Bercy: Federer e Djokovic fanno "piangere" la Francia

ATP

Bercy: Federer e Djokovic fanno “piangere” la Francia

Pubblicato

il

TENNIS ATP PARIGI BERCY – Fuori tutti i francesi in gara. Passano Federer e Djokovic. Berdych batte F. Lopez ed è ad una sola vittoria dalle Finals dove invece ci sarà Murray, che ha eliminato Dimitrov. Fuori anche Wawrinka. Da Parigi, Laura Guidobaldi e Davide Zirone

Streaming gratuito e scommesse live: tutto il tennis su bwin.it

Alle 23.40 finisce la quarta giornata del BNP Paribas Masters di Bercy, con il numero 1 del mondo Novak Djokovic che chiude il match contro Gaël Monfils 6-3 7-6 dopo 92 minuti di gioco.

 

La partita era iniziata bene per il serbo, capace di fare il break già nel secondo game. Dopo altre due palle break concesse, ma non sfruttate, nel turno successivo da Monfils, Nole chiude 6-3 dopo 36 minuti senza particolari problemi.

Ma più passano i minuti più il francese, supportato dal pubblico, sembra entrare in partita. Il francese concede ancora un break nel terzo game, ma riprende immediatamente il serbo, nonostante una plateale caduta che, più che fargli male, sembra addirittura rinvigorirlo. Infatti sul 2-2, perde tempo litigando con uno spettatore seduto in tribuna presidenziale, prima di servire due ace – saranno 12 in tutta la partita – decisivi che gli permettono di tenere il servizio annullando due palle break. Sul 5-5 Gaël lascia andare ogni colpo e martella il dritto di Nole, ma quest’ultimo, molto più nervoso, è bravo a non concedere setpoint. Si arriva così al tie break, che vede anzi, non vede, protagonista Monfils: prima commette un doppio fallo regalando il 3-1 e poi sbaglia una volée mandando Nole sul 5-2. Novak ringrazia e al primo matchpoint chiude 7-6 dopo 56 minuti.

Dopo una rapidissima intervista a caldo ai due giocatori, peraltro realizzata in piedi in mix zone e non in sala stampa, è ora di lasciare il deserto Palais Omnisport di Bercy. Domani il big match sarà quello fra Djokovic e Murray nella sessione serale (non prima delle 19.30), ma occhio anche a Raonic contro Federer (non prima delle 15.30).

Il ragazzo e il maestro, la promessa e il campionissimo, il 20enne e il 34enne. Sì, sono loro, Lucas Pouille e Roger Federer, i protagonisti del match forse più atteso di questo giovedì del BNP Paribas Masters. Il ragazzo francese disputa per la prima volta un ottavo di finale in un torneo così importante come un Masters 1000 e, per giunta, dall’altra parte della rete, ci sarà il proprio idolo di sempre, Roger Federer.

Con la freddezza e la tranquillità dei giocatori più navigati, il francesino mette in campo un’autorevolezza e una maturità sorprendenti, “bombardando” proprio lui, “King” Roger, con servizio e dritto, tenendogli testa fino al 3-3. Tanti i passanti tesi e piatti che sorprendono lo svizzero, tanti i servizi potenti e le risposte fulminanti. Ma ecco che Roger fa la differenza al settimo gioco del primo set, riuscendo a strappare la battuta a Lucas, a fare un passo in avanti sul 4-3 per poi allungare le distanze sul 5-3. Dal 3-3, il giovane transalpino commette alcune ingenuità che infatti gli costano caro.

Ma Pouille non demorde e continua a scaraventare dai suoi 185 centimetri di altezza grandi bordate di servizio riuscendo a intascare il game del 4-5.

Ma Roger non fallisce e chiude a zero il proprio turno di battuta che gli vale un 6-4 in 29 minuti.

Il pubblico, che qui a Parigi adora Federer (e non solo nella Ville Lumière) è nettamente schierato per il giovanissimo connazionale, soprattutto i tanti bimbi presenti sugli spalti – ricordiamo che a Parigi, e in gran parte della Francia, in questo periodo le scuole e le università sono chiuse per le vacanze di Ognissanti. Ma non solo. Lucas viene tifato e incoraggiato anche dai tanti adoloscenti e ragazzine che sono accorsi numerosi a sostenerlo, come il gruppetto di amiche sedute nel suo box.

Nel secondo parziale, Lucas continua a sfoderare imperterrito il suo tennis audace e propositivo e, sul 2-2, salva 2 palle break, aggredendo ancora di più Roger, per poi aggiudicarsi il game con tanto di ace. Sale così 3-2. L’equilibrio continua fino al 3-3 con Pouille che, al momento del bisogno, piazza ace pesantissimi o comunque servizi micidiali che inducono Federer all’errore.

Ma….ecco che nei punti più facili, Pouille s’incarta e commette alcuni malaugurati gratuiti “servendo” così a Roger su un piatto d’argento il break che permette all’elvetico di staccarsi sul 4-3 e servizio. Federer sale infatti 5-3 ma non è ancora finita. Lucas tiene il proprio servizio e si avvicina ancora a Roger sul 4-5.

Ma adesso sì che è finita.

L’ex n. 1 del mondo interrompe il sogno del 20enne francese chiudendo 6-4 6-4 e assicurandosi un posto nei quarti di finali contro Milos Raonic.

Estremamente rilassato e loquace, Roger Federer si è trattenuto volentieri con i giornalisti. “Non so se sono veramente un idolo per loro” ha risposto Roger riferendosi a Pouille, Dimitrov e Goffin, “comunque è un gran piacere giocare con ragazzi così educati, rispettosi e perbene. Lucas ha davvero un gran potenziale e deve continuare così, a lavorare molto e i risultati arriveranno“.

Mi sento in fiducia” ha ammesso Lucas Pouille ai giornalisti, “la stagione non è completamente finita per me, mi restano ancora alcuni Challenger da disputare e speriamo di conquistare altri punti per tentare di entrare in tabellone in Australia. Dopo la pausa delle vacanze, vedremo con il mio allenatore quali saranno gli obiettivi precisi per il 2015″.

Se Atene piange, Sparta non ride. Possiamo riassumere così la giornata di oggi in “chiave Davis” perché per la Svizzera oggi è stato eliminato Wawrinka, mentre la Francia ha perso il numero 10 del seeding Tsonga, battuto 6-1 4-6 6-4 da Kei Nishikori.

Il pubblico c’era ed era tutto schierato con il francese ovviamente, a tal punto che gli applausi riservati all’arbitro e al giapponese hanno fatto registrare lo stesso dato – minimo – in termini di decibel. Anche alla fine il giapponese non ha ricevuto i meritati elogi, con il pubblico ammutolito e intento ad evacuare il centrale per l’avvicendamento con gli spettatori della sessione notturna. Poco da dire sulla partita se non che Tsonga ha giocato a corrente alterna, così si spiega il netto 6-1 subito nel primo set e soprattutto il doppio fallo che ha regalato il matchpoint a Nishikori dopo 2 ore e 9 minuti di gioco. Al prossimo turno, il nipponico affronterà David Ferrer.

Andy Murray non si vuole più fermare. Il campione scozzese ha sbrigato rapidamente la pratica Grigor Dimitrov con lo score di 6-3 6-3. Un match alquanto a senso unico per l’ex n. 3 del mondo opposto a un Dimitrov non sufficientemente competitivo quest’oggi per metterlo in diffficoltà. Nel primo set, Andy mette a segno il break sull’1-1 per poi portarsi in vantaggio 3-1, 4-3 e chiudere alla fine 6-3. Nella seconda frazione, Grigor non riesce a fare di meglio e un solido Murray ottiene il break nel secondo game, sale quindi 3-0 per poi allungare le distanze sul 4-1, 5-2 e aggiudicarsi il parziale per 6-3. Murray non ha deluso le aspettative e raggiunge uno dei grandi obiettivi che si era prefissati nel 2014: la partecipazione alle ATP World Tour Finals di Londra.

In conferenza stampa si è dichiarato ovviamente soddisfatto: “È davvero piacevole sapere ormai di avercela fatta e non dover preoccuparsi di quello che fanno gli altri giocatori. E poi mi piace giocare Indoor, sono cresciuto su questa superficie e mi ci sono abituato fin da molto giovane. È un po’ come gli spagnoli che amano la terra rossa“.

Per quanto riguarda il match di oggi, per Andy è filato tutto liscio : “Dall’inizio alla fine non ho fatto errori, Credo non abbia avuto [Grigor] nessuna palla break e questo vuol dire che ho servito bene“.

Ora dovrà vedersela con il vincentre tra Djokovic e Monfils:” Sarà un incontro difficile chiunque sarà. Gaël adora giocare qui, ha dalla sua parte un grande sostegno del pubblico. Quanto a Novak, gioca benissimo, Ha vinto Wimbledon ed è ancora il n. 1 del mondo“.

Solo Federer può contendere il n. 1 a Djokovic, anche grazie alla Davis; invece il suo compagno di squadra Stan Wawrinka non si avvicina al fatidico evento nelle migliori condizioni. Oggi infatti è stato eliminato da Kevin Anderson con il punteggio di 6-7 7-5 7-6, in una partita poco entusiasmante che si è decisa negli ultimi game finali. Lo svizzero non è stato costante, un po’ come durante tutta questa stagione, ed ha così perso per la terza volta consecutiva contro Anderson nel 2014, dopo i 1000 ad Indian Wells ed in Canada.

Il primo set non è memorabile, con i giocatori che concedono una sola palla break a testa ma riescono a tenere il servizio. Si va quindi al tie-break dove Wawrinka cambia marcia subito salendo 3-0. Con una volée di rovescio chiude 7 punti a 2 dopo 53 minuti. Con il centrale sempre mezzo vuoto e quasi disinteressato – c’è chi grida “Allez Roger” e “Allez Novak” -, inizia il secondo set. Lo svizzero sembra in palla e ottiene una palla break già nel primo game, ma stecca il colpo e spreca l’unica opportunità di prendere il break nel set. Il break arriva nel dodicesimo game: Stan concede due palle break, ne salva una con un servizio a 209 km/h ma alla seconda capitola: 7-5. Anche la terza frazione di gioco si accende negli ultimi game. Sul 4-4 Wawrinka strappa il servizio del sudafricano ma proprio quando il più difficile sembra fatto, si fa breakkare servendo per il match sul 30-0 – con il suo preparatore atletico che scaraventa a terra la bottiglietta – e rimanda il verdetto al tie-break, che Anderson gioca alla perfezione. Il numero 14 del tabellone chiude 7 punti a 3 e domani affronterà Berdych.

Sguardo cupo, naso rosso e avvolto in un cappuccio grigio. Così si è presentato Stan Wawrinka in conferenza stampa dopo la sconfitta. Nonostante la delusione, lo svizzero è parso lucido nell’analizzare la partita: “Questi match si giocano nei punti decisivi, sono quelli a fare la differenza, ed io ho sbagliato a perdere quel break. Sicuramente non aver vinto tornei nelle ultime settimane non aiuta, ma la fiducia non mi manca e mancano ancora due importanti appuntamenti che potrebbero regalarmi un bel finale di stagione”. Proprio per quanto riguarda la finale di Coppa Davis, Wawrinka – visibilmente raffreddato – ha affermato che per ora non ha previsto di allenarsi sulla terra rossa perché prima vengono le Finals di Londra.

Finals che ormai sono quasi sicure per Tomas Berdych. Il ceco soffre un po’ più del dovuto contro un avversario che da fondo campo dovrebbe fare poco più del solletico, Feliciano Lopez, ma alla fine si conquista un posto nei quarti e se vincerà anche domani contro Anderson non dovrà preoccuparsi di quanto faranno i suoi avversari perché sarà qualificato aritmeticamente per le ATP World Tour Finals. Il primo set è stato quello più difficoltoso per il ceco, che pur avanti di un break, ha dovuto affrontare parecchi game ai vantaggi e alla fine ha ceduto il servizio proprio quando è andato a servire per il set sul 5-4. Lopez sul 5-5 sembrava in grado di sorpassare, invece Berdych è tornato a dettar legge e alla fine ha chiuso 7-5. Vinto il primo set, il ceco si è sciolto e stavolta non ha concesso chance allo spagnolo, salendo 4-0, perdendo uno dei due break, ma chiudendo comunque per 6-3. Buona la partita di Berdych, che però si è fatto troppo spesso imbrigliare sulla diagonale destro, dove il back in rovescio di Lopez ha fatto il suo dovere. Fosse riuscito ad uscirne con qualche lungolinea in più, probabilmente Berdych avrebbe chiuso anche più agevolmente.

Con Dimitrov fuori e Berdych ad un passo dalla qualificazione, a Bercy è praticamente lotta a due tra Ferrer e Raonic. Il primo ha battuto nettamente nel derby spagnolo Fernando Verdasco 6-1 6-2, mentre Raonic ha battuto Bautista Agut con un faticoso 7-5 7-6. Bautista, che è allenato da Javier Piles, ex allenatore di Ferrer, ha ceduto il servizio sul finire del primo set, poi nel secondo set è stato due volte avanti di un break e per due volte si è fatto riprendere. Nel tie-break che ha deciso il match, Bautista Agut è stato avanti 5-2 ma neanche questo vantaggio è bastato. Raonic ha salvato un set point e poi ha approfittato di un errore di dritto del suo avversario sul 7-7. Domani quarti di finale per entrambi. Ferrer affronterà Nishikori o Tsonga, Raonic aspetta Federer (o Pouille). Tra Ferrer e Raonic ci sono appena 25 punti quindi i conti sono facili: chi perde per primo, lascia il posto all’altro.

Risultati:

(5) Tomas Berdych b. (12) Feliciano Lopez 7-5 6-3
(14) Kevin Anderson b. (3) Stanislas Wawrinka 6-7 7-5 7-6
(8) Andy Murray b. (9) Grigor Dimitrov 6-3 6-3
(6) Kei Nishikori b. (10) Jo-Wilfried Tsonga 6-1 4-6 6-4
(2) Roger Federer b. (Q) Lucas Pouille 6-4 6-4
(1) Novak Djokovic b. Gael Monfils 6-3 7-6
(4) David Ferrer b. Fernando Verdasco 6-1 6-2
(7) Milos Raonic b. (11) Roberto Bautista Agut 7-5 7-6(7)

 

Continua a leggere
Commenti

ATP

Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

Continua a leggere

ATP

Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

Pubblicato

il

La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

Continua a leggere

ATP

Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

Pubblicato

il

[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement