La Piccola Biblioteca di Ubitennis. S. Williams: la regina del tennis

Venerdì letterari. Visioni. La Piccola Biblioteca diventa anche cinema. Recensiamo un documentario su Serena Williams. Una finestra sul quotidiano della campionessa (e della donna) e un diario visivo ad alta tensione del suo quasi Grande Slam

La Piccola Biblioteca di Ubitennis. S. Williams: la regina del tennis

Serena Williams a tutte le donne del mondo: “Continuate a sognare in grande”

White R., Serena Williams: la regina del tennis, Doc, 2015

 

Il regista Ryan White ha immortalato in un documentario girato nel 2015 la vita dentro e fuori dal campo dell’allora numero uno del tennis femminile, Serena Williams. L’anno in cui tale opera è stata girata è di fondamentale importanza in quanto le immagini ritraggono la regina del circuito internazionale nella corsa, interrotta proprio a New York dalla nostra Roberta Vinci, alla conquista del Grande Slam.

Il fil rouge è quindi estremamente semplice in quanto segue le tappe del circuito internazionale partendo da Melbourne con gli Australian Open, passando da Parigi, da Londra per finire quindi a New York. Nel mezzo le immagine si soffermano solo su pochi altri tornei, alcuni di particolare importanza per Serena, come Indian Wells dove giovanissima fu fischiata e subissata di cori razzisti. Ciò che però conta in questa sorta di reality ha poco a che vedere con il tennis giocato, ciò che conta infatti è l’immagine della minore delle sorelle Williams che viene delineata con il passare dei frame sullo schermo. Vediamo infatti una leonessa grintosa e decisa quando afferra una racchetta per scendere in campo non solo a giocare ma anche ad allenarsi, e vediamo poi una dolcissima Serena ogni qual volta si trovi tra i membri della sua famiglia. In realtà una famiglia allargata della quale non fanno parte solo Venus, le altre sorelle, la mamma, ma anche la sua manager, il fisioterapista, lo sparring partner e l’allenatore Patrick Mouratoglou. Il naturale rispetto sul campo tra Serena e Venus viene più volte sottolineato, ma ciò che traspare è il grande affetto che lega le due campionesse e che ci troviamo a vivere anche attraverso flash back del passato in cui si vedono due bimbe giocare su un campo da tennis in periferia. Le due sorelle Williams, si nota nel documentario, non condividono gli appartamenti che di volta in volta vengono affittati nelle città in cui si svolgono i tornei ed è proprio Serena che ospita la numerosa famiglia dando vita a siparietti in alcune occasioni molto divertenti. Da non perdere il dialogo tra Serena e il nipote teenager che viene sgridato dalla campionessa in quanto colpevole di essersi addormentato sugli spalti durante un match della zia. L’intimità della famiglia Williams viene delicatamente violata dalle telecamere regalando immagini che lasciano sorpreso lo spettatore: Serena conquista la terra rossa di Parigi al termine di due settimane difficili a causa di una fastidiosa influenza, finalmente si sente bene ed è la regina del Roland Garros e cosa fa la nostra eroina? Festeggia in un lussuoso ristorante pasteggiando a ostriche e champagne? Invita tutto il suo team in un esclusivo night club? Resta sveglia tutta la notte per celebrare la vittoria? Nessuna di queste opzioni. La famiglia Williams si ritrova intorno al tavolo dell’appartamento preso in affitto nella capitale francese e, dopo aver ordinato una cena cinese, consuma tale pasto in semplicità fino a quando Serena, stanca, si ritira nella sua camera per rilassarsi guardando un cartone animato della Walt Disney sul proprio computer.

Quest’ultima immagine è l’emblema di quanto di contradditorio troviamo in Serena. Una donna che appare forte e decisa mentre in realtà si addormenta ancora stringendo un peluche tra le braccia e chiama la mamma non appena sale qualche linea di febbre.

Il 2015 è un anno trionfale per Serena Williams e lo spettatore la accompagna in questa sua cavalcata tra un successo e l’altro fino a New York. E qui la campionessa inizia a tremare. Le sue parole svelano un’ansia sempre crescente mano a mano che si avvicina la possibilità di realizzare il Grande Slam. Non ci si stupisce quindi quando, sul campo centrale, le immagini girate da Ryan White ci riportano al miracolo di Roberta Vinci che con colpi delicati distrugge il sogno della regina del tennis. Serena dopo l’ultimo punto si rinchiude negli spogliatoi, come un animale ferito, non vuole parlare con nessuno, nemmeno con il suo fidato allenatore. Quando si arriva così in alto la caduta non può che essere dolorosa. Serena non si vergogna ad ammetterlo. L’umanità che trapela nelle quasi due ore di documentario non scalfisce però l’immagine della Williams. Anzi. Le fragilità di una donna, arrivata a essere la più grande nel suo sport, non fanno che aumentare il rispetto e l’ammirazione che Serena suscita in ogni appassionato di tennis e non solo.

Leggi tutte le recensioni della Piccola Biblioteca di Ubitennis!

CATEGORIE
TAG
Condividi