Roma le fa tremare, le big vincono lo stesso

ROMA - Lotte e rischi per Sharapova, Ostapenko e Svitolina. Masha fatica a chiudere contro Gavrilova, che sfiora la seconda impresa a (troppe) poche ore dalla prima

Roma le fa tremare, le big vincono lo stesso
ph. France Pomerleau

Quel che non ha sudato Simona Halep lo hanno sudato tutte le altre. Elina Svitolina, la campionessa in carica, Jelena Ostapenko, l’ultima vincitrice del Roland Garros e Maria Sharapova, plurititolata al Foro sono state costrette a faticare tanto, tanto, tanto per staccare il pass per i quarti di finale degli Internazionali e tenere vive le loro ambizioni romane.

NIGHT AND DAY – Il punteggio finale della siberiana inganna in parte, perché il 6-3 6-4 non racconta nessuna delle difficoltà sperimentate contro Daria Gavrilova nell’arco dell’ora e mezza di gioco. Avanti con autorità dai primi game, a un set d’apertura dominato per larga parte Sharapova non è mai riuscita a far seguire uno strappo definitivo fino al terzo match point, con tanto di doppi falli multipli al momento di servire per la vittoria. La sua “mezza connazionale” è riuscita a tenersi dentro l’incontro, abbozzando anche una rimonta che unita a quella di ieri avrebbe avuto del clamoroso.

 

Di nuovo in campo appena quattordici ore dopo la vittoria notturna contro Garbiñe Muguruza, alla quale aveva recuperato uno svantaggio di quattro a zero nel set decisivo fino a vincere alle due del mattino, oltre le tre ore di gioco e con due match point annullati, Gavrilova si è spremuta come un tubetto di dentifricio quasi finito, arrivando addirittura a credere nel secondo miracolo (come testimoniano le racchette maltrattate sugli ultimi punti). La programmazione non è stata generosa con Daria, concedendole troppo poco tempo per recuperare.

Che il match non sarebbe stato come bello né tirato come l’ultimo precedente, la semifinale del 2015, era quindi ovvio fin dall’inizio. Il rischio al massimo era che Sharapova sottovalutasse l’impegno, credendo di trovarsi davanti un’avversaria del tutto spompata e che invece, mischiando grinta e moonball agli errori gratuiti in suo favore, ha onorato una battaglia quasi persa in partenza. “Questo è il genere di situazione in cui devi concentrarti su te stessa” ha detto in conferenza stampa Masha, per la quale c’era in ballo il ritorno alla posizione numero trentuno – almeno – del ranking WTA, che significa testa di serie certa a Porte d’Auteuil. E quindi tabelloni più semplici, con la possibilità di scalare ancora e in fretta verso le posizioni che le appartenevano prima dello scandalo Meldonium. “Essere nel seeding a uno Slam non è ovviamente l’obiettivo finale, ma è un passo nella direzione giusta”.

RISVEGLI – Per farne un altro servirà scavalcare Jelena Ostapenko domani nei quarti di finale. Falsa partenza oggi per la lettone, opposta a una Johanna Konta che a conti fatti conferma i suoi punti deboli più noti. Un bilancio passivo in carriera sul rosso (7-14) denota una superficie frequentata poco e con scarsi risultati, così come la quarta rimonta consecutiva subita da top 10 parla di una difficoltà, forse anche psicologica, nel mantenere il livello all’altezza necessaria al passare dei minuti. La storia è anche oggi più o meno quella: Ostapenko inizia al rallentatore, sparacchiando troppe palle ma alla fine trova il tennis che vuole e manda di traverso la torta alla britannica (rovinare compleanni sembra essere diventata una delle sue attività preferite: negli ultimi mesi ha battuto già tre festeggiate). La difesa del titolo a Parigi, impresa che si preannuncia addirittura più dura di quella compiuta per vincerlo, passa anche da successi così.

Il primo e più grosso spavento di giornata se lo era preso invece Svitolina, opposta a Daria Kasatkina nel succulento match-up d’apertura. Il bagel incassato nel set d’apertura è prodotto di una prestazione infuocata della sua avversaria, ma dopo i tre soli i punti vinti al servizio in tutto il primo parziale l’ucraina ha reagito con una splendida risalita che la mantiene in corsa per la conferma del titolo. “Tornare da campionessa in carica è un bene e un male allo stesso tempo”aveva detto all’arrivo a Roma, “perché se hai vinto vuol dire che sai come giocare dell’ottimo tennis lì, e magari ne sai qualcosa di più delle avversarie. Allo stesso tempo però tutti si aspettano che tu giochi bene”. La ventina di minuti di ritardo che ci ha messo per riuscirci, per sua fortuna ma anche per suo merito, si è comunque rivelata innocua.

Risultati:

[1] S. Halep b. [13] M. Keys W/O
[4] E. Svitolina b. [14] D. Kasatkina 0-6 6-3 6-2
[5] J. Ostapenko b. J. Konta 2-6 6-3 6-4
[11] A. Kerber b. M. Sakkari 6-1 6-1
A. Kontaveit b. [8] V. Williams 6-2 7-6(3)
M. Sharapova b. D. Gavrilova 6-3 6-3
[7] C. Garcia b. [9] S. Stephens 6-1 7-6(7)
[2] C. Wozniacki b. [15] A. Sevastova 6-2 5-7 6-3

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