Il sogno americano di Bernarda Pera. Con vista sulla Dalmazia

In Croazia Bernarda si allenava nella sua città natale, Zara. Ma le condizioni non erano delle migliori. Così è volata negli USA. Ora insegue il sogno di diventare top 100

Il sogno americano di Bernarda Pera. Con vista sulla Dalmazia
Bernarda Pera - Australian Open 2018 (@RDO foto)

Bernarda Pera è stata una delle rivelazioni della prima settimana degli Australian Open. La lucky loser statunitense di origini croate si è infatti spinta sino al terzo turno dello Slam Down Under, dopo aver eliminato la n. 9 del seeding Johanna Konta, dove la sua corsa è stata fermata dalla tds n. 20 Barbora Strycova.

L’exploit di Bernarda ha fatto scalpore anche nella sua patria di origine, in particolare nella città natale di Zara (Zadar, in croato), dove i suoi successi sono stati salutati con entusiasmo, dato che Pera è la prima giocatrice della città dalmata a vincere un match in un torneo del Grande Slam. Logico quindi che a Melbourne qualcuno dei corrispondenti provenienti dai Balcani, le abbia chiesto come è accaduto che dal 2013 difenda i colori statunitensi“In Croazia non avevamo delle buone condizioni per allenarci. A Zagabria ancora ancora, ma a Zara non era possibile giocare d’inverno, dovevamo giocare all’aperto e non era proprio possibile farlo quando pioveva. Allora, durante un inverno, abbiamo deciso di andare negli USA, per provare a vedere come andava. Ci è piaciuto e siamo rimasti. Ho iniziato a collaborare con la federazione statunitense e tutto è iniziato così – negli Stati Uniti è tutto organizzato, hai tutto vicino, noi abbiamo anche dei parenti, non è stato un problema abituarsi” ha spiegato Bernarda, il cui padre, croato con cittadinanza americana, aveva vissuto per molti anni negli Stati Uniti prima di tornare in patria e sposarsi. Non immaginando probabilmente che sarebbe dovuto volare di nuovo oltreoceano per supportare la figlia nel suo sogno di diventare una giocatrice di tennis.

 

Ma il rapporto delle 23enne tennista con la sua città natale non si è interrotto. Anzi, Zara è tornata ad essere una delle sue basi di allenamento, dato che il suo allenatore, Lovro Roncevic, è anche lui originario della storica cittadina dalmata, già capitale del Regno di Dalmazia ai tempi dell’Impero austro-ungarico. “Mi piace passare il tempo a Zara, mi fa piacere essere a casa, gran parte della mia famiglia è lì, il mio allenatore è di lì, tutto si è incastrato perfettamente. Lovro mi piace, è calmo, e quando lo guardo non mi trasmette mai ansia, anzi mi tranquillizza molto. Oltre a questo mi ha sistemato il gioco, ora è più ordinato, mentre prima era più caotico – adesso gioco seguendo un piano, so esattamente cosa devo fare”. Con i sedicesimi di finale raggiunti a Melbourne, Bernarda dovrebbe arrivare attorno alla posizione n. 110 WTA, migliorando il suo best ranking di quasi venti posizioni. Quali saranno ora i suoi prossimi obiettivi? Il mio primo obiettivo è entrare nella top 100 e poi cercare di salire ancora. Ora dovrei essere molto vicina, poi, con calma, andremo avanti: top 50, 20, chi lo sa”.

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