ATP Parigi: Federer soffre ma vince, Fognini perde con Pouille (n.176)

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ATP Parigi: Federer soffre ma vince, Fognini perde con Pouille (n.176)

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ATP MASTER 1000 PARIGI – Roger Federer si prende la rivincita di Roma e supera Jérémy Chardy 7-6(5) 6-7(5) 6-4. Fabio Fognini chiude con un doppio fallo, se la prende con l’arbitro e Bernardes si rifiuta di stringergli la mano. Vincono tutti i tennisti ancora in corsa per Londra. Da Parigi, Laura Guidobaldi

Roger Federer in inglese

Roger Federer in francese

 

Roger Federer si prende la rivincita dopo la sconfitta subita da Jérémy Chardy quest’anno al Masters 1000 di Roma. Il francese, ricordiamolo, aveva salvato un matchpoint ed aveva finito per conquistare l’incontro al tie-break (un altro !) sul centrale del Foro Italico, togliendo allo svizzero la possibilità di conquistare uno dei due Masters 1000 che mancano ancora al suo palmares.

Ma oggi, in terra di Francia, il campione svizzero, seppur soffrendo, è riuscito ad arginare il bravo Chardy e conquista un match estremamente complicato 7-6(5) 6-7(5) 6-4.

Il francese comincia benissimo il match, stordendo l’avversario con fendenti precisi, potenti, nonché con discese a rete e servizio al fulmicotone. Lo svizzero sembra distratto e ci mette un po’ ad entrare in partita, tant’è che il transalpino sale rapidamente 3-0. Roger sbaglia tante, troppe palle che Chardy però gli “scodella” tagliate e insidiose, alternandole al martellamento da fondo per mettergli pressione e rubargli il tempo.

Così facendo, il tennista di Pau si porta 5-2 senza colpo ferire; ma ecco che, sul 3-5, lo svizzero mette a segno il break e si avvicina 4-5.

Roger continua tuttavia a mancare di precisione e si trova 0-30 e poi 15-40. Il francese ha dunque due setpoint a disposizione; Federer sfodera un servizio vincente e annulla il primo. Chardy, dal canto suo, forse si ricorda che dall’altra parte della rete c’è Federer e, in un attimo di mancata lucidità, gli concede un enorme “regalo” scaraventando totalmente fuori misura un rovescio.

Ma non è ancora finita.

Il francese ha a disposizione un’altra palla del set; ma forse questa volta è lo svizzero a ricordarsi di essere Federer ed estrae nuovamente dal cilindro una delle sue perle servendo un ace a puntino. Eppure, come Penelope, Roger, in questa fase del match, fa e disfa, commettendo poi un doppio fallo che permette all’avversario di ottenere un 4° setpoint.

Ma il setpoint francese non s’ha da fare.

Roger si salva anche questa volta e pareggia i conti sul 5-5 per poi portarsi in vantaggio per la prima volta nel match sul 6-5.

Tuttavia, Federer non ritrova completamente le perfette misure poiché, sulla palla break a favore del francese, commette dopppio fallo.

Insomma, si va al tie-break.

Il campione elvetico sale rapidamente 3-0 e poi 4-2. Jérémy ha perso un po’ la fiducia e il giusto timing dei primi giochi. Tuttavia continua ad essere propositivo, tant’è che annulla un setpoint svizzero sul 6-4. Ma non basta

Alla seconda occasione, l’ex n. 1 del mondo fa suo il primo parziale in 54 minuti per 7 punti a 5.

Nel secondo set, Chardy continua a tener testa al tennista di Basilea e i giochi si svolgono con grande equilibrio tant’è che i due affrontano un secondo tie-break.

Si trovano ancora in parità sul 4-4. Ed ecco una prodezza di Chardy sul 5-4 Federer:  con una demi-volé bassa di dritto Jérémy si assicura il pareggio. Poi sale 6-5 ma non si ferma qui.

Con un fendente di dritto a uscire, Jérémy sorprende Roger e si aggiudica la seconda frazione per 7 punti a 5. Grande prova di carattere e tenuta mentale da parte del transalpino che ha saputo ritrovare la concentrazione e le misure dopo le tante occasioni perdute nel primo parziale.

Tutto da rifare dunque.

Nel primo gioco del terzo set, ci sono subito 3 palle break per l’elvetico. Ma Chardy è sempre estremamente propositivo e le annulla tutte.

Eppure, alla quarta, spreca un dritto lungo e Roger può così salire 1-0 e servizio. Il campionissimo di Basilea sale ancora 3-1. Nonostante tutto, il francese continua ad essere aggressivo, soprattutto di dritto. Tiene testa a Roger che rimane in vantaggio salendo poi 5-3 grazie al break in apertura di set. Ma Jérémy dimostra ancora di poterlo mettere in difficoltà e gli resta attaccato sul 4-5.

Tuttavia, alla fine, è l’ex n. 1 del mondo a conquistare l’incontro di oggi chiudendo 7-6 (5) 6-7(5) 6-4.

Ma grande merito a Chardy che lascia il centrale del Palais Omnisport tra gli appalusi infiniti del pubblico.

In conferenza stampa, Jérémy è apparso comunque sorridente e soddisfatto della propria performance: “Ho disputato un buon match; certo, ho avuto occasioni ma non ho rimpianti. Anche se avessi vinto il primo set, lui avrebb epoi potuto conquistare il secondo, non si può mai sapere. All’inizio l’ho aggredito subito perché vedevo che non era ancora molto reattivo“.

Roger, dal canto suo, ha ammesso di essersi un po’ fatto sorprendere da Chardy nel primo set, affermando che “è stato soprattutto merito suo perché ha giocato davvero bene, spingeva molto, tirava molto forte“.

E poi grandi elogi alla Francia da parte dello Svizzero : ” Sono sempre stato accolto bene in Francia. È un paese che conosco e in cui viaggio da quando giocavo da junior. Da ragazzino ho avuto la fortuna di studiare il francese e ciò mi ha permesso di poter simpatizzare e comunicare con gli altri tennisti francesi junior. A proposito, mi sembra di aver vinto proprio a Lille il mio primo torneo junior. Sì, sono contento di ritrovare Lille per la finale di Coppa Davis“.

Giornata ricca quella di oggi a Parigi. Il campione dell’Australian Open Stan Wawrinka apre la giornata sul centrale al cospetto di Dominic Thiem. Il match è godibile, specie per gli appassionati del rovescio ad una mano. Lo svizzero allunga subito 2 a 0 in avvio ma si fa riprendere sul 4 pari. Qui fa valere la sua maggior classe strappando ancora una volta il servizio a Thiem e chiudendo 6-4. Nel secondo parziale, dopo aver salvato una palla break sul 3 pari, Wawrinka si procura un matchpoint sul 6 a 5, ma Thiem annulla bene rifugiandosi poi nel tiebreak. Con errori da parte di entrambi, si arriva a setpoint per Thiem, annullato con il servizio dallo svizzero che poi si procura matchpoint. Sbaglia ancora Thiem e Stan fa sua una partita giocata in maniera distratta e discontinua. Un po’ come il suo 2014.

È stata dura ma Milos Raonic, testa di serie n. 7 a Bercy, è venuto a capo di un incontro estremamente equilibrato e complicato disputato contro l’americano Jack Sock. Anche s eil canadese conduce per 5-1 nei loro precedenti incontri, i match tra i due tennisti, quasi coetanei, sono spesso alquanto complicati, essendosi spesso risolti al terzo set. Alla fine, il pupillo di Ivan Lyubicic è riuscito a chiudere la partita con lo score di 6-3 5-7 7-6(4). Ancora un passo verso Londra per Milos che ora affronterà Bautista-Agut giustiziere di Richard Gasquet.

Niente da fare pr il francese di Beziers che è stato letteralmente travolto dal ciclone spagnolo Roberto Bautista Agut. “Mi sentivo bene, ho fatto tutto ciò che potevo ma oggi contro questo avversario ho potuto fare ben poco” ha dichiarato Richard alcuni minuti fa in confereza stampa.

Eh già. Il 26enne di Castello de la Plana, attuale n. 15 del mondo, ha disputato un match pressoché perfetto, sorprendendo il transalpino con i suoi colpi piatti, ancora più efficaci sul campo indoor del Palais di Bercy. “Ha giocato benissimo“, ha sottlineato Richard, “non ho nessuna scusa; mi ha messo in diffcoltà con il suo gioco piatto, ho risposto male “. E, alla domanda se ora non si senta comunque un po’ più libero di pensare al grande appuntamento della finale di Coppa davis a Lille, Gasquet ha ammesso di “voler cominciare ad allenarmi il più presto possibile sulla terra rossa. Certo, inconsciamente sono un po’ già a Lille, però non bisogna perdere di vista che ero comunque sul centrale di Bercy e ci tenevo davvero a vincere. Peccato perché mi sento bene, sono in forma, la coscia non mi fa male. Ma, ripeto, non ho scuse, il mio avversario ha disputato davvero una grande partita, del resto mi sorprende che non sia più alto in classifica“.

Nel derby dei David, è lo spagnolo Ferrer a spuntarla. Il tennista di Valencia ha eliminato il 23enne belga Goffin dopo un incontro complicato e lottato, terminatosi al terzo con lo score di 6-3 2-6 6-3.

Dopo un primo set scivolato via rapidamente a favore dello spagnolo, il belga sale in cattedra e, con colpi tesi, angolati e solidi, riesce a scardinare la regolarità del n. 7 del mondo. Ma è solo un attimo. Nel terzo e decisivo parziale, Ferrer infligge la zampata finale e si aggiudica un posto negli ottavi di finale, in un altro derby, questa volta tutto iberico, con Fernando Verdasco.

Un’ora e tredici minuti sono bastati ad Andy Murray per regolare Julien Benneteau in due rapidi set: 6-3 6-4. Ulteriore passo dello scozzese verso il Masters di Londra, non ancora certo matematicamente della sua presenza viste le vittorie di Raonic e Ferrer. A destare preoccupazioni erano soprattutto le condizioni fisiche di Andy, viste le ultime fatiche a Valencia e il tour de force a cui si è sottoposto, a partire dalla tornée asiatica.
Un primo set praticamente perfetto per Murray che, dopo un fulmineo 3-0 è riuscito a conservare il break fino alla chiusura del set. Nessun particolare patema nemmeno nel secondo, con Benneteau che è riuscito a strappare la battuta al suo avversario solo dopo essere andato sotto di un doppio break. Probabile, quanto interessante, scontro con Dimitrov al prossimo round.

In casa nostra abbiamo da registrare il solito Fabio Fognini che, oramai, non fa più notizia, sconfitto in due tie-break dal francese Pouille, con annessa sceneggiata finale in cui il giudice di sedia si rifiuta di stringergli la mano, per ritornare sui suoi passi poco dopo. Il match non inizia bene per Fabio che però riesce a rimontare il break subito all’inizio del match e a portarsi sul 2-2. La situazione di equilibrio dura fino all’undicesimo gioco, in cui Fognini piazza la zampata e strappa il servizio all’avversario. Set finito? Con Fabio in campo nulla è scontato, nella buona e nella cattiva sorte; parte morbido al suo turno di servizio e si va al tie-break. Anche qui l’equilibrio regna sovrano (Fognini era salito 3-1) e il punto di svolta del set arriva sul 5-6, al primo set point per il francese.

Nel secondo parziale, l’azzurro sembra aver preso le misure al suo avversario, numero 176 delle classifiche Atp, volando 5-2. Set vicino alla conclusione? La scena del primo set, anche se in modalità leggermente diverse si ripresenta e Pouille recupera lo svantaggio inanellando 3 giochi consecutivi e due palle break per il 6-5. Qui è bravo Fabio a respingere l’avanzata francese e a zittire, seppur momentaneamente, il calore del pubblico parigino (calore peraltro poco dimostrato nel match tra Federer e Chardy, a riprova della polemica levata da Simon). La conclusione naturale è il tie-break, con l’azzurro che salva un match point, prima di farsi annullare un set point grazie ad una buona prima di Pouille. Il finale è lontano solo una manciata di minuti, con Fabio che sul punto del 7-7 ha da lamentarsi con il giudice di sedia Carlos Bernardes, a tal punto da scaraventare la racchetta al suolo e da commetterre il doppio fallo che gli vale un prematuro ritorno a casa. Siparietto ai limiti del simpatico tra Fognini e Bernardes dopo la conclusione dell’incontro, con i due che escono insieme dal campo cercando di spiegare l’uno le proprie ragioni all’altro.

Dopo Lucas Pouille, altri due francesi si qualificano per gli ottavi di finale. Si tratta di Jo-Wilfried Tsonga che, seppur a fatica, alla fine si impone su Jurgen Melzer con il punteggio di 6-2 4-6 6-2, e di Gaël Monfils, vittorioso per 6-4 7-6 sul “gigante” americano John Isner.

Risultati:
S. Wawrinka (3) b. D. Thiem 6-4 7-6
R. Bautista Agut b. R. Gasquet (11) 6-4 6-2
(8) A. Murray vs J. Benneteau 6-3 6-4
(2) R. Federer b. J. Chardy 7-6(5) 6-7(5) 6-4
(10) J.W. Tsonga b. J. Melzer 6-2 4-6 6-2
G. Monfils b. (13) J. Isner 6-4 7-6
(7) M. Raonic  b. J. Sock 6-3 5-7 7-6(4)
(4) D. Ferrer b. D. Goffin 6-3 2-6 6-3
(12) F. Lopez b. S. Querrey 6-4 6-4
(9) G. Dimitrov b. P. Cuevas 6-0 6-3
L. Pouille b. (16) F. Fognini 7-6(5) 7-6(7)
[6] Kei Nishikori b. T. Robredo 6-7(4) 6-2 6-3

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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