L’erba è una superficie infida. Vive di regole proprie e non accetta deroghe rispetto alle sue norme. Rimbalzi da interpretare e spostamenti da calibrare al millimetro, con sollecitazioni continue a carico di caviglie e ginocchia. Basta la minima disattenzione, un piccolo sbilanciamento – e una buona dose di sfortuna – per compromettere il proprio cammino.
Lo sa bene Victoria Mboko, che, per una rovinosa scivolata durante il suo esordio al Queen’s, non solo ha salutato anzitempo la stagione sui prati, ma sarà costretta a saltare anche lo swing nordamericano. L’infortunio rimediato al ginocchio sinistro, con il coinvolgimento del legamento collaterale mediale, si è rivelato più complicato del previsto. Tra l’altro, nel torneo WTA 500 londinese, la canadese ha accompagnato Serena Williams nel suo rientro nel circuito.
Mboko rinuncia a Toronto, Cincinnati e US Open
La pubblicazione dell’entry list dello US Open ha ufficializzato una notizia che pareva nell’aria. Mboko non recupera dal problema fisico e deve lasciare il suo posto in tabellone a qualcun altro.
La classe 2006 è ferma ai box dal 10 giugno, quando quella brutta caduta l’ha costretta al ritiro contro Karolina Pliskova e al forfait in doppio con Williams.
Da quel momento la numero 12 del mondo e il suo team hanno centellinato le comunicazioni, limitandosi a ratificare le assenze dai vari tornei.
Se la fine anticipata della sua stagione sull’erba è stata immediatamente annunciata con un post su Instagram in cui svelava anche l’entità dell’infortunio subito, le defezioni per lo swing americano sono arrivate gradualmente.
Le maggiori attenzioni sono rivolte, e non potrebbe essere altrimenti, al WTA 1000 del Canada. Non solo perché è il torneo di casa. Ma anche perché a Toronto nel 2025 Victoria ha vinto il suo primo titolo WTA.
Con un video affidato ai propri canali social, la canadese ha espresso tutto il suo disappunto per dover saltare un appuntamento che ha nel cuore.
“Alcuni tornei hanno un po’ più di significato rispetto ad altri. Ma il National Bank Open significa tutto per me” si legge nella didascalia. “Non essere in grado di giocare a casa quest’anno, davanti alle persone che amo e con il supporto del pubblico di Toronto è molto deludente, perché era qualcosa che aspettavo tanto”.
Nel filmato Mboko racconta come sia cresciuta andando a seguire il torneo di Toronto dagli spalti ed è rammaricata di non potervi prendere parte. Tuttavia, il dispiacere lascia spazio alla razionalità repentinamente. Vicky è consapevole di avere ancora tanti anni di carriera davanti a sé, con molte opportunità di giocare in Ontario. L’attenzione adesso deve essere tutta per il recupero.
Ancora nessuna parola è arrivata dalla diretta interessata circa le assenze da Cincinnati e dallo US Open. Così come incerti sono, a questo punto, i tempi di recupero.
Tra crescita e battute d’arresto
Mboko ha chiuso il 2025 da numero 18 del mondo.
A soli 19 anni, Victoria si è svelata al mondo a suon di traguardi tagliati e vittorie di spessore. Dapprima è stata la presenza massiccia nei tornei WTA, con le qualificazioni a cui era obbligata divenute pressoché una formalità, poi una classifica che andava migliorando a vista d’occhio.
Grazie al terzo turno del Roland Garros dopo aver passato il tabellone cadetto, la canadese ha debuttato in top 100, con la promessa che si trattasse solamente dell’inizio.
Infatti, nell’estate nordamericana, è sbocciata definitivamente. Il trionfo a Montreal, ottenuto estromettendo due tra le prime 10 del seeding – Coco Gauff, testa di serie numero 1, agli ottavi e Elena Rybakina in semifinale – e negando il ritorno al successo a Naomi Osaka, ha tramutato in realtà una delle speranze più luminose del tennis.
Nonostante la prematura uscita allo US Open, dove non è andata oltre al primo turno, e una serie di eliminazioni all’esordio, Mboko ha salutato il 2025 con il secondo titolo, vincendo il WTA 250 di Hong Kong.
In questa stagione ha ripreso a macinare risultati e traguardi. La finale di Adelaide, gli ottavi all’Australian Open dove, nel secondo set, ha dato filo da torcere a Aryna Sabalenka e la seconda finale 1000 a Doha avevano il sapore di ascesa. Così come i doppi quarti al Sunshine Double.
Sulla terra Victoria ha raccolto meno di quanto sperava, con la finale di Strasburgo come risultato da rimarcare. Proprio in Francia la canadese ha inaugurato la collaborazione – o una prova – con Wim Fissette, di cui poco si sono potuti apprezzare i frutti.
Poi è arrivato quell’infortunio al Queen’s, mentre faceva il suo debutto in singolare. A lei è toccato l’onore di accompagnare Serena Williams nella sua pagina 1 di questo nuovo capitolo di carriera. Tutto si è fermato sull’erba di Londra fino a data da destinarsi.
Live ranking alla mano, Mboko arretrerà di qualche posizione quando le verranno scalati i 1000 punti della vittoria canadese. Ma potrebbe conservare la top 20 almeno fino allo US Open. E forse anche oltre, dato che i punti da difendere tra Cincinnati e New York sono appena una manciata – nel 2025 non è andata in Ohoi. Ma questo dipenderà anche dalle avversarie.
Adesso la priorità per Victoria è che quel ginocchio torni in ordine. Magari già per lo swing asiatico.
