Il 26 luglio torna il Challenger di Trieste, che sogna il circuito maggiore

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Il 26 luglio torna il Challenger di Trieste, che sogna il circuito maggiore

Intervista a Piero Tononi, organizzatore e Direttore del challenger ‘Città di Trieste’, che lo scorso anno ha messo in mostra i gioiellini Alcaraz e Musetti. E punta al circuito maggiore

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Carlos Alcaraz - Challenger "Città di Trieste" 2020

Manca ormai poco al via alla seconda edizione del Challenger “Città di Trieste” (categoria 80, montepremi 44.820 €), che si svolgerà dal 26 luglio al 1° agosto sui campi del TC Triestino di Padriciano (TS). Del torneo dove lo scorso anno iniziarono a spiccare il volo verso il circuito maggiore e la top 100 le due giovani stelle Carlos Alcaraz Garfia, vincitore del torneo, e Lorenzo Musetti, sconfitto proprio dallo spagnolo in semifinale, abbiamo parlato con Piero Tononi, direttore della manifestazione (ed organizzatore, con la società Tennis Events Friuli Venezia Giulia).

Tononi è anche dirigente FIT regionale, dunque non potevamo iniziare l’intervista senza un accenno alla incredibile “estate tennistica” dello scorso anno in Friuli Venezia Giulia. “In effetti è un motivo di orgoglio poter affermare che il Friuli Venezia Giulia, insieme all’Emilia Romagna, sia stato uno dei traini nella ripartenza del tennis professionistico in Italia dopo il lockdown. Tra agosto e settembre in regione si sono svolti ben sei tornei: quattro ITF in campo femminile a Grado, Tarvisio, Cordenons e Trieste, e i due Challenger di Trieste e Cordenons in campo maschile“.

Una vicinanza di calendario che ha presentato e presenterebbe ancora diversi vantaggi, sia per i tornei che per i giocatori (”Alcune giocatrici sono rimaste qui un mese, noleggiando un camper e giocando tutti e quattro i tornei, dal punto degli spostamenti e dei costi, un grandissimo vantaggio” ci racconta Tononi), ma che non è stato possibile replicare, almeno per la stagione in corso.

 

I circuiti sono ripartiti ed i tornei hanno ripreso le date tradizionali, la scorsa settimana si è disputato il 25K di Tarvisio, vinto dalla rumena Cristina Dinu che dopo la finale – ha battuto 6-2 6-0 la brasiliana Gabriela Ce, tds n. 1 – ha ricevuto i complimenti di Simona Halep, con la quale si è allenata più volte. Dal mio punto di vista, almeno per i tornei femminili (Tononi è anche Direttore di tre degli ITF femminili: Grado, Tarvisio e Trieste, ndr) sarebbe funzionale e vantaggioso, per tutti, riuscire a calendarizzarli almeno a due a due consecutivamente. Ci stiamo lavorando, anche se dobbiamo tenere conto di un paio di vincoli in termini di date. Uno è che a Cordenons il torneo deve essere in prossimità del Challenger maschile, per consentire di ottimizzare i costi organizzativi. L’altro è il mantenimento della data del 25K femminile di Grado, che si disputa in contemporanea con la prima settimana del Roland Garros e quindi può contare su una entry list da torneo di categoria superiore. Ad esempio quest’anno, tenendo una wild card disponibile fino all’ultimo, abbiamo avuto l’opportunità di concederla a Liumdila Samsonova, che poi abbiamo visto trionfare al WTA di Berlino e spingersi fino agli ottavi di Wimbledon, sconfitta dalla finalista Pliskova“.

Arriviamo quindi a parlare del Challenger triestino, per capire anche come è nata l’opportunità di organizzare un torneo di questo livello nella città giuliana. Partendo perciò da qualche anno fa, dall’organizzazione di quel Future che dallo scorso anno è, appunto, diventato ‘grande’. “Abbiamo iniziato ad organizzare il Future, nato nel 2008, dall’edizione del 2016. Ed è particolare, in questo momento, ricordare quell’edizione e alcuni dei partecipanti. Primo tra tutti, proprio il primo giocatore italiano a raggiungere la finale di Wimbledon, Matteo Berrettini. Matteo dopo essere stato sconfitto al primo turno nel singolare conquistò il torneo di doppio in coppia con Jacopo Stefanini. Ma altri giocatori passati quell’anno a Padriciano hanno fatto un bel po’ di strada: come un altro top 100 italiano, Stefano Travaglia, che perse in semifinale con un altro nome noto agli appassionati, l’ungherese Attila Balazs che è arrivato in finale nel 2019 al Croatian Open di Umago“.

Tononi tra Berrettini e Stefanini, vincitori del doppio al Future di Trieste 2016

Nel 2020 la possibilità di passare al Circuito Challenger. Colta subito, ma con avvedutezza. “La nostra filosofia, sin dal 2016, è sempre stata quella di fare un passo alla volta, consolidarci e poi passare allo step successivo. Abbiamo fatto così quando siamo passati da Future 10K a Future 25K. Abbiamo fatto così lo scorso anno quando, anche in considerazione della situazione venutasi a creare con la pandemia, c’è stata l’opportunità di fare il salto e sapevamo che eravamo in grado di farlo. Lo scorso anno il torneo fu un Challenger 100, con il montepremi doppio rispetto a quello pianificato e a quello di quest’anno (88.520 € vs 44.820 €, ndr), grazie al supporto dell’ATP, che proprio in considerazione della situazione contingente ci propose l’integrazione del montepremi, a proprio carico, se assicuravamo gli altri requisiti di un Challenger 100, come la presenza e l’ospitalità per i giudici di linea, un massaggiatore in più per i giocatori.

Era una grande opportunità, soprattutto in considerazione della situazione, la ripartenza post lockdown, valeva la pena fare un ulteriore investimento, economicamente molto inferiore, per alzare il livello del torneo. Opportunità che abbiamo potuto cogliere grazie ovviamente al supporto degli sponsor, a partire dalla Regione FVG, il Comune di Trieste, il main sponsor Fincantieri e le altre realtà che ci hanno supportato, come Serena Wines 1881, Acqua Dolomia, Gruppo Taboga e Pertot Ecologia“.

Come accennato all’inizio, la prima edizione del Challenger triestino è stata nel segno della NextGen, con il giovane australiano Popyrin n. 1 del seeding e poi gli exploit di Alcaraz Garfia e di Musetti. Chiediamo a Tononi cosa possiamo attenderci quest’anno in termini di entry list.

Come nella scorsa edizione abbiamo un accordo di collaborazione con FIT, quindi riserviamo alla Federazione parte delle wild-card e avremo altre giovane speranze azzurre. La collocazione quest’anno è particolare, a partire dal fatto che nella stessa settimana ci sono le Olimpiadi. Se guardiamo al circuito ATP e pensiamo agli specialisti della terra che rimangono in Europa sino all’ultimo prima della trasferta su cemento americano, questa settimana si giocano Umago e Gstaad sul rosso, mentre la prossima, in contemporanea con noi, ci sarà Klagenfurt. Quindi sicuramente per i “terraioli” rappresentiamo una alternativa interessante.

La settimana successiva ci sarà il Challenger di Cordenons e questo può rappresentare un “plus”, tornando al discorso dei vantaggi in termini logistici e di costi, considerando la vicinanza con Umago, anche rispetto agli altri Challenger che si giocano nello stesso periodo sulla terra. Avremo una decina di top 200, tra i quali i due italiani Alessandro Giannessi e Thomas Fabbiano, il finalista dell’ATP 250 Belgrado 2 – sconfitto da Novak Djokovic – il 23enne slovacco Alex Molcan, un ex top 25 come il bosniaco Damir Dzumhur. E di questi, una parte ha proprio fatto tappa ad Umago questa settimana“.

Un torneo di tennis non significa solo partite da guardare, ma spesso anche eventi collaterali che rendono ancora più interessante per il pubblico la partecipazione alla manifestazione. Purtroppo da un anno a questa parte, la pandemia rende tutto questo più difficile.

Lo scorso anno con tutte le restrizioni non si è potuto fare molto e purtroppo anche quest’anno abbiamo dovuto rinunciare all’idea di allestire un “tennis village” come si fa di solito nei tornei, soprattutto da un certo livello in su. Ma tornando al discorso del consolidarci e crescere pian piano siamo riusciti comunque a fare un passo in avanti. Stiamo infatti allestendo le tribune su uno dei campi illuminati, in modo che da questa edizione avremo anche la sessione serale, con una capienza di circa 200 persone. E poter offrire agli appassionati – e non solo – un match di tennis di livello anche di sera rappresenta sicuramente un motivo di interesse e uno stimolo ulteriore per salire qui sul Carso Triestino, oltre che per sfuggire dalla calura estiva della città per qualche ora“.

Un’immagine della semifinale tra Alcaraz e Musetti dello scorso anno

Chiediamo infine se questa possa essere la collocazione definitiva del torneo nel calendario Challenger. E se dopo il passaggio da Future a Challenger, si sta già pensando pensi anche a qualcosina in più.

Intanto abbiamo ottenuto questa data, ed era già importante essere confermati nel calendario Challenger. Sicuramente l’obiettivo, il sogno, è quello un giorno di approdare nel circuito maggiore (seguendo l’esempio di Parma, che ci è riuscita quest’anno sia a livello ATP che WTA, ndr). Ci stiamo ovviamente pensando, ma sempre con l’approccio di fare il passo al momento giusto. Parlando di date, un’opzione interessante che stiamo valutando è anche quella di un torneo indoor a fine stagione. Trieste ha le strutture per ospitarlo, abbiamo due palazzetti dello sport di assoluto livello (l’AllianzDome, dove la Pallacanestro Trieste gioca il campionato di serie A e il PalaChiarbola, casa della Pallamano Trieste, una delle squadre più titolate in Italia, ndr) e potremmo quindi pensare ad un ulteriore step intermedio come un Challenger 125K, che nel calendario indoor potrebbe garantirci un campo di partecipazione di qualità anche più elevata di un 250 estivo.”

I sogni, si dice, non hanno scadenza. Come ultima domanda chiediamo se invece Tononi e la Tennis Events Friuli Venezia Giulia, una data di scadenza al sogno di diventare un ATP 250 l’hanno messa. “L’obiettivo è arrivarci tra cinque anni. L’investimento è importante, organizzare un torneo come questo è possibile solo grazie agli sponsor, e io spero che ai nostri sponsor storici si uniscano le maggiori realtà del tessuto economico cittadino. Se ci riuscissimo, se riuscissimo a coinvolgere veramente tutti, il sogno può diventare realtà“.

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Challenger: la bella favola di Jason Kubler che torna al successo a Lexington

Terzo titolo per Zapata Miralles e Benjamin Bonzi, mentre il 19enne Lehecka sfiora il bis

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Jason Kubler (via Twitter, @ATPChallenger)

Al Challenger 80 di Lexington la finale vede di fronte il mancino cileno Alejandro Tabilo (n.174 ATP) e l’australiano Jason Kubler (n.272 ATP) che riesce a spuntarla alla fine di un match drammatico (7-5 6-7 7-5) durato quasi tre ore. Fondamentalmente Kubler ha quasi sempre avuto il controllo, a parte il tie-break del secondo set (perso nettamente 7-2) e un passaggio a vuoto nel decimo game del parziale decisivo quando subisce il contro-break che potrebbe riaprire la partita. Cosa che, fortunatamente per lui, non succede. Infatti si riprende immediatamente il maltolto e conduce in porto l’incontro, non senza qualche ulteriore patema quando, servendo per l’incontro, spreca tre match point consecutivi.

Ricordiamo che l’australiano nel 2010 fu n.1 del mondo a livello junior, salvo scoprire che le sue ginocchia di cristallo (cinque operazioni al sinistro e una al destro) gli avrebbero reso la vita molto complicata. Adesso, a 28 anni compiuti, sembra finalmente ristabilito e addirittura capace di tornare competitivo anche sul cemento, dopo che per anni le sue poche partite erano sempre state sulla terra battuta, superficie, in teoria, più gentile con le sue malconce articolazioni. Per lui è la sesta vittoria a livello Challenger e soprattutto la chance di riproporsi ai livelli che più gli competono (ricordiamo che nel 2018 arrivò alla posizione n.91). 

Al Challenger 90 di Segovia (cemento) il francese Benjamin Bonzi (n.111 ATP e seconda testa di serie) ha la meglio (7-6 3-6 6-4) sull’olandese Tim Van Rijthoven (n.290 ATP) al termine di una partita combattutissima, nella quale il primo set è stato probabilmente decisivo. Nel tie-break infatti il 24enne olandese si è ritrovato avanti 6-1 e si è rilassato: un paio di risposte sparacchiate e un doppio fallo e si è fatto raggiungere sul 6-6. Due ulteriori set point non avrebbero cambiato la situazione, ormai era scritto che il parziale se lo aggiudicasse il francese (12-10). Van Rijthoven è comunque bravo a rimanere in partita e a strappare il servizio all’avversario nel quarto game, portando l’incontro al set decisivo. In cui i servizi dettano legge (molto buone le percentuali per entrambi) fino al decimo gioco quando l’olandese perde il servizio, infilato sul primo match point da un bel passante di Bonzi che può alzare le braccia al cielo.

 

Per il 25enne francese è la terza vittoria Challenger in carriera, tutte ottenute quest’anno (PotchOpen in febbraio e Ostrava in maggio), che gli regala anche il nuovo best ranking e l’ingresso in top 100 (n.95 ATP). Qualche buon motivo di soddisfazione anche per l’olandese che, pur dovendo rimandare l’appuntamento con la sua prima vittoria Challenger, ottiene il nuovo best ranking al n. 260. 

Al Challenger 90 di Poznan (terra) finale a senso unico tra lo spagnolo Bernabé Zapata Miralles (n.121 ATP) e Jiri Lehecka (n.213 ATP), fresco vincitore a Tampere e finalista a Salisburgo. Il 19enne ceco sta attraversando un momento di forma incredibile, ma Zapata Miralles si è dimostrato semplicemente più esperto, superando senza apparente difficoltà, i pochi momenti difficili. Il punteggio finale 6-3 6-2 definisce bene i termini della questione, consegnando allo spagnolo la terza vittoria Challenger (Cordenons 2020 e Heilbronn 2021), nonché il nuovo best ranking (n.110 ATP). Buon progresso in classifica anche per Lehecka che al n. 188 migliora ulteriormente il proprio record, e siamo convinti che questo sia solo l’inizio di una bella storia.

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Al Challenger di Trieste troppo Etcheverry per Tirante: secondo titolo e ingresso in top 150

Il 22enne di La Plata domina la finale tutta argentina del “Città di Trieste” e conquista il secondo titolo Challenger in carriera, tre settimane dopo la vittoria di Perugia. Entra così tra i primi 150 al mondo

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Thiago Tirante e Thomas Etcheverry - ATP Challenger "Città di Trieste" 2021

La finale della seconda edizione del Challenger “Città di Trieste” (montepremi €44.820) è stato un derby argentino. Per la precisione addirittura una stracittadina, dato che i due finalisti Thomas Etchverry e Thiago Tirante sono entrambi originari di La Plata. La sfida tra i due platensi ha però deluso le aspettative del pubblico, giunto in buon numero per vedere l’ultimo atto del torneo, che durante la settimana aveva avuto modo di apprezzare il tennis di pressione del 20enne Thiago e soprattutto dopo la sua bella vittoria in semifinale contro il n. 1 del seeding Dzumhur si immaginava di assistere ad un match interessante ed equilibrato.

Invece ha assistito ad un monologo di Etcheverry, che ha superato con un doppio, nettissimo, 6-1 il più giovane concittadino. Tirante ha forse pagato la stanchezza accumulata in settimana sui campi del TC Triestino – la finale è stata la settima partita in otto giorni, visto che ha disputato le qualificazioni – non riuscendo mai ad imporre il suo pressing da fondo e a far partire quelle accelerazioni di dritto che avevano entusiasmato il pubblico triestino nei giorni scorsi (tanto da farlo diventare il beniamino di molti). Merito anche di Etchverry, che ha messo in mostra una volta di più la sua estrema solidità da fondo, che unita all’ottima capacità di variare profondità e angolazione dei colpi non ha mai consentito all’avversario di impostare il match sui binari a lui più consoni.

Thomas Etcheverry durante la finale – ATP Challenger “Città di Trieste” 2021

La partita ha avuto un piccolo sussulto solo all’inizio del secondo parziale, quando Tirante, dopo un primo set assolutamente abulico (solo 11 punti vinti), dava qualche segno di risveglio. Il 20enne argentino annullava due palle break nel primo gioco grazie ad un paio di bei vincenti di dritto e subito dopo arrivava per la prima volta ai vantaggi sul servizio dell’avversario. Ma si trattava in realtà di un fuoco fatuo. Che si esauriva subito, prima che in tribuna iniziasse a farsi strada la speranza di iniziare ad assistere ad un incontro equilibrato. Nel game successivo infatti, il più lungo dell’incontro (16 punti), alla quarta occasione il n. 2 del tabellone otteneva il break. Etcheverry non si voltava più indietro e con un parziale di cinque giochi a zero chiudeva il match e conquistava il suo secondo torneo Challenger, tre settimane dopo la vittoria di Perugia.

 

Con questa vittoria il 22enne tennista argentino – che durante la premiazione ha ringraziato il pubblico triestino e Trieste, ricordando che questa per lui è stata la terza apparizione nel capoluogo giuliano, dopo la sconfitta al primo turno nel Future del 2019 e quella nei quarti lo scorso anno contro il futuro vincitore Alcaraz – entra per la prima volta tra i primi 150 del mondo. E non sarebbe una sorpresa vederlo tra i primi cento entro fine stagione. Anche per Tirante la seconda finale in un torneo del circuito cadetto, dopo quella del novembre scorso a Lima, porta in dote l’ingresso in un club mai frequentato prima: la top 300 ATP.

Finale:
[2] T. Etcheverry b. T. Tirante 6-1 6-1

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ATP Challenger di Trieste: Cobolli ultimo italiano a essere eliminato. Dzumhur non delude

Il 19enne romano non sfrutta un match point e si arrende dopo quasi tre ore di lotta a Skatov, che affronterà Etcheverry. Nel match clou della giornata il favorito Dzumhur regola in due set Marterer. Ora incontrerà Tirante

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Damir Dzumhur - ATP Challenger "Città di Trieste" 2021

Saluta Trieste anche l’ultimo italiano in tabellone, Flavio Cobolli, sconfitto 6-7 6-1 7-6 dal 20enne kazako di origine russa Timofey Skatov, dopo una battaglia di 2 ore e 49 minuti, nella quale ha fallito un match point sul 6-5 del tie-break decisivo (è sembrata un po’ affrettata la scelta di scendere a rete) e commesso un doppio fallo nel punto successivo, con Skatov abile a cogliere l’occasione e chiudere la contesa subito dopo con un rovescio vincente. Il match tra i due NextGen era molto atteso, considerato che si tratta di due giovani che stanno facendo parlare (bene) di sé quest’anno. Il 19enne tennista romano ad aprile aveva raggiunto la prima finale Challenger nella sua città natale e poi a maggio aveva ottenuto a Parma la prima vittoria nel circuito ATP; con questo risultato raggiunge per la terza volta consecutiva i quarti di finale in un Challenger, dopo quelli a Perugia e Todi.

Timofey Skatov, ex n.1 del mondo junior, è stato frenato nel delicato passaggio tra i professionisti da diversi infortuni. Nel turno precedente ha eliminato in rimonta un altro italiano, Lorenzo Giustino, e aveva raggiunto proprio in Kazakistan, a inizio giugno, la sua prima finale Challenger – a cui hanno fatto seguito i quarti a Perugia. Attuale n. 308 del ranking, ma già sicuro di entrare da lunedì per la prima volta tra i primi trecento, Skatov affronterà in semifinale un altro giovane in ascesa, Tomas Etcheverry, che solo un paio di settimane fa ha vinto il suo primo titolo Challenger a Perugia. Il 21enne argentino – da lunedì best ranking anche per lui, con l’ingresso assicurato nella top 160 – nella replica della finale del torneo umbro ha regolato con un doppio 6-4 l’ucraino Vitaly Sachko, il giustiziere in terra giuliana dei due italiani Moroni e Giannessi.

L’altra semifinale vedrà impegnati sulla terra battuta del TC Triestino il grande favorito del torneo, la tds n. 1 Damir Dumzhur, e un altro giovane argentino, proveniente dalle qualificazioni, il 20enne Thiago Tirante. Nel quarto di finale più “blasonato” (entrambi top 200 ed ex top 50) il tennista bosniaco – reduce dai quarti all’ATP 250 di Umago, raggiunti grazie alla vittoria su Cecchinato – ha superato senza particolari difficoltà, anche lui con un 6-4 periodico, quel Maximilian Marterer che solo due settimane fa lo aveva sconfitto nelle qualificazioni dell’ATP 500 di Amburgo. Dopo aver battuto ben quattro italiani tra qualificazioni e main draw (Arnaldi, Fonio, Pellegrino e il finalista della scorsa edizione Bonadio), il tennista di La Plata – una finale nel circuito cadetto a fine 2020 e un’altra semifinale quest’anno – ha avuto invece la meglio sul brasiliano Orlando Luz, altro ex n. 1 del mondo junior e vincitore dell’edizione 2015 del Trofeo Bonfiglio, con il punteggio di 7-5 6-4, assicurandosi come Skatov l’ingresso da lunedì tra i primi trecento della classifica mondiale.

 

Le due semifinali, in programma quest’oggi (sabato), si giocheranno a partire dalle 16:45.

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