Derby Williams nel segno di Venus (Zanni); La Fed Cup al 105 Stadium. Errani & C. contro la Francia (Vassallo)

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Derby Williams nel segno di Venus (Zanni); La Fed Cup al 105 Stadium. Errani & C. contro la Francia (Vassallo)

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Derby Williams nel segno di Venus (Roberto Zanni, Il Corriere dello Sport, 10-08-2014)

IL NUMERO 25 Ieri a Toronto s’è disputato il 25a derby tra la sorelle Williams: con questa vittoria la 34enne Venus ha ridotto lo svantaggio dalla 32enne Serena, che a questo punto guida per 14-11. Venus ha interrotto una striscia negativa dl cinque sconfitte che durava dal marzo 2009. Venus? E’ “on fire” e vola in finale a Montreal. Scatenata ieri la più grande delle sorelle Williams e dopo cinque anni di attesa riconquista il derby di famiglia, batte Serena, la numero 1 del ranking (e campionessa in carica), e per la prima volta oggi si giocherà il titolo della Rogers Cup. Era la partita delle leggende con 86 milioni di dollari di premi vinti in campo: da una parte Serena, una delle sole cinque tenniste ad aver toccato le 200 settimane in vetta alla classifica Wta, dall’altra Venus, regina decaduta, oggi solo numero 26 (ma la prossima settimana tornerà tra le “Top 20”) che l’ultimo successo con la sorellina, nel frattempo diventata diventata più grande, l’aveva ottenuto a Dubai, nel 2009, poi dal quel momento, cinque ko di fila e sotto 14-10 nel bilancio complessivo. Ma nel giorno del venticinquesimo confronto diretto, una storia lunga ormai sedici anni, nel 1998 la prima sfida, ecco che la trentaquattrenne Venus (due anni in più della sorella), è ringiovanita al punto da tomare a battere Serena: 6-7(2) 6-2 6-3 in 2 ore e 2 minuti, mostrando lampi di tennis che hanno fatto ricordare il momenti più emozionanti della sua straordinaria carriera.

SERENA AIUTA. «Quanto è difficile giocare contro tua sorella?Devi essere competitivo se vuoi essere un campione – ha spiegato Venus, felice, dopo il successo – e se erano cinque anni che non vincevo era per colpa mia, non avevo giocato bene. Adesso mi sento oli sono due mesi che ho un buon *** rendimento e poi affrontando Serena ti alza il livello di gioco ed è andata bene. È una grande opportunità essere qui e sono scesa in campo senza preoccupazioni. Quella di oggi sarà la terza finale dell’anno di una ritrovata Venere: in gennaio aveva perso a Auckland contro Ana Ivanovic, poi in febbraio il successo di Dubai, avversaria Alize Cornet, a Montreal invece affronterà la vincente della sfida tra Agnieszka Radwanska e Ekaterina Makarova che hanno giocato la loro semifinale in nottata. TANT1 ACE. Il derby della famiglia Williams è stato tutto nel segno di Venus, anche se il primo set è andato a Serena, che è riuscita a mantenersi a galla soprattutto grazie ai 19 ace, 12 dei quali messi a segno nella prima frazione di gioco chiusa al tie break. Venus si è trovata avanti riel primo set fino al 3-1 per poi farsi riprendere, e di nuovo fino al 4-1 nel secondo, ma questa volta senza cedere un millimetro. E nell’ultimo, decisivo, ha piazzato il break al sesto gioco (4-2) per poi andarsi a conquistare partita e finale al secondo match point. Il dritto dei giorni più belli, un servizio potente e preciso (6 aces, ma soli 2 doppi falli contro i 9 di Serena) e soprattutto inesauribile a fondo campo e proprio uno scambio spettacolare, vinto da Venus, al nono gioco le ha aperto la strada per il successo.

 

NOZZE D’ARGENTO. Ieri a Montreal è andato in scena il 25° confronto diretto tra le due sorelle e adesso il bilancio è 14-11 per Serena. Una storia cominciata ne11998 quando agli Australia Open (fu Venus a conquistare la vittoria inaugurale. Prima della sfida canadese, le Williams sisters si erano affrontate l’ultima volta nel 2013 a Charleston e in Canada Venus ha interrotto la serie di cinque successi consecutivi della sorellina.

La Fed Cup al 105 Stadium. Errani & C. contro la Francia (Elisabetta Vassallo, Il Secolo XIX, 10-08-2014)

ORA È UFFICIALE: Genova ospiterà la prossima tappa della Fed Cup italia contro Francia, il più importante torneo di tennis femminile internazionale, equivalente alla Coppa Davis maschile. Il primo turno dell’edizione numero 53 si giocherà il 7-8 febbraio prossimo sul campo in terra rossa che sarà appositamente realizzato dentro il 105 Stadium della Fiumara. I genovesi, notoriamente grandi appassionati di tennis, potranno vedere gareggiare dal vivo le fortissime campionesse italiane che tra l’altro sono tra le più forti del mondo. Ovviamente la formazione definitiva sarà resa nota al momento opportuno da capitan Corrado Barazzutti, ma i nomi delle big rosa non sono un mistero: Sara Errani, Roberta Vinci, Flavia Pennetta, Camila Giorgi, Karin Knapp. L’Italia ha vinto la Fed Cup quattro volte. Nel 2006, 2009, 2010 e nel 2013 quando le ragazze di Barazzutti castigarono 3 a O la Russia. Mentre lo scorso anno le atlete tricolori vennero battute dallaRepubblica Ceca in semifinale. Chissà che il 105 Stadium e Genova non portino fortuna alle nostre atlete in questo primo turno. La Francia conduce nei precedenti con le azzurre 6-3.

TERRA ROSSA I campi verranno allestiti alla Fiumara ma ha perso gli ultimi tre incontri. Le due formazioni si incontrarono l’ultima volta nel 2009 , a Orleans, e l’Italia vinse con un sonoro 5-0. E poi molto probabile che l’evento porti fortuna pure alla città: essendo la Francia molto vicina ai nostri confini saranno numerosi gli appassionati di tennis che arriveranno per tifare il loro team e anche per visitare la città. «Ci auguriamo che tutto ciò abbia un ritorno – spiega Andrea Fossati presidente del comitato ligure Fit – oltre allo spettacolo tennistico anche come riconoscimento alla Regione Liguria che si è impegnata nell’iniziativa con un sostanzioso contributo economico». Ma non basta. Questo fantastico appuntamento si svolgerà dopo un periodo incredibile dove Genova sarà protagonista di grandi avvenimenti dedicati al tennis. Si inizierà alla fine di agosto con l’Aon Open Challenger Memorial Giorgio Messina, montepremi 100 mila dollari, secondo torneo italiano dopo gli Internazionali di Roma che nella settimana dal 31 agosto al 7 settembre sarà ospitato nello stadio di Valletta Cambiaso. Vi parteciperanno sicuramente almeno due giocatori tra i primi 50 del mondo e un numero record, rispetto agli scorsi anni, di top 100. Trascorrerà neppure un mese e Genova scenderà in campo con le sue tre squadre di Serie A quelle maschile e femminile del Tennis Club e quella maschile del Park Tennis: giocheranno tre giornate in casa i maschi e due le femmine durante i gironi di qualificazione. Ma poi, e questo grazie al colpaccio messo a segno dal presidente Fossati e dal proprietario e organizzatore degli eventi del 105 Stadium Ernesto De Filippis, le finalissime si giocheranno alla Fiumara nel week end del 7 e 8 dicembre. Le squadre di serieA schierano campioni di grande valore sia italiani, sia stranieri, da Fabio Fognini ad Andreas Seppi, aPotito Starace, Pablo Andujar, Martin Klizan, Stefane Robert, Marco Cecchinato, Filippo Volandri… Prima delle finali della Serie A, il palazzetto della Fiumara ospiterà “La Grande Sfida”. Il 17 ottobre sarà una giornata indimenticabile per il mondo del tennis ligure: si esibiranno quattro mega campioni del passato: Joe McEnroe, Ivan Lendl ,Goran Ivanisevic e Michael Chang nella semifinale dell’Atp Champion Tour. E in quella giornata gli appassionati di racchette e palline potranno anche palleggiare con gli storci grandi campioni purché utilizzino racchette di legno. E poi a febbraio largo alle super ragazze…

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Jasmine cresce ancora (Bertellino). Paolini super. A Portorose il primo titolo della carriera (Gazzetta dello Sport). La prima volta di Jasmine è il trionfo della pazienza (Damato)

La rassegna stampa di lunedì 20 settembre 2021

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Jasmine cresce ancora (Roberto Bertellino, Tuttosport)

La prima volta di Jasmine Paolini è a Portorose. Il trofeo nel WTA 250 sloveno conferma la crescita dell’azzurra ma anche la tenuta mentale visto il ritardo di 3 ore nell’inizio, causa maltempo. Colpi e determinazione per battere la n. 38 del mondo, l’americana Alison Riske, 31enne di Pittsburgh che era alla 10a finale. La fotografia della nuova dimensione della 25enne toscana è nel primo set. Dopo break e contro-break iniziali Jasmine si è trovata a rincorrere la più esperta rivale dal 2-5. I’ha fatto cambiando marcia e chiudendo 7-4 al tie-break. Prima dell’inizio del 2° set Jasmine ha chiesto un medical time-out per un problema alla coscia sinistra. E’ ripartita di slancio, strappando subito il servizio alla statunitense e tenendo proprio dopo aver salvato più palle dell’ 1-1. Sul 2-0 ha rifiatato un attimo el’americana ha incamerato il primo game del set (2-1). Ripresa sul 2-2, Jasmine ha reagito chiudendo il gioco con un gran diritto per il 3-2 cogliendo poi altri 2 break per il sigillo all’8°gioca

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Nell’ITF 80 di Valencia ha vinto Martina Trevisan, in rimonta (4-6 6-4 6-0) contro l’ungherese Delma Galfi, n. 138 WTA.

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Paolini super. A Portorose il primo titolo della carriera (Gazzetta dello Sport)

Era alla prima finale Wta della carriera e l’ha vinta, domando l’americana (n. 38) Alison Riske in due set 7-6 (4) 6-2, dopo un’ora e 46 minuti di gioco. Per Jasmine Paolini il titolo nel 250 di Portorose può essere l’alba di una nuova carriera, ora che ha dimostrato una solidità mentale invidiabile. La 25enne toscana, che oggi raggiungerà il numero 64 della classifica (best ranking), è stata brava a non farsi influenzare dalla lunga attesa (si è cominciato due ore e mezza dopo il previsto per la pioggia) e poi fantastica nel primo set, quando ha recuperato da 5-2 sotto con due break di svantaggio. Nel secondo parziale, la Paolini ha non ha avuto problemi

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Questa settimana si gioca a Metz (cemento indoor): oggi in campo Lorenzo Sonego contro l’ungherese Fucsovics e Gianluca Mager contro il georgiano Basilashvili. A Nur-Saltan (cemento indoor), in Kazakistan, in campo Andreas Seppi contro il kazako Skatov. In tabellone pure Lorenzo Musetti: aspetta un qualificato.

La prima volta di Jasmine è il trionfo della pazienza (Corrado Damato, Il Messaggero Sport)

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l’Italtennis si gode un movimento che tra uomini e donne sembra veramente aver trovato la ricetta universale che porta al successo.

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a Portorose, in Slovenia, è “incappata” in quelle settimane perfette che talvolta capitano nella vita di un tennista e, giocando alla perfezione dall’inizio alla fine, ha scoperto la gioia del trionfo. Che apre nuovi scenari anche per i tornei più importanti visto che produce un balzo in classifica dal suo attuale 87′ posto a quello numero 64 che occuperà da oggi. Ovviamente, il suo nuovo best ranking. VITTIME DOC L’ultima ad arrendersi all’azzurra è stata l’americana Alison Riske, numero 38 della Wta e terza testa di serie del torneo. Le ha strappato il servizio per tre volte nel primo set e quando è andata a servire sul 5-2 (Jasmine aveva recuperato uno dei break) sembrava poter incanalare il match dalla sua parte. Ma l’azzurra ha dato prova di grande pazienza e ha ricucito, punto dopo punto, senza fretta, portando l’avversaria al tie break, poi vinto per 7 punti a 4. II secondo set è stato la copia a specchio del primo con la Paolini volata sul 5-2 e poi più cinica della Riske: 6-2 e tutti a casa. Brava Jasmine a non perdere la concentrazione anche per lo slittamento del match, iniziato con quasi tre ore di ritardo per colpa della pioggia.

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Pietrangeli: «Una notte ho portato a letto anche la Davis» (Iannacci)

La rassegna stampa di domenica 19 settembre 2021

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Pietrangeli: «Una notte ho portato a letto anche la Davis» (Leonardo Iannacci, LIbero)

In via Veneto giocava a carte con Mastroianni, a Gstaad prendeva l’aperitivo con Richard Burton e Liz Taylor, a Los Angeles cenava una sera con Charlton Heston e quella dopo con Frank Sinatra, a Parigi amoreggiava con una stripteaseuse del Crazy Horse e a Montecarlo insegnava il rovescio al principe Ranieri, suo amico. Schegge di memoria che riguardano il signor Chirinsky, protagonista di pezzi di vita che sembrano capitoli di un romanzo. «Quando mi dicevano: allenandoti meglio avresti potuto vincere di più, io rispondevo: forse, ma nella mia vita mi sarei divertito meno!», ripete sempre. Il signor Chirinsky è uno splendido 88enne, ancora pieno di vita che si diverte a portare in giro il suo mito. Chirinsky, e qui lo sveliamo, è il secondo nome di Nicola Pietrangeli, il tennista italiano più vincente della storia. Prima questione da chiarire: perché Nicola Chirinsky Pietrangeli? «Sono nato a Tunisi, all’epoca un protettorato francese, da papà Giulio e da mamma Anna, russa. Da qui il secondo nome Chirinsky, che non mi dispiace affatto. Ho iniziato a giocare a tennis in un campo di prigionia proprio in Tunisia, durante la seconda guerra mondiale, vincendo con papà il mio primo torneo di doppio. Avevo 13 anni. Ma il mio destino era l’Italia, venimmo espulsi e con la famiglia riparammo a Roma».

Dove si dedicò a tempo pieno al tennis…

 

Affatto. Preferivo il calcio, ero bravino e venni convocato nelle giovanili della Lazio. Dopo qualche tempo mi proposero il trasferimento alla Viterbese, capii subito che con il calcio non mi sarei divertito né avrei viaggiato, così passai al tennis. Al Circolo Parioli, dove il custode era un certo Ascenzio Panatta, che aveva un figlioletto di nome Adriano.

Un tipo che avrebbe incontrato anni dopo.

Sì, ma questa è un’altra storia. Giocare a tennis mi piaceva. Diventai bravo. Tra la fine degli anni ’50 e gli inizi dei ’60 vinsi 44 tornei, quattro volte il Roland Garros, due nel singolare e due nel doppio. Mi rispettavano tutti gli altri grandi giocatori dell’epoca, eravamo amici. Giocavamo ma ci divertivamo un mondo. Era un tennis educato, quello. E vivo.

La differenza tra un campione della sua epoca e uno odierno?

Noi entravamo in campo per divertire il pubblico. Oggi ogni pallina vale decine di migliaia di euro e ai giocatori non importa nulla del pubblico. Pensano solo ai soldi. Quando ho vinto il Roland Garros mi hanno dato un premio in denaro con il quale non mi sono potuto comprare neppure un appartamentino. Oggi chi vince uno Slam si porta a casa due milioni e mezzo di dollari.

Ma, allora, la Osaka che lascia il tennis, Djokovic paralizzato durante la finale degli Us Open, terrorizzato dalla mancata conquista del Grande Slam. Perché?

E qui mi arrabbio. Djokovic avrà, che so, 500 milioni di dollari in banca e gioca una finale stressato? Ma scherziamo? E la realtà attuale del tennis che strofina i nervi a questi plurimiliardari. Sono macchine da guerra, istituti di credito. Forse si stressano a contare i soldi. Quando leggo che sono depressi mi saltano i nervi.

Djokovic, Nadal, Federer: chi al primo posto?

Federer, di un altro pianeta. E ve lo dice uno che ha battuto un certo Rod Laver che di Grande Slam se ne è pappati due.

II tennis italiano sembra rinato: prima Fognini, ora Sinner, Berretti, Musetti, Sonego. Siamo tornati ai tempi di Panatta-Barazzutli-Bertolucci-Zugarelli?

Penso di sì. Sinner ha solo 20 anni. Ha il mondo davanti e arriverà entro l’anno nei primi 10. Berrettini con quel servizio può vincere uno Slam. Non sulla terra battuta, però.

La sua più bella vittoria?

Nel 1976 ero il capitano non giocatore della squadra di Davis e arrivammo alla finale con il Cile. Mezza Italia non voleva che andassimo a giocarla perché a Santiago c’era il regime di Pinochet. Era tutto politicizzato, la sinistra vedeva la finale dal punto di vista ideologico e voleva boicottarla. Pensai: siamo pazzi? Rinunciamo a vincerla? Mi sono battuto come un leone contro tutti i politici ipocriti, di sinistra e non solo. Alla fine mi diedero retta e andammo. Vincemmo la nostra prima e ultima Davis, i giocatori in campo, io fuori. Ma fummo costretti a tornare in Italia quasi di nascosto, protetti dai carabinieri. Ricevetti anche due minacce di morte, avevo la polizia sotto casa.

E una sera si portò a letto la Coppa Davis…

Accadde dopo una festa a Roma, con Giulio Andreotti presente, salito frettolosamente sul carro dei vincitori: tutti se ne andarono a dormire e il servizio d’ordine lasciò lì la coppa. Nessuno se la filava. Così, per paura che la rubassero, la portai a casa, la misi sul letto. C’è una foto con il sottoscritto, la coppa e il mio gatto che ci dorme dentro.

Ed ecco la domanda delle cento pistole: chi è stato più forte, lei o Panatta?

Adriano è nato per giocare a tennis. Un talento puro. Mi ha battuto anche nella finale dei campionati italiani del 1970. Ma lui aveva 20 anni, io già 37… Però è durato troppo poco ai vertici, 3-4 anni. Meglio Nicola Chirinsky Pietrangeli, dai.

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Camila: l’amore per Firenze, il gioco, la moda (Querusti)

La rassegna stampa di venerdì 17 settembre 2021

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Camila: l’amore per Firenze, il gioco, la moda (Francesco Querusti, La Nazione)

Circolo Tennis Firenze in festa per la presenza di Camila Giorgi, numero 1 in Italia e al 36° posto nel ranking mondiale. Camila, nata a Macerata ma fiorentina d’adozione, ha portato freschezza, classe, simpatia, femminilità e moda nel tennis. Tra i suoi sogni quello di scalare posizioni nella classifica delle big, di insegnare ai giovani per trasmettere i suoi segreti e di non lasciare mai Firenze città che le ha preso il cuore. Camila, sui campi del Ct Firenze, è scesa in campo con gli allievi della scuola agonistica del circolo delle Cascine, in due ore divertenti, di grande fascino e colpi spettacolari. Oltre al tennis è stata protagonista la moda con sfilata sul bordo piscina con i capi dell’azienda Giomila disegnati dalla mamma di Camila. Poi si è raccontata, con accanto tutta la sua famiglia. «Sono più che soddisfatta – afferma Camila – ma non mi accontento mai. Adoro il tennis: ho detto che è il mio lavoro, ma lo amo. Una volta finito però ho altre cose a cui pensare, come la mia famiglia, e non ho rimpianti. Fra due settimane partirò per Chicago e poi parteciperò al torneo di Indian Wells. Mancano quattro tornei e poi è finita la stagione. Arrivare fra le prime 32 del ranking, per poter essere testa di serie negli Slam, è il mio obiettivo ma spero di fare ancora meglio». E in futuro quali obiettivi? «Mi piacerebbe insegnare alle bambine e ai bambini questo sport, che è incredibile, perché’ in parte è anche stile di vita. La scelta di seguire la passione di mia madre e di non scegliere altri brand è dettata dal fatto che mi ha insegnato tutto ed è una vera artista. Giomila è un progetto di moda che è diventato realtà e che seguirò con impegno». E il suo amore per Firenze e la Toscana. «Viviamo a Calenzano e quando sono a casa, insieme a mia madre e alla mia famiglia, andiamo in giro per la Toscana che è bellissima».

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