ATP: istruzioni per l’uso – Rovescio, slice e risposta

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ATP: istruzioni per l’uso – Rovescio, slice e risposta

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TENNIS FOCUS – Un’altra stagione di tennis è andata in archivio. In attesa che cominci la prossima abbiamo deciso di volgere lo sguardo all’anno che è stato e compilare un piccolo prontuario che ci porterà attraverso i fondamentali del gioco e i loro migliori interpreti: da Federer a Djokovic, passando per Murray, Nadal e…Dolgopolov! Paul Sassoon, traduzione di Giulio Gasparin

Con la vittoria di Novak Djokovic alle ATP Finals di Londra ed il primo successo targato Svizzera in Coppa Davis è finita ufficialmente questa sorprendente stagione di tennis. Per l’inizio della prossima, i fan dovranno aspettare poco più di un mese, mentre i loro idoli saranno intenti a ricaricare le batterie ed allenarsi in vista di un altro anno di grande tennis. (clicca qui per l’articolo in inglese)

Prima che ciò possa accadere, noi di Ubitennis.com abbiamo deciso di volgere lo sguardo all’anno che è stato e compilare un piccolo prontuario che ci porterà attraverso i fondamentali del gioco e i loro migliori interpreti.

 

Questa settimana abbiamo analizzato tre nuovi fondamentali, ma ogni mercoledì ci saranno altre nuove categorie a tenervi compagnia nell’attesa del primo torneo dell’anno.

Se l’aveste perso, qui trovate l’analisi di servizio e dritto.

  • Risposta

1) Novak Djokovic:
Il numero uno del mondo è un felino in risposta, grazie a dei riflessi sovraumani, si avventa sul servizio del proprio avversario e spesso lo punisce se non abbastanza efficace. La combinazione di queste capacità di lettura e anticipazione, assieme ad una formidabile abilità nei fondamentali da fondo, lo rende il miglior giocatore al mondo in risposta. Nel 2014 ha vinto un terzo dei punti in risposta alla prima di servizio (33%) e addirittura il 58% sulla seconda, ottenendo il break nel 33% dei giochi in risposta.

2) Rafael Nadal:
Il maiorchino è un eccellente giocatore in riposta, ma al contrario del serbo non è un giustiziere così di frequente. Lo spagnolo però è in grado di prendere controllo delle operazioni già da questo colpo, così da portarsi in testa alle statistiche in risposta: 35% dei punti fatti rispondendo alla prima e 56% con la seconda, trovando il break nel 35% dei game giocati con l’avversario al servizio. C’è da dire, comunque, che queste statistiche sono un po’ viziate dall’assenza dello spagnolo dai campi veloci della stagione americana e poi quella indoor.

3) Andy Murray:
Pur rimanendo per lo scozzese una stagione difficile quella è appena chiusasi, egli ha portato a casa, al solito, ottimi risultati nei game di risposta. A spiegare la difficile situazione di classifica e risultati è il rendimento al servizio non a livello con i suoi giorni migliori. Ad ogni modo, il terzo posto nella classifica in risposta è rimasto ben saldo nelle sue mani, con numeri non lontani dai due che lo precedono: 33% di punti fatti rispondendo alla prima, 55% alla seconda e 32% di game in risposta vinti.

4) Kei Nishikori:
Il finalista degli US Open è costretto dalla sua debolezza al servizio a compensare con ottime qualità in risposta, per questo Nishikori si presenta in questa classifica e promette di salire ancora. Grazie ad una posizione molto vicina alla riga di fondo già dal primo colpo, il giapponese anticipa molto la proprio risposta togliendo tempo a chi si ritrova a servire, specialmente sulla seconda. Il rischio che corre risulta poco fruttifero sulla prima (solamente il 30% dei punti vinti, 15° in classifica), ma ottimo sulla seconda di servizio (53%).

5) David Ferrer:
Il quinto posto di Ferrer in questa classifica si deve soprattutto ai numeri più che ad un effettivo merito tecnico-tattico. Lo spagnolo non ha la risposta fulminante di Djokovic, né la capacità di prendere immediatamente in mano lo scambio del compatriota Nadal, ma ha la solidità mentale e fisica per cui alla fine il risultato è lo stesso: il break. Nel 2014 è il giocatore con più punti vinti sulla prima di servizio (34%) e il secondo sulla seconda (56%), così da essere in grado di ottenere il break nel 33% dei game di risposta.
Rovescio

1) Novak Djokovic:
Il numero uno del mondo è giustamente anche il numero uno quando si parla di rovesci. Se nel comparto offensivo, il suo colpo bimane potrebbe essere considerato secondo a quello ad una mano di Wawrinka, il rovescio del serbo è un colpo più completo, più solido e più incisivo e sicuro anche in difesa. Djokovic può giocare questo fondamentale in ogni modo e posizione del campo, mantenendo un’altissima qualità anche staccando la mano sinistra e giocando lo slice. Può attaccare e difendere con eguale disinvoltura e passare dall’uno all’altro atteggiamento senza difficoltà. Se per poco il numero uno del mondo non è stato incluso tra i migliori 5 dritti, su questo lato nessuno si avvicina a detronizzarlo.

2) Stan Wawrinka:
Per quanto riguarda potenza ed eleganza, si potrebbe dire che il colpo dello svizzero sia il migliore del circuito. Stan ha una grande capacità di accelerazione e apertura di angoli, ma come spiegato, è un colpo che non può rivaleggiare Djokovic, per la mancanza di affidabilità in difesa. Inoltre, lo svizzero manca di alcune soluzioni che invece sa produrre il numero uno al mondo.

3) Kei Nishikori:
Se il giapponese è riuscito in questo 2014 a vincere il primo Master 1000 e a raggiungere la prima finale slam e del master di fine anno, la ragione è sicuramente da ritrovarsi nella qualità del suo rovescio. Il suo lungo linea, specialmente, si è dimostrato un colpo letale ad ogni tipo di avversario. Quando Kei riesce a mettere i piedi sulla linea di fondo è capace di prendere in mano lo scambio e chiudere con il suo prezioso rovescio, arma che spesso gli consente anche grandi recuperi o imprendibili passanti.

4) Andy Murray:
Anche se lo scozzese ha fatto fatica a recuperare la sua forma migliore in questo 2014, ci sono stati sprazzi di ottimo gioco per lui, specie con l’amato rovescio e soprattutto a fine stagione. Questo colpo è sicuramente il suo punto di forza, perché in un gioco di solidità da fondo, con il rovescio, Murray raramente sbaglia, ma non solo, riesce a mettere pressione al proprio avversario con colpi potenti e precisi, anche da molto fuori dal campo. Anche la varietà è dalla sua grazie alla capacità di mescolare topspin, colpi piatti e slice.

5) Ernests Gulbis:
Al solito, scegliere il quinto classificato è difficile, poiché significa escludere definitivamente tutti gli altri. Alla fine Gulbis è stato preferito a Kohlschreiber e Federer, perché il lettone ha avuto una stagione fenomenale ed è stato il suo rovescio a portarlo così in alto. Il suo colpo bimane gli ha vinto moltissimi punti ed è stato sempre l’ancora di salvezza nei momenti più difficili.

  • Slice

1) Roger Federer:
Da molti e per lungo tempo, il rovescio dell’elvetico è stato considerato il tallone d’Achille, ma, c’è da dire che non vi è nel circuito uno slice di rovescio altrettanto efficace e affidabile. È un colpo che permette al rossocrociato di recuperare in difesa e, nelle manovre d’attacco, aumenta le possibilità di sorpresa: al rovescio in top può alternare la palla corta o lo slice profondo, che permette una discesa a rete comoda. Tutte queste variazioni tengono l’avversario in attesa, evitando che questi possa anticipare le mosse del campione svizzero, vero maestro nel nascondere le proprie intenzioni.

2) Andy Murray:
Il campione di Wimbledon nel 2013 ha, come visto, un fenomenale rovescio bimane, ma eccelle anche nello staccare la mano sinistra per effettuare lo slice. Murray usa questo colpo soprattutto in difesa, ma è un’arma a cui ricorre anche per rompere il ritmo dello scambio. Solo Federer usa lo slice con un’efficacia tattica maggiore.

3) Novak Djokovic:
Come la maggioranza dei bimani, anche il numero uno al mondo non ricorre spesso a questo colpo, ma ciò non deve oscurarne l’efficacia. Djokovic è uno dei migliori giocatori in difesa e quando insegue un colpo profondo e penetrante alla sua sinistra, spesso ricorre allo slice per rallentare il ritmo e recuperare campo. Pur non usando spesso lo slice per poter scendere a rete, il serbo è maestro a mascherare le intenzioni di palla corta.

4) Grigor Dimitrov:
Troppe volte si è paragonato il giovane bulgaro a Federer, ma quando il metro di paragone è il rovescio, è difficile dare contro a queste similarità. Certamente non è ancora ai livelli dello svizzero, ma lo slice è tra tutte le sue soluzioni, quella che più spesso lo ha tirato fuori dai guai quest’anno.

5) Alexandr Dolgopolov:
L’ucraino è tra i giocatori in attività quello che forse più di tutti merita l’appellativo di imprevedibile. Forse, a volte, nemmeno lui sa quale colpo andrà ad eseguire mentre si avvicina alla palla. Gran parte di questo suo “delirio” tennistico è scaturito dalla facilità con cui può cambiare le rotazioni con il suo rovescio. La quantità di rotazione laterale che imprime alla pallina è ciò che rende il gioco dell’ucraino così difficile da gestire.

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ATP Lione, quarti di finale: de Minaur terraiolo? Vincono anche Norrie, Rune e Molcan

Due quarti in lotta e due sul velluto nel giovedì francese, con l’australiano che non è più un bye sulla terra battuta

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Alex de Minaur – ATP Lione 2022 (foto via Twitter @OpenParcARA)

Nella giornata in cui l’attenzione è rivolta a ben altri tabelloni, quello dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes di Lione si è allineato alle semifinali. Il programma si è aperto con il successo per 6-3 6-2 di Alex Molcan su Federico Coria, incapace di ripetere la prestazione offerta al turno precedente che gli era valsa la vittoria su Carreño Busta, finora il suo scalpo più prestigioso.

Il ventiquattrenne mancino slovacco, nel momento migliore della carriera, se la vedrà con Alex de Minaur, il cui avversario, il lucky loser Yosuke Watanuki, si è ritirato dopo aver perso il primo set 6-4. L’inedito scontro fra i due Alex costituisce un buon banco di prova per le velleità australiane sulla terra battuta in vista di Parigi, superficie su cui in questa stagione sta ammucchiando più vittorie ATP (nove) che nel resto della carriera.

A separare questi due quarti c’è stata la conclusione dell’ultimo ottavo del mercoledì. Dopo tre ore e un quarto di battaglia, infatti, Manuel Guinard e Michael Mmoh sono stati rimandati in albergo per oscurità. Alla ripresa, sul 5 pari al terzo, il francese è partito meglio e… basta: 4-6 6-4 7-5 il punteggio finale. Guinard è tornato in campo contro Holger Rune, ha vinto il primo parziale, ma si è arreso alla rimonta danese con un principio di crampi – per Holger.

 

Il suo avversario in semifinale sarà Cameron Norrie, vincitore di Sebastian Baez con il punteggio di 6-4 4-6 7-5. Non poteva non essere lotta fra i due, e appunto due ore e quaranta sono servite al britannico per avere ragione di Baez che è pure risalito da 3-5 nel terzo annullando tre match point – il primo con un lob strepitoso. Un doppio fallo argentino sul 5 pari è costato un nuovo break e Norrie ha poi chiuso con la battuta.

Il tabellone completo di Lione

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Flash

WTA Rabat: Martina Trevisan e Lucia Bronzetti volano in semifinale

Venerdì sarà derby azzurro in Marocco: Trevisan regola Rus in due set, Lucia la spunta al tie-break del terzo su Parrizas Diaz

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Martina Trevisan – WTA 1000 Madrid (foto via Twitter @MutuaMadridOpen)

Le notizie che ci porta il vento d’Africa non possono che farci sorridere, quest’oggi ancora. Infatti Martina Trevisan, dopo l’opera d’arte della vittoria contro Garbine Muguruza, continua il suo gran cammino nel Grand Prix SAR La Princesse Lalla Meryem, torneo di categoria 250 che si gioca a Rabat: ottima vittoria contro l’olandese Arantxa Rus, tds n.7, che aveva tra l’altro vinto l’unico precedente della coppia sulla terra, l’anno scorso in quel di Belgrado. Prova convincente, specie dal punto di vista mentale per la n.85 al mondo, che ha portato a casa il match per 7-6(4) 6-3, in una partita molto dura e intensa, con il primo set da quasi 1h e 30. I meriti veri non stanno tanto nei numeri e nelle statistiche però, quanto nella forza di volontà, nel rimanere sempre aggrappata alla partita: spreca un vantaggio di 3-0 nel primo set, portando addirittura Rus a servire per il set sul 6-5…ma lì dopo una serie di vari break e contro-break impatta sul 6-6 andandosi a prendere il tie-break di governo, con forza. Nel secondo parziale si segue un copione abbastanza simile: 4 break fino al 3-3, fino a quello che crea il solco a favore di Trevisan nel settimo gioco, bissato poi nel nono che vorrà anche dire match vinto per Martina, brava a non perdere mai la concentrazione e tenere sempre sotto controllo l’avversaria. Cerca la prima finale WTA superiore a un 125, e si conferma una specialista della terra (quarti al Roland Garros 2020) l’ex n.66 al mondo. Sarà un derby tra due esordienti in una semifinale del Tour a decidere chi arriverà all’atto conclusivo nella parte alta del tabellone perché anche Lucia Bronzetti ha superato il suo ostacolo –6-1 3-6 7-6(5) a Nuria Parrizas Diaz, n. 48 della classifica.

Nel quarto game arriva il break per Bronzetti, brava a scambiare da fondo e tessere la rete con pazienza, mai frettolosa e questo alla fine ha fatto la differenza con la spagnola. Continua il ritmo impressionante di Lucia, che da fondo si trasforma in un vero e proprio martello e non si accontenta di un break, ma va a conquistarsi pure il secondo, mandando a destra e a sinistra Parrizas Dias, non concedendole neanche un po’ di iniziativa. E si va a concludere così un primo set che dopo i primi 3 game non ha più visto gioco, ma solo una serie di giocate e di dominio di Lucia Bronzetti, che ha letteralmente malmenato la tds n.3, chiudendo 6-1 un primo set in cui la lingua spagnola è stata cancellata dalla forza del tricolore.

Nonostante un primo set da dimenticare, Parrizas Diaz sembra riuscire subito a ripartire al massimo nel secondo parziale: break nel secondo game, ottenuto dopo uno scambio da 20 e passa colpi durissimo e chiuso con una delicatissima smorzata, punto del match. In realtà Lucia, nonostante tutto, di impegno e vogliosa riesce a recuperare il break e portarsi sul 2-1, contando sulle folate che ogni tanto assalgono la spagnola; peccato che duri poco questa rimonta, subito gettata al vento da Bronzetti subendo il break a 0, addirittura con un doppio fallo. Eppure prosegue questa sorta di maratona psichedelica, con il quarto game di fila in cui la giocatrice al servizio perde, e anche abbastanza male: in questo caso Parrizas Dias, anche grazie alla spinta di Bronzetti, paga qualche errore di troppo da fondo, ancora con la discontinuità protagonista. Sul 3-3 del secondo set lo strappo decisivo da parte di Parrizas Diaz, che dopo aver portato a casa un game combattuto ai vantaggi infila un parziale di 10 punti a 2 che manda il match al terzo set.

 

Il dritto di Parrizas muove molto bene il gioco, viaggia filante in lungolinea che sembra quello di Bautista Agut e apre il campo con l’incrociato stretto a stremare le gambe azzurre che tuttavia non si arrendono. Gli scambi si allungano, la fatica è palpabile, mentre neanche Bronzetti accenna a calare, anzi, il livello è molto buono e i vincenti non mancano.

Lo schiaffo troppo centrale viene punito dal passante romagnolo e il doppio fallo significa 15-40. Brava Nuria a risalire, ma si rimane nel game e un’altra seconda fuori bersaglio seguita dalla risposta aggressiva valgono il 4-2 per Lucia. Ma è solo il primo di quattro break consecutivi, con il dritto spagnolo che a volte dà e a volte toglie. Soprattutto dà, perché si arriva a 5 pari, con la nostra che, in battuta, si è fermata a due punti dal match. Servendo per arrivare al 6 pari, Parrizas Diaz affossa due palle per un promettente 30-30, ma si accaparra il game con Lucia che non ha saputo o voluto approfittare di un’occasione per spingere in entrambi i punti.

Nel tie-break equilibrato, Nuria ha l’occasione per salire 5-3, le basterebbe piazzare un smorzata appena decente dopo aver ben condotto lo scambio; invece le esce un mezzo lob e Lucia si prende quel punto e i successivi due, gentili omaggi andalusi. Parrizas si ripiglia in tempo per annullare il primo match point, ma sul secondo, dopo 2 ore e 43 minuti, Bronzetti sfodera un ace che la porta in semifinale.

Nella parte bassa, saranno Claire Liu e Anna Bondar a giocarsi un posto in finale. La ventunenne statunitense ha battuto 6-4 6-1 Astra Sharma, mentre l’ungherese ha approfittato del ritiro di Ajla Tomljanovic quando l’australiana era sotto 1-5 nel primo set.

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ATP

Numeri: le mille vittorie di Djokovic a confronto con quelle di Nadal e Federer

Il campione serbo ha raggiunto l’importante traguardo a Roma, battendo Casper Ruud. Quando ce l’hanno fatta gli altri due assi? E qual è il bottino che “pesa” di più? L’approfondimento di Ferruccio Roberti

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1000 – Le vittorie nel circuito ATP ottenute da Novak Djokovic grazie alla vittoria su Casper Ruud la scorsa settimana nella semifinale degli Internazionali d’Italia. Un traguardo importante per l’attuale numero 1 al mondo, divenuto il quinto tennista dell’Era Open a raggiungere un tale numero di successi, dietro a Jimmy Connors (1274), Roger Federer (1251), Ivan Lendl (1068) e Rafael Nadal (1051). Un record impreziosito da un’altra importante statistica: la sua percentuale di vittorie nel circuito maggiore è seconda solo a quella di Nadal, che ha vinto l’83.2% (1051-212) delle partite da lui giocate, giusto un centesimo meglio di quanto fatto da Nole. Djokovic è a sua volta seguito in questa speciale graduatoria dall’82,4% di Bjorn Borg (ottenuto grazie a 654 vittorie e 140 sconfitte ), dalll’82% di Roger Federer (1251-275) e dall’81.8% di Jimmy Connors (1274-283). 

La millesima vittoria dell’attuale numero 1 ATP ci ha stimolato a cercare di ripercorrere in qualche modo tutti i successi ottenuti dal serbo nei suoi diciassette anni di presenza nel tour. Non ci siamo soffermati sul numero di titoli vinti o di settimane di permanenza al primo posto della classifica, ma abbiamo piuttosto scomposto le sue vittorie in categorie meno conosciute al grande pubblico. Le mille partite vinte dal campione serbo le abbiamo così divise tra quelle giocate al meglio dei tre o dei cinque set, tra le superfici di gioco sulle quali sono state ottenute, per la categoria di tornei nella quale sono arrivate e a seconda delle varie fasce di classifica degli avversari superati. Ne sono così venute fuori le tabelle che potete consultare, all’interno delle quali abbiamo anche indicato -per ciascuna categoria – la percentuale di vittorie raggiunta.


Età prima vittoria nel circuito (info sul match)
Età millesima vittoria nel circuito (info sul match)Bilancio complessivo W-L alla millesima vittoria (percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza breve nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria(percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza lunga nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria (percentuale successi)
Djokovic16 anni e 10 mesi (RR Coppa Davis 2004: b J. Skoderis 6-2 6-2)34 anni 11 mesi (QF Roma 2022: b. C. Ruud 6-4-6-3)1000-202 (83.2%)649-149 (81.3%)351-53(86.9%)
Federer17 anni e 1 mese (1°T Tolosa 1998: b. G. Raoux 6-2 6-2)33 anni  5 mesi(F. Brisbane 2015: b. M.Raonic 6-4 6-7 6-4)1000-227(81.5%)668-166 (81%)332-61 (84.4%)
Nadal15 anni e 10 mesi ( 1°T Maiorca 2002: b R. Delgado 6-4 6-4)34 anni 5 mesi (2°T Bercy 2020 4-6 7-6 6-4)1000-200 (83.3%)687-160 (81.1%)313-41 (88.4%)

Presi dalla curiosità abbiamo poi recuperato anche il cammino percorso da due campioni della stessa grandezza di Djokovic – Federer e Nadal- tra l’altro accomunati dall’aver frequentato il circuito grossomodo negli stessi anni dell’attuale numero uno al mondo. Anche per Roger e Rafa abbiamo considerato le loro prime mille vittorie nel circuito, raggruppandole poi in sottocategorie, così come fatto per Nole. Un modo di approfondire l’immensa grandezza delle loro carriere, ben consci che qualche statistica parziale non può certo ordinare le loro gloriose carriere in vane classifiche. Anche perché i numeri contenuti nelle quattro tabelle non fanno altro che confermare in buona parte notizie ormai risapute dagli appassionati: Federer dà il meglio di sè ed è il più forte di tutti sull’erba (87.3% di successi, l’unico dato molto parziale in controtendenza a tale affermazione è rappresentato dai 3 successi a 1 di Djokovic negli scontri diretti contro di lui), Nadal è nettamente il più forte sulla terra rossa, Djokovic, a sua volta, è il migliore quando la partita si disputa sul cemento all’aperto. Quando si gioca sulle superfici veloci in condizioni indoor il rendimento migliore è nuovamente quello di Roger, di un pizzico sul serbo (e in effetti Federer ha vinto 24 titoli contro i 13 di Djokovic, sebbene Nole conduca sullo svizzero per 6-4 i confronti diretti in queste condizioni di gioco). Anche leggendo altri dati relativi alle superfici i numeri sui punti deboli (sarebbe più corretto definirli di minor dominanza nel circuito) confermano che Nadal abbia avuto una certa difficoltà sul duro indoor (68.1% di vittorie) e che Federer abbia un buonissimo 76.2 % sul rosso (del resto Roger ha vinto 11 titoli, raggiunto altre 15 finali e ha un bilancio in positivo di 32 vittorie e 29 sconfitte contro i top ten) ma non in linea con le altre superfici. Così come, leggendo i dati contenuti nelle tabelle da noi preparate, si ricava un segreto che tale non è: Nole ha un rendimento di altissimo livello su qualsiasi tipo di campo si disimpegni, uno dei grandi motivi del suo grande successo. Tutti e tre sono arrivati alla millesima vittoria con percentuali di successo superiori all’80%, che mantengono sia nei match giocati al meglio dei tre set, che in quelli disputati sulla lunga distanza. 

 

Match vinti sulla Terra rossa
 (% vittorie su partite giocate)
Match vinti sull’Erba (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento outdoor (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento indoor (% vittorie su partite giocate)
Djokovic253 (80,3%)102 (85%)504 (86,3%)132 (81%)
Federer198 (76.2%)131 (87.3%)439 (83.6%)232 (84.9%)
Nadal445 (81.8%)71 (78%)407 (79.8%)77 (68.1%)

Magari era notizia meno nota che tra i tre per raggiungere le 1000 vittorie sia stato Djokovic a contare su più successi nelle partite che maggiormente contano durante la stagione: quelle degli Slam, ma anche dei Masters 1000 e delle ATP Finals (e Olimpiadi, mai vinte però dal serbo che in quattro partecipazioni ha ottenuto al massimo la medaglia di bronzo, conquistata nel 2008 a Pechino sconfiggendo James Blake). Sommando i match portati a casa in queste tipologie di tornei scopriamo che Nole ha ricavato i tre quarti dei suoi successi da partite giocate quando i tornei sono i più importanti della stagione tennistica: e del resto è l’unico tra i tre- leggiamo dalle nostre tabelle- ad aver ottenuto oltre il 20% dei suoi successi contro colleghi nella top ten (ad essere precisi il 23,1%, quasi una su quattro) e che contro giocatori non compresi nella top 20 abbia perso solo 70  delle 720 volte (il 9%) che li ha incontrati.


Slam
Masters 1000/ATP Finals/OlimpiadiATP 500-250Coppa Davis/Atp Cup
Djokovic323/369 (87.5%)434/540 (80.3%)197/240 (82.2%)46/53 (86.8%)
Federer279/324 (86.1%)372/478 (77.8%)311/379 (82.1%)38/46 (82.6%)
Nadal282/321 (87.9%)417/514 (81.1%)268/330 (81.2%)33/36 (91.7%)

Ma scavando si trovano dati impressionanti su tutti e tre questi grandi campioni: davvero ad esempio lascia senza parole il numero di 454 successi sul rosso che ha portato Nadal nel novembre 2020 a raggiungere la sua 1000°vittoria nel circuito. Per il campione maiorchino, indiscutibilmente -questo sì- il più grande di sempre sulla terra rossa una dote di successi che oltre ad aver portato all’incredibile record di 13 Roland Garros vinti, gli ha regalato un’incredibile bacheca (sempre fermandoci a novembre 2020) di 60 titoli complessivi ottenuti sulla terra battuta, tra i quali ben 25 Masters 1000). Anche i numeri di Federer sono incredibilmente buoni, come confermato senza che ce ne fosse bisogno dalle nostre tabelle. Anche rileggendo i numeri da noi raccolti è difficile pensare che ci possa essere qualcuno nel breve periodo capace di raggiungere i livelli di questi campioni immensi. Le curiosità da trarre da queste statistiche sono comunque tante, lasciamo ai lettori le considerazioni che riterranno più opportuno estrapolare.

W-L Vs top  5W-LVs 6-10W-LVs 11-20W-LVs 21-50W-LVs 51-100W-LVs 101 +
Djokovic108-73 (59.6%)123-32(79.3%)117-27(81.2%)310-43(87.8%)217-15(93.5%)123-12(91.1%)
Federer87-62 (58.3%)96-35(73.2%)120-33(78.4%)324-54(85.7%)240-31(88.5%)133-12(91.7%)
Nadal86-58 (59.7%)86-35(77.4%)137-31(81.5%)286-45(86.4%)269-17(94%)136-15(90.0%)

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