essere vicino al nostro movimento.

Ha citato Abodi, che è stato un importante dirigente calcistico fino a qualche mese fa. Ma ci sembra di capire che sono molti i campioni di altri sport e i personaggi dello spettacolo che giocano a padel. È una moda o passione vera?
No, chi gioca le prime volte e si diverte, perché poi non dovrebbe proseguire? Testimonial importanti ci aiutano a crescere, certo. Quattro anni fa Francesco Totti e Roberto Mancini, entrambi ottimi giocatori di padel, accettarono il mio invito per esibirsi al Foro Italico durante gli Internazionali. In quel momento avevamo in Italia solo tre campi e 85 atleti. Se pensiamo i dati di oggi…

Però parlare di padel, oggi, significa guardare soprattutto a Roma. Si può dire che non c’è ancora una diffusione nazionale?
Roma e il Lazio fanno da traino, innegabilmente. Però Piemonte e Lombardia stanno crescendo a ritmi vertiginosi, stimolando tutte le regioni centro-settentrionali. Oggettivamente c’è qualche ritardo al Sud, ma contiamo di recuperare. Dove il clima è migliore, giocare all’aperto può risultare ancor più piacevole.

Abbiamo notato come la federazione stia investendo sulle Nazionali. Con quali obiettivi?
Non vogliamo porci limiti. Gli Europei del 2017 ci hanno visto posizionarci immediatamente alle spalle delle big del continente, Spagna e Portogallo, che trainano il movimento. In tal senso abbiamo ingaggiato per la Nazionale femminile un’allenatrice del valore di Marcela Ferrari, argentina, che segue la coppia numero uno del circuito mondiale Belasteguin-Lima. Il team maschile resta affidato a Gustavo Spector. Teniamo così tanto alla crescita dei nostri atleti, che insieme alla Fit abbiamo voluto istituire il Club Italia, organismo diretto da Luigi Carraro che si occuperà di coordinare tutta l’attività delle squadre nazionali. A breve ci sarà anche la nomina di un tecnico per le giovanili. Con un percorso triennale siamo riusciti a istituire la figura del maestro nazionale come nel tennis, passaggio importante per la creazione di vere e proprie scuole di padel.

Non si è riusciti però a portare in Italia una tappa del tour mondiale. È il prossimo obiettivo?
Ci stiamo ragionando. Ma il nostro marchio del padel FIT sta acquisendo prestigio a livello mondiale. Il campionato italiano a squadre è più bello di quello spagnolo, tra Serie A e B vedremo in campo 46 professionisti tra i primi 200 del ranking. Fernando Belasteguin, numero uno del mondo, è tesserato con l’Orange di Roma. Gli atleti italiani giocheranno insieme e contro i migliori a livello globale, questo è il modo migliore per farli crescere.

Ci vediamo al Foro Italico anche quest’anno? 
Certamente, il programma sarà ricco. In concomitanza con gli Internazionali d’Italia ospiteremo in quella splendida cornice una tappa del circuito italiano Slam, un torneo internazionale e anche le finali del campionato italiano a squadre. Roma in quei giorni sarà il posto giusto per venire a trovarci, ne vale la pena. 


LE ULTIME DAL MONDO PADEL (a cura di Antonio Ortu)

Mentre attendiamo con trepidazione la nuova stagione del World Padel Tour (al via il 19 marzo), in Italia si fa già sul serio. Tra il 19 e il 25 febbraio lo Sporting Club Le Bandiere ha ospitato la prima tappa del circuito nazionale Slam 2018. Il centro sportivo, vicino Milano, è dotato di quattro campi da padel indoor, un’eccellenza per quanto riguarda il Nord Italia, a conferma della crescente diffusione della disciplina in diverse regioni dello stivale. Il tabellone Open maschile, si è concluso con la vittoria di Alexis Rosete e Stefano Pupillo, che hanno sconfitto in finale il duo Fanti/Tinti. A livello femminile si sono imposte le vincitrici dell’ultimo Master Slam nazionale, Giulia Sussarello e Chiara Pappacena, accreditate della prima testa di serie e vittoriose nell’atto finale su D’Ambrogio e Tommasi. La prossima tappa è in programma a Torino, al Monviso Padel Club dal 12 al 18 marzo, ma nell’attesa anche i campionati a squadre hanno aperto le danze, con tanti giocatori ben posizionati in classifica internazionale a infoltire le rose dei circoli nostrani.

Uscendo dai confini italiani, la FIP ha rilasciato due importanti comunicati. La Federazione Internazionale ha infatti reso nota la sede della prossima Champions Cup, che andrà in scena dal 2 al 6 maggio a Terragona, in Spagna. La città della Costa Daurada ha avuto la meglio sulle candidature delle federazioni di Germania e Brasile, che hanno ricevuto l’invito a ripresentare la proposta per le prossime edizioni. L’altro significativo comunicato annuncia il riconoscimento della stessa FIP come federazione osservatrice all’interno del GAISF (Global Association of International Sports Federation), un obiettivo già posto ventisette anni fa alla fondazione della federazione internazionale. Si tratta di un grande passo in avanti per il mondo del padel, che continua così ad aumentare la sua fama nel panorama sportivo mondiale.

Last but not least, in questi giorni Zlatan Ibrahimovic ha inaugurato a Stoccolma il suo PadelZenter. I lavori hanno avuto inizio a ottobre e ora il centro può mettere in mostra i suoi nove campi da gioco, grazie all’apporto della stella del Manchester United. Sono scesi in campo per l’occasione anche Fernando Belasteguin (numero 1 al mondo) e Matias Diaz (numero 5), che torneranno in Svezia a fine luglio per la tappa del World Padel Tour a Bastad, e l’ospite d’eccezione Paul Pogba, compagno di squadra dell’attaccante svedese.

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