Roger-Rafa, la sfida che ferma il tempo (Scanagatta). Nadal, re…del tabellone (Azzolini). Vent’anni di Federer. Il tennis riparte dal suo re (Semeraro). Giorgi inarrestabile. Batte pure Radwanska e vola in semifinale (Cocchi)

Roger-Rafa, la sfida che ferma il tempo (Scanagatta). Nadal, re…del tabellone (Azzolini). Vent’anni di Federer. Il tennis riparte dal suo re (Semeraro). Giorgi inarrestabile. Batte pure Radwanska e vola in semifinale (Cocchi)

Roger-Rafa, la sfida che ferma il tempo (Ubaldo Scanagatta, La Nazione)

 

Quiz facile facile: chi sono i protagonisti più attesi dell’Open d’Australia — sorteggio effettuato ieri — che prenderà il via nella notte fra domenica e lunedì? Risposta scontata: Rafa Nadal e Roger Federer. Cioè il n. l e il n. 2 del mondo, al diavolo l’anagrafe, 31 e 36 anni, qui in rigoroso ranking ATP e di teste di serie, anche se forse non di popolarità a giudicare dai 92 milioni di visite al video che la Barilla ha realizzato per 40 Paesi con “master” Federer che impara umilmente da un altro “maestro”, lo chef Davide Oldani a cucinare un piatto di pasta con pomodoro e una foglia di menta che lui, dopo aver ben ruotato nel palmo della mano i pomodorini come fossero palle da tennis, fa calare dall’alto con la stessa precisione chirurgica delle sue volée. Su Youtube circola già virale anche una video-parodia «Master Tarantella», che fa parlare Oldani e Federer in napoletano, come napoletana è la tarantella che sostituisce quella greca del sirtaki dell’originale. Con Andy Murray (5 volte finalista a Melbourne), in infermeria per la fresca operazione all’anca, con l’altro ex n. 1 Novak Djokovic che non ha più giocato un vero torneo dacché il «gomito del tennista» (o anche la testa?) l’ha fermato a Wimbledon, dei celeberrimi Fab Four della racchetta paion competitivi solo i due «immortali» duellanti Nadal e Federer. Con lo svizzero curiosamente più sano e in forma rispetto al maiorchino più giovane di 5 anni, ma dal ginocchio troppo spesso scricchiolante. Tutti sanno che n. 1 e n. 2 si potranno incontrare solo in finale, come mille altre volte, ma li vorrebbero ancora lì. Proprio come un anno fa… solo che un anno fa Roger Federer era appena n.17 del seeding perché reduce da 6 mesi di stop dopo la semifinale persa a Wimbledon con Raonic, mentre Rafa Nadal era solo n.9. Se un maligno sorteggio li avesse piazzati nella stessa metà tabellone non avremmo potuto goderci l’avvincente finale rimontata da Federer 6-3 al quinto, dopo che Nadal era stato avanti 3-1 nella manche decisiva. Ogni loro vittoria, e non solo le due semifinali chiuse al quinto (Federer su Wawrinka, Nadal su Dimitrov), pareva aver del miracoloso. A sentir Federer il più sorpreso, dopo ogni exploit, era lui. Sei mesi di black-out agonistico a 36 anni, l’ultimo Slam vinto nel 2012, chi poteva immaginarlo? Nemmeno i bookmakers. Beh, quel che è successo lungo tutto il 2017 è perfino più inverosimile. Federer, il tennista che nemmeno suda quando crea magie, ha trionfato (vincere sarebbe poco) nei primi Masters 1000, Indian Wells e Miami, e a luglio, già che c’era, anche a Wimbledon (ottava volta!), dopo aver saggiamente preservato il proprio fisico dall’usura dei campi rossi sui quali il re indiscusso sapeva essere l’amico-rivale Nadal. Difatti Rafa avrebbe fatto collezioni di…«Decime»: Montecarlo, Barcellona, Roland Garros, ammassando un tal bottino di punti da chiudere l’annata, e per la quarta volta, da n.1 senza che Federer (che pure l’ha battuto 4 volte su 4) potesse acchiapparlo. Anche perché Rafa sulla sua bella torta ci ha messo la ciliegina del secondo Us Open, suo sedicesimo Slam, contro i 20 di Roger. Nel 2018 chi si azzarda a ricordarne l’età? Interviste ai protagonisti dell’Australian Open su www.ubitennis.com

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Nadal, re…del tabellone (Daniele Azzolini, Tuttosport)

La gara a chi prende la parte migliore del tabellone l’ha vinta Rafa Nadal, ma quanto conti davvero è presto per dirlo. La domanda giusta, piuttosto, è come stia Nadal, ma nessuno lo sa, nemmeno lui. Ha saltato tutti gli appuntamenti in agenda, si è concesso una sola esibizione e l’ha persa. Ha però un obiettivo minimo, esserci. Cioè riprendere a gareggiare dopo i problemi al ginocchio. E gli basterà raggiungere i quarti per restare al numero uno. Qui, la strada presenta due ostacoli. Alti entrambi due metri. Il primo è John Isner, 2,08 che su sette confronti ha portato a casa zero vittorie. L’altro è Cilic, che ha battuto Nadal solo una volta, nel 2009, ma non lo ricorda più nessuno. A completare il quadro, Kyrgios o Sock per la semifinale, due nomi da prendere con beneficio d’inventario. L’australiano ha vinto a Brisbane, e magari ci sta con la testa. Sock è al debutto ma chissà se è ancora quello delle Finali Atp. Primo atto degli Open d’Australia. Qui le temperature arrivano fino ai 45°. Federer si prende il carico più ingombrante. L’avvio è soft, contro Bedene, ma in terzo turno ci potrebbe essere Gasquet e negli ottavi uno fra Querrey e Raonic. Ancora più su, nei quarti, la scelta può cadere su Berdych e Del Potro (di fronte in terzo turno), oppure Goffin, proprio gli ultimi ad averlo battuto, agli Us Open e alle Finali Atp. Poi, chissà… Magari Djokovic, in semifinale, se solo si avesse certezza del suo stato di forma. In esibizione ha battuto Thiem (debilitato da un virus). Ma anche Nole, come Rafa, ha saltato tutti gli appuntamenti previsti, dunque troppo bene non dovrebbe stare. Sarà il torneo a dirla. Dalla parte di Djokovic (che debutta contro Donald Young, ma poi ha Monfils) c’è però Sascha Zverev (capitato subito contro Fabbiano), e anche Mischa, cosa che fa pensare a una sorta di assedio degli Zverev al vecchio n.1. In questa zona, Wawrinka e Thiem gli outsider, sempre che il vecchio Stan sia in grado di reggersi in piedi, e non tutti ne sono convinti. Per quanto riguarda gli italiani, Fognini è in spolvero, e ha Zeballos come ostacolo iniziale. Al terzo turno, però, c’è Goffin, e non sarà facile venirne a capo. Lorenzi va contro Dzumhur, poi ci sarebbe Coric. Fabbiano ha beccato il peggiore fra tutti (Zverev), Seppi ha il Next Gen francese Moutet, e in secondo turno Kohlschreiber, dunque è dura anche per lui. Il match più divertente, però, si annuncia fra due ragazzini, il greco Tsitsipas e il canadese Shapovalov, meno di 40 anni in due, ma già considerati i migliori del gruppo. Fra le ragazze, tabellone sotto sopra. Alla n.1 Halep sono capitate la Kvitova in terzo turno, la Pliskova nei quarti e la Muguruza in semifinale. Dall’altra parte regnano Venus e la Wozniacki (possibile semifinale) con Vandeweghe e Ostapenko a rompere le scatole. Italiane: Giorgi con una qualificata, poi contro la Barty; e Schiavone subito contro Ostapenko. La Errani è l’unica rimasta in qualificazione, la Vinci è già fuori. Per lei gli ultimi cinque mesi di carriera (fino agli Internazionali) sono partiti malissimo.

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Vent’anni di Federer. Il tennis riparte dal suo re (Stefano Semeraro, La Stampa)

Vent’anni dopo, la certezza è sempre lui, il campione quasi eterno, il Patriarca 36enne che agli Australian Open si presenterà più in forma di tutti nonostante le ormai venti primavere spese a vincere fra i professionisti. Era il 1998. Federer debuttava nell’Atp a Gstaad, in luglio: una sconfitta in due set, 6-4 6-4, contro l’argentino Lucas Arnold. Milletrecentottantadue partite dopo rieccolo qui, da campione uscente del primo Slam di stagione. Sereno, soddisfatto per il successo in Hopman Cup. Pacificato con il passato, affamato di futuro. «E bello ricominciare – ha detto alla cerimonia del sorteggio, alla quale ha partecipato insieme con Maria Sharapova -. Di solito non vengo al sorteggio: mi rende nervoso. Ma la finale dell’anno scorso è stata speciale, ero sbarcato a Melbourne dopo sei mesi di pausa, convinto che con un po’ di fortuna sarei potuto arrivare nei quarti, magari in semifinale». Invece ha finito per vincere contro Rafa: «Quel quinto set è stato il momento più bello della mia stagione, più ancora della vittoria a Wimbledon». L’otto agosto il Genio spegnerà 37 candeline, oltre a battergli le mani per una carriera che ormai ha infranto quasi tutti i record resta da chiedersi quanto Federer ci resta ancora da gustare. Un anno? Due? Di più? Jimmy Connors ha smesso a 43 anni suonati, Ken Rosewall ha vinto il suo ultimo Slam dopo averne compiuti 39 (agli Australian Open del 1972). Annabel Croft, l’ex tennista che commenta in tv per Eurosport nel Regno Unito, è convinta che prima di salutare la compagnia Federer voglia mettere al sicuro il proprio record di tornei Slam vinti (oggi sono 19) dall’assalto di Nadal (16) e Djokovic (12). I contratti già firmati con alcuni tornei, Basilea ad esempio, scadono nel 2019, un anno dopo si giocheranno le Olimpiadi a Tokyo e SuperRog potrebbe tentare, in età tennisticamente geriatrica, di mettersi al collo l’oro in singolare che gli è sempre sfuggito. Di record da battere, in fondo, gliene rimangono pochissimi. Fino a qualche mese fa i 109 tornei «pro» vinti da Connors parevano distanti anni luce, ma Federer oggi è a quota 95 e solo nell’ultima stagione ne ha vinti 7: si può fare? Mai dire mai, soprattutto per il tennis, che gli resta aggrappato come a un talismano capace di spostare più avanti il momento di fare i conti con tanti campioni sdruciti o convalescenti – Murray, Djokovic, Wawrinka, Raonic, Nishikori, lo stesso Nadal – e con una Nuova Generazione perennemente acerba. Finché i suoi muscoli continueranno a sciogliersi senza dolore, regalandoci gesti divinamente fluidi, Federer resterà il San Gennaro del tennis, patrono di un tennis migliore. Anche in questo 2018 lo vedremo in campo solo nei grandi appuntamenti, pronto a spendersi totalmente ma non sempre (difficilmente sul rosso, ad esempio), intento a coltivarsi come leggenda ma – soprattutto – a godersi la festa. Lasciamolo fare. Lasciamolo divertire.

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Giorgi inarrestabile. Batte pure Radwanska e vola in semifinale (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Camila, e chi ti ferma più? La Giorgi a Sydney non finisce di stupire, correre, colpire e fa saltare un’altra testa importante sulla strada per Melbourne. Dopo aver eliminato al primo turno Sloane Stephens, campionessa degli Us Open che da allora ha vissuto un completo stop a livello di risultati, Camila ha superato subito dopo l’esame Kvitova. La ceca, che appena un anno fa era stata aggredita e aveva rischiato la carriera per una coltellata alla mano sinistra, quella con cui gioca, si è piegata alla forma strepitosa della marchigiana. Ieri mattina è toccato alla «maga» Radwanska essere strapazzata in due set 6-1 6-2 in meno di un’ora e mezza. Il primo parziale non ha avuto storia, con Camila che strappa la battuta alla numero 28 al mondo nel secondo e nel sesto gioco. Secondo set leggermente più movimentato grazie a un calo della Giorgi al servizio. Camila si ritrova a salvare due palle-break nel secondo gioco ed altre due nel quarto, in cui però riesce a ritrovarsi e a chiudere con due ace. Quella che la spedisce in semifinale è la sesta vittoria consecutiva, tra qualificazioni e tabellone. Come sempre, non si lascia andare a facili entusiasmi: «E’ stata una buona settimana fin qui: ho giocato degli ottimi match – ha commentato -. Sto migliorando settimana dopo settimana». Per raggiungere la finale stamattina avrà di fronte la ex numero 1 Kerber, reduce da un 2017 disastroso ma abbastanza a suo agio nelle prime apparizioni stagionali. «La mia avversaria? Come sempre sarò concentrata sul mio gioco». La numero 22 al mondo ha battuto in due set nei quarti la slovacca Dominika Cibulkova dimostrando, dopo le buone prestazioni in Hopman Cup, dove difendeva i colori tedeschi insieme a Sascha Zverev, di aver ritrovato la strada. La tedesca è avanti nei precedenti con la Giorgi: al secondo turno di Brisbane nel 2016, e negli ottavi a Wuhan nel 2015. La semifinale della parte alta vedrà di fronte in un derby australiano Daria Gavrilova ed Ashleigh Barty. Nel tabellone maschile si è fermato ai quarti Paolo Lorenzi contro Daniil Medvedev, mentre Fabio Fognini ha superato Adrian Mannarino ai quarti e nella notte italiana era impegnato nella semifinale contro Medvedev.

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