ATP Madrid: Tsitsipas doma Rublev in tre set, Zverev caparbio su Auger-Aliassime

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ATP Madrid: Tsitsipas doma Rublev in tre set, Zverev caparbio su Auger-Aliassime

MADRID – I due match della sessione serale decretano la semifinale Tsitsipas-Zverev, re-match di Montecarlo. Battuti i fallosi Rublev e Auger-Aliassime

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Stefanos Tsitsipas – ATP 1000 Madrid (foto via Twitter @MutuaMadridOpen)
 
 

Da Madrid, il nostro inviato

[4] S. Tsitsipas b. [6] A. Rublev 6-3 2-6 6-4

Stefanos Tsitsipas raggiunge la decima semifinale in un Masters 1000 della sua carriera battendo per la quinta volta Andrey Rublev 6-3 2-6 6-4, portandosi avanti 5-4 negli scontri diretti. I due tennisti dallo stile offensivo, che amando entrambi le verticalizzazioni con la differenza che il greco amplia il suo gioco con discese a rete mentre il russo resta più stabile sulla linea di fondo, si erano affrontati due volte sulla terra rossa (sempre in finale) spartendosi i titoli di Amburgo 2020 (vittoria Rublev), e Montecarlo 2021 (vittoria Tsitsipas). Il match che ha aperto la sessione serale del Manolo Santana Stadium è stato incerto nel punteggio fino alla fine ma a livello di spettacolo non ha offerto molto, perché troppo inframezzato da errori gratuiti e punti dettati dalla battuta.

 

IL MATCH – Dopo un primo set in cui la battuta per entrambi ha ricoperto un ruolo fondamentale, era inevitabile che si chiudesse con un ace, il quinto del greco, che ha chiuso 6-3 in 38 minuti. Il break che gli ha permesso di accumulare questo vantaggio era arrivato nel secondo game, l’unico con delle palle break, il più lungo di tutto il set, durante il quale il Rublev si è mostrato al pubblico spagnolo nella sua massima espressione. Ha fatto e disfatto in continuazione, dando l’impressione di potersi salvare, salvo poi capitolare alla quinta palla break si Sasha. Sulla singola accelerazione Rublev tira più veloce ma la sensazione dagli spalti è che, mediamente durante lo scambio, i colpi del greco siano più potenti. 

Anche nel secondo set è un ace di Tsitsipas a risultare forse fondamentale, ma a parti inverse. Nel sesto game il greco esordisce con una battuta vincente; Andrey non è molto convinto, osserva il segno lasciato dalla palla con attenzione e solo dopo qualche secondo di attesa alza il dito per chiedere la verifica. La giudice di sedia, che intanto aveva già chiamato il punteggio, giustamente gli nega il replay, con prevedibile polemica di Rublev. Il pubblico, che in questi casi si lancia in una pioggia di fischi – più per spirito goliardico che altro – in questo caso decide di sostenere il russo cercando di spronarlo a fare meglio. In effetti il match è troppo legato alla battuta e agli errori dei due tennisti, e lo spettacolo su un campo centrale praticamente pieno stenta a decollare. Rublev intanto termina senza grandi sfoghi di rabbia la sua sterile polemica e, anziché lasciarsi andare al nervosismo, prova una nuova tattica che, detto molto banalmente, consiste nel giocare a tennis al massimo delle proprie possibilità. 

Il 24enne n.8 del mondo sciorina un gran tennis condensato in pochi game, quanto basta per passare nettamente in vantaggio: con un passante di dritto vincente si porta a palla break, e una smorzata di rovescio del greco che a fatica arriva al nastro concretizza la chance. Poco dopo il parziale termina con un fulminante rovescio lungolinea vincente che prende in contropiede il suo Tstistipas; con questo gran colpo il match si rimette il match in parità in termini di set, 6-3 2-6, dopo 73 minuti. Entrambi i tennisti lasciano il campo prima del terzo set per tre minuti sfruttando il toilet break. Il parziale decisivo, anche questo appannaggio della battuta, resta in equilibrio fino al 4 pari: Rublev, che si era comportato tutto sommato bene fino a quel momento, sbaglia più del dovuto e manda l’avversario a mandare per il match. Sono nuovamente gli errori del russo ad essere decisivi perché Stefanos gli concede due palle per tornare in parità, ma Andrey sbaglia due volte di lunghezza con dritto. Il 23enne n.5 del mondo non concede altre chance e chiude pochi secondi prima dello scoccare delle due ore.

[2] A. Zverev. [8] F. Auger-Aliassime 6-3 7-5

Alexander Zverev batte per la quinta volta in carriera su sette incontri il canadese Felix Auger-Aliassime col punteggio di 6-3 7-5. Il tedesco centra la 40esima vittoria su un top10, cifra notevole per il 23enne che raggiunge anche la terza semifinale al Mutua Madrid Open proseguendo nel migliore dei modi la difesa del titolo. Il n.10 del mondo invece, che finora in questo torneo aveva perso solamente sei game in due incontri (di cui tre con Sinner), incappa in una sconfitta in cui, come dimostra la reazione di orgoglio e di tecnica nel secondo set, lascia amaro in bocca quanto meno per non aver raggiunto il tiebreak e per un inizio di match troppo passivo. In ogni caso ha dimostrato a tratti di poter competere con il tedesco e, confermando il buon lavoro svolto assieme a Toni Nadal, presente anche oggi nel suo box.

Zverev nel primo set passa subito avanti di un break nel terzo game, e perdendo tre solo ’15’ alla battuta, lo fa suo con un secondo vantaggio certificato da una saetta di dritto vincente; 34 minuti per un 6-3 giocato in un Manolo Santana leggermente più scarno rispetto al primo match, ma non meno partecipe. Il tennista tedesco, campione su questa terra rossa due volte in passato, ha un gioco che gli permette di dominare con chiunque, ma il suo più grande difetto sono i momenti in cui si inceppa, vuoi col dritto vuoi col servizio. Quest’oggi il colpo ballerino si è rivelato essere quello di inizio gioco (chiuderà con nove doppi falli) con 3 palle break salvate su 4.

Aliassime d’altro canto non riesce ad approfittare di questa eccessiva fallosità, perché anche lui si rivela essere troppo impreciso con il dritto, quello che dovrebbe essere il colpo risolutore. Ieri, parlando della prestazione di Sinner, aveva confermato che quando le cose si mettono male a livello di fiducia nei colpi, c’è poco da fare oltre che continuare a provare a fare tutto con calma. Questa tattica evidentemente deve aver funzionato quest’oggi (solo in parte come si vedrà dall’epilogo), dato che un secondo set all’apparenza già avviato in favore del 25enne n.3 del mondo, viene rimesso in discussione proprio grazie alla determinazione di Felix.

Auger-Aliassime pareggia i conti. Il match tuttavia subisce un ulteriore ribaltamento quando, ad un passo dal tiebreak, il canadese commette un banale errore a rete (preceduto da un dritto largo) e manda Zverev a match point – il terzo, dopo che quesi ne aveva avuti già due sul 5-4. Sull’ultimo punto Auger-Aliassime si ripete con un altro errore di dritto, questa volta di lunghezza, e a mezzanotte e mezza pone fino al programma di venerdì 7 maggio. Zverev vince in un’ora e 55 minuti 6-3 7-5. Ora rivincita della semifinale di Montecarlo contro Tsitsipas (7-3 i precedenti in favore del greco).

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ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

L’americano in una bella partita risale e batte il russo. Un ottimo Borna sfrutta la giornata no dello spagnolo. Tsitsipas domina un falloso Schwartzman

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Taylor Fritz – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

[11] T. Fritz b. [6] A. Rublev 6-7(4) 6-2 7-5

Si decide con il break all’undicesimo gioco del terzo set la sfida tra Taylor Fritz e Andrey Rublev. È lo statunitense a operare lo strappo per poi chiudere al secondo match point con la battuta, mai ceduta in questo duello nonostante le sei palle break concesse. Alla vigilia, Frtiz sosteneva di dover “servire come ho fatto contro Kyrgios, ho bisogno di attaccare il più possibile, perché lui lo farà con me“. Entrambi nati nel 1997, entrambi con ambizioni d’alta classifica. Fritz ha ribadito che il suo obiettivo è di entrare tra i primi 10 e questa vittoria lo porta a un passo, mentre Rublev in top 10 c’è da quasi due anni, ma la sua permanenza ha i giorni contati.

IL MATCH – La prima palla break arriva nel secondo game e la guadagna Fritz con una risposta violenta; Rublev però l’annulla giocando un contropiede rischioso che non nasconde la sua audacia. Ora tocca all’americano affrontare la palla del potenziale break che viene però scongiurato con il più classico degli schemi: servizio-dritto. Rublev resiste agli assalti dello statunitense grazie alla prima di servizio che quando entra fa danni. Dal canto suo oggi Fritz colpisce molto bene di rovescio , soprattutto in risposta. Sul 4-3 il russo esce da una soluzione complicata sotto 0-30 grazie ad una seconda forzata che comunque paga. La medesima situazione si ripresenta per Rublev nel decimo game: stavolta Fritz arriva a match point ma con tre ace provvidenziali il russo rimette le cose al proprio posto. Il primo set si decide dunque al tie-break: il primo strappo lo da Rublev che si porta avanti 0-3; un doppio fallo sciagurato di Frtiz consegna poi il tie-break in mano al russo che chiude il primo set 6-7 (4).

 

Il game in apertura di secondo set lo vince Rublev in rimonta. La partita rimane molto equilibrata e aperta ad ogni imprevisto. Nel terzo game Fritz guadagna una palla break che riesce a convertire con l’ennesimo vincente di rovescio lungolinea; è il primo break della partita. L’americano si porta successivamente sul 4-1 dopo il secondo break ai danni del russo. Da segnalare un problema al gluteo per il Andrey, che lo obbliga a un medical time-out tra settimo e ottavo gioco, dopo aver annullato due set point, quantomeno per iniziare a servire nel terzo. Ma subito dopo Fritz chiude comodamente 6-2 sul suo servizio, con un altro errore, seppur ormai il set fosse già andato, di Rublev.

Ritrova la prima in questo inizio di terzo il n.8 al mondo, dote importanti di punti diretti o da chiudere con il suo classico uno-due con il dritto a seguire. Fritz si difende invece egregiamente riuscendo a tenere anche sulla devastante diagonale destra di Rublev, che sta riuscendo a trovare più spesso soluzioni violente in scambi che ora si allungano, ma senza mai assestare il colpo decisivo. Le prime chance di break del set sono a favore di Rublev nel sesto gioco, tutte e tre sprecate con degli errori da fondo, dovuti a sue colpe molto più che a meriti di Fritz. L’americano, in seguito, sale di livello proporzionalmente all’aumento della pressione, trovando un gran decimo gioco, vinto da che era 15-30, comportandosi decisamente meglio sulla diagonale del rovescio. E dimostra ampiamente subito dopo in risposta questo miglioramento, ancora incidendo con il rovescio, specie lungolinea (un’arma in più) e dominando nello scambio da fondo, arrivando così a trovare il break.

Chiude senza sudare al servizio, con una prima vincente, un’arma che ha portato punti importanti (83% di conversione), e unita al maggior coraggio da fondo mostrato regala all’americano il primo quarto di finale in carriera a Cincinnati. Ma, soprattutto, sancisce l’uscita, per la prima volta dall’ottobre del 2020, dalla top 10 di Andrey Rublev, che difendeva i punti della finale qui. Il russo ha giocato, salvo il secondo set, una buona partita, ma paga tanta discontinuità, il suo più grande limite, e un troppo ballerino 45% di punti con la seconda, che lo hanno condannato. Ora per Fritz l’obiettivo è la top 10, che potrebbe diventare realtà stesso in questo torneo, dove avrà ora Medvedev, giustiziere con una buona prestazione di Shapovalov.

(ha collaborato Matteo Beltrami)

Borna Coric – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @atptour)

B. Coric b. 6-2 6-3 [15] R. Bautista Agut

Già ieri si erano avuti i primi presentimenti, ma oggi lo si può esclamare a gran voce: “Bentornato, Borna!”. La vittoria con Nadal sarebbe potuta bastare a far capire che Borna Coric stia riabbracciando il livello a cui ci aveva abituato prima dei tanti problemi, ma la prova del 9 mostrata oggi contro Roberto Bautista Agut, che torna a regalargli un quarto di finale in un 1000 dopo più di 3 anni non lascia adito a dubbi. Ha messo in campo il suo rovescio che è una cambiale di punti, la capacità di verticalizzare, attaccare la rete se serve e un servizio irragionevole, con 16 ace a referto e 81% di conversione con la prima. Una prestazione da campione, molto convincente che, specie nel primo set comandato dall’inizio alla fine senza mai soffrire, si è mescolata ad una delle peggiori versioni di Bautista, stranamente falloso e poco continuo, che ha determinato una partita scialba, solo un po’ nel secondo ravvivata da qualche sprazzo di ciò che è davvero lo spagnolo.

Dopo il break immediato nel terzo game infatti, Borna lo conferma e veleggia tranquillo, ben presente sul rovescio e reattivo sui colpi di inizio gioco, in luogo di un Bautista che non riesce a pungere o fare meno errori. Cala però d’improvviso la percentuale di prime in campo per Borna, che sembra rallentare un po’ verso lo striscione del traguardo, forse accusando un po’ di tensione, anche grazie a un atteggiamento ora migliore di Bautista. che prova a riaccendere la partita. Peccato per lo spagnolo che prosegua però nella sua compilation di errori e non dia continuità a questa “rinascita” , sbagliando tanto addirittura sul dritto, solitamente il colpo forte, che va in bambola sugli slice senza peso del croato, che approfitta dei regali dell’avversario per chiudere con un altro break, e ritrovare la top 100. Sarà almeno n.92 del mondo, e domani tornerà a giocare un quarto di finale 1000 che manca dalla sconfitta contro Fabio Fognini a Montecarlo 2019. E l’avversario di nuovo potrebbe essere un italiano, Jannik Sinner, se non il n.7 del seeding Felix Auger-Aliassime; in ogni caso Coric sarà sfavorito nuovamente, ma ha dimostrato di saper sfruttare l’assenza di pressione questa settimana.

[4] S. Tsitsipas b. [10] D. Schwartzman 6-3 6-3

Semifinalista nelle ultime due edizioni, Stefanos Tsitsipas supera Diego Schwartzman in due set facendo valere il suo peso di palla superiore. Al Peque servirebbe una prestazione sopra la media per contrastare il n. 7 del mondo, ma purtroppo per lui non è questo il caso e Tsitsipas parte subito fortissimo, 4-0, prima di restituire uno dei due break. Nessun ulteriore grattacapo poi per Stefanos che va a prendersi la frazione confermandosi in battuta, mentre Diego ha il suo daffare per salvare la propria. Nel secondo parziale, l’equilibrio si rompe sul punteggio di 1-1, quando Schwartzman che ci mette del suo piazzando due doppi falli ed errori vari nel comprensibile tentativo di tenere il ritmo imposto dall’avversario. I problemi con il servizio argentino continuano – saranno 9 alla fine gli errori con questo fondamentale – e non va meglio nello scambio, con Diego che, comprensibilmente scorato, sbaglia anche palle comode da chiudere. Tsitsipas vola così a prendersi il quarto di finale in attesa del vincente fra Sebastian Korda e John Isner.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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Medvedev sconfigge Shapovalov: è ai quarti a Cincinnati per il quarto anno consecutivo

Il numero uno al mondo gioca un buon secondo set e raggiunge Fritz ai quarti in una partita che si prospetta particolarmente avvincente.

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Daniil Medvedev – ATP Cincinnati (foto via Twitter @atptour)

[1] D. Medvedev b. D. Shapovalov 7-5 7-5 (da Cincinnati il nostro inviato)

Daniil Medvedev – ATP Cincinnati (foto via Twitter @atptour)

Daniil Medvedev sconfigge in due set tirati Denis Shapovalov e raggiunge per il quarto anno consecutivo i quarti di finale a Cincinnati. Una partita a due facce per il numero uno del mondo che ha giocato sottotono il primo set per poi alzare progressivamente il livello di gioco nel secondo parziale, soprattutto al servizio e in risposta. Era una partita che nascondeva delle insidie per il russo dal momento che Shapovalov era riuscito a vincere per la prima volta da maggio due match consecutivi nello stesso torneo battendo tra gli altri un giocatore in forma come Tommy Paul. Il match si è giocato su pochi punti in cui la solidità di Medvedev ha fatto la differenza. In generale il suo livello però sembra ancora lontano, non solo rispetto allo US Open dall’anno scorso, ma soprattutto rispetto a tre anni fa quando durante la stagione estiva negli Stati Uniti conquistò ben quattro finali consecutive con la ciliegina sulla torta ottenuta proprio con il primo 1000 della carriera in Ohio. Ai quarti di finale il numero uno al mondo se la vedrà contro il beniamino di casa Taylor Fritz che ha sconfitto in tre set tirati Andrey Rublev in un match che si preannuncia davvero equilibrato dato lo stato di forma dell’americano. 

PRIMO SET

 

Il match si gioca sul Grandstand, scelta curiosa da parte degli organizzatori di mettere il numero uno al mondo sul secondo campo d’importanza mentre Emma Raducanu, testa di serie numero dieci, giochera’ più tardi la terza partita consecutiva sul Center Court. Shapovalov esce meglio dai blocchi ed è il primo a procurarsi tre palle break consecutive grazie a due accelerazioni con il dritto su cui Medvedev non riesce ad arrivare. Daniil si salva con la prima di servizio e nel game successivo è lui a piazzare il primo break della partita sfruttando le indecisioni con il dritto del canadese. Il match è iniziato con il Grandstand mezzo vuoto a causa della concomitanza con la partita tra Fritz e Rublev che interessa gli americani da vicino. Medvedev risponde da molto lontano, il canadese gioca due smorzate nel quinto game con risultati contrastanti. Efficace la prima, troppo lunga la seconda sulla quale Medvedev si avventa e conquista due palle per il doppio break. Il pubblico incita Shapovalov che riesce a scuotersi e a tenere il game di battuta. Proprio quando l’inerzia sembra tutta dalla parte di Medvedev, ecco il primo passaggio a vuoto per il numero uno del mondo che è impreciso soprattutto con il dritto. Arriva un’altra palla break anche per il canadese che riesce a difendersi dalle accelerazioni di Medvedev concludendo lo scambio fino a quel momento più lungo del match con un dritto lungolinea che il suo avversario non riesce a controllare. Folla in delirio, match in equilibrio e Grandstand che comincia a riempirsi in ogni ordine di posto. Medvedev in questa fase del match cerca di alzare la traiettoria della palla sul rovescio di Shapovalov che non si fa prendere dalla fretta e spinge bene con il dritto. Il colpo che sta funzionando meglio fino ad ora per il numero uno al mondo è sicuramente la risposta, soprattutto da destra mentre fatica a leggere il taglio mancino di Denis. Alla fine di un game infinito, alla terza occasione Medvedev impatta bene la risposta con il rovescio e ottiene il decisivo break. Arriva il primo warning per Shapovalov che rompe la racchetta tirandosela sui piedi. Il canadese continua a discutere con Lahyani e per Medvedev è una formalità chiudere il primo parziale.

SECONDO SET

Nel secondo set c’è maggiore equilibrio sin dall’inizio. Medvedev serve la prima sempre sopra i 200 km orari mentre il canadese fa fatica a trovare ritmo in risposta. Si arriva velocemente sul quattro pari e ancora, in un momento delicato, il russo alza la traiettoria con il dritto sul rovescio di Shapovalov. Denis è bravo a spostarsi sul dritto e a controllare una palla insidiosa ma sul secondo colpo affossa un comodo dritto in rete tornando a offrire una pericolosa palla break. Il servizio a uscire torna in aiuto del giovane canadese. Il dritto è davvero croce e delizia per Denis, annulla una seconda chance con un vincente con questo colpo ma l’ennesimo errore dalla parte sinistra porta Medvedev alla terza palla break. Il taglio mancino al servizio continua a rivelarsi letale. Shapovalov tiene la battuta. Medvedev però ormai è in controllo del match, ha perso solamente sei punti in altrettanti turni di battuta e da fondo campo ha preso le misure. Il numero uno del mondo ha bisogno solamente di una chance nell’undicesimo game per prendersi il break e andare a servire per il set. 

La sensazione è che contro Taylor Fritz domani Daniil avrà bisogno di qualcosa in più per guadagnarsi l’accesso alle semifinali. Sarà importante per il russo, non solo servire bene, ma avere anche la stessa continuità in risposta mostrata quest’oggi. La diagonale sinistra dovrebbe essergli favorevole ma attenzione perché Fritz in questa stagione ha migliorato molto il rovescio.  

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

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ATP Cincinnati, Nadal: “Devo entrare in modalità Slam per essere pronto a New York”

“Adesso farò qualche test per vedere se l’addome è nello stato in cui dovrebbe essere”. Dopo la terza sconfitta patita in carriera contro Borna Coric, il n. 3 ATP si proietta verso l’ultimo Slam dell’anno non dimenticando però di salvaguardare sempre il suo corpo

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Rafael Nadal - Cincinnati 2022 press conference

Rafael Nadal al ritorno alle competizioni dopo più di un mese di assenza forzata, per via dell’infortunio all’addome subito in occasione dei quarti di finale di Wimbledon contro Taylor Fritzvinti eroicamente nonostante l’evidente menomazione – e il recente forfait di Montreal a causa di un leggero riacutizzarsi del problema, è stato immediatamente eliminato all’esordio dal croato Borna Coric dopo quasi tre ore di partita per 6-3 al terzo set. Il n.152 ATP in gara grazie la ranking protetto, non è la prima volta che sorprende il maiorchino e peraltro neanche la prima al Western & Southern Open: il finalista 2016 di Shanghai s’impose infatti a Basilea nel 2014 e a Cincinnati due anni più tardi, mentre Rafa ebbe la meglio allo Us Open 2015 e a Montreal 2017.

Proprio l’imminente Slam newyorchese è stato il principale tema di dibattito con i giornalisti presentatisi in sala stampa nel post match; con il 22 volte campione Major che è conscio di dover alzare il livello in vista di Flushing Meadows. Una tematica ricorrente è stata poi la situazione fisica del campione spagnolo, da monitorare costantemente, il quale si è detto fiducioso ma comunque cauto poiché sente ancora dolore e quindi inevitabilmente ci saranno altri esami di routine a cui sottoporsi. Per ciò che concerne il KO rimediato in Ohio, secondo Nadal pesano i due set point non sfruttati nel tie-break del 1° set e in generale la poca aggressività messa in campo, una sconfitta che lo estromette immediatamente da un torneo con il quale non ha mai trovato un grande feeling: in 16 partecipazioni, soltanto in tre occasioni ha raggiunto la semifinale, trionfando nel 2013 in una delle migliori stagioni della sua carriera. Probabilmente le condizioni umide e rapide, a livello di superficie, come gli è sempre accaduto anche a Miami non hanno mai permesso di ammirare in Ohio la miglior versione del Toro di Manacor.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI CINCINNATI

 

D: Cos’hai trovato incoraggiante e cosa scoraggiante nel tuo gioco, dopo la performance di oggi?

Rafael Nadal: “È difficile da dire, sicuramente però prenderò un sacco di cose positive, ma ho bisogno di migliorare. Devo allenarmi perché ho bisogno di tornare al meglio e per farlo ho bisogno solamente di gironi da dedicare alle sedute di allenamento. Per quanto riguarda il match, ovviamente ho avuto le mie possibilità, soprattutto all’inizio. Nel tiebreak ho avuto due importanti opportunità con due set point che ho giocato terribilmente. E poi, sì, ho giocato un brutto terzo set. Questo è il tennis, specialmente in queste circostanze contro un giocatore che ha servito così bene, nonostante ciò ho avuto la mia occasione per andare avanti all’inizio del terzo con quel 30-30 ma ho giocato un paio di punti terribili. Dunque sarebbe stato certamente meglio per me vincere, perché quando torni dopo un periodo di lontananza dalle competizioni, se riesci a vincere già la prima partita, poi le cose vanno meglio. Ma purtroppo non è stato il caso di oggi [ieri, ndr]. Un giorno accadrà.

Ovviamente sono tornato tantissime volte a competere dopo aver affrontato degli infortuni e ho sempre raccolto aspetti positivi. Tuttavia nel caso specifico, nella partita odierna non ero abbastanza pronto per vincere e come ho già detto, credito a Borna [Coric, ndr] che ha giocato con molto coraggio. Lui ha servito davvero bene, io non altrettanto perché se non sei in grado di giocare il più aggressivo possibile e di prendere un vantaggio che poi porta a crearti un’opportunità, è davvero dura portare a casa l’incontro. Ma fa parte di questo sport, ho semplicemente perso un match, si va avanti. Conosco la strada e la cosa principale per me è rimanere in salute. L’ultimo periodo è stato difficile da gestire, onestamente. In particolare l’ultimo mese e mezzo non è stato affatto facile, perché avendo questa lesione all’addome, non sai mai quando sarai al 100% e supererai definitivamente il problema, e certamente ciò influisce sulla tua sicurezza nel servire. Quindi mi ero detto prima del torneo, che avrei dovuto fare un passo avanti ed è successo, il gioco è stato fatto come si doveva, ma ben fatto da parte sua“.

D: Come ti senti fisicamente? Ovviamente hai servito molto oggi. Come ti sei sentito in campo?

Rafael Nadal: “Per certi versi è difficile d’analizzare, perché quando hai la cicatrice, allora la linea è molto sottile. Poiché quando hai quel tipo di cicatrice non hai abbastanza flessibilità, e senti anche di più il dolore. Ma non sai se lo senti per questo motivo, o perché qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare. Quindi devi prenderti cura del tuo corpo, in ogni singolo momento. Così probabilmente farò qualche test dopo questo torneo, per confermare che tutto rimanga come io e il mio team vogliamo. Ma io sono positivo, sono stato in grado fisicamente di avere una settimana di allenamento qui, facendo del mio meglio in ogni singolo giorno e migliorando il mio livello di girono in giorno, e sinceramente mi sono allenato per tutta la settimana ad un livello superiore di quello espresso oggi. Ma sì, non succede nulla. Certo che è meglio vincere, tuttavia allo stesso tempo rimane ovviamente ancora una settimana e mezza prima di New York. Poi dire che sono triste di non aver giocato bene qui, è ovvio visto che questo torneo è abbastanza importante per me ma al momento devo andare avanti mentalmente. Dal punto di vista dell’allenamento, ho bisogno d’iniziare a proiettarmi verso lo Us Open, devo entrare in modalità Slam allenandomi nel modo in cui ho bisogno affinché possa essere competitivo fin dall’inizio lì, e spero di essere in grado di farlo accadere”.

D: Questo è stato un torneo difficile per te in passato in termini di risultati. New York invece ti ha visto avere un grande feeling recentemente con lo US Open. Come pensi che Flushing Meadows tiri fuori da te il meglio? Non vedi l’ora di riprovare quelle sensazioni?

Rafael Nadal: “È difficile parlarne. Ma è vero che questo torneo non è stato mai il più facile per me durante tutta la mia carriera tennistica, anche se sono riuscito a vincere un anno, però era l’anno in cui stavo ottenendo quasi tutto. Poi ho disputato un altro paio di semifinali. È vero comunque, per qualche strana ragione, che in questo torneo non ho mai avuto le migliori sensazioni, ma dall’altra parte mi sono sempre sentivo ben accolto qui in tutti l’edizioni a cui ho preso parte. Non potrò ringraziare mai abbastanza l’organizzazione per avermi sempre reso le cose molto facili. Io cerco di fare del mio meglio, ogni volta che scendo in campo; loro lo sanno e mi dispiace di essere fuori già al primo turno, ma questo è il tennis, questo è il nostro sport. L’altro avversario gioca bene, e se gioca meglio di te vai a casa.

Per quanto riguarda New York, non lo so. È un Grande Slam, è un torneo diverso dagli altri. Ma allo stesso tempo è sempre tennis, se non giocherò bene, probabilmente avrò lo stesso destino di qui. Tuttavia conosco perfettamente il modo in cui mi devo comportarmi per ottenere un risultato diverso. È vero che quando arriverò allo Us Open, avrò già due settimane e mezzo nel Tour allenandomi con gli altri i ragazzi, e questo mi permetterà di essere pronto per battaglie al quinto set. Ero in grado di giocare solo due set, prima di questa partita negli ultimi 40 giorni. Quindi, sì, questa è la chiave. Poi non bisogna dimenticarsi che oggi ho giocato contro un avversario duro, il quale mi aveva già battuto in passato, quindi sapeva come farlo. E’ un tennista estremamente coraggioso in campo, un lottatore. Ha attraversato alcuni momenti difficili, nell’ultimo periodo, con anche degli infortuni, perciò sono felice di rivederlo a questo livello. Per quanto riguarda me, devo andare avanti e iniziare a pensare all’energia, che saprà darmi la folla a New York. So che è un posto molto speciale per me, e mi piace. Ho vissuto alcuni momenti della mia carriera lì indimenticabili e farò del mio meglio ogni singolo giorno per essere pronto per questo evento”.

D: Lo US Open è l’unico dei tornei del Grande Slam che ha le palline diverse per uomini e donne. Alcune tenniste non sono particolarmente felici di questo. Vorrebbero giocare con la stessa pallina degli uomini. Mi chiedevo se mai avessi davvero provato le palle femminili…

Rafael Nadal: “Non lo so. Non ne ho idea onestamente. Vedo che la pallina femminile ha il numero in rosso. Le nostre hanno il numero in nero. Ma ovviamente non ho mai utilizzato quelle femminili, perché mi alleno con la palla con cui giocherò in partita. Ma non credo sia affatto un argomento importante (sorridendo)”.

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