50 anni di US Open, i campioni del passato: 2004-07

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 2004-07

Roger Federer trionfa in quattro edizioni consecutive, mentre Andre Agassi si ritira tra gli applausi di Flushing Meadows. Il torneo femminile cambia padrona ogni anno

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50 anni di US Open, i campioni del passato

Roger Federer piazza un poker di titoli straordinario, mentre si accende la stella di Maria Sharapova. 

US OPEN 2004

 
  • Roger Federer b. Lleyton Hewitt  6-0 7-6(3) 6-0
  • Svetlana Kuznetsova b. Elena Dementieva 6-3 7-5

A Flushing Meadows arriva il terzo Slam stagionale di Roger Federer, che aveva già sollevato il trofeo a Melbourne e a Londra. In finale batte Lleyton Hewitt, ma resta negli annali la sfida dei quarti contro Andre Agassi durata due giorni a causa della pioggia. Svetlana Kuznetsova diventa la prima giocatrice russa a vincere gli US Open, superando la connazionale Elena Dementieva. La finale femminile si disputa l’11 settembre ed entrambe le giocatrici, nell’anniversario della tragedia, indossano all’ingresso in campo un cappello per rendere omaggio ai vigili del fuoco e alla polizia di New York.

US OPEN 2005

  • Roger Federer b. Andre Agassi  6-3 2-6 7-6(1) 6-1
  • Kim Cljisters b.Mary Pierce 6-3 6-1

Debuttano i campi blu e Roger Federer la spunta in finale sul trentacinquenne Agassi, diventando così il primo campione dell’era Open a riuscire nella difesa del titolo sia a Wimbledon sia a New York. Kim Cljisters conquista il primo Slam della sua carriera: la finale contro Mary Pierce è una formalità, ma ha dovuto sudare per superare Venus Williams ai quarti e Maria Sharapova nel penultimo atto. Con la presenza di 659mila spettatori si stabilisce un nuovo record di pubblico

US OPEN 2006

  • Roger Federer b. Andy Roddick  6-2 4-6 7-5 6-1
  • Maria Sharapova b. Justin Henin 6-4 6-4

Una tappa fondamentale nella costruzione della leggenda: Roger Federer diventa il primo nella storia a vincere insieme, per tre anni di fila, Wimbledon e US Open. Andre Agassi saluta dopo 21 partecipazioni: saluta in lacrime, travolto dagli applausi, dopo aver perso al terzo turno dal tedesco Benjamin Becker. Maria Sharapova, che si era fermata in semifinale un anno prima, questa volta arriva fino in fondo e solleva il trofeo con un doppio 6-4 su Justin Henin.

US OPEN 2007

  • Roger Federer b. Novak Djokovic 7-6(4) 7-6(2) 6-4
  • Justin Henin b. Svetlana Kuznetsova 6-1 6-3

Il re svizzero piazza il poker battendo Djokovic, mentre Justin Henin vince il suo secondo trofeo (dopo il 2003) e questa volta non perde nemmeno un set. Solo cinque volte nella storia si è verificata la totale assenza di tennisti statunitensi in entrambe le finali di singolare.

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Wimbledon, il programma di venerdì 8 luglio: si parte con Djokovic-Norrie, a seguire confermata Kyrgios-Nadal

Aprono il campione in carica e il beniamino, a ruota il blockbuster tra Rafa e Nick

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Novak Djokovic - Wimbledon 2022 (Twitter - @atptour)
Novak Djokovic - Wimbledon 2022 (Twitter - @atptour)

Secondo venerdì vuol sempre dire semifinali maschili in quel di Wimbledon, per decretare i due pesi massimi che domenica nello spettacolo del Centrale si contenderanno lo scettro di re dei prati. E certamente domani, a partire dalle 13:30 londinesi(dunque 14:30 qui in Italia), la prima partita avrà un tifo in senso stretto, dato che scenderà in campo il giocatore di casa. Cameron Norrie, n.9 del seeding, affronterà nella prima semifinale il n.1 Novak Djokovic, che cerca per la quarta edizione di fila la vittoria dei Championships, alla quarantatreesima semifinale Slam (Norrie è all’esordio a questo livello). Un solo precedente, vinto nettamente dal serbo alle scorse ATP Finals, che stavolta avrà però anche il pubblico da affrontare, per quanto spesso lo esalti.

Appena avranno terminato i rappresentanti della parte alta di tabellone, toccherà a Nick Kyrgios e Rafael Nadal, per l’attesissima seconda semifinale, che promette equilibrio e tanto spettacolo(già solo perché c’è l’australiano). Anche qui c’è un esordiente a livello di ultimi quattro in uno Slam, contro uno che invece ne ha giocate giusto un po’ di semifinali in questi tornei(domani è la n.38), di cui però andranno tenute sott’occhio con attenzione le condizioni fisiche. I problemi all’addominale del maiorchino rendono ancor più incerto di quanto già non fosse il pronostico, decisamente più aperto(almeno apparentemente) della prima semifinale. 9 i precedenti, con Nadal avanti 6-3; 1-1 invece qui a Wimbledon, dove Kyrgios vinse il primo incontro assoluto della coppia nel 2014.

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Rafael Nadal: strappo di 7 millimetri al muscolo addominale, ma conferma che giocherà la semifinale

Come riportato da Marca, il problema fisico riscontrato contro Fritz è più grave del previsto, ma non impedirà al maiorchino di affrontare Kyrgios

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Rafael Nadal si presenterà regolarmente in campo domani, 8 luglio, nella sfida in semifinale a Wimbledon contro Nick Kyrgios. La paura era serpeggiata un po’ in tutti, ieri sul campo Centrale di Wimbledon, quando Rafael Nadal aveva mostrato problemi agli addominali a metà secondo set (addirittura il padre dalle tribune gli ha detto: “Basta, ritirati“). Eppure il maiorchino, resiliente fino allo snervante e con stoica voglia di vincere sopra qualsiasi altra cosa, ha giocato e vinto un match incredibile, al quinto set, nonostante l’infortunio, contro un gran Taylor Fritz, che ha avuto qualcosina da ridire. I problemi fisici c’erano eccome, stamattina urgeva un controllo per monitorarne l’entità, e le cose non sono andate per niente bene. Come riporta il quotidiano spagnolo Marca, il colpo di frusta subito durante il secondo parziale mentre serviva, avrebbe causato uno strappo di 7 mm al muscolo dell’addominale, compromettendo ovviamente i movimenti sul servizio e al momento di giocare in allungo il rovescio in back.

Un problema di entità non indifferente, specie contando l’importanza di servire bene contro un gran battitore, che si esalta sui grandi palcoscenici e fa correre tanto l’avversario come Kyrgios. Chiaramente, alla luce di questi dati, era serpeggiata preoccupazione in merito a una sua presenza o meno in semifinale; ma Nadal, confermando la sua forza di volontà, il suo non mollare mai, giocherà comunque il penultimo atto contro l’australiano in una partita attesissima. Certamente questi problemi danno un po’ di possibilità in più anche a Nick, se sarà concentrato, ma resta la forza mentale di un uomo che, nonostante abbia già vinto tutto, non accenna a fermarsi, e evidentemente allenandosi oggi ha ritenuto di poter scendere in campo e dire la sua.

Non dimentichiamo inoltre che c’è un precedente, per quanto vecchio di 13 anni: prima della semifinale con Del Potro allo US Open 2009 (quindi sempre giocatore con buon servizio e potenza da fondo) Nadal aveva uno strappo di due centimetri al muscolo dell’addominale, ma giocò lo stesso. Rimediò un triplo 6-2, una delle peggiori sconfitte mai subite da lui su un campo da tennis. Certo ora l’entità del problema è diversa, ma si sono aggiunti anche altri 13 anni su quelle spalle, che eppure non impediranno al maiorchino di provare a tornare nell’ultimo atto dei Championships 11 anni dopo l’ultima volta, quando perse contro Djokovic, che potrebbe (e dovrebbe) essere il finalista della parte alta del tabellone.

 

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Wimbledon: Jabeur è in finale, superata Maria in tre set

LONDRA – Partita godibile e varia tra Ons e Tatjana, con tanti tagli sotto la palla, smorzate e volée. Alla fine la qualità in spinta della tunisina risulta decisiva

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Pic credits Wimbledon Twitter

[3]O.Jabeur b. T.Maria 6-2 3-6 6-1 (da Londra, il nostro inviato)

La semifinale femminile che apre il programma del campo centrale di Wimbledon fra la testa di serie numero 3, e prossima 2 WTA, la tunisina Ons Jabeur, e la sorpresa Tatjana Maria, 34enne tedesca, madre di due figli, e attualmente 103 del ranking, è di gran lunga la partita più importante della vita di entrambe le giocatrici. Che sono molto amiche fra di loro, e condividono una predilezione per i tagli sotto la palla, accarezzati con grande talento, tanto che diversi colleghi inglesi hanno presentato il match come “The Battle Of The Slices”.

Oltre alla bella “mano” in comune nel gestire le rotazioni in backspin, rispetto all’avversaria Ons ha dalla sua anche la capacità di spingere bene con i fondamentali da dietro. In avvio, però, durante un lunghissimo primo game, da 16 punti, Jabeur si fa un po’ trascinare da Maria nella trappola dei giochini sottorete, senza far valere la sua maggior potenza, e fallisce tre palle break. La tensione in campo è palpabile, Ons reagisce e strappa il servizio all’avversaria nell’occasione successiva, per poi allungare 3-1 grazie a un buonissimo mix di accelerazioni ficcanti e tocchi felpati, sembra essere in forma. Tatjana, da parte sua, è sempre molto divertente da vedere, affetta come una salumiera appena può, e ottiene diversi errori gratuiti di Jabeur come premio. Non invidio la tunisina: dev’essere veramente dura giocare in assoluta mancanza di ritmo e peso di palla a cui appoggiarsi.

Se si può rimproverare qualcosa a Ons, è la gran quantità di risposte bloccate, che permettono a Maria di iniziare a manovrare con le sue affettate, anche quando potrebbe tranquillamente entrare in spinta. Ma la maggior qualità generale di Jabeur si fa sentire, arriva un secondo break, e senza problemi il primo set è suo, 6-2. Nel secondo, Ons fallisce palle break sull’1-1, e da quel momento si perde, complici diverse trame offensive veramente belle di Tatjana. Molto divertente la partita ora, c’è un passante di dritto spalle alla rete della tunisina che è roba da highlights dell’anno, ma come detto Jabeur ha smarrito il filo del gioco, sbaglia parecchio, cede lei la battuta, e si ritrova sotto 5-2.
Ancora spettacolo nei pressi della rete con smorzate e contro-smorzate assortite, Maria ha un set point annullato bene da Ons in attacco dietro alla battuta, ma nel game successivo la tedesca chiude con merito, 6-3 per lei e un set pari, il pubblico è assai contento di vedere queste due ancora per un po’. Troppi gli errori di Jabeur però, siamo a 27 in totale adesso, in due set brevi sono tanti, li paghi per forza.

Se vuoi essere una campionessa, da queste situazioni tecnicamente difficili devi saper uscire imponendo il tuo livello, e la tunisina è molto brava a fare esattamente questo, piazzando un ottimo sprint in avvio di terzo set, con accelerazioni vincenti e bei passanti, che la porta in vantaggio 3-0 con un break. Tatjana, sempre da ammirare quando gioca a rete, si salva due volte dal 4-0, ma poi cede proprio con un erroraccio in attacco, Ons ringrazia e subito allunga 5-0, direi che ci siamo. Quando il cronometro segna un’ora e 43 minuti, l’errore in rete di Maria decreta il 6-1 conclusivo, e ci consegna la prima finalista Slam araba/africana, che bella storia, e che bel talento.

Raggiante Jabeur a fine match: “Non so che dire, è un sogno che si avvera dopo anni di sacrifici, spero di saper continuare per un altra partita adesso. Giocare contro un’amica è difficile, ma la cosa più difficile è stata inseguire le sue palle, mi deve un barbecue adesso! Non molla un punto, ha un fisico incredibile, te la fa sudare a forza di smorzate, spero che continui a giocare così, è bellissima da vedere in campo, magari non contro di me, sto a posto così (risate). Sono una donna tunisina orgogliosa di stare qui adesso, so che al mio paese stanno impazzendo, spero di essere di ispirazione per più persone possibili!”

 

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