Otto nostre domande a Novak Djokovic

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Otto nostre domande a Novak Djokovic

Finora Djokovic è stato tutto fuorchè trasparente. La sua positività l’hanno resa nota i legali, non lui. Si è fidato delle rassicurazioni di Craig Tiley che lo ha disinformato. Ecco gli interrogativi che gli rivolgeremmo

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)
 

Da alcuni giorni sui principali organi di informazione internazionali tengono banco le travagliate vicende relative al numero uno della classifica ATP – Novak Djokovic – e la sua partecipazione all’Australian Open 2022, che comincerà il 17 gennaio a Melbourne.

Per i pochi che ancora non le conoscono le riassumiamo in breve. (Questo il pensiero sulla vicenda del direttore Ubaldo Scanagatta).

Per poter prendere parte all’edizione 2022 dell’Australian Open è necessario avere completato il ciclo vaccinale contro il Covid-19 o, in alternativa, avere richiesto in tempo utile e quindi ottenuto dalle competenti autorità mediche locali un certificato di esenzione all’obbligo vaccinale.

 

Il 4 gennaio Novak Djokovic ha comunicato attraverso un post di avere ottenuto l’esenzione medica e di essere in partenza per l’Australia. Un post su Instagram un po’ ingenuo, se vogliamo, ma è difficile pensare che toccasse a lui in persona verificare la coerenza tra l’autorizzazione ricevuta e le leggi dello stato australiano.

Prima del suo arrivo all’aeroporto di Melbourne il Primo Ministro del Commonwealth Scott Morrison – forse sotto la pressione di buona parte dell’opinione pubblica nazionale e internazionale che aveva subito manifestato il proprio scontento per questa concessione – dichiara: “Djokovic sarà rimandato a casa con il primo aereo se non sarà in grado di fornire prove sufficienti a sostegno della sua esenzione dalla vaccinazione”.

Il 5 gennaio Djokovic arriva a Melbourne ma il suo visto d’ingresso nel Paese viene respinto dalle autorità di frontiera.

Tra Australia e Serbia sale la tensione. Il governo serbo, schierato compatto a difesa del suo cittadino, convoca l’ambasciatore australiano.

I legali di Djokovic si appellano contro il respingimento del visto; il giudice incaricato di esaminare l’appello si riserva di prendere una decisione lunedì 10 gennaio.

In attesa della sentenza Djokovic viene accompagnato in un albergo di infimo livello;  numerosi fan del campione si radunano davanti all’hotel per protestare.

In Serbia il padre di Djokovic rilascia dichiarazioni in cui paragona il figlio a Spartaco e a Gesù, presumiamo non necessariamente in questo ordine di importanza.

Nel frattempo attraverso le carte che sostengono l’appello depositato presso il tribunale di Melbourne si apprende che Djokovic aveva richiesto l’esenzione perché recentemente guarito dal COVID e di averla ottenuta dal Direttore medico di Tennis Australia il 30 dicembre. Nei medesimi documenti si legge che la positività al COVID di Djokovic era stata acclarata mediante un test molecolare effettuato il 16 dicembre.

Ora facciamo qualche passo indietro nel tempo e arriviamo al 2009.

Nel 2009 in Italia tenevano banco le rivelazioni sulla vita privata di Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del Consiglio.

Per cercare di fare chiarezza su tali vicende nel maggio dello stesso anno il giornalista Giuseppe D’Avanzo pose 10 domande a Silvio Berlusconi attraverso le pagine di un quotidiano nazionale, alle quali Berlusconi non rispose.

Prendiamo spunto dall’iniziativa di D’Avanzo per cercare a nostra volta di fare un po’ di chiarezza sulle vicende che riguardano Novak Djokovic ponendo otto domande al campione serbo, con la speranza che apprezzi lo sconto e risponda a degli interrogativi, cosa che finora non ha ancora fatto.

1-      Dai documenti depositati dai tuoi legali risulta che il 16 dicembre hai effettuato il test per il COVID 19. Per quale ragione lo hai effettuato proprio quel giorno?

2-      In quale data hai conosciuto l’esito del test?

3-      In questa circostanza hai ritenuto opportuno non rivelare pubblicamente la tua positività a differenza di quanto facesti nel giugno 2020. Per quale motivo?

4-      Tra il giorno in cui hai saputo della tua positività e i giorni successivi hai partecipato a eventi pubblici?

5- In caso di risposta affermativa che precauzioni hai preso per evitare di trasmettere il contagio?

6- Giunto all’aeroporto di Tullamarine, avevi con te una documentazione completa che fornisse tutte le prove a supporto dell’esenzione?

7-      Se non avessi contratto il COVID non avresti potuto chiedere l’esenzione; quale strategia alternativa avevi quindi pianificato per partecipare all’Australian Open?

8-      Saresti disposto a vaccinarti qualora fosse l’unica opzione per poter prendere parte ai tornei del circuito ATP e ITF nel corso del 2022?

Gli avvocati di Djokovic saranno dinanzi alla Corte alle ore 10 del mattino di lunedì in Australia, mezzanotte in Italia (LINK allo Streaming).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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United Cup 2023: Bulgaria e Kazakistan completano la line-up

Con la Bulgaria di Grigor Dimitrov, e il Kazakistan di Yulia Putintseva e Alexander Bublik si completa l’elenco delle 18 nazioni impegnate nell’evento australiano che aprirà la stagione 2023

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Si giocherà dal 29 dicembre all’8 gennaio il nuovo evento per nazioni, la United Cup, che per la prima volta vedrà scendere in campo insieme giocatori e giocatrici. Le 18 nazioni partecipanti sono state divise in 6 gironi da tre squadre ciascuno. Due singolari maschili, due singolari femminili e un doppio misto assegneranno la vittoria a una nazione. La fase a gironi si giocherà in tre luoghi diversi: alla Pat Rafter Arena di Brisbane, alla RAC Arena di Perth e alla Ken Rosewall Arena di Sydney. La fase finale – semifinali e finale – si svolgerà a Sydney.

La Bulgaria, 17esima nel ranking e il Kazakistan, 18esimo, completano la line-up delle squadre impegnate nel torneo.
La Bulgaria entra nel gruppo A, insieme a Grecia e Belgio. Insieme al numero 28 del mondo, Dimitar Kuzmanov e Andrian Andreev rispettivamente n°2 e n°3 della formazione. Tra le donne, Viktoriya Tomova (90 WTA), Isabella Shinikova e Gergana Topalova. Per il doppio, Alexander Lazarov.

A Perth, dove saranno impegnate le squadre del gruppo A, sabato 29 dicembre è attesa la sfida tra il numero 1 di Grecia, Stefanos Tsitsipas e l’ex numero 3 ATP, Grigor Dimitrov.

 

Il Kazakistan si presenta con una formazione particolarmente pericolosa, anche se mancante dell’ultima vincitrice di Wimbledon, Elena Rybakina. Tra le donne, guiderà la formazione Yulia Putintseva (52 WTA), affiancata da Zhibek Kulambayeva e Gozal Ainitdinova. A completare la formazione, Alexander Bublik (37 ATP), Timofey Skatov e Denis Yevseyev. Come doppista, sarà presente Grigoriy Lomakin.

La formazione kazaka è stata inserita nel gruppo B con Svizzera e Polonia. A Brisbane, nel Day 1 della competizione, la fresca vincitrice della BJK Cup Belinda Bencic sfiderà la sempre ostica Yulia Putintseva in un match che promette emozioni. L’Italia di Berrettini e Trevisan invece esordirà contro il Brasile il 29 dicembre.

Viola Tamani

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