WTA Washington: Halep passa al terzo, sorpresa Andreescu

Simona viene a capo di un match complicato contro la colombiana Duque-Marino. Mladenovic cede il passo alla giovane canadese. Petkovic fa fuori Bouchard

WTA Washington: Halep passa al terzo, sorpresa Andreescu
Simona Halep - WTA Washington 2017 (via Facebook, @CitiOpen)

Simona Halep comincia il suo match di ottavi di finale col freno a mano tirato. Il break arriva subito per l’avversaria anche grazie ad uno splendido passante col dritto tagliato in lungolinea. Duque-Marino esprime un tennis diverso e fantasioso che mette in crisi la rumena che commette un’infinità di errori gratuiti (saranno 16 gli unforced del set per Halep), e ha perfino un set point sul 5-2, ma è perfetta Halep ad annullarlo e a riportarsi sotto con un sublime vincente di dritto inside-out. Duque-Marino non si scompone e chiude subito dopo. Halep troppo fallosa, soprattutto con la risposta, che entra pochissime volte nonostante il servizio tutt’altro che irresistibile della tennista colombiana. Il secondo set è molto più altalenante, con Halep che riesce a spingere di più ma gli errori non diminuiscono e Duque Marino si rifà sotto nel set approfittando di un MTO che forse frena il ritmo della rumena che si fa recuperare dal 5-1 e servizio fino al 5-4 prima di riuscire a chiudere grazie ad una stecca di dritto della colombiana. Halep scardina il tennis fantasioso della colombiana anche se deve lottare più del previsto, e comunque sono più i demeriti della colombiana che i meriti della rumena se il parziale termina sul 6-4. Simona tuttavia sembra aver ora trovato il modo per piegare il tennis della colombiana, ed evitare di cadere in banali errori. Duque-Marino fa sempre più fatica ad imporre le sue geometrie, e a poco a poco anche il braccio perde le misure. Ne vengono fuori rovesci sbagliati di metri e dritti che si spengono in rete. Un doppio fallo sentenzia nel peggiore dei modi la fine di un match che la tennista colombiana ad un certo punto sembrava anche in grado di vincere. Non è stato così, e Simona Halep porta a casa un altro match molto sofferto in cui ha dovuto faticare forse più di quanto era lecito aspettarsi. Ora la attendono i quarti di finale contro Ekaterina Makarova, con cui è in vantaggio nei precedenti per tre a uno.

Contemporaneamente al match della Halep, sono scese in campo anche Eugenie Bouchard ed Andrea Petkovic. Il loro è stato un match all’insegna della discontinuità: nel primo Petkovic ha presto trovato il modo per spostare Bouchard facendola andare più volte fuorigiri, con l’allungo decisivo che è arrivato nel quarto gioco, il più lungo della partita. Nel secondo set è stata invece la canadese a prendere in mano le redini del gioco, riuscendo a mettere in pratica quello che non aveva fatto nel parziale precedente, ovvero mettere una costante pressione addosso alla giocatrice tedesca, che si è ritrovata a subire un incessante martellamento in cui l’unico vero ostacolo per la canadese era.. se stessa! Come confermato anche dal parziale recupero della teutonica dal 2-5 al 4-5, prima che Bouchard chiudesse definitivamente il set. Storia a parte il terzo parziale, che in realtà si decide nel primo game, quando Bouchard ha due palle break consecutive. Non le sfrutta, e da lì comincia una vera e propria ‘resa’ da parte della tennista canadese che perde la concentrazione per poter proseguire, cedendo il match a Petkovic in pochi, disastrosi, minuti.

 

Kristina Mladenovic non supera l’ostacolo Andreescu. La diciassettenne canadese, che aveva eliminato Camila Giorgi al primo turno, ha giocato un match perfetto infliggendo alla più esperta francese un passivo davvero incredibile visti i valori in campo. Nel primo set tuttavia questi valori sembrano inizialmente rispettati, tant’è vero che Mladenovic parte subito forte con un secco 2-0, ma Andreescu ha solo bisogno di ingranare la giusta marcia, e non appena trova il giusto timing la francese va sistematicamente in difficoltà. Mladenovic incappa in una incredibile serie di errori, ed il servizio fa più danni che altro, con una percentuale di prime che stenta a decollare e al quale si associano i tanti, troppi, doppi falli. Andreescu è incoraggiata da questo parziale favorevole, e non fa sconti andando a chiudere il primo set con una serie di sei game vinti consecutivi. Il secondo parziale sembra aprirsi meglio per la francese, che parte subito col break, ma inspiegabilmente il servizio la tradisce su tutta la linea. Kristina commette ben quattro doppi falli nel secondo gioco, di cui tre consecutivi, e restituisce subito il break alla giovane canadese. È un duro colpo per Mladenovic, che di lì a poco tona a commettere gli errori del primo parziale, Andreescu ringrazia e con un bellissimo rovescio lungolinea ottiene il break con cui poi chiude la partita. Importantissimo il successo della giovane canadese, che potrà giocarsi un posto in semifinale contro la tedesca Andrea Petkovic, in un match dal pronostico indecifrabile.

Monica Niculescu, col suo apprezzabile gioco ed il caratteristico (oltre che ineguagliabile) dritto è riuscita a regolare in due set estremamente altalenanti la connazionale Patricia Tig. Il primo set termina col punteggio di 6-4, ma è la ‘fiera del break e del contro-break’ quella che va in scena in questo primo parziale. Le due giocatrici si cambiano per ben sette volte la battuta prima che Niculescu riesca a piazzare l’allungo decisivo grazie ad un turno di servizio salvato, ma in cui comunque ha dovuto te opportunità di break. La partita è tuttavia emozionante e a tratti divertente, ma l’iter per cui il servizio non è un’arma ma una debolezza continua anche nel secondo set, e lo conferma il fatto che Tig non riesce a chiudere quando sul 5-4 va a servire per il match. Un misto di tensione e paura sembra essersi impossessato di lei, che a questo punto sente di aver perso un’occasione irripetibile, e al tiebreak commette un paio di gravi errori non forzati che le fanno perdere il match.

L’ultimo match di giornata è stato quello tra la tedesca Sabine Lisicki e la bielorussa Aryna Sabalenka, diciannovenne di Minsk che quest’anno ha mosso i primi importanti passi nel circuito professionistico. È proprio Sabalenka ad iniziare la partita col piglio giusto, sfruttando subito le prime indecisioni al servizio della giocatrice tedesca, che nel terzo game commette tre doppi falli che le fanno perdere il break. Non che Sabalenka sia così solida nei suoi turni di battuta, ma quantomeno riesce a trovare il giusto equilibrio per non far cadere tutto il castello, cosa che non si può dire di Lisicki che al contrario butta via tante occasioni per poter rientrare nel parziale. La musica però cambia nel secondo e nel terzo set. Lisicki riesce a trovare un minimo di solidità nello scambio, e la sua pesantezza mette presto in difficoltà la giovane bielorussa, che costantemente aggredita non regge la pressione e di fa trascinare al terzo set. Di nuovo Lisicki non vuole lasciar scappare la sua avversaria, ed oramai Sabalenka appare svuotata e priva delle forze necessarie per potersi opporre. Lisicki vince un match che si stava pericolosamente complicando, ed ora ai quarti di finale la attende la francese Dodin, che ha eliminato la nostra Sara Errani.

Risultati:

[1/WC] S. Halep b. M. Duque-Marino 3-6 6-4 6-2
A. Petkovic b. E. Bouchard 6-2 4-6 6-0
[6] M. Niculescu b. P. Tig 6-4 7-6(2)
[WC] B. Andreescu b. [2] K. Mladenovic 6-2 6-3
S. Lisicki b. A. Sabalenka 4-6 6-3 6-3

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