Angelo Binaghi: “Abbiamo creduto alla buona fede di Errani”

Il presidente della Federtennis intervistato da Stefano Meloccaro. "Al contrario degli ultimi 15 anni, andiamo meglio nel maschile". E una battuta sui tortellini...

Angelo Binaghi: “Abbiamo creduto alla buona fede di Errani”

Vivo, vegeto “e anche un po’ abbronzato”. Si definisce così Angelo Binaghi, esordendo sorridente nell’intervista-selfie rilasciata a Stefano Meloccaro per Sky Sport. Raggiunto direttamente sui campi del “suo” Forte Village di Santa Margherita di Pula, il presidente della Federtennis è parso in forma smagliante nonostante il serio problema neurologico che lo aveva costretto a quasi tre settimane di ricovero nella metà di luglio. In sella dal 2001 e al suo quinto mandato, Binaghi ha chiosato con una frecciatina – “qualcuno sperava di non trovarmi più da nessuna parte” – che mostra appieno lo spirito leggero della chiacchierata in video.

Dopo gli accertamenti sullo stato di salute del capo, si è passati subito a quelli sulla salute del tennis italiano. “Bisogna distinguere tra maschile e femminile” ha subito specificato Binaghi, “succede il contrario di quello che è successo negli ultimi 15 anni, andiamo meglio nel maschileAbbiamo un Fognini in buona forma, che può ottenere buoni risultati anche a New York. Dietro di lui abbiamo una buona squadra, abbiamo Lorenzi, abbiamo Seppi, oltre a Bolelli in grande recupero. E abbiamo una buona e nutrita pattuglia di giovani, tra i quali spicca Matteo Berrettini che ha fatto ottimi risultati, si sta avvicinando ai primi 100 del mondo e sarà importante questo primo test delle qualificazioni degli US Open”. Testa di serie n.28 del tabellone cadetto di New York, Berrettini esordirà nella serata di mercoledì contro il salvadoregno Marcelo Arevalo. Insieme a lui altri 9 azzurri a caccia di un posto tra i 16 ancora liberi nel main draw.

 

In campo femminile non va altrettanto bene. “Abbiamo problemi” ha ammesso Binaghi. Neppure il primo degli ottimisti potrebbe negare l’inversione di tendenza: i risultati tra 2010 e 2015 sono stati straordinari, con addirittura due titoli Slam in singolare e sei in doppio, cinque dei quali conquistati dalla coppia Errani-Vinci. “Eravamo abituati molto bene, in modo credo assolutamente irripetibile”. Ai ritiri di Flavia Pennetta e (a breve) Francesca Schiavone e all’invecchiamento delle “Cichis”, che da tempo hanno interrotto il sodalizio, non sta subentrando infatti una nuova generazione vincente. Jasmine Paolini e Martina Trevisan faticano ad affermarsi, e l’unica altra top 100 fissa è Camila Giorgi, che ha tagliato i ponti con la Federazione ormai un anno e mezzo fa. “Le giovani sono indietro ma stanno recuperando terreno” ha detto però il presidente, citando anche Georgia Brescia e Deborah Chiesa. “Dobbiamo avere un attimo di pazienza in più”.

Alle difficoltà del tennis azzurro-rosa si è aggiunta la recente squalifica di Sara Errani, risultata positiva a un controllo antidoping. “La vicenda Errani la abbiamo vista tutti quanti. Sara dovrà ricominciare da dietro, ma ha una gran voglia di far bene”. La bolognese, anche grazie al supporto federale, ha ottenuto una squalifica minima di due mesi. Con il suo consueto tono giocoso, Meloccaro ha incalzato il presidente Binaghi sulla credibilità della difesa, che ha giustificato l’assunzione illecita incolpando i… tortellini della mamma“Noi sin dall’inizio abbiamo creduto nella buona fede di Sara” risponde lui, “d’altro canto su questo argomento si è espresso un tribunale internazionale che di sicuro non è tenero”. Poi scherza: “Se fosse accaduto in Sardegna, probabilmente avrebbero accusato i malloreddus”.

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