50 anni di US open, i campioni del passato: 1996-1999

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50 anni di US open, i campioni del passato: 1996-1999

In occasione della cinquantesima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro dal 1968 al 2018. L’Australia di nuovo protagonista con Rafter. Il grande ritorno di Agassi. La prima volta di Serena Williams

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50 anni di US Open, i campioni del passato

Dopo il bis di Sampras e Graf nel 1996, gli anni dal 1997 al 1999 sono segnati soprattutto delle prime volte. Patrick Rafter regala il successo all’Australia per la prima volta dopo il 1973 per poi ripetersi l’anno successivo, sconfiggendo in finale un altro australiano, Mark Philippoussis, giunto alla sua prima finale Major. Il 1999 segna, inoltre, l’inizio del dominio di quella che sarà, insieme a Graf, la più grande campionessa dell’Era Open: Serena Williams. Ma anche la sorella Venus comincia a diventare grande con la sua prima finale slam nel 1997. Nel 1998 arriva il primo trionfo slam anche per Lindsay Davenport che si impone sulla n. 1 del mondo Martina Hingis; la fuoriclasse svizzera, nel pieno del suo splendore, disputa ben tre finali di fila nella Grande Mela. Ritorno trionfale per André Agassi il quale, nel 1999, vince finalmente il Roland Garros, si issa in finale a Wimbledon e ripete il successo a New York dopo cinque anni.

US OPEN 1996

 
  • Pete Sampras b. Michael Chang 6-1 6-4 7-6
  • Steffi Graf b. Monica Seles 7-5 6-4

Dopo le vittorie del 1990, 1993 e 1995, Pete Sampras centra il quarto sigillo a New York (Pete solleverà il trofeo ancora una volta, nel 2002). In un derby tutto a stelle e strisce supera Michael Chang in tre set. Chang era alla sua seconda finale slam dell’anno dopo quella disputata in Australia. Sampras viene a capo di una maratona ai quarti di finale contro Alex Corretja, dopo essere stato vittima di vomito e disidratazione. Nel torneo femminile si ripete la finale dell’anno precedente, con Steffi Graf ancora vittoriosa su Monica Seles. Per la tedesca è il quinto (e ultimo) trionfo allo US Open.

US OPEN 1997

  • Patrick Rafter b. Greg Rusedsky 6-3 6-2 4-6 7-5
  • Martina Hingis b. Venus Williams 6-0 6-4

L’australia torna al successo allo US Open con Patrick Rafter. L’ultimo tennista aussie a sollevare il trofeo dello Slam americano era stato John Newcombe nel 1973. In finale Patrick ha la meglio sul britannico Greg Rusedsky. Martina Hingis conferma il suo dominio tra le donne: la svizzera, che nel 1997 giunge in finale in tutti gli slam vincendone tre, supera la 17enne Venus Williams, alla sua prima finale in un Major.

US OPEN 1998

  • Patrick Rafter b. Mark Philippoussis 3-6 6-3 6-2 6-0
  • Lindsay Davenport b. Martina Hings 6-3 7-5

C’è ancora tanta Australia nello US Open del 1998. Rafter bissa il successo dell’anno precedente imponendosi sul connazionale Mark Philippoussis. Era dal 1970 che due aussie non disputavano la finale nel major statunitense. Nella gara femminile giungono all’ultimo round Martina Hingis e Lindsay Davenport ( n. 1 e 2 del mondo). L’americana non permette a Hingis di ripetersi nella Grande Mela, andando a prendersi il primo titolo Slam (ne vincerà altri due, in Australia e a Wimbledon). Dopo alcune settimane dal successo a New York, Lindsay diventerà n. 1 del mondo.

US OPEN 1999

  • André Agassi b. Todd Martin 6-4 6-7 6-7 6-3 6-2 (foto in copertina)
  • Serena Williams b. Martina Hingis 6-3 7-6

L’edizione 1999 verrà ricordata per il grande come back del “Kid” di Las Vegas. André Agassi, cinque anni dopo il suo primo successo a New York, torna ad imporsi a Flushing Meadows. Non solo. Nella stessa stagione disputa in tutto ben tre finali Major. Per la prima volta infatti dopo due finali perse trionfa al Roland Garros; giunge all’ultimo round a Wimbledon (battuto da Sampras) e vincendo un derby si impone allo US Open per la prima volta dopo la vittoria del 1994. Dall’altra parte della rete però questa volta non c’è Pete Sampras, bensì Todd Martin. Agassi è il primo giocatore a centrare la doppietta Roland Garros – US Open dopo Mats Wilander (1988). Nel 1999 a New York è la prima volta di una certa… Serena Williams. La giovane statunitense domina Martina Hingis, giunta in finale a Flushing Meadows per il terzo anno consecutivo.

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ATP Bastad: Jarry e Londero in semifinale

Il cileno domina Chardy e trova Delbonis, l’altro argentino supera Gasquet e sfiderà Albert Ramos

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Giornata di quarti di finale per il tradizionale appuntamento estivo sulla terra battuta svedese: la semifinale della parte alta la giocheranno Nicolas Jarry e Federico Delbonis che hanno vinto facilmente in due set rispettivamente su Chardy e il portoghese Joao Sousa, N.8 del seeding.
Molto più lottati i quarti della parte bassa del tabellone con un altro argentino, Juan Ignacio Londero che ha piegato la resistenza di Richard Gasquet, N.4 del tabellone, per 6-3 al terzo set dopo 2h51 di gioco. In semifinale Londero affronterà Albert Ramos-Vinolas che ha vinto in rimonta il derby spagnolo contro Carballes Baena. Dopo aver ceduto il primo set per 6-4, Ramos ha dominato i successivi due set lasciando due giochi al suo avversario.

Risultati:

[5] N. Jarry b. J. Chardy 6-1 6-4
F. Delbonis b. [8] J. Sousa 6-2 7-5
[6] J. I Londero b. [4] R. Gasquet 7-6(5) 4-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. R. Carballes Baena 4-6 6-1 6-1

 

Il tabellone completo


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Lo US Open vuole dare una wild card a Coco Gauff… ma in teoria non potrebbe

La 15enne ha esaurito il numero di wild card ottenibili fino al compimento dei 16 anni. Ma lo US Open vorrebbe invitarla lo stesso, in barba ai regolamenti WTA

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Cori Gauff - Wimbledon 2019 (photo Art Seitz c2019)

Dopo aver condizionato l’inizio di carriera di un’altra giocatrice statunitense dal grande avvenire, Amansa Anisimova, le age eligibility rules che la WTA impone alle tenniste più giovani con lo scopo di preservarne la crescita, hanno prevedibilmente incrociato il cammino del nuovo potenziale fenomeno del tennis a stelle e strisce, Cori Gauff.

La 15enne ha raggiunto gli ottavi di finale a Wimbledon, dando seguito alla prima vittoria nel circuito maggiore ottenuta a Miami, e ha fatto così il suo ingresso in top 150. Una classifica sufficiente a garantirsi un posto nel tabellone di qualificazione per lo US Open, ultimo Slam stagionale. La federazione statunitense, però, intende evitare a ‘Coco’ la trafila cadetta per gli evidenti meriti sportivi, e sta così meditando di concederle una wild card per il tabellone principale.

Tutto lineare, sembrerebbe, non fosse – appunto – per i regolamenti WTA che non solo impongono un numero massimo di tornei che la giovane tennista potrà disputare fino al compimento dei 16 anni (potrà giocarne altri sette fino al 13 marzo 2020), ma addirittura non le permetterebbero di accettare un ulteriore wild card. Fino a 15 anni, infatti, sono soltanto tre le wild card consentite. E Coco è stata già invitata a Miami, al Roland Garros e alle qualificazioni di Wimbledon.

Il punto è che USTA sembra voler aggirare questo cavillo facendo leva sullo status particolare dei tornei dello Slam. “Ci aspettiamo di vedere Coco nel main draw dello US Open‘, ha detto al New York Post il responsabile delle comunicazioni di USTA Chris Widmaier. Che messa così, non appare troppo meno di un affronto diretto alla WTA.

Né sembra essere un mero capriccio nazionalista, perché Cori Gauff è diventata a strettissimo giro un nome altamente spendibile a livello mediatico. Giovane, apparentemente fortissima e già capace di tenere campo e palcoscenico con l’agio della campionessa. Il +29% fatto registrare nei dati di audience dalla ESPN sarebbe da attribuirsi principalmente alla cavalcata di Coco, fermatasi solo al cospetto di Simona Halep. E USTA ha tutte le intenzioni di mettere la ragazzina nelle condizioni di provare a ripetere l’exploit, strizzando così l’occhio alla stessa ESPN che – secondo voci d’oltreoceano – avrebbe cominciato a pentirsi del grosso esborso necessario all’acquisto dei diritti per trasmettere lo US Open.

Insomma, i vertici USTA vogliono ‘forzare’ il regolamento WTA. L’organo presieduto da Steve Simon chiuderà un occhio o saprà far valere le sue ragioni di regolamento?

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Anna Tatishvili fa appello per la multa ricevuta al Roland Garros

La statunitense, lontana dal Tour per quasi due anni, non ha ricevuto il prize money del primo turno a Parigi. Non è stata ritenuta in grado di affrontare un match di uno Slam

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È stato un ritorno nel Tour molto amaro quello di Anna Tatishvili, statunitense ma nativa della Georgia. Con un passato da numero 50 WTA è stata fuori dai giochi per quasi due anni, tormentata da un problema alla caviglia. Grazie al ranking protetto ha avuto accesso al main draw del Roland Garros 2019, ma il sorteggio non è stato dei più fortunati. Al primo turno ha incrociato Maria Sakkari, che pur non essendo tra le favorite per la vittoria nel 2019 ha fatto registrare ottimi risultati sulla terra battuta.

6-0 6-1 perentorio per Sakkari. Esito prevedibile per Tatishvili. Tuttavia l’ex georgiana ha ricevuto una bruttissima notizia il giorno successivo, quando è andata a riscuotere i 46.000 euro per il primo turno. Le è stato negato il pagamento poiché doveva scontare una multa. Secondo le norme introdotte nel 2018, a un giocatore può essere decurtato il 100% del prize money di un Grand Slam se non compete a un determinato standard. Le nuove regole sono state introdotte per evitare le “furbate” dei giocatori che, sebbene non in grado di giocare al giusto livello, scendono in campo senza impegno o si ritirano dopo pochi game, riscuotendo comunque il compenso. Ora un giocatore o giocatrice che non è in grado di competere può comunque ricevere il 50% del prize money del primo turno se si ritira prima dell’inizio del torneo a tabellone già compilato.

Tatishvili non era sufficientemente pronta per giocare un incontro di un Major. Questa la motivazione della multa che ha lasciato senza parole sia la statunitense che la stessa Sakkari, dal momento che Tatishvili ha giocato al meglio delle sue possibilità. Poche settimane dopo l’ATP ha riservato lo stesso trattamento a Bernard Tomic. L’australiano ha perso in 58 minuti al primo turno di Wimbledon contro Jo-Wilfired Tsonga e non ha ricevuto il suo prize-money per scarso impegno.

 

Sia Tomic che Tatishvili hanno fatto appello. Quest’ultima da qualche settimana non potrà più usufruire nemmeno del ranking protetto, che le è valso negli ultimi tre anni. Ora assieme ai suoi avvocati ha presentato un documento di quaranta pagine al Grand Slam Board, dove sono presenti i pareri di diversi giocatori e allenatori, tra i quali anche la stessa Maria Sakkari e Chris Evert. Vincere la causa sarebbe un grossissimo aiuto per far ripartire una carriera che sembra già segnata.

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